Photo: Studio Vannetti © All rights reserved
© Giannantonio Vannetti . Pubblicata il 07 Novembre 2007.
Il Padiglione di Emodialisi nasce dal desiderio di proporre un nuovo modello di ospedale, improntato ad una matrice organica dellarchitettura e centrato sulleducazione del paziente ad essere responsabile della propria salute.
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© Giannantonio Vannetti . Pubblicata il 07 Novembre 2007.
Il progetto è informato ad una visione complessa, sia nel riguardo delle varie scale di intervento, da quella urbana (analisi del sito, rapporto con le preesistenze), a quella architettonica (morfologia, tipologia, struttura linguistica e tecnico-costruttiva) fino al disegno di interni (materiali, luce e sequenze di uso…), sia cercando di porre in relazione le problematiche sanitarie con quelle tecniche e con quelle estetiche tenendo conto delle possibili sinergie.
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© Giannantonio Vannetti . Pubblicata il 07 Novembre 2007.
Unarchitettura consapevole di queste relazioni pone al suo centro la persona intesa come integrità di corpo e di mente, con un punto di vista relazionale in cui luomo è parte integrante e interdipendente con lambiente che lo circonda.
INNOVAZIONI E UMANIZZAZIONI
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© Giannantonio Vannetti . Pubblicata il 07 Novembre 2007.
Il senso principale del lavoro svolto sta nella convinzione di esprimere la necessità di un cambio di direzione nella progettazione di uno spazio di cura.
Linnovazione nel senso appena descritto ha compreso:
- la natura come strumento terapeutico, riconoscendole la capacità di promuovere un processo complessivo di benessere (sollievo dai sintomi fisici, riduzione dello stress, miglioramento generale di sé e delle proprie aspettative). Il giardino, in questo caso, come luogo mentale, spazio interiore attorno al quale ruota l’ospedale, luogo della crescita e della coltivazione di fenomeni vitali ed interiori;
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© Giannantonio Vannetti . Pubblicata il 07 Novembre 2007.
- larte come forma di ecologia sociale: unarte utile, organicamente concepita allinterno del progetto architettonico, come strumento di relazione fra i luoghi, ponte di cultura tra lospedale e la città, occasione per ripensare il concetto di ospedale come luogo sostenibile per la salute, luogo per vivere, aperto alla cultura esterna e non isolato in una stretta visione di ghetto funzionale;
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© Giannantonio Vannetti . Pubblicata il 07 Novembre 2007.
- la realizzazione di un ambiente emotivamente positivo, accogliente ed ospitale, costruito sulle esigenze psicologiche dellindividuo soggetto a specifiche cure, sullattenzione verso i dettagli; sulluso del colore in relazione alle forme e ai suoi significati; sulla trasparenza della luce naturale; sullo studio delle sequenze, dei movimenti e degli scenari; sulla costruzione di uno spazio percettivamente interessante e mai sovrastante, in grado di sviluppare aspetti di familiarità ad una calibrata scala umana;
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© Giannantonio Vannetti . Pubblicata il 07 Novembre 2007.
- la definizione di un organismo architettonico aperto, accessibile e comprensibile, di facile fruizione, in grado di rendere attivo il paziente e di dare un senso al tempo che trascorre per la cura (internet, radio e televisione di uso personali).
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© Giannantonio Vannetti . Pubblicata il 07 Novembre 2007.
Crediamo che nella costruzione dellospedale la ricerca architettonica giochi un ruolo complesso, indispensabile e non solo funzionale: lambiente influenza i nostri comportamenti e conforma le nostre azioni, i nostri pensieri e le nostre emozioni; lo spazio è percepito in relazione alle dimensioni del nostro corpo, alla sua acutezza sensitiva, ai suoi movimenti e alle sue intenzioni e poiché il concetto di corpo contiene quello di esistenza (è condizione del vissuto e tramite del rapporto con me stesso e con gli altri) lo spazio fisico può provvedere a supportare e nutrire l esperienza quotidiana e a creare un equilibrio emozionale.
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Pensare uno spazio ospedaliero su questa idea significa rifiutarlo come luogo periferico, isolato e come spazio altro; definirlo come luogo di riscatto emotivo e di crescita interiore; immaginarlo come luogo destrutturato, cioè aperto, flessibile e disponibile alla possibilità di accostargli altre funzioni socializzanti.
Larchitettura diviene così un attore del processo di educazione del paziente, contribuisce a porre lindividuo al centro del percorso terapeutico realizzando intorno a lui un luogo sensibile alle sue valenze di corpo/esistenza, un luogo che sia agente di salute mentale, fisica e spirituale, articolazione delle relazioni col mondo che ci sta attorno, esperienza di partecipazione e di sensibilità.Photo: Studio Vannetti © All rights reserved
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