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Verucchio (RN), Italia

P.A.M. VERUCCHIO

PARCO ARCHEOLOGICO MULTIMEDIALE
Emanuele Dari, Denis Parise, Carlo Verona, Valentina Orioli, enrico brighi, emanuele ciani, chiara curzi, paolo baronio, monica conficconi

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copertina

1_UN LUOGO PER LA CITTA’ L’area individuata per ospitare il Parco Archeologico Multimediale si trova a ridosso del nucleo storico di Verucchio, lungo le pendici del “Sasso” sul quale si erge la Rocca Malatestiana, ed è oggi utilizzata in buona parte come parco pubblico. Il primo obiettivo che questo gruppo di lavoro si è posto è consistito nel pensare al progetto del Parco Archeologico Multimediale come ad un’occasione per cercare un’integrazione positiva fra lo spazio naturale del Parco e quello del centro urbano di Verucchio: in sostanza il Parco e il Museo non sono stati concepiti come spazi destinati esclusivamente al turista, ma anche come possibili luoghi di frequentazione quotidiana per il cittadino residente. In questa prospettiva, nell’intento di trasformare un ambizioso progetto in un’opportunità per la città, la riflessione si è orientata verso una collocazione dell’edificio adibito a Museo Archeologico Multimediale diversa rispetto a quella proposta nella documentazione di concorso: il museo è stato infatti posizionato lungo la strada principale in accesso al centro urbano (via Rocca), in corrispondenza con l’attuale ingresso pedonale al Parco IX Martiri. Questa collocazione, motivata da considerazioni di ordine funzionale, è stata suggerita in primo luogo dalla volontà di rispettare la morfologia dell’insediamento storico e le sue modalità di accrescimento: Verucchio è infatti un nucleo urbano arroccato alla sommità di uno sperone roccioso, in posizione strategica rispetto alla valle del fiume Marecchia. Possiamo considerare questa felice posizione geografica come la ragione all’origine stessa dell’insediamento villanoviano, ma anche come causa del successivo sviluppo di un centro annucleato assai fiorente sia in età medievale che durante la signoria malatestiana. Questo piccolo centro urbano letteralmente arroccato sulla roccia si è accresciuto per addizioni successive concentriche, con giaciture degli edifici che assecondano l’andamento delle curve di livello. Ci sembra quindi che il rispetto di questa modalità di accrescimento sia un modo per ribadire l’unicità dell’insediamento di Verucchio, un vero crocevia fra il nord e il sud dell’Europa, con un facile accesso al mare e la possibilità di comunicare in modo agevole con l’Etruria. Secondo questa logica anche il nuovo edificio del Museo Multimediale si “appoggia” alla strada esistente e si sviluppa seguendo la pendenza naturale del terreno, come qualsiasi edificio della città storica. L’edificio costituisce in questo modo una porta di ingresso alla città, e diventa occasione per la costruzione di un nuovo spazio pubblico urbano – una Piazza aperta alla frequentazione dei verucchiesi – , ma anche per migliorare e rendere più evidente l’accesso al Parco IX Martiri, che si integra con il Parco Archeologico offrendo alla cittadinanza uno spazio qualificato per il tempo libero e le attività all’aria aperta. La collocazione dell’edificio museale alla sommità dell’area del Parco Archeologico ci sembra infine opportuna in considerazione del rapporto fra questa sede museale secondaria, la sede principale del Museo Civico Archeologico e tutti i luoghi di visita della città medievale e malatestiana: una localizzazione eccessivamente eccentrica rischia a nostro parere di offrire ai visitatori una meta troppo lontana – e quindi alternativa nei fatti – rispetto ai luoghi di maggiore interesse storico ed archeologico. L’integrazione fra l’edificio e la città permette invece una più stretta sinergia fra le due sedi museali, ma anche una più efficace correlazione dei percorsi di visita dedicati all’archeologia e di quelli alla scoperta della Verucchio storica.

