Un parterre d'acqua e luce
© Stefano Lunardi . Pubblicata il 29 Luglio 2011.
.Strategic plan Acqua e terra. Il paesaggio prealpino a ridosso del lago di Garda si presenta con leggeri movimenti del terreno che caratterizzano questo luogo. Dalle carte storiche è possibile notare le curve di livello che servivano per pianificare la difesa del forte militare quale era Peschiera. L’acqua invece forma un sistema ortogonale. Da monte a valle. Dal lago il fiume Mincio convoglia le acque giù verso la pianura incontrando Mantova e poi il fiume Po. Sfruttare questi due sistemi diventa fondamentale per portare l’idea della città di Peschiera da avamposto militare ad avamposto del turismo contemporaneo, in piena sinergia con il contesto che la circonda. A sud, al di là dell’autostrada, le colline con i loro reperti storici quali i fortini, i centri religiosi e sportivi (Golf club) possono mettere a sistema la corona entroterra riconnettendo tutte queste funzioni. Percorsi turistici, in auto o bicicletta, tematizzati o meno possono riscoprire il piacere di passare in questi luoghi che custodiscono la memoria del passato e tutte quelle attività legate all’offerta naturalistica e sportiva della città. La seconda corona di terra prende a se la costa del lago e la città di Peschiera. Tutte le attività concentrate in questa porzione di paesaggio sono legate al turismo balneare. I camping, gli alberghi, le attività nautiche e quelle di ristorazione. Questo secondo canale di terra investe pienamente il corpo storico della città passando fra le mura e allacciando relazioni da nord a ovest. Qui diviene fondamentale valorizzare la costa sul lago permettendone una fruizione completa per quelle attività che ne hanno necessità e permettere il passaggio fin dentro la città murata che diviene così il centro e il volano di questo sistema. L’asse d’acqua invece segue il fiume Mincio e le attività legate al settore nautico che proprio lungo il fiume trovano sfogo. Sono molte le darsene presenti lungo il fiume e all’approssimarsi del lago. Rafforzare i percorsi d’acqua che passano esclusivamente lungo le mura portando le rotte poi alle altre città del lago è il punto di forza di questo asse trasversale che circonda il cuore di Peschiera. La città nel suo cuore storico possiede enormi potenzialità inespresse. Il canale di mezzo che divide in due la fortezza militare è la naturale connessione fra le due parti di città proprio toccando il centro storico, la piazza Ferdinando di Savoia e il ponte dei Voltoni. In un ipotetico futuro sviluppo è immaginabile un’apertura verso il Lago in modo da mettere in sintonia le darsene sulla costa con questo nuovo hub turistico. Ciò che una volta costituiva la fortezza militare di Peschiera, le sue mura, sono diventate con il tempo e il naturale cambio d’uso una risorsa storico-ambientale che se messa a sistema può trasformare questo luogo da postazione militare ad attrattiva per l’intera regione padana. .Premessa La piazza, sviluppandosi dove prima era la darsena che toccava la Rocca e il Carcere, è sempre stata un retro per quello che oggi costituisce il nucleo storico della città. Una cosa frequente delle roccaforti presenti nella penisola Italiana. Gli edifici che vi prospettano hanno funzioni disomogenee e frammentate. Gli edifici di carattere militare permangono ancora nella loro funzione e fino ad una loro eventuale riqualificazione connessa al sistema storico-ambientale faticheranno a dare vita al loro intorno. La chiesa, gli scavi romani e i tre isolati che formano il fronte est della piazza costituiscono il filtro con il nucleo del centro storico ma non trovano un’organizzazione dello spazio che le valorizzi. Il fronte a nord formato dall’ex edificio scolastico sembra invece voler chiudere il prospetto sul canale senza peraltro riuscirci e lasciando al suo fianco un vuoto senza senso.
Peschiera strategic plan
© Stefano Lunardi . Pubblicata il 29 Luglio 2011.
.Un nuovo attrattore per la città 1.Il solo modo di ritrovare il senso di questi oggetti è valorizzarli attraverso il loro sistema ambientale. L’obiettivo diventa quindi progettare lo spazio di relazione che li lega dando ad ogni uno una propria peculiarità in modo da leggerne l’identità e far divenire quello che era uno spazio di contorno un plusvalore per gli abitanti che lo fruiscono. 2.L’area di progetto è attraversata da un unico flusso automobilistico che divide, la rocca insieme all’ex carcere, dal piazzale antistante. Riprendere tutti i possibili flussi e convogliarli in questo nuovo centro sarà quindi il secondo obiettivo del progetto; i tre percorsi pedonali che arrivano dal centro storico divengono attori fondamentali della nuova centralità insieme allo sbocco sul canale che il progetto valorizza e rafforza. 3.Un luogo è innanzi tutto un posto dove accade qualcosa. Questo “accadere” diviene il terzo obiettivo del progetto. Oltre al già presente contesto viene ripresa la memoria storica della darsena come un luogo appunto dell’accadere. Non solo quindi piazza, ma centro, dove lo spazio può ospitare tutte le attività che i cittadini possono desiderare.
