Tavola 1
© Pietro Romeo . Pubblicata il 16 Giugno 2011.
CONCEPT – Nella scelta del ridisegno dello spazio si è tenuto conto della morfologia del centro storico e dei segni lasciati nel luogo nel suo passato, privilegiando punti di osservazione sul panorama circostante e facendo riferimento alle preesistenze architettoniche delle facciate; rivalutando come da richiesta il tema dell’acqua e della preesistente darsena, ampliando il sagrato e creando appositi spazi di parcheggio. La forma pentagonale dell’intero Centro Storico è l’origine del disegno geometrico della Piazza: unendo i vertici del pentagono formato dalle punte dei 5 bastioni si viene a creare una forma pentagonale che definisce virtualmente il cuore di Peschiera e del suo Centro Storico; tale forma viene scalata e ruotata opportunamente per trovare collocazione nello spazio antistante il sagrato della Chiesa; essa viene sopraelevata di 2 metri dalla strada per segnare una netta separazione dai percorsi carrabili e dare un respiro più ampio allo spazio creando un elemento forte e caratterizzante con cui far dialogare in modo rinnovato e suggestivo gli elementi circostanti. Le linee di partenza disegnano in una vista aerea i contorni di una stella; un suo frammento di forma pentagonale si posa casualmente sul nuovo spazio della Piazza; da qui deriva il motto: Stella Cadente. Tutte le linee della Piazza sottolineano nella forma il tema.
© Pietro Romeo . Pubblicata il 16 Giugno 2011.
LA PIAZZA, i muri e la passerella: Per fare riferimento alla storia passata e all’elemento acqua la Piazza viene segnata in due tracciando un muro di separazione in cemento armato collocato in corrispondenza delle vecchie mura, collocandovi specchi d’acqua collegati tra loro a significare pezzi di fiume che lambiscono il muro su più parti e che nel loro fluire continuo riportano in vita le tracce della darsena cinquecentesca e fanno continuamente rigenerare lo spazio che li circonda. La separazione operata dal nuovo muro non è un elemento continuo, ma si interrompe in vari punti per creare passaggi pedonali e carrabili, nonché elementi puntiformi determinando punti di vista verso gli elementi architettonici delle quinte di sfondo, che conferiscono un aspetto più gradevole e danno un aspetto più unitario all’intero spazio, riproponendo l’elemento arcuato già presente all’ingresso della Rocca e della Caserma. Per colloquiare con le facciate di sfondo il muro viene trattato a faccia vista, mescolando il conglomerato della struttura con polveri apposite per ottenere la colorazione propria della facciata della Rocca. Sopra il muro si colloca una passerella pedonale larga m 2,70 – alla quale si accede per mezzo di due rampe a norma disposte al livello piazza – che consente di abbracciare in uno sguardo più ampio lo spazio globale e di scorgere oltre i tetti le tracce del Mincio che scorre a Nord e Sud dell’intervento. Il camminamento offre di by-passare l’area adibita al parcheggio fino a portarsi sul marciapiede del ponte e proseguire la passeggiata costeggiando il fiume. La passerella è protetta sui due lati da una ringhiera in tubolari d’acciaio, per non impedire troppo la vista tra i due fronti opposti della piazza verso le quinte degli edifici.
© Pietro Romeo . Pubblicata il 16 Giugno 2011.
I PARCHEGGI e gli accessi pedonali: La restante area fuori dalla piazza è adibita alla circolazione veicolare ed ai parcheggi. Pur essendo consapevoli della presente necessità di spazi per parcheggiare, si è scelto di non optare per la soluzione di un edificio multipiano, che avrebbe stravolto le linee architettoniche della nuova piazza eliminando anche la previsione di un parcheggio interrato, che avrebbe comportato spese ingenti e probabilmente progettazioni proibitive dovute alla presenza dell’acqua. Per questo motivo la nuova circolazione dei veicoli e gli spazi di parcheggio si ottengono alla quota stradale attuale, lungo le attuali zone già adibite, allineandoli il più possibile alle direzioni del muro predominante ed aggiungendo 3 spazi dedicati ai motocicli (41 stalli), con marciapiedi e percorsi alternativi a senso unico che attraversano le arcate dei muri, consentendo anche di portarsi sulla Via Ottellio. Tredici parcheggi vengono riservati all’area militare; 32 alla Chiesa; un percorso indipendente prima dell’accesso al ponte conduce all’area del futuro albergo, dove si ricavano 25 parcheggi. I restanti 85 parcheggi sono dedicati ai residenti; il totale degli stalli per auto è 155, di cui 3 per disabili. Il percorso carrabile a Nord tra la Chiesa e gli scavi viene interdetto al traffico. Sulla Via XXX Maggio a destra e sinistra si mantiene inalterata la vecchia distribuzione dei parcheggi realizzando una zona pedonale attorno alla facciata della caserma; la via viene percorsa sull’esistente tracciato a senso unico fino a portarsi al bivio che conduce ai parcheggi della piazza o al ponte dei Voltoni, mantenendo gli accessi carrabili alla Rocca e quello pedonale all’ingresso del giardino della caserma. Nei due fronti Est e Sud della Piazza il terrapieno è protetto da muri cellulari color sabbia, per ristabilire un dialogo con le facciate degli edifici militari storici; la protezione pedonale è ottenuta con ringhiera in acciaio.
