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Cadoneghe (PD), Italia

Riqualificazione di un'area sita nella frazione di Mejaniga. Cadoneghe

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RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA DELL’AREA

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Matrici di progetto e orientamenti

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La proposta progettuale prevede, per la riqualificazione urbanistico – architettonico dell’area di intervento, la preventiva demolizione degli edifici presenti (escluso l’edificio vincolato dell’ex cinema parrocchiale), in quanto si è ritenuto che questi edifici non abbiano un particolare interesse di carattere tipologico e architettonico tale da prevederne un loro recupero. L’analisi del tessuto del centro urbano di Cadoneghe, delinea un’edificazione di media densità, con l’edificato che si attesta prevalentemente sul bordo degli isolati definiti dalla viabilità e con una serie di preminenze costituite dalla sede Comunale, la Chiesa di S’Antonino e la piazza Principale. La proposta progettuale ha come obbiettivo quello di completare la centralità urbana della frazione di Majaniga, attraverso la riqualificazione urbana complessiva dell’area di intervento, secondo un preciso incipit dettato da due indicazioni derivanti dall’analisi del tessuto urbano: 1- utilizzo dell’asse di giacitura della Chiesa parrocchiale di Sant’ Antonino 2- ricostruzione degli allineamenti dei fronti edificati su via Antonio Gramsci e su via Cesare Cantù. La Chiesa parrocchiale, emergenza architettonica nelle immediate vicinanze dell’area di intervento, rappresenta una discontinuità nel tessuto urbano circostante, dato dal suo particolare orientamento, sull’asse est-ovest, legato probabilmente alla simbologia religiosa della nascita del sole ad est, verso cui si attesta il presbiterio della chiesa. L’orientamento della chiesa diviene l’asse portante della distribuzione planimetrica dei manufatti e degli spazi aperti che compongono la proposta progettuale. L’allineamento lungo la viabilità principale è regolata su via A. Gramsci dal fronte dell’ex cinema e su via Cesare Cantù dal nucleo edilizio residenziale di recente edificazione adiacente al lotto di intervento.

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Sistema degli spazi aperti

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A livello urbanistico, l’intervento prevede di equilibrare la nuova volumetria con il tessuto circostante, tramite un’ampia area destinata a spazio pubblico, la quale viene posta in diretta relazione con gli spazi aperti esistenti nella zona. In primo luogo con il sagrato della Chiesa parrocchiale, del quale diviene sua ideale estensione e completamento fin dentro il cuore del nuovo intervento. Allo stesso modo anche i volumi che contengono le funzioni commerciali, direzionali e residenziali, al piano terra, mediante lo studio di passaggi e arretramenti dei fronti, permettono un rapporto diretto in collegamento con gli spazi aperti limitrofi. Si viene a creare in questo modo, lungo l’asse viario di via Antonio Gramsci, un sistema articolato di spazi pubblici aperti, formato dalla piazza prospiciente il palazzo comunale, la piazza di fronte al centro fisioterapico, il sagrato della Chiesa, in nuovo spazio pubblico di progetto, connessi da percorsi pedonali ben definiti che mettono in comunicazione l’area di intervento con le principali attività religiose, istituzionali, culturali ed economiche di rilevanza territoriale, tale da definire e completare una nuova centralità per la frazione di Majaniga.

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Rapporto tra i volumi edificati e gli spazi aperti

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Il progetto ha l’obiettivo di completare la centralità urbana di Cadoneghe, ricercando il giusto rapporto tra il tessuto urbano esistente, costituito da edifici di modeste altezza, con quelle che sono le emergenze del tessuto stesso, in particolare, l’edificio di recente costruzione che ospita il Centro fisioterapico padovano. La soluzione definita, presenta un corpo edilizio più basso in prossimità dell’ex-cinema e uno più alto all’angolo dell’isolato all’incrocio tra via A. Gramsci e via C. Cantù, collegati tra loro al piano primo, il quale si contrappone e bilancia il volume del centro fisioterapico. La scelta di collocare un edificio più alto nell’angolo dell’area di intervento, è stata dettata dalla volontà di “definire” in maniera forte l’allineamento dei fronti e l’angolo dell’isolato, senza dover definire una edificazione continua sui due lati dell’area di intervento, delimitati dalla viabilità. La soluzione d’angolo ha permesso di liberare lo spazio al centro dell’area di intervento, da dedicare a spazio pubblico di incontro e aggregazione, nel quale è stato collocato un corpo edilizio, estensione del volume dell’ex-cinema parrocchiale, da destinare a funzioni culturali di interesse pubblico. Lo spazio aperto è in parte pavimentato per offrire l’opportunità di creare aree pertinenziali alle attività commerciali del piano terra, oltre che di passaggio pedonale e sosta, mentre un’ampia porzione è stata destinata a verde pubblico.