Planimetria intervento
© Stefano Lunardi . Pubblicata il 29 Luglio 2011.
.Il parterre
Vista dal canale di mezzo
© Stefano Lunardi . Pubblicata il 29 Luglio 2011.
Nuove attività per una nuova piazza. Questo luogo aveva due peculiarità, essere un luogo d’acqua, una darsena, ed essere una piazza d’armi. Un limite rigido, fisso. Una forma dura che organizzi e rafforzi le nuove attività che verranno ospitate qui. Un rettangolo perfetto che dia forma e contenuto ai bordi imperfetti e disomogenei che ora caratterizzano questo spazio. La piazza d’armi che prima ospitava le armate in raduno ora diviene uno spazio pubblico misurato sulle esigenze dei cittadini. L’acqua entra invece come processo di scavo, una finestra aperta nella nuova pavimentazione. Sfruttando il livello esistente in leggera pendenza, con l’ausilio di piccoli terrapieni, viene ricavata una vasca d’acqua che riporta questo elemento nuovamente dentro la città. Il parterre viene suddiviso in due parti, limitato da quello che prima era il margine della darsena. Da una parte la vasca d’acqua, dall’altra una pavimentazione ribassata e in bolla. Il colore è il tema di questo elemento che con i suoi riflessi acidi dati dal mix delle pietre colorate che lo costituiscono, ne da piena identità. Le dimensioni del Parterre sono studiate in modo da garantire le più svariate attività: _Concerti all’aperto _Beach Volley _Calcetto _Basket _Pattinaggio su ghiaccio _Mostre all’aperto _Fiere e mercatini _ecc…
Vista dei deor
© Stefano Lunardi . Pubblicata il 29 Luglio 2011.
.La piazza La nuova pavimentazione della piazza non sarà esclusivamente un abbellimento ma permetterà di riconoscere le relazioni spaziali fra i flussi che la attraversano. Le lastre verranno posate sul livello esistente separando in primo luogo l’attuale flusso veicolare e permettendo un notevole risparmio economico. Lo schema di posa seguirà i flussi pedonali che andranno dall’attuale nucleo storico al Canale di Mezzo e al ponte dei Voltoni passando fra gli elementi del contesto; questo permetterà ai cittadini di riconoscere le intenzioni del progetto e a dare carattere a ciò che lega Peschiera del Garda al suo centro. Intorno al parterre i livelli della pavimentazione si alzano per contenere la vasca d’acqua e definire tutt’intorno leggeri dislivelli che diano la possibilità ai passanti di fermarsi, riposare o oziare all’ombra degli alberi. L’illuminazione dell’ambiente viene posta fra le lastre di pavimentazione a filo con i livelli definiti dal progetto e seguendo le linee di sviluppo dettate dai flussi pedonali. Una mascherina di plexiglass satinato protegge i led che formano una luce lineare e diffusa.
Vista del collegamento verticale
© Stefano Lunardi . Pubblicata il 29 Luglio 2011.
.Un punto di partenza Questo progetto nasce come punto di partenza per un nuovo sviluppo di Peschiera del Garda. La piazza infatti, con i suoi nuovi tre elementi, permetterà di spostare il baricentro della città dal suo nucleo storico al sistema formato dalla struttura di difesa militare che è un grande patrimonio storico-ambientale, il canale ed il ponte dei Voltoni in costante dialogo con il fiume Mincio e il lago, la Chiesa di San Martino e gli scavi romani che sono un importante testimonianza per i cittadini e la loro storia. Ritrovare questo luogo attraverso il contesto che lo circonda diventa quindi fondamentale ed il progetto cerca proprio di valorizzare tutte queste individualità attraverso un progetto unitario che ruota intorno ad uno spazio nuovo. Nuovo ma memore di ciò che la città era e può diventare. Il parterre centrale contiene queste due cose. L’acqua che entra nella piazza cerca un contatto con i cittadini che fruiscono la piazza, sull’altro lato il colore forte della pavimentazione trasforma questo luogo in un attrattore di attività che valorizza il nuovo centro cittadino.
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