Vista del Complesso
© Modourbano . Pubblicata il 11 Ottobre 2011.
Il paesaggio che circonda arborea è fortemente antropico, frutto delle opere di bonifica dei primi anni del 900. Una maglia regolare di canali e appezzamenti di terreno caratterizza la campagna di arborea, e vi penetra al suo interno: le vie della cittadina si intersecano ad angolo retto con andamento nord-sud, a partire da un cardo e decumano e danno vita ad isolati per lo più caratterizzati da principio insediativo della casa isolata.
Intorno e Peculiarità
© Modourbano . Pubblicata il 11 Ottobre 2011.
Il progetto reinterpreta questi temi: - tessuto urbano con maglia ortogonale nord-sud - paesaggio della bonifica - contesto e preesistenze - casa isolata Su una griglia ortogonale si sviluppano le funzioni del progetto, in un alternarsi (a scacchiera) di pieni e vuoti, di spazi privati e pubblici, con un mix funzionale che alterna spazi commerciali, uffici, studi professionali, esercizi pubblici, agli accessi privati (con vano scala ed ascensore e cantine) al piano terra ed alle abitazioni al primo e secondo piano. La maglia regolare, ma non rigida, si piega alle esigenze del progetto, e alle preesistenze: un brano dell’insediamento preesistente viene recuperato come simbolo di una realtà fondamentale per la cittadina, a memoria della storia di un’azienda, e del rapporto fra l’azienda e la comunità e diventa l’eccezione alla regola. Gli spazi aperti si configurano quali corti pubbliche su cui si affacciano le vetrine degli spazi commerciali, gli accessi alle abitazioni al piano terra e le logge delle abitazioni ai piani superiori, per la maggior parte pedonali, con forte presenza di piantumazioni autoctone e aree verdi per l’incontro, il relax, il gioco. Gli accessi e la viabilità veicolare sono ridotti al minimo indispensabile, e sottoposti ad un accesso ontrollato(panettoni a scomparsa) e ad una velocità massima in linea con il carattere residenziale (quasi una città giardino) degli spazi attraversati.
Plastico
© Modourbano . Pubblicata il 11 Ottobre 2011.
Pedoni e biciclette possono spostarsi liberamente all’interno del quartiere, e collegarsi esternamente alla viabilità ciclo-pedonale esistente, ed alle funzioni pubbliche dislocate sull’asse costituito da Corso Italia. Il progetto non rimane sordo a questo input, e propone un rapporto fra volume edificato e spazi aperti che diminuisce man mano che ci si avvicina al limite nord del lotto per diventare puro spazio aperto, piazza pubblica, su cui si affaccia la parte di edificio esistente riutilizzato a fini ricreativi e prettamente pubblici e delimitata dal brano di muro perimetrale conservato, che controlla lo spazio filtrando la vista ad est. La tipologia dell’edificio isolato viene declinata in funzione alle esigenze del progetto. I volumi sono semplici,chiari, minimi, parallelepipedi a base quadrata su cui poggiano le coperture a quattro falde. Le logge, delle abitazioni al piano primo e secondo, oltre ad offrire il vantaggio del controllo dell’irraggiamento estivo, e permettere al sole invernale di penetrare all’interno, scavano i volumi puri e producono interessanti giochi di pieni e vuoti, di luce ed ombra.
Schema Concettuale
© Modourbano . Pubblicata il 11 Ottobre 2011.
I materiali del progetto si rifanno alla tradizione locale: per i rivestimenti murari viene proposta la pietra arenaria e per le pavimentazioni esterne la pietra basaltica locale. La progettazione e la scelta delle piantumazioni dovrà tenere conto del contesto, prediligendo piante autoctone o compatibili con le stesse.
Vista del Complesso
© Modourbano . Pubblicata il 11 Ottobre 2011.
L’intervento presenta un’estensione dell’attacco a terra di circa 5030 mq, per un volume totale di costruito di circa 48000 mc. Su tale volumetria ci si è basati per calibrare la distribuzione delle quote di costruito fra le varie funzioni. Si sono seguite le norme urbanistiche vigenti, che prevedono 70% della volumetria con destinazione residenza, 20% a commercio di vicinato e terziario, 10% servizi pubblici. Il piano terra di ogni edificio contiene gli accessi, i vani scala e gli spazi di servizio connessi alla residenza. La superficie rimanente è destinata a commercio di vicinato ed uffici privati e pubblici. L’edificio esistente recuperato ad uso pubblico, conterrà il museo, gli spazi di rappresentanza per l’azienda, gli spazi ricreativi e di incontro previsti dal bando. Altri servizi pubblici e spazi per la cittadinanza saranno dislocati ai piani terra degli edifici commerciali/residenziali (ufficio informazioni, uffici decentrati dell’amministrazione, spazi per il contatto con la cittadinanza e per la promozione permanente di attività del comune. Le funzioni prettamente residenziali occupano il primo e secondo piano di ogni edificio. Le tipologie e le metrature sono in linea con le richieste del bando. La flessibilità dei modelli applicati alla residenza permette numerose combinazioni alternative a quella esposta negli elaborati grafici. La proposta presentata prevede tre tipi di base (suddivisi per dimensioni dell’edificio), che generano la varietà di configurazioni e metrature di seguito riportata: 28 monolocali (40 mq); 54 bilocali (50-60 mq), 24 trilocali (60-80 mq); 8 quadrilocali (110-120 mq) per un totale di mq 11250 di superficie lorda di residenza (compresi vani scala e spazi di servizio di pertinenza). Tutti gli appartamenti si affacciano sullo spazio pubblico delle corti attraverso profonde logge, che caratterizzano il disegno architettonico degli edifici.
