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Casciana Terme (PI) (PI), Italia

RIQUALIFICAZIONE URBANA DEL CENTRO DI CASCIANA TERME

Giovanni Santi, PAGNI+TOLAINI ARCHITETTURA, Alessandro Tolaini, Rino Pagni, Massimiliano Martino, Sergio Scatena

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Cenni storici Casciana Terme è un paese posto a pochi chilometri da Pontedera che conta circa 3.500 abitanti, nell’incantevole paesaggio collinare, tra olivi e vigneti, delle Colline Pisane. Conosciuta in tutta Italia per le proprietà terapeutiche delle acque che vi scorrono dando vita alle Terme che a seguito dell’intervento dell’architetto Poggi di Firenze del 1870 viene definita “La perla termale d’Italia”. Le origini di Casciana risalgono al periodo etrusco, luogo noto sin dai tempi dei Romani per le proprietà curative delle sue acque termominerali; le memorie scritte più antiche, risalgono all’800 quando il paese si chiamava Castrum ad Aquis ed attestano l’esistenza della Pieve di Santa Maria ad Acquas, in un documento dell’archivio vescovile di Lucca. Una bolla del 1148 poneva in risalto per la prima volta le virtù terapeutiche delle acque termali di Casciana, in particolare per le malattie della pelle. Nel XII secolo Casciana (Aqui) era sede di un castello con mura e torri, ubicato nel nucleo di Petraia dove ancora oggi è visibile una bella torre medioevale, la Torre Aquisana. Casciana è comune dal 1927.

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Il progetto Le finalità che l’Amministrazione Comunale intende perseguire in via prioritaria per la riqualificazione di una porzione del centro storico del paese, sono state considerate nel progetto come termini di un’unica questione concettuale che pone piazza Martiri della Libertà, al centro della composizione, in quanto luogo generatore di un sistema costituito da una sequenza di piazze e percorsi urbani intimamente connessi. Piazza Martiri della Libertà, costituisce formalmente “la porta” di accesso al centro urbano di Casciana Terme, non anacronisticamente intesa come segno monumentale o simbolico, ma come luogo generatore di nuove possibilità. Partendo da questo assunto, la riqualificazione del centro del paese si fonda sull’identificazione di una nuova gerarchia dei luoghi, che, attraverso il disegno del suolo, la creazione di interconnessioni spaziali e visive e spazi multifunzionali, è capace di definire nuovi rapporti di utilizzo dello spazio pubblico. Ogni parte è posta in connessione con l’altra: lo spazio pubblico viene trattato come una superficie “raccordata” dal materiale che la compone come un unico tappeto di pietra, in cui si susseguono e si compenetrano piazze carrabili e pedonali, percorsi, parti a verde e specchi d’acqua, il tutto in un processo di reinterpretazione dei segni urbani esistenti ed integrazione con l’edificato di bordo e con le emergenze architettoniche, quali la chiesa di Santa Maria Assunta e l’edificio delle Terme, creando nuovi ambiti di relazione. I percorsi, pedonali e ciclabili, divengono così l’elemento “motore” nel funzionamento “emozionale” dell’intervento, che, con carattere forte e deciso, si sviluppano nel cuore del paese ed accolgono familiarmente chi vi si addentra. Nella progettazione si è perseguito il soddisfacimento dei requisiti dettati dalle Leggi in materia di abbattimento delle barriere architettoniche (L. 13/’89, D.M. 236/’89, L. 104/’92, D.P.R. 503/’96 e s.m.i.), con la finalità di coniugare il dimensionamento e la funzionalità distributiva degli spazi con la qualità della composizione