© Pietro Romeo . Pubblicata il 16 Giugno 2011.
L’ Arredo Urbano, l’arena e l’acqua: Lungo le direttrici delle diagonali del pentagono sono disposti i diversi elementi d’arredo della piazza: filari di alberi, panchine, rampe e fioriere. Una rampa ulteriore consente l’unico accesso alla passerella sospesa. A completare l’impianto scenografico concorre un’arena gradonata con la scena a quota inferiore caratterizzata da pilastri in cemento a faccia vista sostenenti la passerella che suggeriscono un aspetto di vestigia passate. Si è voluta creare una zona di aggregazione e svago per i cittadini, dove rappresentare performance danzanti, teatrali, musicali e di spettacolo e cultura. Al centro dello spazio, sulla pavimentazione è tracciata una rosa dei venti in pietra per segnare l’orientamento dello spazio articolato. Su un lato della piazza si collocano servizi per gli artisti e per il pubblico in una casetta in pareti portanti di cemento armato. In un’area si ricava in ultimo uno spazio giochi per i più piccoli. Mediante due ascensori oleodinamici si consente l’accessibilità tra i diversi livelli della piazza e tra l’arena ipogea e il parcheggio. La superficie degli specchi acquei si colloca a 30 cm. dal livello di calpestio della piazza. Con la sua presenza ed il suo fluire l’elemento acqua richiama l’idea del fiume che caratterizzava il sistema irriguo nel ‘500. La piazza è collegata mediante due aperture arcuate poste nel muro divisore. Altre aperture vengono ottenute lungo i parcheggi per consentire il dialogo visivo tra i due sfondi architettonici speculari all’elemento muro, oltre che permettere il passaggio dei mezzi carrabili. La struttura muro-passerella è un monolite in cemento armato, con soletta alveolare sostenuta da travi ad interasse max di 6 m. e pavimento in pietra. La rampa di collegamento tra la piazza e la passerella è sostenuta da un setto in c.a a faccia vista, collegato a setti secondari conformati a tre altezze per accogliere gli impalcati a diverse quote.
© Pietro Romeo . Pubblicata il 16 Giugno 2011.
La pavimentazione tracciata sulla piazza è formata dall’uso combinato di due pietre locali: il porfido Kern del Trentino e la Lessinia, pietra veneta per eccellenza. Utilizzati in diverse tonalità di colore, i due materiali caratterizzano l’intero spazio su 3 livelli: scale, gradinate e rampe sono rivestite in pietra Lessinia sabbiata grigio-rosa scuro alternate; diagonali rosa da 8 cm in Lessinia delimitano aree poligonali – con tessitura lineare a varia disposizione a seconda delle zone inquadrate – rivestite a strisce di cm.60 ottenute con piastrelle in porfido di colori grigio, grigio-viola, viola e rosso ruggine, posati a piano naturale (cm. 20×3), un colore per zona; la rosa dei venti si ottiene con elementi in pietra lessinia grigio-rosa su sfondo biancastro e da questa si originano cerchi concentrici con cubetti di porfido color rosso-ruggine; le gradinate alternano pietra lessinia grigia e rosa ad ogni livello; la passerella è rivestita in piastrelle a file parallele in lessinia rosa e grigio, suddivise in due zone in corrispondenza dello sbarco della rampa. Il porfido è utilizzato come materiale preponderante dell’intervento per la sua durata, la resistenza al gelo, le sue caratteristiche antisdrucciolo, la durabilità e la vasta gamma di colori che arricchiscono la qualità architettonica del contesto. Al collegamento con il ponte dei Voltoni, il marciapiedi di accesso da Nord alla passerella, adeguato alla nuova sistemazione, viene trattato in fasce di porfido rosso-grigio, delimitandolo con un bordo di Lessinia rosa, ristabilendo così la continuità materica con la pavimentazione predominante nei percorsi della piazza. Su un settore della piazza circondato da panchine si sceglie di collocare un elemento nuovo, che sta diventando caratterizzante nella sistemazione di nuove piazze: l’orologio solare. Qui in particolare si colloca una meridiana a quadrante orizzontale che riporta la massima: Il Tempo lo do Io, Il Bene lo dà Dio.