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verucchio città arroccata

2_I LUOGHI DEL PARCO ARCHEOLOGICO MULTIMEDIALE Il progetto del Parco Archeologico Multimediale si sviluppa in tutta l’area individuata dal bando di concorso. Nell’area compresa fra via Provinciale Nord e via Brocchi si trova la Fattoria Didattica, dedicata prevalentemente alla produzione vinicola, con la riproposizione del vitigno antico denominato “veruccese”, probabilmente già conosciuto nell’età villanoviana. L’ingresso alla Fattoria si trova in prossimità dei parcheggi che accolgono i visitatori, in una “radura” attrezzata come spazio di sosta e area picnic. L’edificio della fattoria, oltre ad ospitare depositi e spazi di servizio funzionali alle attività proprie di questo luogo e alla didattica, accoglie anche un punto di vendita di prodotti del territorio, e in particolare del vino, il cui marchio potrà costituire un elemento di caratterizzazione commerciale della località. Oltre all’edificio della fattoria, nella radura attrezzata per la sosta e il ristoro dei visitatori si trova anche un piccolo edificio rettangolare, analogo ad altri manufatti collocati in diverse zone del Parco, che ospita i servizi igienici riservati ai visitatori e una zona d’ombra realizzata con un sistema di pergole fisse coperte da vegetazione. Le aree di parcheggio destinate alle automobili (110 posti auto) e ai pullman (8 posti) sono concentrate lungo via Provinciale Nord e via Brocchi e sono servite da un controviale con accesso su via Provinciale nord e uscita su via Brocchi e circolazione a senso unico di marcia. Questa collocazione permette di minimizzare l’impatto paesaggistico delle auto: sfruttando il dislivello fra le strade esistenti e il controviale di progetto, infatti, è possibile organizzare spazi di parcheggio che risultano nascosti rispetto alla visione dalle terrazze panoramiche presenti nel centro storico di Verucchio e dall’area del nuovo Parco Archeologico, e il cui impatto è attenuato grazie al mascheramento ottenuto mediante strutture a traliccio con vegetazione rampicante applicate al bordo delle strade esistenti. L’ombreggiatura dei parcheggi è ottenuta attraverso filari di pioppi (Populus alba pyramidalis) posti sul lato sud del controviale di progetto.

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planivolumetrico

Il collegamento fra la zona in cui si trovano la Fattoria Didattica ed i parcheggi e il Parco Archeologico è consentito da un percorso pedonale caratterizzato da una rampa che permette la salita al livello di via Provinciale Nord, e segnalato in tutta la sua estensione attraverso il trattamento della pavimentazione. Tale accorgimento permette di segnare anche l’incrocio con la strada carrabile, attraverso la costruzione di un ampio dosso dalla superficie diversa rispetto al fondo della strada, che impone alle auto il rallentamento e garantisce l’attraversamento pedonale in sicurezza. La piazzola di sosta in corrispondenza dei parcheggi e dell’ingresso alla Fattoria Didattica, come il percorso di connessione al Parco e la piazzola di accesso al Parco, è caratterizzata dall’uso degli stessi materiali di pavimentazione e di finitura della nuova Piazza urbana che dà accesso al Museo Multimediale (pavimentazione in cemento lisciato, muri di contenimento rivestiti in acciaio corten). In questo modo un segno urbano viene riportato all’ingresso del Parco Archeologico, a sottolineare il suo legame fisico con la città. Oltre ad essere sottolineato dagli stessi materiali di finitura della Piazza del Museo Multimediale, l’ingresso al Parco Archeologico è caratterizzato dalla presenza di un’area di sosta con un edificio di servizio ai visitatori analogo a quello che si trova nei pressi della Fattoria Didattica. In questo caso l’edificio si configura come un vero e proprio chiosco bar di servizio al Parco. Il Parco Archeologico è caratterizzato da una coppia di percorsi principali disposti “a tenaglia”, che permettono la risalita fino al Museo Archeologico Multimediale. I percorsi hanno il fondo in ghiaino bianco stabilizzato; le piazzole di sosta disposte lungo il loro sviluppo sono contraddistinte da una pavimentazione in cemento lisciato ed elementi di arredo e di contenimento dei dislivelli in acciaio corten. Tutto lo spazio del Parco è attraversato da una fitta rete di percorsi secondari, che seguono l’andamento delle curve di livello. Questi percorsi hanno il fondo inerbito e sono segnati attraverso l’inserimento nel terreno di file di mattoni a sottolineare i cambi di pendenza, secondo una tecnica che è già praticata in questo luogo. Nella parte più vicina all’ingresso lo spazio del Parco è trattato a prato, con filari di bagolari (Celtis australis L.) che seguono la strada ed altri di querce piramidali (Quercus pedunculata pyramidalis) che ombreggiano i percorsi principali. Nella sua parte intermedia il Parco è caratterizzato dalla presenza di aree boscate, mentre la parte più alta, vicina al Museo e alla città, è prevalentemente trattata a prato. Il percorso esistente, che scende nel Parco da via Rocca e conduce al monumento ai IX Martiri, è seguito da un filare di cipressi (Cupressus sempervirens). La scelta di utilizzare il prato per la maggior parte della estensione del Parco risponde alla necessità di consentire una semplice manutenzione, ma anche di permettere l’apertura di aree di scavo qualora fosse verificata la probabile presenza di altre sepolture. La significativa limitazione delle alberature risponde anche alla volontà di riportare la percezione del paesaggio alla sua probabile condizione storica, quando cioè la Rocca di Verucchio doveva presentarsi isolata alla sommità di uno sperone spoglio e difficilmente accessibile. Gruppi di alberi di specie autoctona formano masse che separano il Parco dagli edifici e dai campi confinanti, a costituire una sorta di “recinzione” naturale, che definisce il limite fra l’area archeologica e aperta alla fruizione pubblica e lo spazio circostante. L’estensione del Parco permette di immaginare che alcune sue parti possano essere dedicate alle consuete funzioni di uno spazio verde pubblico urbano, dotate di spazi di sosta attrezzati con panchine e aree di gioco per i bambini.

