L'edificio visto dalla campagna. Veduta prospettica.
© valerio tolve . Pubblicata il 19 Luglio 2011.
Finis Agrorum Cirimido è un piccolo sobborgo tra Milano e Como, in un territorio ancora fortemente caratterizzato dal disegno geometrico della campagna, i cui segni e tracciati, antichi, sono ancora evidenti a dispetto della crescita e dello sviluppo urbano che ha interessato l’intera zona negli ultimi decenni. La trama della centuriazione compone un piano insediativo razionale su grande scala, che interessa l’intero paesaggio: tanto la campagna quanto l’edificato, sono orientati nella direzione della naturale giacitura del suolo. La natura, luogo dell’origine, nel quale e dal quale nasce l’esigenza spirituale e concreta del costruire, diviene campagna, intesa come forma di insediamento e ‘urbanizzazione primaria’ direttamente confrontabile e relazionata con l’edificato, in accordo ad un processo di trasformazione e strutturazione dello spazio fisico che predispone i luoghi all’abitare dell’uomo e alle sue attività. Questo stretto rapporto tra edificio e campagna è il tema fondante del progetto che, a partire dalle particolari condizioni del luogo, riscrive la storia e il senso dell’edificio.
Il piano insediativo del paesaggio. Planimetria.
© valerio tolve . Pubblicata il 19 Luglio 2011.
Da casa a palazzo La casa del Dottore non è certo un monumento, almeno nella sua radice etimologica o nella comune accezione del termine. È invece un monumento nella misura in cui la si vuole intendere come un ‘tipo’ che fissa con estrema precisione i caratteri specifici della piccola villa suburbana e ne esprime chiaramente la misura, la composizione, la proporzione e il rapporto tra le parti. In quanto distillato di una sapienza costruttiva antica, oggi in parte perduta o dimenticata, può a ragione essere intesa come un monumento alla domesticità e alla ratio della tradizione costruttiva lombarda, in cui i diversi problemi e le altrettanto diverse soluzioni sono enunciati con estrema precisione e chiarezza, conciliando le questioni di carattere tecnico e costruttivo con quelle dell’economia dei mezzi e delle risorse. Tuttavia, oggi che la sua funzione domestica è venuta meno e si pone il problema della sua possibile ridestinazione funzionale a sede delle associazioni di paese, è necessario intervenire, prima ancora che sui suoi spazi interni, proprio sul carattere dell’edificio, sulla sua forma, sulla sua fisionomia, sulla sua immagine, riscrivendone il senso e il ruolo. In quanto futura sede delle associazioni culturali di paese, l’edificio dovrà infatti caratterizzarsi per il suo rinnovato senso civile e istituzionale, denunciando una certa alterità rispetto l’edilizia corrente delle ‘case’, divenendo ‘palazzo’. E, in quanto tale, nuovamente monumento, questa volta inteso come spazio semantico dell’istituzione, in accordo al vero e più duraturo compito dell’architettura: rappresentare attraverso la forma.
Il palazzo e le sue parti: il pronao d'accesso e la loggia. Fronte su strada.
© valerio tolve . Pubblicata il 19 Luglio 2011.
Impostazione generale del progetto Il progetto mira a riscattare e valorizzare l’edificio in ogni sua parte, anche in quelle superfetazioni che, nel corso del tempo, ne hanno in parte alterato la chiarezza tipo-morfologica e compostitiva, intendendole comunque ragionevolmente inscritte nella sua storia, anche dal momento che oggi, risultano sufficientemente metabolizzate nell’impianto generale dell’edificio e nel rapporto di questo con lo spazio pubblico. Si sceglie perciò di confermare l’affaccio diretto su strada, trasformando il corpo dei servizi medici nel pronao di accesso dell’edificio: un volume che acquista autonomia formale e figurativa, che media il passaggio dallo spazio esterno e pubblico della strada a quello interno e privato dell’edificio e che ne costruisce il nuovo fronte. L’attacco a terra viene svuotato e liberato, realizzando un piccolo spazio di sosta coperto (atrio-vestibolo) protetto da una parete a vento che mantiene il partito originario delle tre aperture e il disegno simmetrico della facciata. Il coperto, nuovo accesso principale dell’edificio, garantisce inoltre i collegamenti trasversali all’interno del lotto, dal cortile al giardino. Il terrazzo al piano superiore viene trasformato in un loggiato coperto di ordine gigante che vuole confrontarsi direttamente con la scala del paesaggio rurale di questa pianura rada e rarefatta – caratterizzata da grandi segni (edifici o infrastrutture) e altrettanto grandi vuoti – più che con il calibro minuto del tessuto residenziale circostante. Questo salto di scala è l’operazione prima che rende possibile la trasformazione tipologica e funzionale dell’edificio da ‘casa’ a ‘palazzo’, eliminando ogni accento di domestica ordinarietà dell’edificio.
