PREMESSA. Il progetto che qui si presenta risponde alle esigenze formalizzate nel bando per il concorso di progettazione indetto dalla Regione Lazio, d’intesa con l’Ordine degli Architetti P. P. e C. di Roma e provincia, per la realizzazione di un asilo nido aziendale presso la sede della Giunta Regionale a Roma, in via Cristoforo Colombo n°212. Scopo del concorso è quello di realizzare, all’interno della palazzina “C” della suddetta sede regionale, un asilo nido aziendale, a disposizione dei figli del personale a lavoro presso l’Ente. Le distinte del bando prevedono la realizzazione di quattro sezioni complessive, una dedicata ai lattanti (bambini compresi nella fascia d’età tra tre e dodici mesi, e tre per i divezzi (bambini di età compresa tra i tredici ed i trentasei mesi), per un totale di sessanta unità (quindici bambini per ogni sezione), da accudire nel corso della giornata dalle 7:30 del mattino alle 19:00 della sera. Lo spazio destinato all’allestimento dell’asilo nido ingloba due livelli di uno dei corpi di fabbrica costituenti l’intero edificio della Regione Lazio, ed uno spazio esterno da attrezzare per le attività ludiche dei piccoli ospiti della struttura. Il progetto risponde a tutte le esigenze prodotte nel bando di concorso ed ha come scopo primario “l’umanizzazione dell’attività lavorativa del personale” a servizio dell’ente, attraverso l’alleggerimento del carico imposto nella cura dei propri figli, che saranno accuditi durante le ore di lavoro negli spazi messi a disposizione dall’Ente. Inoltre, attraverso la nuova immagine che verrà data alle strutture interne ed esterne dell’edificio, si proporrà un nuovo modello aziendale unico ma replicabile da altre realtà nazionali, proponendosi come innovativo riferimento formativo nel panorama degli asili nido aziendali. Il progetto risponde alle normative vigenti in materia.
IMPOSTAZIONE PROGETTUALE. La filosofia progettuale che ha guidato questa elaborazione si basa su due concetti cardine: spazio introverso e spazio estroverso. I concetti cardine derivano dall’esigenza di rispondere alle domande progettuali esplicitate dal bando di concorso: • diversificare l’accessibilità agli spazi per tipologia di traffico, garantendo al tempo stesso un costante controllo dei piccoli ospiti, ed una connessione immediata, razionale e funzionale con gli spazi esterni; • garantire benessere ai bambini più piccoli (lattanti); • consentire la scoperta del mondo esterno ai bambini più grandi (divezzi); • adattare in futuro lo spazio in modo rapido e poco oneroso; • rispettare tutte le norme vigenti in materia. Al piano primo è stato posizionato l’accesso principale, che introduce nell’asilo attraverso tutti i collegamenti orizzontali e verticali disponibili per raggiungerlo dai restanti corpi della struttura regionale. L’ingresso è controllato da un banco reception, adiacente ad un locale spogliatoio, dove i bambini, all’arrivo nell’asilo deporranno i loro effetti personali. Il banco reception è l’interfaccia tra l’esterno e l’interno, ed è il punto dove i genitori lasceranno i loro figli alle cure del personale. Da questo punto in avanti si snoda l’intera fisionomia dello spazio formativo, educativo e ludico dell’asilo nido. A questo stesso livello troveranno posto, in sequenza: un ampio spazio distributivo e di socialità (destinato a connettere tutte le funzioni dell’asilo tra di loro e con il giardino esterno), tutti i servizi (dallo spogliatoio, alla cucina, agli uffici), e gli spazi per le attività, per l’igiene e per il sonno destinati ai lattanti. Utilizzando il ballatoio esistente, ed innestando a questo una nuova scala metallica, si raggiunge da questo piano, in modo agevole, il piano terra. A questo livello, lasciando intatta la conformazione a doppia altezza ed eliminando solo alcune superfetazioni, trovano alloggiamento tutte le tre sezioni dedicate ai divezzi. Lo spazio ruota intorno a due grandi pozzi luce cilindrici, perimetrati da una facciata continua in alluminio e vetro ed aperti in sommità verso l’esterno, che rappresentano due “giardini d’inverno” coltivati a verde. Questi due elementi saranno utilizzati per attività all’aperto come, per esempio, la coltivazione diretta da parte dei bambini di piccole piante, o semplicemente attrezzati con giochi rimovibili. Intono a questi cilindri si affastellano le tre zone sonno delle tre sezioni, e il grande spazio comune dedicato alle attività concomitanti fra le tre classi. Lo spazio comune, inoltre connette tutte e tre le aree attività (dotate dei relativi servizi) con il cavedio esterno, pavimentato a verde calpestabile e destinato a piccole attività all’aria aperta, nonché a filtro di collegamento con il soprastante piazzale esterno. I concetti cardine di spazio introverso e spazio estroverso, trovano la loro concretizzazione nel fatto che tutte le funzioni destinate alla “quiete”, sono raggruppate intorno ai pozzi luce interni, mentre le funzioni più “dinamiche”, come gli spazi attività, sono esternalizzate sul bordo perimetrale dell’edificio, e quindi proiettate verso l’esterno. Ogni singola porzione di spazio è stata pensata al fine di favorire l’uso dei cinque sensi. Le capacità percettive e cognitive dei bambini vengono allenate attraverso la predisposizione strutturale e funzionale che ad ogni ambito viene assegnata: nei “giardini d’inverno” vengono messi in risalto i sensi come il tatto e l’olfatto, negli spazi comuni, grazie anche agli scorci verso gli esterni ed alla caratteristica conformazione spaziale dell’allestimento, viene enfatizzata la vista, e così via. La buona pratica delle capacità sensoriali dei bambini è requisito fondamentale per la loro sana crescita. Aspetto importante sul quale si è voluto puntare molto è stato il rapporto con il verde e quindi alla socialità negli spazi aperti. Ragion per cui, il progetto ha impostato un elevato rapporto tra verde disponibile e bambini che ne fruiscono: esso equivale a 13,5 metri quadrati, e comprende il verde esterno e quello interno. Il rapporto aero-illuminante impostato da questo progetto è estremamente elevato. In primo luogo, si è previsto che la facciata esterna sia riaperta completamente a tutta altezza e nella parte centrale del prospetto, dando così la possibilità alla luce neutra proveniente da nord di invadere completamente gli spazi interni, e di disegnare all’esterno una nuova facciata più pulita ed armonica con i curtain-wall superiori esistenti. In seconda battuta, tutte le pareti interne, degli spazi attività così come dei pozzi luce, saranno interamente vetrati sull’altezza complessiva dei due piani, garantendo alla luce ed all’aria di infiltrarsi anche negli ambiti più reconditi, creando così un microclima controllato e costante, e interfacciato con il nuovo impianto di climatizzazione che si predisporrà. Tutto questo limiterà i dispendi di energia e favorirà un controllo bioclimatico dell’ambiente.
