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Bassano del Grappa (VI), Italia

Concorso Area Parolini-Bassano del Grappa-Italia

1° Premio
C+S Associati, Land Srl

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Profilo area nord

Il parco disegna la città. Ogni progetto deve necessariamente partire dai valori depositatisi nel corso del tempo sul suo territorio: in particolare dai valori potenziali, non ancora espressi, che quel territorio contiene. Nel disegno urbanistico il parco assume un valore strategico, sia in termini ambientali che potenziali, è infatti concepito quale parte di un sistema più ampio, il “ring verde”, che vede la sua origine nei vuoti storici di Bassano partendo dalle piazze del centro storico. Così il sistema del verde e degli spazi aperti diviene la struttura portante delle trasformazioni all’interno dell’area di progetto, la base delle nuove relazioni che si costruiscono e integrano con la città esistente, con le strutture dei pieni e dei vuoti. Il ruolo dell’architetto oggi è ricucire e tradurre nella contemporaneità le stratificazioni della cultura e della storia, i desideri e le aspettative dei popoli, le specificità climatiche e ambientali dei luoghi.

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Dettaglio dei fronti

Relazione tra architettura e paesaggio. Il rapporto tra verde e costruito, tra architettura e paesaggio è l’elemento principale e fondantivo del progetto. La storia che è arrivata fino a noi ci racconta che la griglia rigida della centuriatio si è piegata quando ha incontrato le insenature del Brenta, che le case sono state costruite sul limite tra acqua e terra, quasi a voler consolidare le anse del fiume. Queste tracciano i segni dei sedimi retrostanti e creano quella condizione speciale di pieghe e cuciture che rendono straordinari e ancora di grande qualità e attualità i centri storici delle città italiane. Ma il rapporto tra architettura e paesaggio è anche un rapporto di scala, di misura dei pieni e dei vuoti, di relazione tra le parti. Il progetto deve essere in grado, dal nostro punto di vista, di coniugare la possibilità di costruire ‘case alte’ con la qualità e la misura dell’identità di Bassano. Bassano è una città con il suolo inclinato e, grazie all’ampiezza dello spazio vuoto del Brenta, è possibile percepire la dimensione di questa inclinazione che si rende evidente quando i diversi piani con cui è formata si schiacciano costruendo un prospetto che vediamo unitario e che si raddoppia in acqua.

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Concept di progetto

Le ‘case alte’. Catturati da questa suggestione, abbiamo rifiutato l’idea di costruite torri di 60 metri appoggiate solitarie al suolo e abbiamo provato a lavorare sulla grande dimensione vuota che avevamo a disposizione calibrando una successione di volumi con altezze differenti ma in grado di sovrapporsi a formare scorci che riproponessero quelle sequenze così suggestive e intense che la memoria della città ci regalava. I nuovi volumi si piegano sulle trame dei nuovi percorsi che si intrecciano nel verde, lo ritagliano rispettosi del parco e ne diventano lo sfondo. Questa operazione intercetta due polarità principali: le testate a est e a ovest in tensione tra loro grazie alla presenza della grande stanza verde in posizione centrale. A est i volumi si piegano, si spezzano sollecitati dai percorsi e dalle pause delle piazze attrezzate. Grazie alla continuità e ricchezza delle possibilità che genera lo spazio pubblico immerso nel verde del parco e arricchito, al piano terra, dalla vivacità degli spazi commerciali, i fabbricati diventano il fondale di questo gioco. Un fondale sensibile, variabile in altezza e capace di suggerire spazi da esplorare nel succedersi delle quinte urbane. Le case alte si piegano per costruire landmarks urbani, emergono in tre punti per raccogliere, dall’interno, la vista delle colline e, dall’esterno i loro fronti sono stati disegnati per catturare i riflessi del parco e del cielo. Anche a ovest i volumi si piegano per far entrare il verde, lasciando al piano terra grandi aree dedicare allo spazio di quartiere, al gioco dei bambini, alla sosta, al riposo.