Da casa a palazzo: il nuovo edificio in rapporto allo spazio pubblico. Planimetria con le ombre.
© valerio tolve . Pubblicata il 19 Luglio 2011.
Spazi interni. Distribuzione e organizzazione La soluzione planimetrica e distributiva degli spai interni e delle funzioni i fatto conferma l’impostazione strutturale e tipologico-planimetrica dell’edificio, con sviluppo prevalentemente longitudinale, così come il partito delle aperture sui diversi fronti. Operando con piccole demolizioni e assai limitate costruzioni, vengono eliminate le superfetazioni aggiunte nel tempo secondo le necessità e le contingenze d’uso,recuperando così l’originale chiarezza tipologica e distributiva che prevedeva una netta e razionale distinzione tra gli spazi serviti e gli spazi serventi.
Spazi interni: distribuzione e organizzazione. Piante e sezione.
© valerio tolve . Pubblicata il 19 Luglio 2011.
Al piano terra il vestibolo (passaggio coperto, luogo di sosta e di ritrovo) disimpegna l’accesso ai due locali principali: uno spazio ristoro con annesso piccolo deposito e una sala polivalente per le diverse attività culturali delle associazioni, piccole proiezioni o riunioni. Le due sale sono messe in comunicazione da un’apertura realizzata nel muro di spina, in asse con l’acceso dal giardino. Un serramento scorrevole a tutt’altezza garantisce, all’occorrenza, la chiusura del passaggio e l’opportuno isolamento delle due sale, qualora non vi sia la necessità di un uso congiunto e simultaneo.
La sala polivalente al piano terra. Render di progetto.
© valerio tolve . Pubblicata il 19 Luglio 2011.
Al piano superiore sono stati ricavati due ampi locali da destinare alle associazioni. A ciascun piano è stata realizzata una zona servizi opportunamente disimpegnata.
Gli uffici delle associazioni al piano primo. Render di progetto.
© valerio tolve . Pubblicata il 19 Luglio 2011.
Spazi accessori. Recupero e ridestinazione L’ex autorimessa, collocata nel cortile e addossata per due lati alla muratura che insiste sul confine del lotto, è stata recuperata e trasformata in saletta per proiezioni, prove o piccole rappresentazioni teatrali, in accordo sia con l’attività delle associazioni che si andranno ad insediare nell’edificio, sia con quelle della vicina parrocchia o della comunità. La struttura gradonata è accessibile direttamente, nella parte più bassa, dal cortile; la scala esistente, messa a norma, consente invece l’accesso alla parte superiore, attrezzata con strutture fisse per le proiezioni, la regia e il controllo degli impianti sonori e illuminotecnica.
Spazi accessori: il teatrino. Sezione e vedute prospettiche.
© valerio tolve . Pubblicata il 19 Luglio 2011.
Spazi esterni e nuova accessibilità all’edificio Il progetto ha in parte riformato anche l’esistente sistema degli accessi all’edificio e agli annessi spazi esterni, sebbene siano stati operati solo piccoli interventi poco invasivi. L’accesso diretto al giardino viene confermato, così come quello al cortile, ora reso solo pedonale; quest’ultimo, complanare alla strada, garantisce l’accessibilità anche ai disabili, condizionata dalla diversa quota tra la strada, in pendenza, e l’interno del lotto, praticamente piano. Una nuova scala, più misurata, conduce al vestibolo coperto, accesso principale che collega l’edificio, il cortile e il giardino. La riorganizzazione degli spazi esterni è completatala un nuovo sistema di percorsi lastricati che garantiscono la più completa continuità tra tutti le parti del complesso: l’edificio; il teatrino; il giardino e i nuovi spazi di sosta lastricati, protetti ed ombreggiati dalle folte chiome sempreverdi degli alberi; il cortile e il pergolato in legno, leggero e removibile all’occorrenza, concepito per lo svolgimento all’aperto delle attività ludiche, culturali e ricreative.
Il rinnovato sistema degli spazi esterni e dei servizi: il giardino, il cortile, il teatrino. Pianta e sezione.
© valerio tolve . Pubblicata il 19 Luglio 2011.