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il progetto e la città

Il Parco Archeologico è il luogo in cui si sviluppano in maniera contestuale le tematiche inerenti la civiltà villanoviana di Verucchio, con rimandi sia ai reperti esposti nel Museo Civico Archeologico che ai contenuti del Museo Archeologico Multimediale. Nella zona già oggetto di scavo si sviluppa il “Parco dei Fuochi Fatui”, un’area tematica del Parco che intende sottolineare la presenza della Città dei Morti villanoviana in questo luogo. Ciascuna sepoltura ritrovata è segnalata nella sua posizione originale mediante la posa di un segnacolo, simile a quello che veniva effettivamente usato nell’età villanoviana. Sappiamo però che le tombe ritrovate a Verucchio erano talvolta sepolture multiple, e che comunque vigeva la consuetudine di raggrupparle per nuclei familiari: questa particolare condizione “annucleata” è riproposta attraverso un disegno al suolo che raggruppa le tombe in “campi” dalla forma ovale, che richiamano idealmente lo spazio di un nucleo familiare. Accanto ad ogni segnacolo è collocata una luce a led, che ripropone la presenza della sepoltura anche di notte: l’insieme delle luci, dei “fuochi fatui”, rende evidente questa presenza anche per coloro che osservano il panorama dall’alto dell’abitato di Verucchio. Nel Parco dei Fuochi Fatui l’evocazione della antica città dei morti è completata dalla presenza di iscrizioni che rievocano la vita di alcune delle persone sepolte nella “necropoli Lippi”, come il principe guerriero ritrovato insieme al suo trono e a due diversi elmi (tomba 89) o la signora di alto rango, dal corredo funebre particolarmente ricco di ambra (tomba 47): il racconto delle loro vite come di quelle di altri personaggi costruisce una evocazione poetica, quasi una “Spoon River” dell’antichità. Alla sommità del Parco, nei pressi del Museo, si trova il Villaggio Villanoviano, ovvero la Città dei Vivi, posizionata quasi in cima alla collina secondo una gerarchia topografica attestata dalle fonti archeologiche. La Città dei Vivi è un piccolo nucleo di capanne ricostruite in base ai dati di scavo e ai disegni riportati sui troni; per la loro edificazione si prevede l’utilizzo di materiali di provenienza locale che presumibilmente venivano usati anche nell’antichità, come ad esempio il legno o i ciottoli fluviali del vicino Marecchia. Le abitazioni sono riprodotte in scala 1:1 e aperte al pubblico. E’ auspicabile che in alcuni periodi dell’anno le case siano animate con il supporto di volontari preparati (uomini, donne, bambini), che svolgono le diverse attività quotidiane. Ci sembra necessario sottolineare che la scelta di questa posizione per la ricostruzione dell’abitato villanoviano non risponde soltanto ad una esigenza di coerenza storiografica, ma anche a precise necessità gestionali: il villaggio ricostruito è infatti un luogo che necessita di manutenzione e sorveglianza, e che può essere utilizzato con continuità ed intensità se posto nelle vicinanze del Museo, in modo da poter proporre attività che possano usufruire degli spazi interni del Museo e insieme delle capanne. Alla sommità del Parco, lungo la strada che costituisce l’accesso all’abitato di Verucchio, si trova l’edificio che ospita il Museo Archeologico Multimediale. Il Museo può quindi essere raggiunto a piedi, attraverso una passeggiata nel Parco durante la quale si annunciano i temi Città dei Morti e della Città dei Vivi, ma anche attraverso la strada carrabile, con possibilità di sosta veloce lungo via Rocca, e di ingresso facilitato per persone dalle ridotte capacità motorie. L’edificio del Museo, che è relazionato ad una nuova Piazza urbana ed ospita funzioni aperte alla libera fruizione da parte dei cittadini di Verucchio, come un bar-caffetteria su due livelli, dotato di una piccola sala che può essere utilizzata anche per l’organizzazione di eventi culturali. Il Museo costituisce il punto di arrivo del percorso attraverso il Parco ed offre ai visitatori un’esperienza complementare rispetto a ciò che hanno già visto ma anche rispetto a ciò che potranno apprezzare nella visita al Museo Civico Archeologico, in cui si conservano gli straordinari reperti della necropoli, e dove vengono talvolta allestite esposizioni temporanee a tema. Dal Museo Archeologico Multimediale al Museo Archeologico propriamente detto si sviluppano due differenti percorsi: un percorso urbano, che tocca le piazze e i principali monumenti della Verucchio medievale e malatestiana, e un percorso paesaggistico, attraverso un sentiero che costeggia il piede del Sasso della Rocca e raggiunge un ascensore panoramico, dal quale è possibile salire al Museo Archeologico.

