Pianta piano terra e piano primo
© Salvatore Dessì . Pubblicata il 19 Settembre 2011.
1. CENNI STORICI L’edificio oggetto d’intervento fu costruito nei primi anni del 1800. Di proprietà della famiglia Collice, ospitava una filanda per la lavorazione della seta. I primi dati, ad essa relativi, risalgono al 1835, anno in cui l’Amministrazione Comunale di San Pietro in Guarano comunicava all’Intendenza di Calabria Citra che “la produzione dell’anno precedente ammontava complessivamente a 1.400 libre di seta appalto, vendute al prezzo di 2,37 ducati per libra”. Nel 1856 la filanda di San Pietro è tra quelle a maggior produzione nella provincia di Cosenza. La fine del secolo XIX porta al declino dell’industria setiera calabrese. Le mutate condizioni economiche e politiche e l’incapacità di rinnovarsi, cancellarono una tradizione secolare ed un patrimonio culturale e sociale. Per la filanda sanpietrese inizia un tormentato periodo di declino. Nel 1907 l’opificio fu venduto dagli eredi di Ignazio Collice ad Antonio Sicilia e Ferdinando Intrieri che, costituitisi in una società cooperativa, ne tentarono n recupero senza fortuna, con il risultato della definitiva chiusura nel 1911. Nel 1920 l’Amministrazione Comunale acquistò la filanda per trasformarla, nel 1935, in edificio per scuole elementari.
Prospetto principale e prospetto tergale
© Salvatore Dessì . Pubblicata il 19 Settembre 2011.
2. LA STRUTTURA ED IL SUO CONTESTO L’edificio, di particolare interesse soprattutto per le sensazioni ed i valori capace di trasmettere e tramandare nella memoria storica dei cittadini sanpietresi, è situato nel centro storico di San Pietro in Guarano, non lontano dalla Chiesa Parrocchiale dedicata a Santa Maria di Gerusalemme e dalla Chiesa di San Pietro Apostolo, costruita, quest’ultima, da maestranze locali (tra il 1605 ed il 1614) per volere della famiglia Collice. La struttura, di due piani fuori terra, ed in muratura portante di pietrame e malta, si presenta con una pianta rettangolare allungata (delle dimensioni di 31,50×9,60 metri), e confina sui lati corti con altri fabbricati, mentre la facciata principale e prospiciente il centralissimo corso Umberto I. Originariamente la copertura, a due falde, era realizzata con capriate di legno, trave di colmo, arcarecci, listelli e manto di copertura di tegole, costituito da coppi e canali in laterizio. Un impalcato ligneo costituito da travi, tavolato e soprastante caldana, divideva i due piani che, liberi da partizioni verticali, comunicavano mediante una scala interna in muratura.
Sezione longitudinale, sezione trasversale e particolare
© Salvatore Dessì . Pubblicata il 19 Settembre 2011.
3. STATO ATTUALE DELL’EDIFICIO La configurazione attuale presenta i segni del cambio d’uso da opificio a scuola elementare, e dei successivi interventi di adeguamento funzionale e strutturale. La copertura è costituita da capriate in cemento armato, collegate tra loro da solai laterocementizi, sia superiormente (falde di copertura), sia inferiormente (solaio di sotto tetto). L’impalcato di piano, irrigidito mediante soletta armata e trave rompi tratta, scarica su pilastri in cemento armato, costruiti recentemente (all’incirca negli anni ’80). I due piani, collegati da una seconda scala di più recente costruzione, conservano ancora la suddivisione in aule. Esternamente alla facciata tergale si rileva, in aderenza al corpo di fabbrica, un ulteriore corpo aggiunto, a due piani, che ospitava i servizi igienici della scuola. Altro corpo aggiunto, adibito a cucina, ad un sol piano, è aderente al refettorio ed ai bagni. La facciata principale conserva quasi in toto l’aspetto originario, ad eccezione di alcune aperture rimaneggiate nel corso degli anni.
4. ANALISI DELLA STRUTTURA L’edificio, che ricade in zona sismica 1, presenta in pianta un rapporto fra lato minore e lato maggiore inferiore a 1/3. La muratura è costituita da pietrame non squadrato e malta, classificata secondo la normativa come M4. I lati maggiori hanno uno spessore di 65 centimetri al piano terra e di 60 cm al primo piano, mentre i muri corti hanno spessore di 45 centimetri al piano terra e 35 centimetri al primo piano. Il solaio di interpiano è ordito tra i lati maggiori. Il suo peso per unità di superficie, considerando il carico dei tramezzi divisori e del controsoffitto in cartongesso fissato su listelli di legno, risulta di circa 500 Kg/cmq. Il peso della copertura, aggiungendo il carico neve (calcolato secondo normativa) pari a 180 Kg/cmq, risulta essere di circa 840 Kg/cmq. La struttura presenta un quadro fessurativo con lesioni lievi date da schiacciamento, soprattutto nei punti dove maggiormente sono concentrati i carichi della copertura e del solaio, oltre ad altri lievi dissesti caratteristici degli edifici storici in aree sismiche. La verifica sismica delle strutture eseguita dal Prof. Ing. Renato Olivito su incarico dell’Amministrazione Comunale, depositata il 09/08/2003, protocollo n°3698, nonostante poco attuale, ma pur sempre valida, evidenzia la necessità dell’adeguamento sismico della struttura, che viene confermata a pieno dai sottoscritti tecnici incaricati.