Sostenibilità ambientale e risparmio energetico Il primo e più vero principio della sostenibilità, oggi più che mai, non può che essere quello dell’economia dei mezzi e delle risorse a disposizione. La sostenibilità deve perciò essere ricercata ed ottenuta dapprima con gli strumenti dell’architettura (con un’adeguata e corretta progettazione dell’edificio che, in sostanza non costa nulla), intendendo la tecnologia e l’impiantistica come strumenti di supporto, comunque necessari ma che non devono assumere un ruolo centrale nel processo di definizione figurativo e formale dell’architettura. Si è pertanto deciso di confermare l’involucro murario esistente, opportunamente coibentato, non solo per una sua discreta valenza estetico-compositiva, ma soprattutto perché concepito, sin dall’origine, con un equilibrato rapporto di vuoti/pieni che fa sì che funzioni correttamente come regolatore termico, sia in estate che in inverno. L’alto coefficiente di inerzia termica e la capacità di accumulare e rilasciare calore, consentono infatti il raggiungimento di un equilibrio microclimatico interno e di un buon comfort ambientale, oltre che un notevole vantaggio sul dimensionamento più ridotto degli impianti. L’involucro murario garantisce inoltre un maggior livello di sostenibilità ambientale poiché ricorre all’uso di materiali minerali che hanno un ciclo di vita di superiore a quello di qualsiasi altro materiale lavorato, oltre che un minor impatto ambientale. Particolare attenzione è stata rivolta allo studio delle prestazioni dell’involucro (pareti, copertura e solaio controterra) che attualmente risultano fortemente disperdenti; la coibentazione di queste strutture con pannelli in polistirene addittivati con grafite consente l’abbattimento della trasmittanza, con una notevole incidenza sul fabbisogno energetico e sui costi di gestione e manutenzione dell’impianto.
L'edificio visto dal giardino. Veduta prospettica.
© valerio tolve . Pubblicata il 19 Luglio 2011.
Materiali e tecniche costruttive La scelta dei materiali e delle tecnologie costruttive adottate è stata condotta in relazione alla necessità di contenimento dei costi di costruzione e di gestione, pur garantendo elevati requisiti di durata e prestazione nel tempo: in tal senso, l’impiego di materiali tradizionali che più si adattano al clima e al territorio (laterizio, intonaco, pietra e legno) garantisce durata nel tempo nonché facilità di manutenzione e sostituzione, recupero e smaltimento ad impatto ambientale assai ridotto. Per le parti intonacate è previsto il trattamento con vernici a base di biossido di titanio, materiale dalle comprovate capacità fotocatalitiche che, esposto alla radiazione solare, innesca un processo chimico che degrada gli inquinanti presenti nell’aria, conservando praticamente inalterate nel tempo le caratteristiche estetiche e l’integrità delle facciate. Il volume del vestibolo e lo zoccolo dell’edificio sono rivestiti con calcestruzzo lavato, anch’esso trattato con pitture a base di biossido di titanio. Considerando che la questione della sostenibilità non può essere perseguita esclusivamente in riferimento al singolo edificio, ma anzi deve essere affrontata nei termini più generali del paesaggio, particolare attenzione è stata rivolta anche alla progettazione degli spazi aperti. Si sono privilegiate tecniche di controllo passivo del microclima esterno che favoriscono l’evaporazione e l’umidificazione, consentendo il raffrescamento ‘naturale’ dell’aria, la creazione di zone ombreggiate e la diminuzione dell’albedo e della riflessione della radiazione solare verso gli edifici. La proposta di progetto intende soddisfare non solo le tradizionali esigenze estetiche e agronomiche, ma anche e soprattutto quelle di compatibilità ambientale, valutando le specie da impiegare in ragione della loro capacità di assorbire anidride carbonica e gas inquinanti. Si prevede la conservazione delle essenze esistenti, la messa a dimora di siepi (Ligustrum vulgare, Spiraea e Genesta) e la realizzazione di piccoli giardini aromatici composti con lavanda, rosmarino e maggiorana, essenze efficaci nell’assorbimento dell’anidride carbonica e caratterizzate da una discreta funzione paesaggistica.
Il nuovo edificio in rapporto allo spazio pubblico. Tavola di concorso.
© valerio tolve . Pubblicata il 19 Luglio 2011.
Il Palazzo delle Associazioni. Tavola di concorso.
© valerio tolve . Pubblicata il 19 Luglio 2011.
Il rinnovato sistema degli spazi aperti: il giardino, il cortile, il teatrino. Tavola di concorso.
© valerio tolve . Pubblicata il 19 Luglio 2011.
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