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Monserrato (CA), Italia

Nuovo complesso edilizio universitario a Monserrato

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PLANIMETRIE

_“Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra. – Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan. – Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano. Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che mi importa. Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco.” (Italo Calvino – Le Città invisibili)._ Spesso, i Concorsi di Architettura sono divenuti, negli ultimi anni, una nuova forma di Accademia, nella quale si celebrano i riti e i miti del “libero segno”, quasi che l’invenzione, la poetica, che debbono sempre accompagnare il lavoro artigianale dell’Architetto, perché esso non sia ridotto a puro professionalismo, possano sopravvivere solo fuori dalla concretezza, dal necessario lavoro di baumeister, parola che in tedesco contiene la parola “bau”, che significa sia disegno, che costruzione. Ecco che la saggezza del Marco Polo di Calvino, il quale, di fronte al sognatore Kublai, richiama la necessità delle singole pietre a far l’arco, ci pare debba essere la guida per una buona Architettura. Il Concorso bandito dall’Università di Cagliari, leggendo il Documento di Linee Guida ci è sembrato permeato proprio dalla richiesta di una Architettura, che sappia dare risposte a domande concrete. Emergevano da quel Documento le difficoltà di gestione di edifici e di complessi d’essi, in cui scelte “di libero segno architettonico” avevano lasciato, come frutto avvelenato, pareti in cemento armato a faccia vista, che si sbriciolavano e mostravano le armature ossidate, pareti vetrate scarsamente coibentate, fenomeni di condensa, forti costi di gestione, etc. Da questo scaturiva il richiamo all’uso di tecnologie più semplici, quali l’uso del laterizio e l’avvertenza a studiare e proporre tecniche costruttive mirate al contenimento nel tempo dei costi manutentivi. Una grande sfida, dunque, ci è apparso da subito il Concorso e, perciò, grandemente attrattivo. IL LOTTO E LA GIACITURA Il disegno del Campus di Monserrato richiama, come tanti altri, il disegno di una città di fondazione, in cui sull’asse didattico (decumanum major) si attestano e/o si attesteranno gli edifici specialistici, seguendo l’ordine dei cardi perpendicolari. Il lotto interessato all’intervento è posto sul lembo Nord Ovest del Campus e l’edificio realizzando rappresenterà, dopo la sua costruzione, un limite fisico del Campus di grande rilievo. Possiamo individuare, conformemente a quanto evidenziato dal Documento di Linee Guida, due assi prospettici fondamentali, l’uno situato verso il decumano e l’altro che prospetta sul cardo su cui si affaccia un edificio esistente. Il Documento di Linee Guida, non a caso, ha suggerito come scelta quella di posizionare il Centro Ricerca, che costituisce il primo lotto, con affaccio sull’asse didattico, con la conseguenza che la parte destinata a Laboratori e Uffici (secondo lotto) dovrà affacciarsi sulla strada perpendicolare all’asse stesso. Abbiamo seguito l’indicazione del Documento di Linee Guida, che ci è parsa ragionevole e motivata. Al Centro Ricerca (1° Lotto) da noi progettato si accede, infatti, da una scalinata o tramite rampe a norma, simmetriche alla stessa, superando il dislivello di mt. 1,20, rispetto al piano sistemato, provenendo dall’Asse Didattico. Alla parte dell’edificio destinata a Laboratori, Studi, Aule ed Uffici si accede, invece dall’ampio spazio pubblico antistante, destinato in parte a parcheggi, in parte ad area alberata pedonale di trattenimento, superando il medesimo dislivello, tramite un’ampia scalinata o, in alternativa, tramite una comoda rampa. ORGANIZZAZIONE TIPOLOGICA Dal punto di vista tipologico l’edificio è organizzato intorno alla spina centrale costituita dalla Galleria a tre altezze, nella quale corrono i ballatoi di disimpegno del piano rialzato e del primo piano, a cui si collegano i due Atrii dei diversi lotti. La parte dell’edificio destinata a Centro Ricerca prevede l’esistenza di corridoi paralleli alla Galleria, che suddividono le ali laterali in due o quattro aree. L’edificio impegnato dal 2° Lotto ha una organizzazione “a spina” degli ambienti lungo corridoi trasversali alla Galleria. L’organizzazione a spina permette la presenza di tagli verticali a tre altezze, coperti con calottine, che servono a dare l’illuminazione e la ventilazione naturale a tutti gli ambienti. Pur con la presenza di più di 350 ambienti a destinazione diversa, tutti gli ambienti godono di illuminazione diretta o con finestre aperte verso l’esterno, o con finestre aperte nei tagli trasversali a tre altezze o, nel caso di alcuni ambienti situati all’ultimo piano, tramite calottine a tripla parete (ai fini del blocco dei raggi UVA) con apertura a comando elettrico.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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