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il parco archeologico

3_IL MUSEO ARCHEOLOGICO MULTIMEDIALE L’edificio del Museo Archeologico Multimediale si sviluppa su quattro livelli, con accesso principale da via Rocca. A questa quota l’ingresso al Museo avviene attraverso una Piazza, aperta come una terrazza verso il paesaggio della pianura, che ha dimensioni analoghe a quelle degli altri spazi pubblici urbani principali di Verucchio. La nuova Piazza urbana si estende in continuità con gli spazi pubblici già presenti in questa zona di ingresso alla città, e presenta caratteristiche di pavimentazione e di finitura analoghe a quelle delle piazzole di accesso al Parco Archeologico ed alla Fattoria Didattica. Al livello della Piazza l’edificio del Museo è costituito da un corpo prismatico che contiene l’ingresso alla zona espositiva, con uno spazio dedicato a biglietteria, guardaroba e bookshop, ma anche un bar con possibilità di accesso/uscita indipendenti dalla Piazza. Il bar si sviluppa anche al livello soprastante, con uno spazio su ballatoio che può essere utilizzato per accogliere eventi e presentazioni pubbliche. Sul lato nord il corpo prismatico si apre con una grande vetrata, che permette di inquadrare il Parco Archeologico (se ci si trova al livello dell’ingresso) o la Rocca (dal ballatoio del bar posto al livello superiore). In questo modo l’edificio del Museo si presenta non soltanto come una “porta” che segna l’ingresso alla città storica di Verucchio, ma anche come un “occhio” aperto sulle più significative emergenze naturali ed architettoniche del paesaggio. La Piazza è delimitata sul lato ovest da un corpo di fabbrica di forma rettangolare e di dimensioni analoghe agli edifici di servizio che si trovano nel Parco e presso la Fattoria Didattica, che ospita gli impianti e, ai livelli sottostanti, un blocco scale-ascensore).