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Il percorso ciclo-pedonale

L’architettura leggera: riflessi e trame. Questo gioco di piegature ha un’altra ricaduta fondamentale sulla composizione complessiva: la possibilità di percepire la grande dimensione del parco che, grazie alla sua densità verde, riesce a stemperare i volumi costruiti che mai appaiono in una visione complessiva. I fronti sono disegnati per essere leggeri, quasi invisibili. In un doppio gioco si alternano diventando una volta ‘riflesso’, un’altra ‘trama’.

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La 'spalla verde'

Il riflesso. Verso il parco i fronti sono disegnati da grandi specchiature vetrate capaci di riflettere le alberature: l’architettura si trasforma nel riflesso del parco, suo doppio. Il parco, con le sue stagioni entra, sempre trasformato, all’interno delle case.

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La 'stanza verde'

La trama. Sul fronte opposto, a sud, un sistema più elaborato di brise-soleil, rispondendo alle esigenze contemporanee della ‘casa passiva’ in classe A, restituisce un’immagine aggiornata che fonda tuttavia ancora le proprie radici nella sapienza costruttiva di questo territorio. Nell’area prealpina, da Treviso a Verona, i ‘piol’ e i barchi sono gli archetipi più conosciuti della capacità di utilizzare la migliore esposizione dell’edificio a beneficiare dell’apporto gratuito del sole. E’ un vero e proprio offset di cm 120 di cui abbiamo ancora testimonianza e che, riattualizzato nella costruzione, rende in chiave contemporanea la memoria del territorio. Questa piccola invenzione costruttiva, ci permette di valorizzare l’intervento in quanto: 1 – permette la massima flessibilità interna degli alloggi senza compromettere il disegno delle facciate, permettendo di variare nel tempo la disposizione planimetrica interna degli stessi, potendo accorpare gli alloggi piccoli o dividere gli alloggi più grandi, poiché le finestre non costruiscono l’immagine del fronte che è, invece interno e modificabile; 2 – il disegno del doppio ordine di scandole sovrapposte e disegnate con scansione orizzontale e verticale permette di modulare la luce all’interno degli alloggi: poiché le scandole dei brise-soleil possono essere sia orizzontali che verticali la loro tessitura può dare origine a una schermatura singola o doppia e quindi più o meno fitta. 3 – Questi doppi strati (in alluminio colorato) costruiscono il disegno dei fronti a sud contribuendo a smaterializzare gli edifici stessi che si leggeranno come una trama, una sovrapposizione di ombre piuttosto che come fronti costruiti e massivi; 4 – Lo spazio interno può essere personalizzato inventando logge e terrazze più o meno profonde e permettendo, in questo modo di aprirsi il più possibile verso lo straordinario territorio delle colline circostanti. Come i piloni del famoso ponte palladiano (o memoria dello stesso) si fondano su basi solide che si rastremano al fluire dell’acqua e si stemperano di tessiture di legno, recitando la poesia della leggerezza, così l’intervento che proponiamo si piega e si rastrema al fluire del paesaggio e si stempera in tessiture d’ombra, sussurrando incisioni nello straordinario paesaggio prealpino.

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Le 'isole' di sosta

Strategie di sostenibilità La sostenibilità energetica del progetto è determinata in primis dal corretto orientamento degli edifici che consente lo sfruttamento degli apporti solari anche nelle stagioni invernali. La generosa piantumazione del parco favorisce ed aiuta il controllo del microclima del complesso. Il sistema di schermatura scorrevole su doppio binario permette la riduzione del surriscaldamento delle facciate e delle superfici vetrate nella stagione estiva. E’ previsto il sistema del tetto verde estensivo ed il recupero dell’acqua piovana. Il progetto prevede la produzione di energia termica e frigorifera centralizzate nei due principali ambiti di intervento, grazie all’installazione di pompe di calore che scambieranno direttamente con il terreno attraverso sonde geotermiche.

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Il progetto

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Tavola di concorso

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Vista verso il centro commerciale

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Concept

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Dettaglio del fronte

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Dettaglio dei fronti sud

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Vista di uno degli accessi

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Vista verso le isole verdi

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Vista della stanza verde

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