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Cagliari (CA), Italia

Nuovo complesso edilizio universitario a Monserrato

Bio Campus per l'Università di Cagliari
Aka Architetti, Federica Caccavale, Alessandro Casadei, Paolo Pineschi, Marta Hrvatin, Fabrizio Romano , Michele Russo, daniele damiani, Roberta Battaglia

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vista generale del Campus

Il nuovo complesso edilizio per l’Università di Cagliari è concepito come un oggetto scolpito, che comunica dall’esterno un’immagine monolitica e rivela al suo interno un sistema aperto, traforato da percorsi, varchi, affacci interni e corti. Questa azione di erosione e di escavazione dei volumi trova la sua ragione nella nella ricerca di un rapporto tra l’edificio e l’ambiente circostante, dove l’involucro esterno si modifica per difendersi o aprirsi alle diverse azioni del clima. L’edificio non è quindi un sistema autoreferenziale indifferente al suo intorno, il suo perimetro e la sua geometria si modificano con una tensione continua per ricercare le condizioni ottimali in relazione all’esposizione alla luce, all’acqua e al vento.

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l'ingresso del Centro Ricerca

L’intervento dal punto di vista funzionale è organizzato secondo una struttura a insiemi. Il complesso è suddiviso in due macrofunzioni/insiemi principali: il centro ricerche da una parte e le altre funzioni dall’altra. Ognuno dei due insiemi è diviso in sottoinsiemi e singole unità funzionali organizzate lungo un percorso continuo facilmente accessibile.

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fotoinserimento nella Cittadella Universitaria

L’approccio progettuale è orientato verso la minimizzazione dell’impatto sull’ambiente, la riduzione dei consumi energetici e l’uso di fonti di energia rinnovabili. Per quanto gli obiettivi dell’autosufficienza energetica e della riduzione dei carichi ambientali abbiano un valore relativo, in quanto l’edificio fa parte di un sistema più ampio nel quale questi equilibri andrebbero ricercati, si può comunque affermare che la realizzazione di un intervento con queste caratteristiche può rappresentare un passo significativo verso la creazione di una Cittadella Universitaria dove il sistema del costruito e quello degli spazi aperti concorrano a definire un assetto compatibile con l’ambiente. I principali contributi alla riduzione dei consumi e degli impatti derivano dal controllo dei seguenti aspetti bioclimatici rilevanti:

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esploso del modello dell'edificio

1. Venti La zona è una delle più ventose in Italia. Durante l’inverno il clima è mite e il vento freddo proveniente da nord è il principale fattore di disagio. D’estate le temperature sono alte e il vento che viene da sud può contribuire in misura significativa al raffrescamento del complesso:
  • L’edificio è scolpito in modo da offrire un fronte più compatto verso nord-ovest, creando un ostacolo al vento freddo invernale, e con una forma frastagliata che invita il vento a entrare nell’edificio sul lato sud-est, favorendo il raffrescamento durante l’estate. I cortili collaborano con gli atrii al funzionamento di questo sistema di ventilazione naturale.
  • La vegetazione viene utilizzata con funzioni di controllo bioclimatico. Alberi sempreverdi sul fronte nord-ovest schermano il vento invernale, sul fronte sud-ovest la vegetazione è più bassa e meno folta in modo da non costituire una barriera al vento estivo. Un sistema di collinette vegetate in corrispondenza dei parcheggi direziona il vento estivo al di sopra del piano stradale, evitando che il calore dell’asfalto venga indirizzato verso l’edificio.
2. Riciclo dell’acqua piovana: Nell’area i livelli di pioggia annuale sono molto bassi, sia in estate che in inverno. Questo rende difficile la sopravvivenza di qualunque spazio verde non sia oggetto di una manutenzione costante e fa dell’acqua un bene particolarmente prezioso:
  • Il tetto dell’intero edificio è modellato in modo da costituire un efficace strumento di raccolta dell’acqua piovana. Questa viene poi utilizzata per l’irrigazione degli spazi verdi, direttamente o conservandola in cisterna, attraverso un sistema di distribuzione diffusa e che richiede una manutenzione ridottissima.
  • Le essenze vegetali scelte sono caratterizzate da un ridotto bisogno di acqua, a esclusione di quelle all’interno delle corti per le quali la manutenzione è più semplice.
3. Controllo della radiazione solare: L’edificio ha tre lati liberi dalle ombre di altre costruzioni o elementi naturali, i suoi quattro fronti si trovano quindi in condizioni di illuminazione e irraggiamento profondamente diverse. Il problema principale è quello dello schermo dalla radiazione diretta nelle ore più calde del giorno durante l’estate, ma la scelta di ridurre il numero delle bucature rende particolarmente importante anche la ricerca di una buona distribuzione della luce naturale:
  • In corrispondenza delle bucature il muro è strombato. Le strombature sfruttano la profondità del muro esterno per direzionare i raggi solari. Non sono infatti uguali tra loro ma modulate a seconda dell’esposizione, studiate in modo tale da ottimizzarne il funzionamento bioclimatico.
  • La vegetazione collabora a migliorare le condizione di illuminazione e irraggiamento. Gli alberi sul lato nord-ovest sono posti a una distanza dall’edificio tale da non costituire un ostacolo ai raggi del sole, la vegetazione sul lato sud-est è composta di essenze folte che durante l’estate costituiscono uno schermo naturale.
4. Pannelli fotovoltaici: Le caratteristiche bioclimatiche dell’area la rendono particolarmente indicata per l’installazione di pannelli fotovoltaici, inoltre la superficie del tetto, interamente a disposizione, rappresenta uno spazio ideale per la loro installazione:
  • I pannelli sono collocati sul tetto, la forma scolpita della copertura permette di raggiungere l’inclinazione ideale rispetto ai raggi solari senza bisogno di ulteriori strutture di supporto.
  • Il parapetto è modellato in modo tale da schermare alla vista i pannelli, annullandone l’impatto visivo.
  • L’apporto energetico è da considerarsi come parte integrante di uno specifico progetto dei sistemi impiantistici e di controllo bioclimatico dell’edificio. È previsto l’utilizzo di tecnologie di tipo innovativo e di ultima generazione, si ritiene infatti che il contesto universitario, legato alla ricerca, sia particolarmente appropriato per promuovere l’innovazione tecnologica.
5. Scelta dei materiali: L’area presenta una grande abbondanza di materiali da costruzione di qualità, il trasporto di materiali da altre zone risulta invece particolarmente oneroso, inoltre lo scavo di un intero piano interrato potrebbe rappresentare un problema per lo smaltimento dei materiali:
  • La scelta dei materiali è quanto più possibile ridotta a quelli prodotti nella zona e che non necessitano di un lungo trasporto.
  • Parte del piano interrato e gran parte della pavimentazione degli spazi esterni sono realizzati in terra cruda, utilizzando il terreno scavato per la costruzione dell’edificio, in continuità con le tecnologie edilizie locali delle tipiche case campidanesi costruite in “ladini” (mattoni crudi di paglia e fango) e tufo. Oltre alle qualità estetiche di questo materiale sono così annullati i costi e l’impatto dello smaltimento del terreno di scavo.

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l'ingresso sud

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pianta del piano rialzato e sistemazioni esterne

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vista dal parcheggio

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concept

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vista dell'atrio

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prospetto sud e sezioni

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la corte interna del Centro Ricerca

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pianta del piano rialzato e schemi distributivi

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vista generale del complesso universitario

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dettaglio della facciata

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l'ingresso al Centro Ricerca

Ere

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma

Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav