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Samarate (VA), Italia

Palestra di via Borsi a Samarate

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vista notturna

Il progetto ha come obiettivo quello di integrare LUOGO-FUNZIONE-SOCIETA’. Proprio per questo motivo l’intervento si innesta su direttrice extra-lotto, denunciando la precisa volontà di pensare l’edificio come entità urbana prima che come blocco funzionale. La localizzazione di accessi e chiusure viene così dettato dalle interazioni esterne e dalle viabilità pedonali e carrabili.

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vista da via borsi

Planimetricmente, un percorso principale tiene insieme, non solo gli spazi del progetto (palestra, bar, uffici, spazi esterni) ma collega tutta la struttura anche con i lotti adiacenti destinati a parcheggi, attraversandolo e facendo da cerniera tra gli isolati creando un potenziale collegamento con le altre parti di città. Il fronte arretrato rispetto alla strada,crea una piazza pubblica nella quale si affacciano la hall della struttura palestra, il bar e l’ingresso agli uffici. Il complesso si distribuisce in tutta la larghezza del lotto, facendo esso stesso da chiusura e non avendo pertanto bisogno di una recinzione per chiudere quegli spazi che invece sono privati e necessitano di un’apertura controllata. I blocchi bar e uffici sebbene abbiano un’accesso indipendente, restano collegati al palazzetto attraverso un percorso coperto e al terrazzo che collega questi due elementi. Il blocco palestra presenta uno spazio polivalente. Il campo ha le dimensioni per ospitare varie attività sportive: pallavolo, basket e calcio a cinque.La gradonata fissa può ospitare 450 posti durante gli spettacoli sportivi, metre durante altri tipi di spettacoli, si puo’ estrarre una gradonata mobile, posta sotto lo spazio inutilizzato della gradonata e arrivare fino 500 posti, lasciando libere le ali laterali che perderebbero in visibilità.

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vista interna

Visivamente, il progetto ha l’intento di integrarsi con il contesto sebbene, per necessità tecniche, la sua altezza sia maggiore di quella dei nuclei abitativi limitrofi. La scelta di utilizzare il policarbonato soltanto sulla parte alta del palazzetto dello sport è performante con l’idea d rendere trasparente questo involucro. Durante il giorno alberi e cielo si riflettono dando la sensazione di profondità, durante la sera, quando all’interno del palazzetto ci sono delle attività l’involucro si traforma in una lanterna luminosa creando interazione con il contesto e dando l’illusione di essere una scatola galleggiante, quando non ci sono attività si confonde con le luci della notte.

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tavola 1

Strutturalmente, la scelta è ricaduta su elementi portanti in legno, utili a facilitare le fasi di realizzazione, trasporto, montaggio. Oltre a garantire l’utilizzo di materiali eco-compatibili. Impiantisticamente, le tecniche adottate rispettano i principi della bioclimatica. Grazie alla realizzazione di camini solari, nella zona palestra viene garantita la ventilazione naturale e la luce naturale necessaria evitando fenomeni di abbagliamento dovuti alla luce diretta che interferirebbero con le attività sportive.

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tavola 2

Data l’orografia del terreno che non permette punti di vista dall’alto, l’edificio non ha mai occasione di essere visto e percepito nel suo complesso, la principale accortezza da adottare è quindi quella di non farlo percepire conme un oggetto monolitico ed ingombrante. Il modo migliore per raggiungere il risultato sperato è quindi quello di scomporre il volume in elementi più piccoli e visivamente indipendenti in modo da far viaggare l’occhio fra le varie direzione suggerite dalle forme, senza mai fermarsi contro una parete alta dieci metri. La premessa si è palesata nell’intervento sposando l’idea di avere due volumi sovrapposti, uno basso a ampio, nonchè direttamente prospicente la piazza, l’altro diafano e arretrato, pensato per essere un oggetto riflettente. In questo modo, giocando con materiali e prospettiva, non si ha mai l’impressione di trovarsi davanti ad un oggetto pesante e monolitico. L’uso del materiale traslucido e quindi sensibile al cambio della luce permette all’edificio di cambiare aspetto con il passare delle ore del giorno, riflettendo il cielo e gli alberi circostanti, infiammandosi al tramonto e (grazie alla contrapposizione con basamento scuro) trasformandosi in una lanterna sospesa di notte. Come il resto dell’edificio anche il volume basso è tutt’altro che monolitico, le sue forme sono infatti giocate in un susseguirsi di vuoti, pieni ed elementi vetrati. La divisione del blocco palestra e del blocco bar-uffici infatti, permette di aprire un varco verso il giardino retrostante incuriosendo e attraendo il passante. L’armonizzazione dell’edificio con il contesto è aiutata dalla prosecuzione dei sistemi verdi contigui. giocando con alberi e cespugli caduchi e sempreverdi.

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sezione trasversale

Oltre a non essere un oggetto repulsivo, l’edificio ha il dovere di essere un oggetto attrattivo, l’idea di mascherare la nuova costruzione con il contesto, se portata alle estreme conseguenze, porterebbe semplicemente ad un intervento anonimo e non attraente. Proprio per evitare questo, l’approccio è quello di generare uno spazio prima di tutto interessante e variegato, dove il pubblico venga attratto per la curiosità indotta dal colpo d’occhio, e dove possa rimanere e tornare trovando gli spazi di cui necessita, siano essi il bar, i giardini o la palestra. L’iportanza di rendere attrattivo e affascinante l’intervento è pari a quella di renderlo armonico con il contesto. Proprio per questo motivo la parte più importante del progetto è quella demandata alla relazione con il pubblico, il quale può attraversare l’edificio in una sequenza di spazi coperti e scoperti, a terra e al piano primo, lasciando trovare al fruitore la scelta del luogo favorito per vedere una partita di tennis, di calcetto, o semplicemente per sostare all’ombra di un albero o ai tavoli del bar.

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schema impiantistico e studio illuminotecnico

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