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Striano-Poggiomarino (NA), Italia

Nuova Stazione Vesuvio Est

CITYSCAPE
Erregi, Nemesi Studio, Centola & Associati, Luigi Centola, Plan 01

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CityScape


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La torre panoramica

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La pergola

VESUVIO EST JOURNEY & LIFEYEAR 2030
ANDATA >
Scappo da casa alle 6,00, è ancora buio, prendo la macchina, imbocco l’autostrada Salerno-Caserta, intravedo in lontananza tra i monti della costiera e il Vesuvio, una silhouette verticale luminosa in contrasto con la sagoma scura e imponente del vulcano. Ore 6,15 esco a Sarno, svolto in direzione di Striano e, senza attraversare la città, imbocco la superstrada seguendo con la coda dell’occhio il profilo leggero della torre metallica con la sua scia luminescente rosso-argentea che cambia di intensità a seconda del vento e che aiuta a orientarsi per raggiungere velocemente la stazione. In 2 minuti arrivo all’ingresso del parcheggio, è caldo ma piove, un temporale estivo passeggero. Lascio la mia obsoleta BMW Gina (Geometry and Functions in ‘N’ Adaptations) ad idrogeno al secondo dei quattro livelli di lunga sosta, sono ormai vecchio e malandato ma per fortuna ho il trolley, da questo punto so che non ci sono gradini fino alla biglietteria. Attraverso la passerella che scavalca la strada carrabile, compro il giornale nell’edicola del grande spazio pubblico coperto (piazza Striano) inondato di luce naturale radente modulata dai brise-soleil della copertura-pergola, quindici metri più in alto. Per fortuna sono protetto, l’acquazzone è diventato violento. Scavalcando la frattura vulcanica con pomici e lapilli sottopasso la linea AV e, dal ponte in vetro sospeso sull’acqua, oltrepasso il polmone verde (oasi Poggiomarino) accompagnato dal profumo dei limoni della Costiera sorrentina e arrivo immediatamente nel fulcro della stazione, l’affascinante e avvolgente spazio in vetro a doppia altezza della hall viaggiatori. Guardo il tabellone olografico: Freccia Oro Vesuvio-Est / Roma ore 6.30. Non ho molto tempo, acquisto il biglietto via I-Phone, prendo l’ascensore per raggiungere il binario al livello superiore, compro un pensiero per mia figlia, bevo un veloce the assaporando la vista dell’alba. Non piove più, il treno sta arrivando, in perfetto orario. I cavi luminosi sopra i binari lampeggiano e dal colore rosso passano gradualmente all’arancione, al giallo e poi al verde mano a mano che il treno rallenta. Guardo in alto, è già giorno, non ho mai tempo per salire sul belvedere della torre panoramica, ci manco dal giorno dell’inaugurazione, più di quindici anni fa. E’ l’unico punto da dove si riescono ad abbracciare tutti i ventidue comuni della valle del Sarno con gli oltre 3.500 anni di storia cristallizzati e visibili come da nessun’altra parte nel mondo. Da un lato il fiume che lambisce l’area archeologica di Longola dove sono state ritrovate le capanne degli antichi Sarrasti costruite su palafitte attorno ai canali navigabili, fino a raggiungere le spettacolari rovine della città di Pompei e poi il mare; dall’altro le montagne della terribile frana che molti anni fa portò con sé un amico; a nord, in lontananza, l’area metropolitana di Napoli con i suoi 3 milioni di abitanti. Ci fermiamo pochi minuti al disotto della stazione-ponte di Afragola e alle 7,20 sono già a Roma in tempo per una intensa giornata di lavoro.

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La galleria botanica

RITORNO >
Riparto alle 19,00 da Roma, mi accompagna un collega, Freccia Platino da Tiburtina, arrivo in stazione Vesuvio-Est alle 19,45, cinque minuti in anticipo. La BMW l’ha presa mio fratello al parcheggio, gli serviva per portare i figli al mare in Costiera amalfitana. Non c’è problema, ritornerò a casa in Circumvesuviana, è più veloce. Scendo di due livelli con l’ascensore in cristallo immerso nell’oasi verde dello spazio viaggiatori, attraverso la piazzetta con il caffè e i tavolini pieni di giovani e famiglie, compro il biglietto e arrivo al binario, soltanto tre minuti di attesa. Sorpresa! Mi chiama mio fratello, sono venuti a prendermi con le nipotine. Hanno lasciato Gina al parcheggio di sosta breve a pochi metri di distanza. Prima di andare a casa abbiamo finalmente il tempo per salire sulla torre panoramica, sono venuti per questo… glielo avevamo promesso. Dopo aver pagato il biglietto, 3 Euro a testa, ma per me che sono over 60 soltanto 1 Euro, prendiamo l’ascensore inclinato e, in pochi secondi, raggiungiamo il livello superiore del belvedere. Siamo davvero sospesi a mezz’aria, ne valeva la pena. Avevano ragione, il paesaggio è diventato spettacolare, la visuale spazia a 360 gradi. Si vede bene, in basso, anche la pergola fotovoltaica di copertura finalmente completa con la luce artificiale che la attraversa brillando, il fulcro della nuova Città-Paesaggio ecosostenibile che si è sviluppata tra Striano e Poggiomarino. Dal lato verso Striano, nella piazza, si intravede una folla di giovani, assistono a un concerto che presto si tramuterà in musica da discoteca e che andrà avanti fino a notte fonda; dal lato Poggiomarino, si vedono, all’ultimo livello, sotto la copertura e i brise-soleil in legno, il bar-ristorante con il roof garden e le grandi terrazze panoramiche e, poco più in basso, l’area shopping. Gli spazi brulicano di persone, è diventato il luogo d’incontro preferito di tutti i cittadini della valle del Sarno, di nuovo centro della Campania Felix. Si organizzano eventi, incontri, dibattiti conferenze. Anche i giovani politici campani di destra , di sinistra e di centro ci tengono presentazioni, convention e manifestazioni, è un luogo simbolico della nostra rinascita e pieno di vita, facilmente raggiungibile in pochi minuti da tutta la Campania evitando il traffico, grazie alle stazioni dell’Alta Velocità, l’ombelico della regione tra Napoli, Salerno e Avellino. E spesso ci si trovano pure le bellissime straniere in partenza per Capri… Bei tempi! E’ quasi buio, le nipotine sono contente, in lontananza, tra i led bicolore collegati alle piccole girandole in bioplastica di fabbricazione cinese che illuminano la torre, si vedono le mille luci delle case dell’Agro-Nocerino-Sarnese che luccicano tra le aree di coltivazioni biologiche e il serpeggiante corridoio verde lungo 25 km del parco fluviale del Sarno con i cinque depuratori che, dopo la storica bonifica, ha trovato nuova vita. Intanto il sole scompare velocemente nel mare tra le sagome di Capri e del Vesuvio. In fondo il bagliore degli scavi di Pompei e le luci del people-mover elettrico che risale verso il cratere, memoria della funicolare con le tendine in pizzo che utilizzavano i privilegiati signori del Grand Tour; ci torneremo presto anche noi… Sempre che l’eruzione non la distrugga di nuovo.

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La piazza tra il parcheggio e la stazione

Steel

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