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Il Museo Archeologico Multimediale vero e proprio si sviluppa nei due livelli inferiori alla Piazza. L’edificio ha giacitura parallela alle curve di livello, ed è interamente aperto sul lato nord, verso il Parco, dove un sistema di brise-soleil regola l’ingresso della luce nelle diverse sale espositive. Il primo livello interrato è dedicato alla Città dei Vivi, mentre il secondo livello interrato è dedicato alla Città dei Morti. In coerenza rispetto alle tematiche generali affrontate, il secondo livello interrato si caratterizza per ambienti più bui, con tagli di luce sulle pareti o sul soffitto, che generano effetti di illuminazione studiati per evocare l’atmosfera di raccoglimento che normalmente si associa alla morte, e ai riti e alle pratiche legati a questo “passaggio”. Il percorso attraverso le sale del Museo si sviluppa in modo fluido, lineare, senza ostacoli, e grazie alla presenza di rampe in leggera pendenza che permettono il superamento dei piccoli dislivelli che caratterizzano il progetto. L’ingresso e il collegamento verticale avvengono attraverso i due blocchi scale-ascensore posti ai lati est (ingresso, discesa al livello -1) e ovest (collegamento fra il livello -1 e il livello -2). Nel Museo Archeologico Multimediale si sviluppano le tematiche inerenti la civiltà villanoviana di Verucchio, secondo un progetto espositivo inteso perlopiù in maniera virtuale, che prevede precisi rimandi sia ai reperti esposti nel Museo Civico Archeologico, sia al Parco Archeologico, invitando il visitatore ad uno scambio di tipo “contestuale” indispensabile e scientificamente corretto fra le suggestioni proposte in questo spazio, il reperto archeologico e il luogo fisico in cui gli eventi sono accaduti. Il livello -1 è dedicato alla Città dei Vivi; qui sono trattati temi legati alla vita nel centro di Verucchio. Il livello -2 invece è dedicato alla Città dei Morti; qui si tratteranno gli argomenti inerenti la sfera della ritualità funeraria. Concetti che verranno sviluppati con l’ausilio di tecniche multimediali (proiezioni, ologrammi, ricostruzioni 3D, touch screen e touch window), strumenti che permettono di calarsi nei temi trattati e che sono sufficientemente flessibili per essere modificati in relazione allo sviluppo dello studio sulla civiltà villanoviana. Nel Museo sono previste anche attività di laboratorio e si trova una sala per proiezioni.

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Nel seguito si illustra nelle sue linee essenziali la concezione ed articolazione del progetto museografico e del percorso espositivo: La Città dei Vivi – Livello -1 SALA 1: Verucchio al Crocevia delle Strade dell’Ambra Il percorso ha inizio in un’ampia sala dedicata alla geografia del territorio verucchiese. La finalità che ci si propone attraverso l’allestimento è quella di spiegare le ragioni della “fortuna” del sito di Verucchio nelle epoche protostoriche. Con l’ausilio di riproduzioni di materiale cartografico e fotografico vengono illustrate la particolare struttura geomorfologica del territorio della valle del Marecchia, la sua prossimità al mare e alle vie di comunicazione con il versante Tirrenico, la posizione strategica del “Sasso” di Verucchio. In relazione a questi temi si illustra la collocazione del sito di Verucchio sulla “via dell’Ambra” e rispetto alle reti dei commerci che mettevano in relazione il nord Europa e il Mediterraneo già in età protostorica. La Via dell’Ambra e il bacino del Mediterraneo sono raffigurati in una grande serigrafia a pavimento che riproduce una carta geografica, con i principali percorsi illuminati e la possibilità di evidenziare informazioni tramite punti nodali che rimandano a proiezioni di video su schermi al plasma collocati a parete. Accessibilità e percorso ludico: alcune elaborazioni cartografiche sono ricostruite anche in formato tridimensionale per i non vedenti, e un gioco di puzzle “geografico” a pezzi giganti è destinato alla libera manipolazione dei bambini. SALA 2: La società di Verucchio si racconta: principi e principesse, contadini, artigiani e marinai … La sala principale di questa parte del Museo è dedicata al racconto della società di Verucchio nell’età villanoviana; un racconto che immaginiamo svolto dai suoi stessi protagonisti. Dallo studio antropologico delle ossa ritrovate nelle tombe di Verucchio si possono ricavare dati fondamentali non solo sulle patologie per cui i villanoviani sono morti, ma anche sui loro caratteri somatici e sul loro DNA. Questa sala sarà quindi caratterizzata dalla presenza di alcuni ologrammi con la ricostruzione virtuale dell’aspetto fisico dei villanoviani di tremila anni fa. Questi ologrammi possono essere organizzati in modo da ricostruire l’aspetto di alcuni personaggi che sono rappresentativi di diverse “categorie” di abitanti: il principe e la principessa, il contadino, l’artigiano, il marinaio. Attorno a ciascun ologramma si sviluppa quindi una sezione della sala che mostra il personaggio nella sua vita quotidiana, ne spiega le attività e lo associa a oggetti e strumenti rinvenuti nelle tombe scavate a Verucchio. Fisicamente la sala può essere organizzata in 5 box, ognuno dedicato ad un personaggio (può trattarsi anche di una coppia o di un piccolo nucleo familiare), con il suo ologramma e gli oggetti che ne “raccontano” la vita quotidiana (Quali sono i suoi strumenti di lavoro? Come si veste? Che cosa coltiva? Che cosa mangia? Dove abita?... Queste domande permettono di stabilire legami espliciti fra le immagini e gli oggetti che si trovano nella sala e le attività sviluppate nella Fattoria Didattica, il Villaggio ricostruito nel Parco, ma anche i più significativi reperti esposti al Museo Civico Archeologico). Completano l’allestimento 3 grandi postazioni touch a parete che riproducono 3 diversi scenari (scenario di vita contadina, scenario dei lavori artigianali, scenario del commercio); a prima vista sono scene corali in 3d (quasi dei quadri); in ognuno ci sono nuclei sensibili che al touch approfondiscono e raccontano in una mini clip di 10-50 secondi un tassello del quadro. Accessibilità e percorso ludico: gli oggetti associati ai personaggi sono riproduzioni, e una parte di essi deve essere liberamente manipolabile per bambini e non vedenti, ai quali sono destinate anche iscrizioni e didascalie “tattili”. Ai bambini è dedicato un angolo di “travestimenti”, con i costumi del principe guerriero e della principessa tessitrice.