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PROGETTO ARCHITETTONICO DI MASSIMA

Definiti gli allineamenti e la disposizione planimetrica dei nuovi volumi di progetto, lo studio è stato approfondito sulla tipologia edilizia. Il progetto è scandito da due corpi di fabbrica, inseriti in uno spazio pubblico aperto: 1. il primo corpo di fabbrica, destinato alle funzioni direzionali e residenziali, presenta al piano terra locali adibiti ad attività commerciali, mentre ai piani superiori si articola in due volumi distinti. Nel volume di altezza inferiore che si affaccia su via A. Gramsci e sulla corte interna, sono collocate le residenze, mentre nel volume di altezza maggiore, in angolo all’isolato, si trovano ad attività direzionali e terziarie. 2. il secondo corpo di fabbrica, è legato al recupero dell’ex-cinema parrocchiale, del quale diviene un’appendice funzionale, pur essendo caratterizzato da un valore e da una funzionalità autonomi. 3. lo spazio aperto è in parte pavimentato e attrezzato per la sosta pedonale ed in parte lasciato a verde. Sul limite sud del lotto è inserita un “quinta” verde con la funzione di filtro tra lo spazio pubblico e l’edificio residenziale esistente.

Per entrambi gli edifici si sono studiate soluzioni architettoniche che rimandano, mediante una rilettura in chiave contemporanea, alle caratteristiche tipologiche ed alle soluzioni di dettaglio architettonico legate alle tipologie edilizie delle cascine padane.

Edificio direzionale e residenziale

La planimetria del piano terra, si presenta articolata da arretramenti del perimetro sul fronte principale e da “tagli” per i passaggi pedonali. In pianta, oltre agli ingressi ai piani superiori, trovano posto locali adibiti ad attività commerciali: nel blocco verso la corte è previsto una caffetteria con doppio affaccio, anche su via A. Gramsci; nel blocco d’angolo invece sono collocati spazi per attività commerciali con vetrine su via Gramsci e via Cantù. Lungo via Cantù, ai limiti del lotto è collocata, in posizione defilata, la rampa di accesso al parcheggio interrato a servizio dei nuovi volumi edificati. Al piano primo e secondo del blocco che affaccia verso la corte interna, si trovano le residenze, le quali presentano verso via A. Gramsci affacci mediante terrazze e una loggia al piano primo, mentre verso la corte interna, su entrambi i piani si presentano due logge che corrono lungo tutto il prospetto che offrono la possibilità di avere uno spazio protetto all’aperto. Le logge presentano un sistema di oscuramento e di protezione all’introspezione, costituito da tapparelle in legno con avvolgibili, realizzate con traverse tra loro distanziate in modo tale da garantire, anche durante la loro totale chiusura, una visibilità verso l’esterno. I piani alti del blocco d’angolo sono destinati a locali per attività direzionali e di servizio. Architettonicamente l’edificio si presenta, nella sua interezza, con volumi semplici, movimentati in prospetto dal sistema di oscuramento dei locali adibiti ad uffici e dai tagli delle logge e dei terrazzi. Il sistema di oscuramento e protezione dagli agenti atmosferici adottato per gli uffici è realizzato mediante una serie di persiane in legno con apertura a libro, le quali una volta chiuse, compongono una facciata continua e omogenea, mentre invece, durante la loro apertura comportano un disegno di facciata sempre differente a seconda della volontà dei fruitori di avere più o meno luce all’interno degli ambienti. I fronti del fabbricato si presentano quindi sempre mutevoli a seconda delle condizioni atmosferiche e delle ore del giorno, con un gioco diverso di ombre sui prospetti.

Auditorium e mediateca

Il recupero dell’edificio che ospitava il cinema parrocchiale prevede la sua riconversione, in correlazione anche alla sua precedente funzione: si prevede per esso, la realizzazione di un auditorium – teatro che possa ospitare sia manifestazioni musicali e di spettacolo teatrale, che assemblee civiche e di rappresentanza. Il progetto proposto per questo edificio, prevede un intervento di tipo conservativo; per quanto riguarda i prospetti esterni saranno oggetto di un intervento di restauro senza alterare le caratteristiche estetiche in essere, mentre gli ambienti interni saranno interessati da lavori sia di carattere funzionale, che di adeguamento alle normative attuali di igiene e sicurezza. In adiacenza all’auditorium è stato inserito un nuovo corpo di fabbrica a due piani che ospita una mediateca, al fine di definire un intervento, indirizzato al tema dell’integrazione funzionale contemporanea legata all’uso delle nuove tecnologie di comunicazione e di conoscenza. Questo manufatto edilizio in adiacenza al volume dell’auditorium-teatro non compromette le sue caratteristiche architettoniche, ma anzi, le vuole valorizzare attraverso nuove funzioni. Esternamente il volume della nuova mediateca è caratterizzato da un ingresso leggermente arretrato rispetto al fronte principale dell’auditorium, in modo da mantenere inalterato l’aspetto del fronte dell’auditorium stesso lungo va A. Gramsci. Una parete in cemento armato, rivestita da listelli di cotto montati su appositi supporti metallici che celano le aperture, definisce la zona di ingresso, filtro distributivo tra l’auditorium e la mediateca: in questo corpo allungato, nella parte centrale è posto il collegamento verticale meccanizzato, mentre sul retro sono collocati i servizi igienici ed i locali tecnici. La mediateca, costituita da una sala al piano terra con le postazioni multimediali ed al piano superiore da una sala lettura, è contenuta in un corpo edilizio che, nella sua tipologia formale, rimanda ai fienili delle cascine padane. Una forma semplice completamente vetrata con una struttura portante costituita da una serie di portali in acciaio, che si articola sui prospetti grazie ad un sistema frangisole composto da elementi in laterizio collegati ai portali, che filtra e regola la luce necessaria alla lettura e dialoga con il cotto del corpo di fabbrica preesistente. Il sistema del frangisole è stato studiato rileggendo i tipici sistemi di illuminazione e aerazione dei fienili e dei magazzini dei poderi.

