photo by Maria Elena Acuña, Enrica Dall'Ara, Katerina Mitsoni, Rosa Montemurro. Published on July 14, 2011.
Ortus simultaneus è uno spazio negato ma allo stesso tempo visibile, la cui visione comprende simultaneamente il paesaggio esterno ed il paesaggio interno al giardino, negando la separazione fra dentro e fuori propria dell’hortus conclusus.
photo by Maria Elena Acuña, Enrica Dall'Ara, Katerina Mitsoni, Rosa Montemurro. Published on July 14, 2011.
Gioca sulle ambiguità della visione, sul suo potere di sintesi, sulla fluidità del paesaggio, aspetti espressi artisticamente nel luogo dalla costruzione architettonica della scala monumentale alla fine della galleria del chiostro grande della Certosa.
Concept, visioni simultanee riflesse
© Maria Elena Acuña, Enrica Dall'Ara, Katerina Mitsoni, Rosa Montemurro. Published on July 14, 2011.
È l’opportunità di conoscere uno spazio, un tempo interdetto, mettendolo in relazione con l’esterno senza però privarlo del suo carattere intimo – e del fascino – di mondo inaccessibile.
photo by Maria Elena Acuña, Enrica Dall'Ara, Katerina Mitsoni, Rosa Montemurro. Published on July 14, 2011.
Il progetto non consente infatti di entrare nel giardino (originariamente non esisteva nessuna apertura verso l’esterno), aspetto che assume valore simbolico in riferimento alla vita di clausura che conducevano i monaci certosini.
Concept
© Maria Elena Acuña, Enrica Dall'Ara, Katerina Mitsoni, Rosa Montemurro. Published on July 14, 2011.
Mediante l’inserimento di un grande specchio in corrispondenza della porta, istallato su una superficie d’acqua, chi si avvicina al giardino vede in una visione simultanea il paese di Padula e lo spazio interno.
photo by Maria Elena Acuña, Enrica Dall'Ara, Katerina Mitsoni, Rosa Montemurro. Published on July 14, 2011.
Si crea un luogo nuovo costruito dai riflessi.
pianta e sezioni dalle tavole di concorso
© Maria Elena Acuña, Enrica Dall'Ara, Katerina Mitsoni, Rosa Montemurro. Published on July 14, 2011.
All’interno il progetto realizza una istallazione che evoca la funzione antica del giardino, utilizzato per lo stoccaggio dei viveri che venivano fatti arrivare da fuori: una struttura di metallo, come una scaffalatura, su cui si appoggiano vasi/scatole di diversa profondità, dentro le quali germina e cresce grano – il grano rimanda al pane, nutrimento e simbolo eucaristico.
photo by Maria Elena Acuña, Enrica Dall'Ara, Katerina Mitsoni, Rosa Montemurro. Published on July 14, 2011.
Il giardino di grano prosegue a terra, in un ritaglio della superficie d’acqua. Il risultato è un volume di vegetazione che muove dalla parete al pavimento, e si pone in continuità con le bordure di graminacee che il progetto prevede ai lati del sentiero che conduce al cortile.
© Maria Elena Acuña, Enrica Dall'Ara, Katerina Mitsoni, Rosa Montemurro. Published on July 14, 2011.
Così ulteriormente si moltiplica l’ambiguità fra dentro e fuori, fra il giardino e il paesaggio in cui si colloca. xxyxxzz
© Maria Elena Acuña, Enrica Dall'Ara, Katerina Mitsoni, Rosa Montemurro
© Rosa Montemurro . Published on July 14, 2011.
photo by Maria Elena Acuña, Enrica Dall'Ara, Katerina Mitsoni, Rosa Montemurro. Published on July 14, 2011.
© Maria Elena Acuña, Enrica Dall'Ara, Katerina Mitsoni, Rosa Montemurro. Published on July 14, 2011.
photo by Maria Elena Acuña, Enrica Dall'Ara, Katerina Mitsoni, Rosa Montemurro. Published on July 14, 2011.