Facciata
© Giulio Valentini . Pubblicata il 29 Settembre 2011.
Con il nuovo edificio intendevamo sostituire l’esistente vecchia e insufficiente cappella che fungeva dal 1964 quale luogo di culto ordinario.
ingresso
© Giulio Valentini . Pubblicata il 29 Settembre 2011.
Ci è stato chiesto di pensare un nuovo edificio di culto nella città in modo di offrire un richiamo trascendente agli spazzi del vivere comune. La sfida è stata quella di realizzare non una semplice aula celebrativa, raccogliendo il significato culturale e le conseguenze spirituali ed ecclesiali dell’inserimento di una chiesa in un contesto urbano comune a molte anomime periferie, predisponendo un progetto per dare all’architettura sacra quella funzione armonica all’interno di un borgo e della città.
Abside
© Giulio Valentini . Pubblicata il 29 Settembre 2011.
Abbiamo valutato attentamente la collocazione dell’edificio affinchè si armonizzasse con gli esistenti edifici parrocchiali, con l’ampio parco circostante e la strada pubblica. Abbiamo così scelto di edificare la chiesa in adiacenza e in comunicazione alla esistente canonica, nel rispetto dei grandi alberi che sono stati interamente preservati. Abbiamo poi stabilito di arretrare la chiesa rispetto alla strada, così da creare un ampio sagrato e immergere l’edificio nel verde. La chiesa è divenuta così segno urbano importante in continuità con la storia religiosa della città ma anche sfida rispettosa, perché uno spazio dedicato alla chiesa è per il silenzio, per la meditazione, per una sosta, valori che la “civiltà della fretta” trascura e che invece si rivelano decisivi per il senso stesso della vita.
La collocazione del fonte battesimale, dell’altare, del crocifisso, dell’ambone, dei confessionali, della cappella eucaristica, della via Crucis, della statua della Madonna ci ha portato a considerare che la liturgia era il principale punto di riferimento al quale guardare per radicare l’impostazione dell’edificio. La riflessione sulla liturgia è stata la prima porta di accesso al senso dell’opera alla quale ci stavamo accingendo.
L’edificio è composto da due elementi significativi, distinti ma fra loro integrati: la chiesa a pianta a croce greca, sormontata da un tambuto circolare che raccorda al basamento la copertura a falde ottagonale, preceduta e caratterizzata nel lato verso l’ingresso dal campanile a vela e da un nartece; il portico rettangolare che pone in armonica relazione la nuova chiesa con l’esistente edificio della sagrestia. I volumi esterni della chiesa sono caratterizzati dal campanile a vela e la copertura a falde ottagonale, elementi che danno forte identità architettonica ed urbana. Le facciate trattate sobriamente, sono caratterizzate dalla sequenza delle vetrate colorate raffiguranti la via crucis. La connotazione spaziale e simbolica degli interni trova il suo fulcro formale e visuale nell’abside, generatore di una spazialità avvolgente che abbraccia e accoglie fin dall’ingresso chi accede alla chiesa. L’impianto tipologico è facilmente riconoscibile e familiare, recuperando la tradizione grazie all’asse privilegiato tra il sagrato e l’altare. Il lucernaio centrale non chiude ma apre, spinge al cielo in compagnia dello Spirito Santo.
La spazialità si fonde con due altri elementi fondamentali per questa chiesa : la luce e i segni dell’arredo finalizzati alla comunicazione simbolica. La luce nelle Chiese cristiane ha una valenza simbolica insuperabile. Luce interiore e spirituale di cui quella fisica che vediamo è un segno.
Le strutture portanti sono in cemento armato, le strutture delle copertura in legno lamellare. Le ampie vetrate sono state realizzate su disegno dell’artista R. Marizza e realizzate con una innovativa tecnica “a collage”.
La chiesa accoglierà 160 persone a sedere nei banchi e nelle panche perimetrali.
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