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architettonica, soddisfacendo il binomio forma – funzione, perciò tutti i percorsi e gli spazi esterni sono ugualmente fruibili da qualsiasi tipo di utenza, senza discriminazioni di sorta. In sintesi, il progetto, pur nella visione unitaria dello spazio urbano, si articola in sotto ambiti connotati dall’uso dei materiali, dell’arredo, della vegetazione e dell’acqua, tutti con carattere proprio anche se con differenti utilizzi. La ridefinizione della piazza nasce dalla riorganizzazione degli spazi in ambiti autonomi ma correlati, sottolineati dai diversi materiali che li compongono:la parte più a valle della piazza è uno spazio flessibile ed allo stesso tempo modulare, che assolverà a molteplici funzioni quali il parcheggio veicolare, il mercato e le manifestazioni pubbliche; mentre il quadrante a monte è il fulcro della composizione, dove si erge un nuovo manufatto architettonico – punto di arrivo e di partenza degli autobus e nuovo info-point, da cui dipartono i rami dei percorsi pedonali verso il cuore del paese, che risaltano, grazie ai ricorsi della pavimentazione in pietra arenaria tipo macigno ed ai ricami dei “fili” d’acqua e di vegetazione che vi si snodano, costituendo piacevoli guide sensoriali oltre ai percorsi lungo il bordo della piazza dove si concentrano le attività commerciali creando una piattaforma funzionale, con la stessa pavimentazione, ad esaltarne la continuità spaziale. I pedoni provenienti dalle aree di sosta veicolare, saranno qui gradevolmente accolti dalla presenza di sedute, di vegetazione, vasche d’acqua ed illuminazione adeguata. Lo spazio retrostante la piazza Martiri della Libertà, attualmente costituito da una superficie dissestata di difficile utilizzo, viene rifunzionalizzato ad uso parcheggio di auto, dotato di isola ecologica, fiancheggiato da una bordura vegetale che si dilata in un’area a verde alberata, rispondendo alle necessità contingenti. Un percorso pavimentato, collega questo spazio la piazza Martiri della Libertà. Questa gerarchia di spazi vuole rispondere alle necessità della comunità poiché il nuovo spazio pubblico diventa luogo dedicato alla sosta e alle relazioni, potrà essere fruito e vissuto in modo diversificato in ogni periodo dell’anno e in differenti occasioni; dall’accoglienza di piccoli eventi quotidiani fino agli usi programmati e limitati nel tempo come feste, spettacoli, esposizioni, fiere temporanee, restituendo alla collettività un luogo vitale, dinamico e vivibile da famiglie, anziani e giovani sia nelle ore diurne che in quelle notturne. La piazza si protende allungandosi fino alla curva di uscita dal paese per arrivare allo slargo sulla via Alighieri, dove viene identificata un’area che accoglie un’isola ecologica ed uno spazio belvedere. Questo spazio è organizzato in modo funzionale, dove in adiacenza alla viabilità è posta l’isola ecologica, alcuni posti auto e degli spazi pavimentati ritagliati nel verde, dotati di sedute, dai quali si può ammirare il paesaggio. I principi riorganizzativi progettuali interessano anche la viabilità ed in particolar modo, quella di accesso al paese: la rotatoria viene ridotta di dimensioni e spostata a valle; la via Volta viene dedicata all’ingresso del parcheggio e all’accesso veicolare delle proprietà di bordo, infine il percorso dell’autobus sarà garantito sul lato opposto della piazza in un’apposita corsia dedicata ricavata nel disegno della pavimentazione. Il radicale mutamento della attuale situazione sta nel fatto che l’organizzazione dello spazio della piazza non dipende più dalle direttrici di traffico bensì da una reinterpretazione in senso urbanistico, portando alla luce nuove qualità del luogo. La tessitura della pavimentazione della piazza, a monte, si piega e si plasma per inserirsi nel largo Mazzini. Qui le lame d’acqua si staccano dal verde e si mostrano più evidenti ed autonome, una citazione del canale di scarico delle acque termali che anticamente vi scorreva a cielo aperto.

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Si viene a creare un “percorso–piazza”, dove l’acqua è l’elemento dominante che, scendendo a sfioro dalle vasche, accompagna i viandanti nel percorso protetti da una fascia verde che funziona da cesura con lo spazio veicolare e da ornamento con una bordura di piante aromatiche, che gioca sui toni del verde e del grigio del fogliame, sui colori bianco, rosa e blu delle fioriture e sul profumo delle specie scelte (rosmarino, timo, lavanda, erba cipollina, salvia ecc.). Tale percorso, accompagna, quindi, in maniera gradevole, verso i percorsi interni del paese e, essendo di altezza contenuta permette di attraversare con lo sguardo tutto lo spazio. Nell’ambiente urbano raramente accade di trovarsi in spazi che colpiscano piacevolmente i sensi. Purtroppo l’omologazione delle scelte ha spesso il sopravvento e ciò crea il verificarsi di situazioni simili ovunque,globalmente ripetute. Si è voluto creare un luogo che fosse piacevole da percorrere ma, al tempo stesso, da vivere, con una forte identità, che invitasse alla sosta e che presentasse elementi di attrattiva nel corso delle stagioni; un insieme di suoni, di colori e di profumi che lo renda una scoperta piacevole per tutti coloro che lo frequenteranno, un percorso univocamente percepibile anche per altrimenti abili. Alcune sedute, permetteranno di godere delle fioriture colorate e profumate degli arbusti in primavera-estate e del fogliame dalle sfumature interessanti durante l’autunno, del suono e del contatto con l’acqua. Il largo Mazzini, dal quale nel 1700 iniziava il centro storico, si dilata verso la piazza Miniati, creando una piattaforma pavimentata protetta per le attività commerciali divisa dal nastro viario carrabile, in due porzioni pressoché equivalenti. Sul lato opposto si mantiene in essere l’unico albero esistente che segna il crocevia dei percorsi della via Chiari e le vie XX Settembre, Cavour e Galilei che si snodano e giungono alla chiesa di Santa Maria Assunta ed all’edificio delle terme. In particolare la via XX Settembre, la via Cavour e la via Galilei, vengono completamente pavimentate ex novo in pietra, risolvendo il rapporto fra l’ambito pedonale e quello carrabile considerando l’intera superficie come uno spazio unitario, dove saranno collocate delle sedute nei punti di maggiore larghezza, per favorire luoghi di aggregazione sociale. La sequenza dei dissuasori, l’inserimento delle luci e le piccole variazioni di direzione nel rivestimento lapideo sono sufficienti a delimitare visivamente e funzionalmente la sede stradale. Tra la via XX Settembre e la via Cavour, si innesta la piazzetta alberata del Mercato, come un by-pass pedonale tra queste, caratterizzata dagli antichi banchi lapidei per la vendita dei prodotti ortofrutticoli, adesso utilizzata in estate, per mostre dell’artigianato e vendita di prodotti tipici. La piazzetta sarà liberata dalla struttura lignea esistente a carattere provvisorio e pavimentata, in modo omogeneo, come il resto degli ambiti ed illuminata adeguatamente per creare un luogo di ritrovo da vivere non soltanto occasionalmente. La via Chiari invece mantiene la carreggiata in materiale bituminoso che sarà affiancata dai due marciapiedi in materiale lapideo, ed assume ruolo di “cannocchiale visivo” verso l’abside della chiesa col quale mirare il nuovo “rivolo d’acqua” che sostituisce la fontana esistente. A tale proposito è stato deciso di mantenere in quel luogo la funzione identificata dall’Amministrazione e di sostituire la fontana esistente con una lama d’acqua analoga a quelle previste nel largo Mazzini, quindi intonata all’intervento complessivo.