Materiali e colori nel progetto

I fabbricati di progetto, presentano finiture superficiali che richiamano l’edilizia locale tradizionale. L’edificio per uffici e delle residenze, presenta al piano terra un rivestimento a tutta altezza in mattoni in cotto che, per dimensione e colore, riprendono la tessitura dei muri dell’edificio dell’ex-cinema parrocchiale, creando lungo il marciapiede un continuum materico e spaziale nel profilo degli edifici lungo via Antonio Gramsci. I restanti volumi residenziali sono finiti con intonaco bianco, mentre il volume che contiene gli uffici è interamente rivestito da persiane in legno che celano un sistema di infissi con ampie vetrate ad alte prestazioni energetiche; i prospetti evidenziano i piani dell’edificio, mediante la partitura dei solai, lasciati a vista e rifiniti ad intonaco bianco. Il piano interrato è occupato dei parcheggi e dai locali cantine e tecnici. La struttura portante dell’intero edificio è costituita da un telaio in c.a. con tamponamenti in blocchi di calcestruzzo alveolato, tutti gli infissi sono previsti a taglio termico e provvisti con doppio vetro basso emissivo. L’edificio che contiene la mediateca è un volume vetrato trasparente con una struttura portante definita da portali in acciaio rivestiti con carter in rame. Questa sorta di scatola trasparente, è delimitata verso sud da un setto in muratura, che disegna la sezione del corpo edilizio, realizzato in mattoni in cotto che riprendono la tessitura dei muri dell’auditorium. A nord un’ampia vetrata a tutta altezza, permette l’ingresso della luce, mentre sui prospetti laterali e sulla copertura è posto un sistema regolabile di protezione al calore e di filtraggio della luce, realizzato con elementi in laterizio che nel disegno richiamano i mandolati a scacchiera utilizzati negli edifici rurali. Le pavimentazioni degli spazi aperti pubblici sono differenziate in due colorazioni attraverso l’uso di due tipologie differenti di pietre. Per i marciapiedi lungo agli assi viari, si prevede l’utilizzo di lastre in pietra extraforte con finitura superficiale rigata di colore grigio, mentre per gli spazi della corte interna vengono utilizzate lastre in pietra di Prun della Lessinia di colore grigio chiaro. Gli elementi di arredo urbano principali sono costituiti dalle sedute lungo le aree di sosta pedonale della corte interna, realizzate in blocchi di travertino bianco e ocra e attrezzati con pali di illuminazione con struttura in acciaio zincato verniciato a polveri colore grigio scuro con sistemi illuminanti a luce secondaria.

Conclusioni sugli obiettivi e specificità della proposta progettuale La proposta progettuale si è posta come obiettivo il recupero della centralità urbana di Cadoneghe, nella quale si concentrano le principali istituzioni civiche e religiose, mediante la ricucitura del tessuto urbano con l’inserimento delle nuove volumetrie che ospitano attività residenziali, commerciali e direzionali, sia attraverso lo studio di un nuovo spazio aperto di aggregazione che si relazioni con gli altri presenti nell’area limitrofa, con lo scopo di formare un sistema di connessione con i luoghi di relazione. Per quel che concerne il sistema della viabilità, il progetto non influisce sui flussi viabilistici dell’area, e si è posto come obiettivo quello di salvaguardare lo scorrimento del traffico su via A. Gramsci, localizzando la rampa di accesso al nuovo parcheggio interrato sul lato di via Cesare Cantù, e attrezzando il lato strada verso l’area di intervento con una dotazione di aree di sosta. Il progetto a livello architettonico dialoga con l’identità del luogo, leggendo e reinterpretando le caratteristiche tipologiche e formali del luogo e con l’uso dei materiali tipici dell’edilizia rurale padana: le superfici intonacate, il laterizio, il legno e la pietra, tutti materiali facilmente reperibili, compatibili ed sostenibili in chiave di recupero e riutilizzo.

Pavilion

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