© Alessio Carrabino . Pubblicata il 08 Agosto 2011.
L’architettura, in quanto riorganizzazione spaziale e volumetrica ma anche di servizi e abitudini, comporta in ogni caso un cambiamento degli equilibri sociali e urbanistici del territorio in cui si insedia. Per questo motivo, per quanto possibile, risulta necessario nell’approccio progettuale evitare la rivoluzione di tali dinamiche, ma integrare in un processo di crescita e innovazione il rispetto storico e civile sempre dovuto all’ambito culturale circostante.
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 08 Agosto 2011.
IL LUOGO La conformazione dell’area di progetto è caratterizzata dalla presenza di un insediamento prevalentemente residenziale, urbanisticamente regolare nel qual è riconoscibile il modulo delle singole unità edilizie, fedeli ad una trama di distribuzione ortogonale. L’unica eccezione in questa tessitura è determinata dal centro polivalente oggi presente nel sito oggetto d’intervento e da poche altre emergenze, sia per la loro scala sia per le loro funzioni.
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 08 Agosto 2011.
IL PROGETTO Il progetto per il nuovo centro polifunzionale prevede la demolizione del corpo di fabbrica attualmente presente nel terreno, per ospitare il nuovo edificio con volumetrie e funzioni adeguate alla esigenze. Un edificio polifunzionale a servizio del centro cittadino e dei suoi abitanti, che vede al suo interno l’unione di diverse generazioni e funzioni, da qui l’idea di creare una diversa architettura, un linguaggio al tempo stesso ludico e dedicato al tempo libero ma anche di aggregazione e di convivialità. L’idea compositiva è suggerita dalla tipica casa di Sappada in legno, presa come modulo di base per essere ripetuta in una serialità che ritroviamo regolare e quasi rigida, nella pianta del Centro Diurno per Anziani, per poi essere stravolta, sovrapposta, intersecata in un gioco di volumi nella scuola materna. L’edificio sfrutta il naturale andamento del terreno per sfalsare i due corpi principali di fabbrica. Il “volume modulare” e le “casette intersecate” si fondono in un tutt’uno, sorretti da una foresta di “alberi-pilastro”. La struttura ramificata che al piano terra funge da “schermo” di un ampio nastro vetrato quasi come a creare un dialogo continuo con il paesaggio circostante e a confondere il dentro con il fuori, diventa mano a mano una vera e propria foresta, una composizione quasi fiabesca, una reinterpretazione della tradizione sia della forma sia nell’uso del legno per il trattamento delle facciate e dei tetti.
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 08 Agosto 2011.
PIANO SEMINTERRATO – Parcheggio Interrato Il piano seminterrato di 1200 mq circa è quasi totalmente occupato dal parcheggio accessibile da via Milpa, dimensionato per accogliere 35 posti auto e 15 posti per motocicli; a questo piano sono anche presenti un box per ambulanze ed uno spazio a servizio della Pubblica Assistenza con spogliatoi e servizi. La circolazione veicolare è pensata per creare un flusso scorrevole, attrezzato oltre che alla sosta anche alla discesa, in una zona prospiciente il cavedio distributivo.
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 08 Agosto 2011.
PIANO TERRA – Centro diurno per anziani Accessibile sia dal piano interrato, quindi da una via carrabile, sia attraverso un percorso pedonale/ciclabile posto ad ovest dell’edificio, il Centro è uno spazio di circa 910 mq, articolato su un unico piano a pianta quadrata, organizzato secondo il disegno modulare di una maglia che regola l’articolazione di tutte le funzioni. Questo grande volume è pensato come uno spazio dinamico e flessibile, pronto ad adattarsi a molteplici necessità funzionali; la pianta è libera e gli unici setti murari presenti accolgono ambienti per i quali ne è strettamente necessario l’uso come, ad esempio, la sala televisione, i servizi igienici ed i locali tecnici. Al suo interno il centro ospita un’accogliente hall, con annesso piccolo ufficio per il personale, dalla quale si accede al bar/area ristoro con tavolini adatti per il gioco delle carte ed un tavolo da biliardo. Tutte queste funzioni ruotano attorno a due giardini interni che, complici anche le grandi vetrate, continuano quello stretto rapporto tra interno ed esterno della struttura. Nella zona più a sud del piano terra è presente una sala lettura, un punto internet e una piccola area polivalente. Uno spazio consistente nella parte ovest del piano è dedicato alla pista da bocce separata solo da vetrate dal resto della struttura per enfatizzare ancora di più la volontà di creare uno spazio flessibile. La zona esterna a nord, coperta dal corpo di fabbrica dei piani soprastanti, funge sia da nodo d’interscambio tra i vari livelli sia da piazza pubblica utilizzabile come spazio per manifestazioni. Il disegno della pavimentazione segue l’andamento dei pilastri/albero, disegnandone un’ombra verde.
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 08 Agosto 2011.
PIANO PRIMO – Scuola Materna Al piano primo l’architettura del edificio cambia totalmente rispetto a quella razionale e regolare del piano terra, disegnando una pianta decisamente articolata, determinata dall’incastro di 15 moduli di “casette sull’albero”. La scuola materna è articolata in aule didattiche, sale polivalenti, refettorio, cucina, stanze dormitorio, spogliatoi per gli addetti ed una piccola infermeria. La distribuzione è ragionata in modo da posizionare i locali che necessitano di maggiore privacy e quiete nella zona più tranquilla e appartata mentre i locali dedicati al gioco e allo studio nella parte più soleggiata, prospiciente il grande giardino a sud. Quest’ultimo, ricavato sulla copertura del centro diurno per anziani, è protetto per mezzo di “barriere” murarie forate, ed è attrezzato per molteplici attività didattiche e ludiche, tutte nella massima sicurezza del bambino, dalle lavagne di ardesia che riprendono la composizione delle bucature, agli orti didattico, alla grande area libera pavimentata.
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 08 Agosto 2011.
PIANO SECONDO – Stanze polivalenti/camere Il piano secondo è composto da due sale polivalenti e da 12 stanze, tutte con bagno privato. La pianta riprende lo stesso perimetro del piano sottostante ma si differenzia per il particolare gioco di incastri dei tetti a capanna dei vari “moduli” nella copertura.
© Alessio Carrabino . Pubblicata il 08 Agosto 2011.
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