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L’ambito occupato dalla fontana attuale viene ricucito alla piazza della chiesa con la medesima pavimentazione architettonica in ghiaia lavata a vista, donando un senso di unitarietà allo spazio intero. Lo slargo-piazza lungo la via Alighieri è un “ritaglio” di spazio nel nastro edificato che lascia libero un cannocchiale paesaggistico notevole, dal quale è possibile ammirare il profilo collinare del posto. I materiali del progetto sono quelli della tradizione vernacolare del luogo, riletti e riproposti in chiave contemporanea. Le pavimentazioni sono costituite da pietra macigno di Fiorenzuola di vario formato idoneo, con superficie lavorata con “trattamento ad urto” con utensili metallici a percussione, per pervenire, pur con l’uso della stessa pietra, a risultati molto differenziati per segno di incisione, per resa cromatica e chiaroscurale del materiale stesso. Avviene quindi la trasformazione della faccia liscia della pietra, in superficie incisa, corrugata, scavata, con caratteri e livelli di intensità più o meno accentuati capaci di segnare un percorso, una zona di sosta od un riferimento. A seconda dei casi potremmo avere superfici bocciardate, rigate, graffiate, ecc. Le lame d’acqua, che riecheggiano gli antichi segni d’acqua del paese, sono monoliti realizzati con struttura in calcestruzzo armato, rivestito in analoga pietra delle pavimentazioni, con superfici a filo sega, levigate a pelle d’uovo, dove scorrerà l’acqua che tracima a sfioro dai bordi smussati della vasca. La pensilina degli autobus è l’unica emergenza architettonica che sovrasta la “piazza-spazio di relazione” (piazza Martiri della Libertà) e costituisce una sorta di segnale urbano diurno e notturno, che contiene un info-point, un servizio igienico idoneo a tutte le utenze e alcune sedute coperte. E’ un involucro edilizio leggero e permeabile, realizzato con struttura in calcestruzzo armato addittivato con polvere di marmo bianco e specchiature in vetro trasparente antisfondamento, che accoglie sulla copertura una vasca, dalla quale scende l’acqua che bagna la facciata di una parete, creando così un effetto di smaterializzazione. Il sistema di illuminazione è differente in base alle necessità, con pali a luce riflessa a singolo e/o doppio corpo illuminante, con diffusori LED RGB incassati a terra di diametro 2 cm, per illuminazione puntuale di elementi di arredo e segnali luminosi nei percorsi e linee luminose LED RGB per segnare le sedute e le lame d’acqua. Le sedute monolitiche nascono da terra e si plasmano fluidamente in forme dinamiche, sono in calcestruzzo armato levigato e verniciato con prodotti a base di resine epossidiche di colore chiaro, di facile manutenzione agli atti vandalici. I dissuasori sono metallici, verniciati e delle seguenti tipologie: fissi, rimovibili e telescopici, a seconda dell’occasione. In conclusione possiamo affermare che l’intervento è nato dal luogo, interpretandolo e creando con esso relazioni, dando ascolto alle necessità umane piuttosto che imporre nuovi stili, trasformandosi all’occorrenza, ripensando gli spazi esistenti e adattandoli alle funzioni, producendo spazi capaci di accogliere piuttosto che insegnare a vivere, emozionare senza stordire con effetti speciali, creare luoghi capaci di rispondere alle nuove necessità della natura e delle città: di sostenibilità e rispetto per l’ambiente. L’intervento pur nell’unitarietà del gesto progettuale, può essere modulato in base alle esigenze dell’Amministrazione Comunale e realizzato in diverse fasi temporali, mantenendo il proprio carattere omogeneo.

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