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La Città dei Morti – Livello -2 SALA 3: Nella Città dei Morti La piccola sala in ingresso al livello dedicato alla Città dei Morti offre anche alcune informazioni relative alla vita e alla morte dei verucchiesi-villanoviani. Come infatti è già stato sottolineato, l’analisi sul DNA delle sepolture permette di ricavare notizie circa le malattie che affliggevano la popolazione villanoviana, le cause e l’età di morte. Questi dati possono essere riassunti in brevi notizie da comunicare in forma visiva, in modo da costruire un quadro di quello che poteva essere la situazione demografica nell’insediamento villanoviano: quanti erano?, qual era la loro vita media, e per quali cause trovavano la morte? In questo quadro si inserisce anche il racconto di alcuni personaggi – donne, uomini e anche bambini – che narrano la loro vita e le loro gesta, i viaggi e le avventure, i giochi e le attività quotidiane ma anche le malattie, il dolore e la morte. La stanza è allestita con schermi di varia forma e misura alle pareti, in modo da creare una sorta di galleria di quadri – ritratti di villanoviani. I quadri si animano e le persone ritratte raccontano la loro storia. La voce narrante accompagna un video in cui vengono montate immagini suggestive che fanno da supporto alla narrazione. Accessibilità e percorso ludico: l’obiettivo dell’allestimento è quello di offrire una suggestione comprensibile in modo immediato anche dai bambini e da persone non udenti o non vedenti, alle quali sono destinate anche iscrizioni e didascalie “tattili”. SALA 4: Il rito della cremazione La sala che rappresenta il rito della cremazione è buia, riceve luce soltanto da piccoli lucernai disposti sul soffitto. Qui, con l’ausilio di strumenti audiovisivi, si riproducono i colori ed i rumori del fuoco della pira, e si illustrano le modalità e le fasi del rito della cremazione. Lo studio delle sepolture permette infatti di capire come avveniva il funerale in tutte le sue fasi, dalla cremazione alla deposizione delle ceneri nell’ossuario, alla successiva deposizione degli oggetti nel pozzetto. Si prevede una proiezione a tutta parete su uno dei lati della stanza: il visitatore entra, è buio, si “accende” una porzione di parete che narra della prima fase della sepoltura, poi si “spegne” e se ne accende un’altra in una diversa posizione, che prosegue il racconto, ecc. (si tratta di video ricostruttivi in 3d con voce narrante fuori campo che narra le fasi della sepoltura). Accessibilità e percorso ludico: l’obiettivo dell’allestimento è quello di offrire una suggestione capace di sollecitare i sensi, quindi comprensibile in modo immediato anche dai bambini e da persone non vedenti o non udenti. SALA 5: Le sepolture. Più che di una vera e propria sala, si tratta di un ampio percorso in leggera salita, in penombra, fiancheggiato da 5 ricostruzioni di sepolture villanoviane diverse (per rango, per sesso, per tipologia di pozzetti), ricostruite contro la parete di roccia sulla quale si appoggia l’edificio in scala reale. In sostanza il visitatore può vedere come erano fatte le tombe, a quale profondità si trovavano, quali oggetti contenevano. Le ricostruzioni possono prevedere un rimando esplicito ad alcune tombe rinvenute nella necropoli, e i cui arredi sono esposti al Museo Civico Archeologico. Accessibilità e percorso ludico: almeno una sepoltura è aperta e gli oggetti sono manipolabili. Iscrizioni e didascalie anche “tattili”. SALA 6: Gli scavi archeologici a Verucchio Il percorso nel Museo Archeologico Multimediale si conclude in un’ampia sala dedicata all’illustrazione delle attività che archeologi e restauratori svolgono nella città di Verucchio. La sala si articola quindi in due sezioni, la prima dedicata agli scavi archeologici e la seconda alle problematiche del restauro dei reperti. Nella prima sezione viene ricostruita, con l’ausilio di materiale cartografico e fotografico, la storia degli scavi di Verucchio, a partire da quelli ottocenteschi fino ai più recenti. Il pubblico deve poter comprendere come è stato scoperto questo sito archeologico e come lavora l’archeologo sul campo: specie in una situazione come quella della necropoli in oggetto in cui i rinvenimenti sono eclatanti e suscitano stupore, ma che richiedono sempre una affinata tecnica stratigrafica. E’ necessario far comprendere che i dati devono essere analizzati nel minimo dettaglio per recuperare tutte le informazioni possibili. In questa sala si propone di effettuare la proiezione in tempo reale delle fasi di scavo, un’esperienza effettuata per la prima volta nel mondo proprio a Verucchio, grazie alla sponsorizzazione tecnologica di Raytalk Wireless International. Si propone di inserire è la ricostruzione virtuale di uno scavo, dalla deposizione alla scoperta moderna. Nella seconda sezione si propone un percorso attraverso le problematiche legate al restauro dei reperti archeologici di diversa natura che si sono conservati nel particolare contesto geomorfologico di Verucchio (vimini, legno, tessuti) vanno trattati dal restauratore sin dal momento del loro rinvenimento perché non si deteriori in modo irreversibile. Questa sezione deve illustrare le particolari condizioni geologiche e morfologiche del sito di Verucchio e quindi spiegare perché molte delle tombe villanoviane sono in parte franate, o anche perché alcuni oggetti antichi realizzati con materiale di tipo organico si sono conservati, mentre altri materiali, come il bronzo, sono giunti a noi più deteriorati. L’elemento centrale di questa sezione è costituito dalla proiezione delle fasi di restauro, con l’obiettivo di far comprendere al pubblico le nuove tecnologie e le sequenze di un’operazione di restauro effettuate su materiali diversi. Si propone inoltre la ricostruzione virtuale di un oggetto che viene riportato alle sue caratteristiche originarie. Accessibilità e percorso ludico: plastico di uno scavo smontabile e liberamente manipolabile. Iscrizioni e didascalie anche “tattili”. La sala proiezioni e i Laboratori – Livello -2 Al termine del percorso museale si trova una sala attrezzata per proiezioni, che può essere utilizzata permanentemente come spazio di supporto al percorso espositivo, ma può anche accogliere proiezioni a tema o eventi diversi. Oltre la sala si trovano due Laboratori, dedicati alla sperimentazione diretta di attività manuali-artigianali tipiche dell’età villanoviana: un Laboratorio è destinato alla manipolazione dell’argilla, e ripropone quindi gli strumenti e le esperienze del vasaio, ma può anche accogliere occasionalmente attività di costruzione di oggetti in vimini o di altri utensili d’uso quotidiano. Nel secondo Laboratorio si propone invece la ricostruzione di un telaio, secondo le fonti archeologiche disponibili, e la riproposizione dell’attività della tessitura così come essa veniva praticata nell’età villanoviana. I Laboratori possono avere un funzionamento autonomo rispetto al resto del Museo, ed ospitare incontri e “stages” sulle attività artigianali riservati a piccoli gruppi e in special modo ai bambini. Gli spazi della Sala Proiezioni e dei Laboratori, che sono separati da pareti mobili e sono concepiti secondo un criterio di massima flessibilità, possono essere utilizzati anche per attività ludiche e di archeologia sperimentale. Dal Museo Archeologico Multimediale al Museo Civico Archeologico Il Museo Civico Archeologico di Verucchio è una realtà di primaria importanza tra i musei archeologici dedicati all’età del ferro in Italia, sia per comprendere la cultura villanoviana, sia per farsi sorprendere dalla magnificenza dei gioielli, delle armi e l’unicità di altri oggetti realizzati con materiale organico. E’ di fondamentale importanza in questo progetto mantenere e sottolineare in modo chiaro e “biunivoco” il legame che unisce i contenuti e i percorsi del Parco Archeologico e del Museo Archeologico Multimediale rispetto a percorsi e contenuti propri del Museo Civico Archeologico. Con questa finalità è necessario prevedere segnalazioni puntuali in corrispondenza di oggetti particolari conservati nelle vetrine del Museo Civico Archeologico: ad esempio un dolio funerario con il proprio corredo potrà rinviare alla tipologia sepolcrale relativa che è stata ricostruita virtualmente nel Museo Archeologico Multimediale.