© Pietro Romeo . Pubblicata il 16 Giugno 2011.
L’illuminazione progettata per l’area mira a sottolineare le caratteristiche predominanti dell’intervento. Così un percorso intermittente e regolato di luci entro le vasche, traccia il segno dell’acqua che scorre lungo gli specchi. Alla base del muro un’altra fila di fari a pavimento accompagna il suo tracciato. Altri corpi illuminanti con sistemi LED a incasso pavimento si collocano lungo le direttrici diagonali della piazza e lungo i percorsi delle rampe di accesso, le scale e gli ascensori. La passerella si dota di piccoli faretti LED a pavimento; lungo le alzate di scale e gradinate si collocano segna passo a LED ad intervalli di 3 metri.La zona di sosta e parcheggio viene riprogettata alla luce dei nuovi spazi per garantire un’illuminazione uniforme e sicura nelle ore notturne, collocando nuovi punti luce lineari sotto l’impalcato della passerella ed impiegando pali con luci a LED ad uno e due bracci alti 6 m. La via urbana si arricchisce di pali a LED alti 8 m, di tre diverse intensità in base alla loro collocazione. Infine lungo il marciapiedi del borgo, sui lati perimetrali della piazza e all’ingresso dei palazzi storici si dispongono faretti a LED ad altezza di 40 cm a luce diffusa. Per rendere visibile ed informare la gente del luogo ed il turista sull’intera area così ridefinita attorno all’elemento pentagonale piazza, si è scelto di ripristinare il sistema di segnaletica a pannelli già presente per i manufatti emergenti, ciascuno dei quali riporta le notizie storico-culturali degli elementi pregnanti che gravitano attorno ad essa – la Rocca, la Chiesa, gli scavi, la Caserma, il ponte e i bastioni, da evidenziare con appositi punti luce.
© Pietro Romeo . Pubblicata il 16 Giugno 2011.
Il Sagrato e gli scavi: Per risolvere il problema della riqualificazione del Sagrato della chiesa ed aumentare la visibilità dell’area degli scavi romani, si è scelto di conformare lo spazio del sagrato secondo una spezzata che si discosta dalle linee del lato della piazza prospiciente, definendo così una frattura dei due pezzi di un mosaico che diventa lo spazio pedonale che fuga lo spettatore verso la direzione degli scavi e realizza nuovi percorsi di accesso al sagrato, ottenuti con due gradonate e con un muretto di cinta, concluso da ringhiera, che si prolunga in direzione normale al muro centrale di separazione della piazza. Tale soluzione crea una differenziazione dei percorsi tra il sagrato – che viene delimitato con muretto cellulare e ringhiera – e l’accesso laterale della chiesa. La continuità visiva con il nuovo sagrato si realizza a livello di pavimentazione, prolungando le linee definite dalle paraste della facciata con un disegno a fasce parallele segnate da fasce in Lessinia che guidano lo sguardo all’ingresso della piazza mediante un’alternanza di colori del porfido. L’area che circonda la piazza e il sagrato si riveste di fasce bicrome in porfido rosso-grigio sulla zona antistante al sagrato; la restante area attorno alla nuova piazza è trattata con 5 zone contenenti ciascuna una tonalità di piastrelle in porfido. A definire la recinzione del sagrato, viene impiegata una muratura cellulare della IPI in calcestruzzo color ocra, che si punteggia di zone verdi all’interno delle sue cavità, creando una continuità visiva con l’ingresso Ovest della piazza. Sul sagrato si dispongono sedute per il relax e aiuole di abbellimento. Il marciapiedi che conduce all’area degli Scavi, si prolunga oltre la Via Rocca fino a ricongiungersi alla Via Ottellio a Nord per creare un ampliamento dell’area pedonale servita dai negozi del Borgo e ricucire le due vie del Centro Storico ; la continuità si ottiene anche a livello materico, impiegando cubetti in porfido rosso-grigiastro posati ad archi contrastanti, delimitati da fasce in pietra Lessinia rosa sabbiata. Tale sistemazione viene riproposta nell’area a marciapiede posta davanti alla Caserma XXX Maggio. La nuova delimitazione antistante l’area scavi viene dotata di panche e fioriere per il relax dei pedoni. La zona dei marciapiedi dei parcheggi verrà trattata esclusivamente con pietra Lessinia rosa e grigia.
Arena
© Pietro Romeo . Pubblicata il 16 Giugno 2011.
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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
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