Photo by Antonio De Luca. Pubblicata il 12 Agosto 2011.
Il Parco archeologico di Castelseprio si estende su una vasta superficie, per la maggior parte di proprietà demaniale e in parte della Provincia di Varese, ed è costituito da un pianoro sul quale insistono importanti resti di un insediamento fortificato datato a partire dalla fine del IV secolo d.C. , circondati da un’ampia superficie boscata di notevole interesse ambientale. Nel 2002, su iniziativa dell’allora Soprintendente dottor Angelo Maria Ardovino, redigemmo uno studio preliminare di interventi di restauro e valorizzazione dell’area suddividendolo in più lotti funzionali e indipendenti, che ottenne un finanziamento l’anno successivo. Obiettivi: restauro e la valorizzazione della Cascina-Monastero di S.Giovanni e creazione di spazi espositivi e didattici; restauro delle strutture antiche; realizzazione di coperture delle strutture più delicate dal punto di vista conservativo; riassetto dell’ambiente boschivo e sistemazione dei versanti interessati da dissesti e frane. Il procedere delle indagini, soprattutto di quelle stratigrafiche e, in seguito, di quelle archeologiche, suggerivano di dedicare un ampio spazio alla storia di quel particolare contesto creando un percorso in cui le murature e le finiture della Cascina-Monastero diventassero protagoniste raccontando in prima persona le vicende passate. Il nuovo volume, come l’intervento nella sua globalità, doveva perciò, necessariamente, essere caratterizzato dalla massima trasparenza per consentire la lettura di quell’ambiente scomparso ma la cui storia era ancora ben leggibile sulle murature stesse, dal più alto grado possibile di autonomia statica rispetto alle strutture esistenti, accostandosi ad esse e proteggendole, mantenendo un elevato grado di reversibilità, e che tenesse conto delle problematiche di sostenibilità ambientali e di risparmio energetico. Per l’intero intervento si sono quindi utilizzati materiali ad alto valore ecologico, sia per caratteristiche insite nei materiali stessi che per il loro ciclo di vita, caratterizzando le nuove aggiunte necessarie con pochi materiali in modo da uniformare l’intervento. L’edificio è stato aperto al pubblico nel 2009 su allestimento della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, che ha in parte modificato l’intervento e gli obiettivi iniziali.
Planimetria del parco archeologico
© Guiducci e Mercandelli architetti associati . Pubblicata il 12 Agosto 2011.
Nel 2011 il sito è stato iscritto nella celebre lista dell’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità insieme ad altri siti riuniti nel Progetto: “Italia Langobardorum – I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”
Photo by Antonio De Luca . Pubblicata il 12 Agosto 2011.
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