Projects
Frontcovers
Top Favorites
Latest
Competitions
Albums
Details
Newsletters
Montecarlo (LU), Italia

Recupero del Palazzo Ex Fondazione Pellegrini Carmignani

12_montecarlo_microscape_large

Il complesso della Ex Fondazione Pellegrini Carmignani a Montecarlo rappresenta un importantissimo organismo urbano che struttura l’antico borgo medioevale che lega il suo nome a Carlo IV di Boemia. Il manufatto costruitosi a partire dal XIV sec. con il Palazzo del Vicario e successivamente aggregatosi con il Complesso Conventuale delle Clarisse della fine del XVI sec. ha subito interventi succedutesi fino agli anni ‘60 del ‘900 con consistenti rimaneggiamenti e modifiche che avevano reso il manufatto poco leggibile nelle sue articolazioni tipologiche; l’intervento si è concentrato nell’individuare e rendere leggibile le varie aggregazioni successive dove la contemporaneità è inserita chirurgicamente ricorrendo in particolare al progetto della luce come componente di identificazione non invasiva.

01_montecarlo_-microscape_large

La caratteristica dell’impianto illuminotecnico diversificato sia per tipo di sorgente (fluorescente e led Rgb) sia per il disegno dei corpi lampada determina una duplice lettura dello spazio sia puntuale che sequenziale. L’adeguamento normativo del complesso – destinato a biblioteca, archivio storico comunale e spazi polifunzionali per attività ricreative ed espositive – è stato risolto riducendo al minimo la visibilità degli interventi (sistemi antincendio, compartimentazioni, condizionamento, accessibilità) al fine di rispettare le rigide prescrizioni della Soprintendenza locale senza per questo pregiudicare le necessarie e legittime richieste funzionali della comunità. Il primo lotto di intervento, oltre che comprendere il Palazzo del Vicario sulla piazza e i loggiati sovrapposti sul giardino ha riguardato anche la sistemazione completa delle coperture e delle facciate dell’intero complesso.

02_montecarlo_microscape_large

Il riassetto dei collegamenti verticali mantiene le attuali scale presenti al piano terra del loggiato che costituiscono l’accesso al primo piano del palazzo, ciò permette il mantenimento in loco dell’affresco della Madonna del Soccorso localizzato nel vano al piano terra accessibile da via della Porticciola. Tale spazio ripulito dalla successive partizioni riacquista una unità spaziale permettendo una corretta lettura dell’opera affrescata, oltre a definire un ambito di accesso al vano ascensore da via della Porticciola, l’ascensore con doppia apertura contrapposta (localizzato nel vano adiacente) permette il superamento del dislivello tra piano del porticato e quindi del giardino con l’accesso da via della Porticciola a tutti i tipi di utenza anche con problemi motori. La ripulitura del vano voltato al piano terra permette di individuare la presunta giacitura della torre dell’antico Palazzo del Vicario. Se l’ascensore permette di risolvere i collegamenti meccanici al complesso nella sua interezza, il sistema delle scale si compone per parti distinte dove gli elementi (rampe) storici vengono chiaramente individuati e restaurati. La nuova rampa di scale che collega il primo piano con il secondo, che tra l’altro costituisce via di fuga, è risolta con una struttura in acciaio e scalini a sola pedata in pietra arenaria locale. La smaltatura ignifuga di colore bianco permette la smaterializzazione e l’alleggerimento visivo della struttura all’interno del vano preposto. Il nuovo collegamento verticale permette inoltre di integrare alle funzioni pubbliche principali (biblioteca ed archivio storico) il loggiato al secondo piano per il quale viene indicata un utilizzo polifunzionale. Passando in rassegna i materiali e finiture possiamo indicare due linee operative, ossia: Mantenimento ed integrazione dei materiali storici ove rinvenuti; Utilizzo di materiali e componenti a basso impatto visivo ma che permettono una chiara leggibilità dell’intervento contemporaneo senza generare falsi mimetismi.

03_montecarlo_microscape_large

Le partizioni interne vengono liberate dalle successive superfetazioni e l’apertura di un portale al piano primo ridefinisce l’unità spaziale della sala principale permettendo di “leggerla” integrata con la struttura del camino storico rinvenuto durante i lavori eseguiti. L’inserimento dei nuovi servizi cerca di ridurre al minimo l’impatto visivo. La necessità di risolvere le compartimentazioni antincendio ha portato alla scelta di un sistema di infissi REI 120 in legno finitura in ciliegio che permettono una completa integrazione negli ambienti. La soluzione per le vetrate a specchiatura unica di chiusura delle logge al primo e secondo piano (l’apertura degli infissi è a vasistas con sistema motorizzato) è in alluminio elettroverniciato. Per i controsoffitti REI è stata decisa in accordo con la Soprintendenza, la definizione dell’andamento che evidenzia le travature principali dell’orditura dei solai lignei preventivamente consolidati. Per quanto riguarda la tinteggiatura generale del complesso, la scelta monocromatica (avorio chiaro) è finalizzata alla lettura unitaria del manufatto urbano senza così incorrere in semplicistici mimetismi molto spesso in voga nelle città italiane. Il colore sensibile alla variazione della luce naturale ed artificiale rende dinamica la percezione dell’edificio nel suo complesso. A completamento della proposta è stato predisposto a livello esecutivo anche un sistema integrato di arredo che sarà oggetto di successivo finanziamento.

04_montecarlo_microscape_large

05_montecarlo_microscape_large

06-bis_montecarlo_microscape_large

06_montecarlo_microscape_large

07_montecarlo_microscape_large

08_montecarlo_microscape_large

09_montecarlo_microscape_large

10_montecarlo_microscape_large

11_montecarlo_microscape_large

13_montecarlo_microscape_large

14_montecarlo_microscape_large

15_montecarlo_microscape_large

16_montecarlo_microscape_large

17_montecarlo_microscape_large

18_montecarlo_microscape_large

19_montecarlo_microscape_large

20-bis_montecarlo_microscape_large

20_montecarlo_microscape_large

Tooop