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MAM - percorsi di visita e progetto museografico

4_I FRUITORI: PERCORSI DI VISITA E PERCORSI URBANI Il progetto del Parco Archeologico Multimediale insieme al nuovo edificio museale e al Museo esistente costituisce un sistema complesso, che si offre alla fruizione di vari soggetti. In primo luogo, come è già stato sottolineato, il complesso si presta all’utilizzo quotidiano da parte dei cittadini, specialmente in alcune sue parti: negli spazi aperti di uso pubblico – come i parcheggi, che costituiscono una dotazione aggiuntiva significativa per la città di Verucchio, o il Parco, che offre uno spazio per il tempo libero e le attività all’aria aperta che può essere adattato a molteplici esigenze -, ma anche in alcuni spazi interni all’edificio del Museo Archeologico Multimediale, che ospita un bar aperto sulla nuova Piazza e dotato di una sala al livello superiore in cui è possibile ospitare eventi culturali, e il cui funzionamento può essere anche reso autonomo rispetto a quello del Museo. Naturalmente l’obiettivo del Parco Archeologico Multimediale consiste nel portare a Verucchio un numero di visitatori sempre maggiore di quello attuale, e con un target differenziato. I turisti interessati a questa meta possono essere visitatori singoli o gruppi organizzati; di quest’ultima categoria fanno parte le scolaresche, ma anche i gruppi provenienti dalla riviera nel periodo estivo. Rispetto alla visita dei gruppi riteniamo che l’organizzazione proposta per l’area possa offrire l’opportunità di un percorso guidato e costruito secondo un criterio di razionalità. All’arrivo il pullman parcheggia in basso, ai piedi dell’abitato, e il percorso attraverso il Parco costituisce un suggestivo avvicinamento ai temi propri del Museo e di questo luogo. L’ingresso al Museo Archeologico Multimediale è il primo momento di approfondimento, con una visita che inquadra la geografia di Verucchio e il suo ruolo rispetto alle vie del commercio del mondo antico, per poi offrire informazioni sulla popolazione verucchiese dell’età villanoviana, e sulle sue “città dei morti”. Il percorso può essere più o meno articolato e comprendere (qualora si tratti di bambini, in particolare) alcune dimostrazioni di attività pratiche o esperienze di laboratorio (telaio, lavorazione dell’argilla). Al termine della visita il gruppo esce nuovamente nel Parco, dove compie il percorso ai piedi del Sasso della Rocca attraverso la zona sacra e raggiunge il Museo Archeologico con l’ascensore panoramico. A conclusione della visita al Museo Archeologico il percorso urbano permette di conoscere e apprezzare l’abitato di Verucchio e i suoi monumenti. Nei pressi del parcheggio la Fattoria Didattica e l’area dedicata ai gruppi offrono infine la possibilità di sostare e ristorarsi. Oltre ad offrire questo percorso complessivo, l’articolazione degli spazi del Museo Multimediale e del Parco permette di organizzare eventi a tema (dimostrazioni di attività artigianali nel villaggio ricostruito, scavo didattico nel parco, oppure laboratori al Museo) che possono costituire l’oggetto specifico di visite guidate, e trovare una sinergia positiva rispetto ai contenuti dell’esposizione permanente del Museo Archeologico e di eventuali esposizioni temporanee a tema. La versatilità e la molteplicità delle proposte possibili costituisce un elemento di attrattiva anche per il visitatore singolo, che può trovare motivo di più visite al Parco Archeologico Multimediale.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma

Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav