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Ravenna (RA), Italia

Darsena di Ravenna, Lotto 4

Edificio di edilizia residenziale convenzionata
Zucchi&Partners (Nicola Bianchi, Andrea Viganò, Cino Zucchi), Cino Zucchi Architetti

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Il nuovo edificio residenziale è parte di un grande progetto di rinnovo urbano nei pressi della Stazione ferroviaria di Ravenna sui due lati di un canale artificiale che serve oggi da porto per le industrie della zona. Il ridisegno urbanistico dell’area da parte di Boeri Studio corregge un piano urbano precedente prevedendo un nuovo parco parallelo al bordo dell’acqua e una serie di alti volumi lungo il fronte del canale, che oggi appartiene al recinto del porto ma nel tempo dovrebbe diventare aperto al pubblico. Nell’incertezza di questo futuro alla “Sliding Doors”, abbiamo disegnato un complesso residenziale di edilizia a basso costo ed ad alta efficienza energetica a doppia faccia, che da una parte guarda al tessuto urbano esistente verso via Trieste, dall’altra si prepara ad aprirsi verso il fronte d’acqua e alla sua possibile trasformazione futura in una passeggiata. Sul lato verso la città, uno spalto verde che contiene il parcheggio seminterrato porta dolcemente a una corte centrale ad una quota rialzata che guarda verso l’acqua. Una serie di piccoli spazi commerciali e gli atri che portano ai blocchi di circolazione verticale si aprono verso questo spazio semi-pubblico, che è connesso alla futura passeggiata sull’acqua da una rampa che corre parallela ad essa. Le inflessioni geometriche dei due blocchi edilizi e il “ponte abitato” che li collega sul lato dell’acqua contribuiscono a dare un senso di perimetro spaziale e di intimità alla corte centrale. La differente altezza tra i blocchi è determinata in rapporto alle viste lunghe sulla città e all’orientamento solare dell’intero complesso. Mentre le facciate a nord sono trattate con una logica formale che conferma la loro essenza volumetrica interrotta dalle finestre, le facciate a sud sono segnate dalle lunghe linee orizzontali dei balconi a mensola. Le facciate principali dell’edificio sono caratterizzate da una serie di profili orizzontali scavati, due per ogni altezza di interpiano, che inquadrano riquadri di intonaco. Queste campiture di colori diversi – varie tonalità di grigio caldo e blu cobalto – creano una sorta di grande “mosaico”, indirettamente ispirato dalla famosa arte bizantina di Ravenna, che genera una sorta di distorsione scalare nella percezione dell’edificio. Questo effetto di momentaneo “mimetismo” della dimensione dell’edificio aiuta a connettere la sua dimensione “domestica” alla percezione dello stesso dalle viste lunghe dalla città e dall’acqua, dove sorge isolato come un “monumento” temporaneo nell’attesa che lo sviluppo atteso trasformi il paesaggio di questa parte urbana.

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