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Roma (RM), Italia

Asilo nido per la Regione Lazio di Roma

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L’edificio della regione Lazio che dovrà ospitare l’asilo nido è inserito in un contesto molto articolato ed è interamente delimitato da un intenso sistema viario pubblico. La parte oggetto di concorso è caratterizzata da una volumetria a doppia altezza e dalla presenza di numerosi elementi strutturali che definiscono e condizionano l’ambiente sul quale intervenire.

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OBIETTIVI Il progetto intende utilizzare al meglio gli spazi esistenti in accordo con i parametri normativi. L’approccio progettuale è stato quello di creare uno spazio flessibile e adattabile alle diverse esigenze dei bambini e del personale. Gli ambienti sono stati divisi con pareti scorrevoli in modo tale da poter creare uno spazio unico in caso di necessità e rendere quindi più flessibile lo spazio adattandolo alle esigenze di insegnamento e di crescita.

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L’interazione tra gli spazi è stata ricercata non solo tra gli ambienti interni, ma anche tra dentro e fuori. Ecco che la ricerca si è volta all’individuazione di un FIL-ROUGE, un elemento di giunzione tra l’asilo e lo spazio gioco esterno: il MURO VERDE diventa in quest’ottica la guida e la chiave di lettura di tutto il progetto. Il muro: un sistema che accompagna il bambino dall’ingresso, attraverso tutti gli ambienti, fino alla scoperta dello spazio verde esterno. Si è cercato inoltre, non solo di protendere l’interno verso l’esterno, ma anche di portare il verde all’interno della struttura, tramite la creazione di una loggia al primo piano e la realizzazione di due corti interne in corrispondenza degli attuali lucernari.

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La distribuzione degli spazi all’interno dell’area di progetto ha dovuto tenere conto di una situazione abbastanza articolata e complessa. Poiché lo spazio a disposizione non consentiva la collocazione di tutte le attività a piano terra, la zona lattanti è stata pensata al piano superiore. Questa parte dell’asilo andrà a costituire un nucleo indipendente e raccolto, più adatto alle esigenze dei bambini molto piccoli, con accesso indipendente rispetto alla zona divezzi (predisposta al piano terra).

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Lo spazio a piano terra è così definito:
  • Inizio percorso- muro verde: area accoglienza ed area filtro
  • Spazio gioco comune nella parte antistante il muro verde
  • Spazio gioco e psicomotricità definito dalle due corti che definiscono un esterno nell’interno
  • Tre aule dei divezzi ciascuna delle quali affiancata dai relativi servizi, tutto ciò dietro al muro verde
Lo spazio a piano primo:
  • Zona lattanti separata dal muro e antistante questo
  • Zona dispensa, cucina, servizi, pranzo e gioco dietro al muro verde
  • Loggia esterna sopra lo spazio aule divezzi, ovvero parte del doppio volume occupato

Sono state eliminate le due scale di metallo che conducevano al piano primo e sono state sostituite da un’unica scala che definisce una promenade architecturale di crescita del bambino. Anche le aperture in facciata sono state in parte modificate e in parte ripristinate, eliminando le parti tamponate a favore di porte finestra che garantiscono l’aerazione e l’illuminazione degli spazi interni. Tutti gli spazi interni, legati dal filo conduttore MURO VERDE, proseguono estroflettendosi verso l’area esterna dedicata al verde che termina con una piccola collinetta di verde a raso.

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L’elemento MURO VERDE, è il filo conduttore del progetto. Una sorta di bruco verde che accompagna i bambini nella crescita e nella scoperta dall’ingresso attraverso le aule, lo spazio gioco, la scala, la loggia al piano primo, per poi sfociare nell’area gioco esterna (lo spazio sito lungo via Rosa Raimondi Garibaldi). Il muro assume il ruolo di guida, come una direttrice che indica il percorso ai bambini; assume la funzione di narratore di una storia che si svolge idealmente dall’interno verso l’esterno.

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In questo percorso il bruco verde cambia gradualmente aspetto. A piano terra è solido, pieno, e definisce gli spazi e le funzioni; come una cortina, si articola e si snoda in mezzo alla maglia dei pilastri esistenti, e racchiude lo spazio d’ingresso, caratterizzato dalla presenza di elementi speciali: le due corti, create attraverso l’apertura dei due lucernari esistenti. Le corti sono compartimentate da superfici vetrate, in modo tale da far passare sia luce naturale sia aria. Questi due spazi geometricamente caratterizzati da forme pure primarie anticipano al bambino la sensazione di uno spazio gioco esterno che apparirà alla fine del percorso. Dietro questa sorta di quinta verde, si sviluppa la fascia dei servizi e degli ambienti riservati agli insegnanti, che permette di separare il cuore dell’asilo, le aule, dalla zona di filtro e di collocarle nella parte più protetta. Le tre aule dei divezzi sono in collegamento tra di loro attraverso delle pareti scorrevoli e sono collegate direttamente con uno spazio filtro di collegamento allo spazio gioco esterno. Il muro dello scannafosso è stato trattato come una parete vivente: parete vegetale; tutto ciò permette di armonizzare tale spazio attualmente angusto e privo di luce.

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Dal connettivo scale aderenti al muro verde si sale al primo piano dove il muro va a definire lo spazio cucina, mensa-spazio comune andando poi ad articolare il limite della loggia; qui inizia a perdere consistenza, scandito da numerose finestre fisse che si affacciano sullo spazio interno dell’asilo, smaterializzandosi e trasformandosi in un percorso verde che conduce alla zona gioco esterna. La loggia sarà collegata allo spazio esterno attraverso la realizzazione di due passerelle una fruibile dai bambini e dagli insegnanti e l’altra esclusivamente di servizio. La zona gioco esterna risulta quindi accessibile sia dalla loggia che dal piano terra. Esternamente sono state pensate delle schermature per la zona climatizzatori e per la zona gruppi elettrogeni che saranno nascosti e protetti con opportune alberature e siepi.

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