© gosplan . Pubblicata il 19 Giugno 2011.
La villa Sfruttando la divisione in due della valle, si pone, sul poggio, l’edificio, che assomma tutte le volumetrie richieste dalla zona RF1a, a testa retrostante dell’asse, in una sorta di richiamo del rapporto tra villa e giardino all’italiana. La posizione rialzata risulta protetta dal poggio, contrastando il possibile inquinamento visivo e sonoro derivanti dai tracciati dell’autostrada e della ferrovia. Lo spostamento di una funzione, quella residenziale, da una ubicazione a bordo Aurelia fino alla posizione rialzata del poggio amplifica la longitudinalità dell’asse della valle: in una sorta di ampliamento, disegnato con la piantumazione di nuovi alberi, la pineta scende nel nuovo prato e l’uliveto, dal fianco del crinale, e i campi agricoli, dal fondo dell’altro, invadono la valle principale.
© gosplan . Pubblicata il 19 Giugno 2011.
Il giardino all’italiana La tipica immagine del giardino all’italiana è quella di un disegno fortemente geometrico, memoria di un intervento umano percepibile. Si cerca di definire un livello disegnato dall’antropizzazione carica che instaura un dialogo interessante con la natura non antropizzata della pineta e con quella semiantropizzata dell’uliveto. L’asse, che si sviluppa fino all’Aurelia e al mare, risulta fortemente segnato per sottrazione dall’accorpamento di funzioni, percorsi e nuova vegetazione. Il prato, sfruttando le pendenze, permette di percepire sempre accentuata la presenza e l’ubicazione del mare: l’ultimo tratto, da sfruttare tutto l’anno, è una sorta di piano a servizio delle aree di ricettività turistica.
© gosplan . Pubblicata il 19 Giugno 2011.
I padiglioni Nel disegno del nuovo parco vengono inseriti punti forti funzionali che, in diverse fasi dell’anno, vengono sfruttati grazie alla loro flessibilità. Si farà più avanti una disamina della tecnologia costruttiva a basso costo di questi oggetti, basata sull’utilizzo di vasche in calcestruzzo prefabbricate per acquedotti. Fondamentale è la possibile realizzazione in fasi della completa messa in opera dei padiglioni: la definizione minima prevede la posa a piastra dei moduli prefabbricati e il loro riempimento in terra. Con l’aumentare dell’investimento sul parco, e dei relativi introiti derivanti dal suo utilizzo, si procede alla definizione di una quinta verde, con alberi piantati dentro gli elementi, poi di una prima copertura temporanea e apertura delle attività (vendita ed esposizione, concerti, ristorazione). Infine, si raggiunge il completamento dell’oggetto nell’autoproduzione di energie rinnovabili, direttamente utilizzabili dalle attività ospitate.
© gosplan . Pubblicata il 19 Giugno 2011.
La serra (Inverno) Il padiglione serra definisce gli utilizzo del parco nell’accezione educativa rispetto alle produzioni agricole della regione Liguria. Nella possibilità di definizione a passaggi successivi, si attraversa una fase di utlizzo quale zona di esposizione e vendita dei prodotti da agricoltura biologica, arrivando alla fase finale di realizzazione di una serra dove svolgere attività educative.
© gosplan . Pubblicata il 19 Giugno 2011.
Il palco (Estate) Il palco rimanda ai padiglioni musicali dei parchi inglesi, adatti ad esibizioni bandistiche come a concerti rock all’aperto. Il pubblico può assistere sia dal lato dell’area picnic sia da quello del parcheggio. Dalla definizione di un palco rialzato e di una quinta verde si arriva alla realizzazione di una struttura coperta con telo e, poi, ad uno stage attrezzato vero e proprio.
© gosplan . Pubblicata il 21 Giugno 2011.
Il chiosco Il padiglione chiosco diventa il segno sull’Aurelia che avverte della presenza del parco. Un baretto d’estate e un punto di sosta che, durante il resto dell’anno, diventa un attraversamento e una partenza per la pista ciclabile verso Albisola. Accoppiato ad un solarium, da realizzarsi in corrispondenza dell’asse del parco, risulta la testa vera del sistema, affacciata sul mare.
© gosplan . Pubblicata il 19 Giugno 2011.
La galleria La galleria ciclopedonale contiene, graficamente disegnato sulle pareti, l’indice degli alberi monumentali della Provincia di Savona, percorso educativo tematico che diventa occasione di valorizzazione del territorio. Il percorso, con la possibilità di inserire nuovi padiglioni di promozione del parco, si snoda da Celle collegando, a quota zero, gli elementi reciproci: in un senso, invitano la popolazione e i turisti a raggiungere il parco da Celle; dall’altro, i visitatori del parco possono sfruttare il parcheggio e, prendendo una bici o a piedi, raggiungere la pineta o il paese.
I percorsi L’accesso al sistema viene allontanato dall’Aurelia, sfruttando la strada laterale che porta all’abitato di Pecorile, e localizzato in un’area più interna. Da qui lo scambio tra un parcheggio e il percorso ciclabile che disegna e circonda il prato centrale, definendolo. Grazie ad un sistema di bike sharing, utilizzo di biciclette condivise grazie ad un abbonamento personale, è possibile sfruttare questo in qualità di nodo di collegamento sia con la pineta che con il paese.
Socialità Grande importanza viene data alle diverse scale della socialità: convivono zone per famiglie, quali la zona picnic con le sue panchine mobili disegnate per permetterne l’unione in grandi tavolate, con zone per giovani, quali il solarium, con panchine orientabili per piccoli nuclei di amici. Grazie al prato è possibile ospitare scolaresche in gita, eventi speciali, collettivi ed associativi, manifestazioni sportive che non necessitino di strutture fisse, grandi concerti musicali da centinaia di presenze.
La fattoria didattica Il padiglione che collega la zona agricola retrostante al resto del parco si presenta come primo elemento di un sistema di agriturismo nuovo, una testa per una possibile realizzazione di un piano di albergo diffuso che sfrutta le dinamiche delle fattorie didattiche. Grazie alla quantità di spazio disponibile è possibile ipotizzare la connessione di altri piccoli edificati rurali visitabili, ove ospitare animali e produzioni collegate.
L’asse parallelo dei servizi Sfruttando gli edifici preesistenti si è pensato di inserirvi le funzioni turistico ricettive: ristorante, bed & breakfast e bar con servizi per il padiglione della musica. Direttamente collegati con il parcheggio, possono funzionare anche col brutto tempo, ospitando eventi, cerimonie… Differenziando l’offerta grazie alla flessibilità strutturale, si rende il parco un polo attrattivo durante tutto l’arco dell’anno.
Nuova vegetazione Vengono previste quattro zone: due, come già accennato, vedono l’inondare della valletta con i pini e gli ulivi; le altre due consistono in un bosco di lauro, a protezione del ruscello e del percorso ciclabile, e i filari di prunus nella zona picnic. Il disegno delle nuove piantumazioni permette la miglior definizione del grande prato verde centrale, asse del parco.
Nuove residenze Vengono realizzate due situazioni diverse di nuove residenze. La villa, oltre all’immagine unitaria già citata, accorpa in sè tutte le altre volumetrie disponibili (ex- RF1a), nel migliore dei lotti a disposizione per vista, esposizione, connessione, corrispondenza a richieste di mercato e di normativa. Avrà un proprio accesso carrabile e la possibilità di lavorare direttamente in collegamento con le nuove funzioni del parco. La seconda è la volumetria già prevista dal Piano Urbanistico Comunale, a ridosso della Pineta Bottini, mantenuta in quanto meglio ubicata rispetto alle altre programmate.
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