© Giulio Lamperti . Published on June 20, 2011.
LE CONDIZIONI DI DEGRADO Piazza Biolchi era utilizzata essenzialmente come parcheggio con una pavimentazione bituminosa. L’area superiore versava in condizioni ancor più precarie: una pavimentazione in cemento occupava buona parte dello spazio, fino a lambire le mura del castello; alcune strutture utilizzate durante la sagra del vino e le attività di intrattenimento erano addossate al recinto medioevale; la scala che collegava la piazza al terrazzamento era costruita con materiali scadenti e secondo un disegno casuale e frammentario. L’area era del tutto priva di strutture per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
© Giulio Lamperti . Published on June 20, 2011.
MOTIVAZIONI E OBIETTIVI DEL PROGETTO Facendosi interprete della necessità di valorizzare l’area compresa dentro le mura del castello, l’Amministrazione comunale di Polpenazze bandì nel 1996 un concorso di architettura e giunse all’individuazione di un progetto vincitore. Le idee guida elaborate in quell’occasione sono state sviluppate nelle diverse fasi di progetto con l’intento di recuperare l’immagine del castello di Polpenazze e proporre una serie d’interventi attenti alle caratteristiche fisiche e alla qualità ambientale del sito. Si è voluto inoltre dare risposta anche alle molteplici esigenze della comunità locale legate alle tradizioni popolari e alle attività che da lungo tempo connotano l’uso del castello: la sagra del vino, le manifestazioni pubbliche e le cerimonie religiose.
© Giulio Lamperti . Published on June 20, 2011.
IL PROGETTO E LA REALIZZAZIONE Il progetto ha previsto la realizzazione di una fascia perimetrale in lastre di pietra di Bedonia; l’invaso così definito è stato pavimentato con cubetti di porfido di Albiano. Le grandi lastre (100×50 cm) posate secondo un preciso disegno con elementi definiti “a casellario” nei punti di snodo “contengono” la superficie dei cubetti che raccordano l’invaso, caratterizzato da notevoli dislivelli. Il lungo muro di sostegno del terrapieno, dominato dall’edificio della biblioteca, è stato ricoperto da essenze rampicanti come pure la scala a doppia rampa esistente. Al centro del “muro verde” è stata realizzata una nuova fontana in sostituzione di quella esistente: sulla superficie di una lastra di marmo rosso, posta a chiusura dell’arco, scorre ora un ininterrotto velo d’acqua che va a raccogliersi in una vasca sottostante. In prossimità dell’accesso principale di piazza Biolchi è stata realizzata la nuova scala principale con gradini massicci in pietra di Bedonia, essa connette e mette in relazione tutti i livelli significativi del progetto: il piano della biblioteca – il giardino degli olivi – l’area superiore in prossimità del palco. La scelta di una pietra grigia per tutti i nuovi elementi del progetto rivela qui l’intento di stabilire un sostanziale accordo cromatico con le mura del castello, lontano da qualsiasi effetto mimetico. All’estremo opposto del muro, oltre il portale edificato in continuità con la facciata della chiesa si trova il nuovo ascensore che permette di raggiungere il livello dalla biblioteca, eliminando la principale barriera architettonica oggi presente in quest’area.. La posizione leggermente arretrata rispetto al profilo della muratura è dovuta all’intento di ridurre l’impatto visivo del volume emergente dalla piazza. Dalla scala principale, attraversando un camminamento costituito da blocchi di pietra a forte spessore inseriti nel tappeto erboso e fiancheggiato da una siepe di oleandri, si raggiunge la biblioteca. e il giardino degli olivi, piantumato e attrezzato con panchine: un luogo panoramico riservato al riposo a diretto contatto con la biblioteca. Lo spazio che circonda l’edificio è stato pavimentato con lastre in pietra di Bedonia posate “a correre” con tre larghezze diverse alternate. Nei pressi dell’ascensore parte la rampa che porta al livello più elevato dove si trova il centro sociale, il grande prato piantumato, l’area pavimentata per manifestazioni ed eventi culturali e il nuovo palco. Il tappeto erboso è l’elemento prevalente che sempre lambisce le mura e “contiene” il palco e lo spazio pavimentato. Quest’ultimo è previsto in conglomerato con inerti colorati Il nuovo palco si conforma secondo l’andamento planimetrico delle mura e rimane sollevato dal prato, le sue pareti permettono una completa visibilità del contesto. Il piano di calpestio in doghe di legno e la copertura hanno la stessa forma e sono costituite da un reticolo di travi in acciaio. La struttura verticale che sostiene il piano di copertura è stata pensata per offrire un alto grado di permeabilità visiva, essa è costituita da esili montanti in acciaio a cui sono fissate doghe in legno.
© Giulio Lamperti . Published on June 20, 2011.
© Giulio Lamperti . Published on June 20, 2011.
© Giulio Lamperti . Published on June 20, 2011.
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