INTERVENTI PREVISTI. L’impostazione progettuale sopra descritta sarà realizzata attraverso tutta una serie di lavorazioni che, per comodità di lettura, vengono di seguito descritte sinteticamente come elenco: • rimozione di tutte le strutture presenti allo stato attuale all’interno ed all’esterno della struttura, come l’eliminazioni di pareti divisorie, di controsoffitti in cartongesso, di pavimenti sopraelevati e non, di infissi, e la “pulizia” degli spazi da destinare a giardino esterno, con lo spostamento di tutti gli apparati tecnologici all’interno del corpo di fabbrica esterno già presente, e la separazione degli impianti tra area da mantenere ad uffici e nuova area da destinare ad asilo nido. Questa operazione consentirà di avere la “scatola vuota” sulla quale innestare il nuovo modello distributivo proposto in questo progetto. Non saranno previste sostanziali modifiche statiche al corpo di fabbrica (come demolizioni di solai esistenti o costruzione di nuovi), e le aggiunte proposte in progetto non influiranno sul comportamento generale delle strutture; • nuova definizione spaziale degli ambienti definiti in progetto attraverso l’innalzamento di pareti divisorie, in muratura ed in cartongesso, e posa in opera delle strutture portanti in alluminio e acciaio delle facciate continue delle aule, dei pozzi luce e del prospetto esterno. Questa fase sarà concomitante con l’esecuzione delle opere di movimentazione terra degli spazi esterni (rimozione delle superfetazioni, chiusura degli accessi esistenti, rimozione delle pavimentazioni stradali) e con la esecuzione delle lavorazioni relative alla creazione dei tetti rovesci nei due pozzi luce interni, tali da garantire l’uso come giardini pensili praticabili; • impostazione degli impianti, attraverso la creazione delle nuove canalizzazioni per l’impianto elettrico, di riscaldamento e condizionamento (canalizzato e incassato), di distribuzione dell’acqua e di smaltimento degli scarichi (fognari e pluviali), antincendio (indipendente da quello delle zone adibite ad uffici); • opere di finitura consistenti nell’esecuzione degli intonaci, delle pavimentazioni e dei relativi sottofondi, dei rivestimenti murari. In particolare per quanto attiene alle pavimentazioni, queste, anche in linea con le impostazioni progettuali, saranno distinte in pavimentazioni “dure” (ceramiche, resinose), quelle utilizzate negli spazi di distribuzione e dei servizi, ed in pavimentazioni “morbide” (legno, gomma piuma, tessuto, erba), quelle usate negli spazi delle attività, del sonno e nei giardini interni ed esterni; • opere di completamento che serviranno a rendere la struttura funzionante. Queste riguarderanno le pitturazioni (eseguite con smalti all’acqua naturali), il montaggio delle vetrate (basso emissive) delle facciate continue, il montaggio di tutte le porte interne, il completamento degli impianti, e la messa a dimora della vegetazione nelle aree verdi. L’esecuzione di queste opere consentirà di definire all’interno della palazzina “C” della sede regionale uno spazio distinto ed autonomo, dal punto di vista funzionale, tecnologico e della sicurezza, ma connesso al resto delle attività dell’intero plesso, attraverso la distribuzione verticale ed orizzontale, che, immutata nella sua posizione originaria, garantirà un rapido e controllato accesso agli spazi dell’asilo nido.
ARREDI. La previsione di massima che si è fatta in questa proposta progettuale circa la definizione degli arredi, è stata indirizzata in modo da avere pochi elementi base nell’impostazione fissa degli stessi. Infatti, trovano collocazione negli spazi dell’asilo elementi d’arredo pensati per essere realizzati su misura, miscelati insieme ad elementi di produzione comune, utilizzati esclusivamente per quegli ambienti più funzionali. In quest’ottica, di fatti, gli ambiti collettivi e quelli destinati alle attività ed al sonno vengono pensati come spazi unici, ognuno dotato di una propria individualità compositiva. Nelle singole sezioni vengono posti come elementi connotanti dei grandi banchi per attività a tavolino, pensati come “lame” di legno naturale, realizzati su misura, affiancati da componenti più “morbidi” come tappeti in tessuto o gomma piuma, rappresentati con forme semplici ed elementari e con colori vivaci e stimolanti. Il tutto si posiziona su una pavimentazione rigorosamente in legno, tale da garantire lo svolgimento di attività anche a terra, senza la necessità di dover utilizzare un sottofondo isolante. Viceversa, per l’arredo degli spazi destinati alle attività di ufficio, o all’interno della cucina, si è rappresentato l’arredo con elementi modulari standard, di produzione diffusa e con costi più accessibili a quelli previsti per gli altri arredi da realizzare su misura. In entrambi i casi, comunque, viene sempre garantita la massima flessibilità e portabilità degli elementi, in virtù della condizione quotidiana di poter modificare lo spazio da parte degli educatori.
STIMA DEI LAVORI. La stima seguente è realizzata utilizzando come elenco prezzi generali la Tariffa dei Prezzi della Regione Lazio dell’anno 2007. Di seguito, per sintesi, si riporta esclusivamente l’elenco delle categorie di lavorazioni previste, la loro incidenza percentuale ed il singolo importo, derivante dalla contabilità delle quantità di lavoro da eseguire sui singoli prezzi unitari. I lavori stimati riguarderanno la realizzazione di tutte quelle opere necessarie a consentire l’esecuzione delle indicazioni progettuali rappresentate nelle due tavole grafiche. In sintesi, la dinamica degli interventi può essere considerata con l’ordine previsto nel sottostante elenco, e l’importo massimo delle lavorazioni equivale al massimo stabilito dal bando di concorso: 1.700.000,00 €.
LAVORAZIONE INCIDENZA PERCENTUALE IMPORTO
1. Opere di imprenditoria edile 1,50 % 25.500,00 € 2. Demolizioni 2,70 % 45.900,00 € 3. Scavi e trasporto a discarica 2,80 % 47.600,00 € 4. Calcestruzzo, acciai per cemento armato e casseri 4,30 % 73.100,00 € 5. Murature e tavolati di mattoni e conglomerati 6,10 % 103.700,00 € 6. Solai 2,70 % 45.900,00 € 7. Soffittature 2,10 % 35.700,00 € 8. Intonaci 3,60 % 61.200,00 € 9. Isolanti e coibenti 2,80 % 47.600,00 € 10. Tetti e coperture 3,10 % 52.700,00 € 11. Caldane vespai e sottofondi 1,90 % 32.300,00 € 12. Pavimenti 5,60 % 95.200,00 € 13. Rivestimenti interni ed esterni 4,00 % 68.000,00 € 14. Posa in opera ed assistenza muraria 1,00 % 17.000,00 € 15. Opere complementari 2,05 % 42.500,00 € 16. Opere da lattoniere 1,55 % 26.350,00 € 17. Opere da falegname 3,80 % 64.600,00 € 18. Opere da fabbro 5,80 % 98.600,00 € 19. Opere da vetraio 5,30 % 90.100,00 € 20. Opere da verniciatore 3,20 % 54.400,00 € 21. Impianti tecnologici 3,05 % 51.850,00 € 22. Impianti idrosanitari 2,85 % 48.450,00 € 23. Impianti del gas 1,00 % 17.000,00 € 24. Impianti elettrici 4,80 % 81.600,00 € 25. Impianti di produzione del calore 2,50 % 42.500,00 € 26. Impianti di condizionamento 7,70 % 130.900,00 € 27. Impianti di comunicazione 1,80 % 30.600,00 € 28. Impianti di elaborazione elettronica 0,65 % 11.050,00 € 29. Impianto antincendio 1,95 % 33.150,00 € 30. Impianti di smaltimento rifiuti e fognatura 0,95 % 16.150,00 € 31. Impianto ascensore 2,05 % 34.850,00 € 32. Opere di verde attrezzato e di sistemazione esterna 3,80 % 64.600,00 € 33. Oneri per la sicurezza 1,00 % 17.000,00 €
TOTALE 100,00 % 1.700.000,00 €
CONCLUSIONI. Lo spazio che si è immaginato in questa proposta progettuale è quello di un piccolo luogo urbano, definito da strade (gli spazi distributivi) che conducono verso slarghi (gli spazi collettivi del piano terra e del primo piano), e sulle quali si affacciano autonomi ambiti domestici (le aule per le attività), e che permettono anche la socialità all’aria aperta, la conoscenza della vita vegetale, la pratica della coltivazione diretta, lo sviluppo delle capacità cognitive senza sentirsi oppressi in spazi chiusi e forzati. Ecco perché si è investito molto, in termini progettuali, sulla trasparenze delle tamponature, sul rapporto interno ed esterno e su una ariosità dei volumi, che non precludendo la possibilità di utilizzare un esistente spazio a doppia altezza, lo ha invece reso protagonista della spazialità complessiva.