5. IL PROGETTO DI RECUPERO L’intervento di recupero strutturale ed architettonico – funzionale dell’edificio “ex Filanda” in corso Umberto I, persegue la volontà dell’Amministrazione Comunale di trasformare la struttura in un’opera a servizio della collettività sanpietrese. A tal proposito, a seguito della partecipazione del Comune di San Pietro in Guarano al bando della Regione Calabria relativo all’attuazione della Legge Regionale n°33 del 19 Ottobre 2009, “Interventi per la soluzione di problemi abitativi di particolare categorie sociali”, l’ente è risultato affidatario di un finanziamento complessivo pari a 1.000.000 di Euro, per la realizzazione di una residenza collettiva per anziani. In questo quadro, il progetto di recupero allegato, prevede l’utilizzo dell’edificio “ex Filanda”, in una “struttura sociale”, atta a lenire parzialmente il problema della residenza, per quelle categorie sociali ben presenti nella cittadina, gli anziani, che per diverse ragioni non possono disporre di un luogo di abitazione dignitoso e decoroso. Ecco perché la progettazione è stata impostata in modo da creare degli spazi che potessero essere privati, ma al tempo stesso collettivi, che servissero a fornire dei luoghi dell’abitare riservati, ma contemporaneamente aperti alla comunità, non solo della popolazione più anziana, ma tutta, con lo scopo precipuo di favorire l’integrazione intergenerazionale. Il progetto prevede la realizzazione di tre mini – alloggi allocati sui due piani dello stabile, destinati a coppie di anziani (o in alternativa ad anziani soli), intergrati con spazi collettivi e comuni, che definiscono così quella nuova modalità abitativa descritta sopra. Ogni singolo mini – alloggio sarà attrezzato in modo da essere autonomo: esso includerà una zona soggiorno – pranzo – angolo cottura, un servizio igienico, ed una camera da letto matrimoniale. L’alloggio disporrà di riscaldamento autonomo e di una fornitura individuale di elettricità, gas e acqua. Ad ogni piano poi, troverà spazio un locale di servizio comune, da destinare a lavanderia e stireria, e una sala collettiva per il tempo libero. Il piano terra avrà una funzione più collettiva e più aperta alla cittadinanza nella sua interezza: ad una hall di ingresso si affianca una grande sala collettiva da utilizzare nei modi più diversi, ed un’area giardino, posta sul prospetto tergale, fruibile soprattutto nella bella stagione. La realizzazione dell’intervento sin qui descritto deriva però da preliminari operazioni di adeguamento statico e strutturale dell’edificio.
6. STATO FUTURO Il progetto prevede la demolizione dei tramezzi interni, la demolizione della copertura in c.a., della scala interna di più recente costruzione; il consolidamento della struttura, la realizzazione della copertura in capriate lignee e del consolidamento fondazionale e murario. Dal piano terra si accederà al piano superiore mediante l’originaria scala in muratura o mediante l’ascensore, oppure utilizzando la nuova scala costruita all’estremità opposta di quella esistente. Di seguito si descrivono in modo più particolareggiato alcuni degli interventi principali. - Copertura La nuova copertura sarà realizzata con capriate di legno lamellare, di conifera Europea di 1ª e 2ª scelta secondo la normativa DIN 68140, con giunzioni a pettine, trave di colmo, arcarecci, tavolato d’abete e manto di copertura a tegole in laterizio con canale e coppo. La struttura sarà trattata, in stabilimento, con impregnante antitarlo ed antimuffa e sarà accompagnata da Certificato di Incollaggio Tipo A. Sul tavolato sarà fissata, mediante chiodi filettati con testa in guarnizione plastica, una lastra sottocoppo per l’appoggio degli elementi di copertura. Questi saranno fissati mediante ganci ferma coppo e ferma colmo in acciaio inox. Canali di gronda, discendenti e relativi supporti saranno in rame. - Solaio di piano Il solaio di piano sarà consolidato con la realizzazione di un nuovo massetto armato con rete elettrosaldata e connessa alla struttura esistente ed alla muratura con connettori metallici. All’intradosso saranno posizionate delle nuove travi metalliche di ausilio alla struttura lignea esistente. Il pavimento sarà in cotto naturale satinato, trattato a cera. - Consolidamento strutturale ed adeguamento sismico Il consolidamento e l’adeguamento della struttura muraria sarà effettuato per mezzo del rafforzamento diffuso delle pareti in muratura mediante realizzazione di cuciture metalliche rese solidali alle pareti tramite cemento a ritiro controllato. Le fondazioni saranno consolidate con doppio cordolo, interno – esterno, in calcestruzzo armato unito da staffatura in acciaio. Tipologia similare sarà usata per il cordolo di coronamento posto al termine della muratura portante in copertura. - Opere di finitura L’impianto architettonico dell’edificio sarà mantenuto nella sua totalità, specialmente sulla facciata principale, dove le cornici, i marcapiani e le decorazioni saranno recuperate e mantenute nella loro conformazione originaria. Sul prospetto tergale, a seguito di rimaneggiamenti, le aperture sono state modificate e risultano diverse da piano a piano: in questa fase verranno riportate alla dimensione originaria con le stesse larghezze sui due piani. Gli intonaci esterni saranno in linea con i cromatismi degli edifici circostanti.
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