Prospetto
© Modourbano . Pubblicata il 11 Ottobre 2011.
Il progetto nasce da un’attenta analisi del sito, del contesto, delle condizioni climatiche, della disponibilità di materie prime. La scelta di volumi puri e semplici denota già l’attenzione posta alle tematiche dell’efficienza energetica, in quanto un rapporto di forma favorevole è fondamentale per poi applicare all’involucro edilizio soluzioni capaci di migliorare l’efficienza globale. Un involucro edilizio efficiente è il primo passo verso la sostenibilità ambientale dell’intero intervento. L’efficienza deve essere rapportata al contesto ed alle caratteristiche bioclimatiche del sito: in questo caso si dovrà porre particolare attenzione al periodo estivo, al contenimento dei consumi per il raffrescamento, quindi all’impiego di soluzioni e materiali che garantiscano una buona inerzia termica ed uno sfasamento ottimale (coibentazione con materiali con massa adeguate, murature perimetrali anch’esse massive ecc.).
Schema Quartiere
© Modourbano . Pubblicata il 11 Ottobre 2011.
L’utilizzo di materiali coibentanti di derivazione naturale sarò da prediligere sia per raggiungere le caratteristiche di cui sopra che per scelte legate ad un approccio alla bioedilizia, e quindi alla qualità dell’edificio costruito e poi abitato (quindi qualità dell’abitare). La qualità del progetto architettonico non è secondaria per il raggiungimento dell’obiettivo di efficienza: l’orientamento, la forma e le soluzioni architettoniche adottate sono fondamentali all’ottenimento dei risultati prefissati. L’utilizzo della loggia nel progetto è volto al controllo dell’irraggiamento estivo, e quindi a limitare al massimo gli apporti solari estivi e permettere invece nel periodo invernale ai raggi solari con inclinazione minore di penetrare all’interno favorendo invece l’apporto solare invernale. Un involucro efficiente è la premessa per l’utilizzo di tecnologie impiantistiche a basso consumo e con utilizzo di fonti alternative di produzione di energia: solo se l’edificio ha un fabbisogno energetico limitato si possono utilizzare in maniera conveniente (ambiente ed economia di gestione) pompe di calore per la climatizzazione invernale estiva, pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e pannelli solari per il fabbisogno di acqua calda sanitaria. Le caratteristiche bioclimatiche del sito sconsigliano l’utilizzo del geotermico sia orizzontale estensivo che verticale. Per cui in assenza di informazioni adeguate in relazione all’utilizzo di centrali a biomassa, si può ipotizzare l’utilizzo di un sistema di riscaldamento/raffrescamento con pompa di calore e ricambio d’aria con recupero di calore, alimentata da pannelli fotovoltaici (integrati dalla rete nei momenti critici) posti in copertura, e pannelli solari termici per la produzione dell’acqua calda sanitaria. Un impianto di generazione microeolico potrà integrare il fabbisogno energetico degli spazi pubblici dell’isolato in oggetto. Un sistema di recupero delle acque meteoriche con loro riutilizzo per l’irrigazione o per gli sciacquoni, contribuirà a salvaguardare le risorse idriche. Un razionale ed oculato progetto del verde contribuisce alla creazione di un microclima interno all’isolato, alla protezione dai venti dominanti, all’ombreggiamento di edifici e percorsi e quindi contribuisce al benessere ambientale dei fruitori degli edifici ma anche degli spazi aperti. Un collegamento permanente con il progetto ERA potrà promuovere e sensibilizzare la cittadinanza alle problematiche ambientali, e la predisposizione di stazioni per il bike sharing contribuirà a proporre un cambiamento nelle abitudini quotidiane.
Plastico
© Modourbano . Pubblicata il 11 Ottobre 2011.
Facciata
© Modourbano . Pubblicata il 11 Ottobre 2011.
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