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Monserrato (CA), Italia

Nuovo complesso edilizio universitario a Monserrato

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Lo sviluppo volumetrico dell’edificio muove da una volontà molto semplice, ovvero creare uno “scrigno del sapere”, un contenitore per la cultura e il sapere, materie preziose e volubili, continuamente poste sotto attacco da mentalità mediocri e perseveranti nell’ignoranza. Partendo da una scatola dalla forma regolare e dalle superfici lisce che, sotto l’influenza dei flussi umani e dei flussi climatici, modifica la sua geometria, generando un vuoto interno protetto da una corazza perimetrale, all’interno del quale si accede attraverso aperture orientate in modo da favorire anche la circolazione trasversale e longitudinale delle correnti d’aria. Il nucleo centrale dello “scrigno” è un volume trasparente, una corte coperta in cui la luce e le ombre si mescolano creando degli effetti irregolari che contrastano con la forma regolare del volume. Ad accentuare questo movimento contribuiscono anche dei volumi aggettanti verso l’interno che conterranno funzioni comuni. Date le dimensioni considerevoli, a corte coperta assume anche la funzione di piazza, luogo di incontri, di passaggio, di sosta, di scambi. La frattura centrale del blocco originario genera altri due spazi aperti che non saranno provvisti di copertura fissa, ma per i quali è prevista la possibilità di creare zone d’ombra durante i mesi dell’anno di maggiore soleggiamento mediante l’installazione di teli in quota che subiranno il passaggio delle correnti d’aria, creando un movimento continuo. Questi ulteriori ambienti presenteranno porzioni a verde con vegetazione mediterranea, tipica della zona, che si manterrà spontaneamente e che contribuirà al mantenimento del microclima globale dell’edificio.

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Il blocco edificio presenta il piano terra parzialmente interrato, con fronte arretrato rispetto ai due livelli superiori, i quali presentano un aggetto di circa 2 metri. Questa particolare composizione del fronte consente di ottenere un effetto di distacco da terra, che sarà più evidente durante le ore serali, grazie all’installazione di sistemi di illuminazione ad effetto scenografico che conferiscono un effetto di levitazione alla porzione superiore. Le aperture del piano terra saranno costituite da prevalentemente da finestre a nastro poste all’intradosso del solaio, eccezion fatta per la porzione di ingresso principale a Sud-Est che presenta vetrature a tutt’altezza. La corazza esterna sarà caratterizzata a seconda dell’esposizione rispetto ai punti cardinali. Il fronte principale dell’edificio è quello esposto a Sud, ed è caratterizzato dalla presenza di grandi aperture vetrate con schermature frangisole di diversa natura. Si tratta di una sorta di “doppia pelle” in cui vengono impiegati schermi in policarbonato estruso dal cromatismo variabile e contemporaneamente di pale frangisole orientabili a sezione lenticolare, montate in verticale. La distribuzione dei due sistemi di regolazione luminosa dipende dalla funzione assegnata agli ambienti interni corrispondenti. Il sistema di facciata è incorniciato perimetralmente dagli aggetti per uno spessore di circa 50 centimetri.

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I due fronti Est e Ovest hanno dimensioni ridotte. Il fronte Est è compatto, completamente rivestito da lastre di pietra locale di grande formato, montate in verticale e a secco, e costituiscono lo strato esterno del sistema a parete ventilata previsto. Il fronte esposto ad Ovest, invece, è diviso in due porzioni, anch’esse rivestite il pietra naturale montata a secco. La porzione centrale, invece, costituisce l’accesso secondario al complesso, e si caratterizza per la presenza nei due piani superiori di un ballatoio aereo completamente vetrato, che mette in comunicazione i le due porzioni longitudinali. Il fronte a Nord è un ibrido tra quelli precedentemente analizzati. Data l’esposizione sfavorevole, sarebbe buona norma optare per una superficie liscia e compatta. Ma la presenza di ambienti interni con funzioni legate alla didattica necessita di sistemi di areazione e illuminazione naturale adeguatamente dimensionati. Per cui il progetto prevede la presenza di infissi apribili con dimensione regolare e andamento orizzontale, poste ad altezza variabile dalla quota di calpestio fino all’intradosso dei singoli piani, e che all’esterno creano una vibrazione che si perpetua irregolarmente su tutta la facciata. L’effetto è quello di una sorta di “equalizzatore” che nelle ore serali cambierà aspetto a seconda che gli ambienti interni vengano illuminati o meno. La copertura dell’edificio, accessibile attraverso i vani scale distribuiti regolarmente per servire l’intera superficie, verrà occupata per intero da pannelli solari termici e pannelli fotovoltaici. Questi impianti non saranno visibili dall’esterno, visto che verranno mascherati dalla balaustra in muratura perimetrale integrata nelle facciate. L’accessibilità degli ambienti interni ed esterni è garantita dalle dimensioni delle aperture, dall’assenza di gradini lungo i percorsi principali, dai sistemi di movimentazione verticale. I servizi igienici verranno dimensionati per essere fruibili anche dai disabili e si saranno distribuiti regolarmente all’interno dell’edificio.

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Come da indicazioni contenute nelle linee guida allegate al bando di concorso, l’edificio è pensato anche in funzione della realizzazione in tempi diversi dei due lotti funzionali. Il Primo Lotto Funzionale, con dimensioni pari a 3.600 mq distribuite come di seguito descritto:
  • Piano terra: Ingresso reception, Biblioteca dipartimento Scienze della Terra, Archivio, Centrale termica, servizi igienici
  • Piano primo: Amministrazione Centro Ricerche, Sala riunioni, Deposito, Studi di supporto, Laboratori, servizi igienici
  • Piano secondo: Amministrazione Centro Ricerche, Sala riunioni, Deposito, Studi di supporto, Laboratori, servizi igienici

Questa porzione è concentrata all’estremità Est, sul fronte corto, in corrispondenza del futuro edificio asse servizi che metterà in collegamento i blocchi principali presenti nel campus. La porzione in oggetto avrà struttura indipendente e conterrà al suo interno anche i locali tecnici che saranno successivamente a servizio dell’intero fabbricato ma che nel frattempo consentiranno il pieno utilizzo degli ambienti realizzati. Il Secondo Lotto Funzionale avrà dimensioni maggiori, e si concretizzerà nelle due porzioni longitudinali del fabbricato. All’interno troveranno alloggio sia il Dipartimento di Matematica che quello di Scienze della Terra, per una superficie totale di 12.300 mq .

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La distribuzione interna segue l’asse Est-Ovest di orientamento dell’edificio. Gli ambienti si affacciano su corridoi di adeguate dimensioni, lungo i quali si trovano anche gli accessi per i vani scale e gli ascensori. Lungo questi vani si collocano tutte le aperture per l’accesso dall’esterno, in numero adeguato per consentire una rapida evacuazione degli utenti in caso di pericolo. All’interno le corti fungono da area di sosta e transito e di distribuzione degli avventori, mentre il blocco centrale ospiterà il servizio comune di segreteria e portineria. All’esterno dell’edificio il lotto è organizzato nel rispetto delle superfici indicate dal bando, in cui si distinguono porzioni a verde e porzioni occupate da urbanizzazioni primarie carrabili e pedonali. Il fronte sud presenta una piazza pavimentata con listoni in legno a correre, parzialmente inclinata per recuperare il dislivelli di circa 1,5 metri che rappresenta il salto di quota tra il livello stradale e il piano seminterrato. In questo spazio esterno si installano delle grandi fioriere che invitano il fruitore ad accedere verso l’edificio. Anche l’ingresso posto sul lato Ovest si caratterizza da una ampia porzione pedonale pavimentata con dogato ligneo, che prosegue perimetralmente per una larghezza di percorso pari allo sbalzo dei piani superiori. Le aree a verde si concentrano frontalmente e lateralmente per creare delle zone d’ombra lineari che bene si integrano con la quinta rappresentata dall’edificio stesso. L’ampia area destinata a parcheggio si concentra nella porzione a Sud Ovest del lotto, dove una viabilità interna di manovra, adeguatamente dimensionata, consente di accedere alla piazza pedonale per la salita e la discesa dei passeggeri. Gli stalli di parcheggio verranno pavimentati con moduli autobloccanti su letto di sabbia, contribuendo al mantenimento parziale della superficie permeabile complessiva del lotto. L’interno delle corti scoperte e della corte coperta mantiene la stessa tipologia di pavimentazione in legno, contribuendo così all’impiego di materiali naturali.

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L’involucro esterno presenta diverse caratteristiche a seconda dell’esposizione dei singoli fronti. Come richiesto dalle linee guida del bando di concorso, le superfici vetrate sono state limitate al minimo. Ciò nonostante il progetto si caratterizza dal fronte Sud estremamente alleggerito, quindi con grandi superfici trasparenti. Le condizioni di comfort interno sono comunque garantite grazie alla qualità dei componenti impiegati. Si tratta di infissi in alluminio a taglio termico, con sistemi di realizzazione e messa in opera certificati e con impiego di vetri ad alto rendimento energetico-prestazionale, con vetri stratificati di sicurezza, basso-emissivi, con camera d’aria interna ad alta inerzia termica e con ottime prestazioni acustiche. Il tutto al fine di garantire un agevole svolgimento delle funzioni interne e nel pieno rispetto delle tecniche di risparmio energetico che verranno approfondite più avanti nel testo. Le murature esterne presenti su tutti i fronti presentano stratigrafia complessa con isolamento a cappotto in polistirene, blocco in laterizio porizzato, isolante termico in fibra di legno, fodera in cartongesso. Lo strato esterno funge da chiusura verticale per l’intercapedine ventilata ed è realizzato con lastre di pietra naturale (o rigenerata) montate a secco e con sistemi di aggancio invisibili, al fine di costituire un’unica cortina verticale.

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All’interno, l’edificio vede l’impiego di separazioni fisse realizzate con sistemi costruttivi a secco, e non per questo meno restanti dei sistemi tradizionali. I materiali scelti avranno caratteristiche tali da adattarsi anche in ambienti umidi. Inoltre, grazie alla presenza di materiale isolante all’interno dello spessore murario, i divisori garantiscono ottime prestazioni di isolamento termico e acustico, oltre ad un elevato potere di contenimento di eventuali fenomeni di incendio, grazie alle caratteristiche REI. Gli infissi interni saranno in alluminio e con tamponamenti tamburati in materiali riciclati. Questi infissi uniscono una grande resistenza all’usura (necessaria per gli edifici pubblici) e delle ottime risposte in termini di prestazioni generali. Per quanto riguarda, invece, gli infissi per le compartimentazioni antincendio, verranno impiegati elementi simili a quelli precedentemente descritti, ma con materiali e stratigrafie adatte allo scopo. Per le aule studio e tutti gli ambienti che non necessitano di chiusure visive ermetiche verranno adottati sistemi modulari di pareti da ufficio, dal montaggio rapido e con la possibilità di essere reimpiegate sotto altre configurazioni. L’impiego massiccio di elementi prefabbricati o montati a secco riduce notevolmente i tempi di realizzazione dell’opera e facilita gli interventi di manutenzione e sostituzione, oltre a consentire una agevole riconfigurazione delle partizioni e degli ambienti.

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Leco

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