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Castro (Bg) (BG), Italia

Riqualificazione di viale Roma a Castro (Bg)

costruzione parcheggio lungolago
alberto marini, giuseppe morina, studio associato architetti Alberto Marini e Giuseppe Morina, Maurilio Ronchetti

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Nell’elenco annuale dei lavori pubblici per l’anno 2006, variazione, approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 19 del 30.11.2006, è prevista la realizzazione dei lavori di riqualificazione di viale Roma, lotto 2, costruzione parcheggio lungolago, per l’importo complessivo di euro 400.000,00. L’intervento, che riguarda un’area di proprietà pubblica sita nel Comune di Castro, consiste essenzialmente nella realizzazione di un parcheggio, con accesso da viale Roma, nonché di una passeggiata e di un’area a verde attrezzato lungo la sponda lacuale. Più precisamente l’area, posta al margine esterno del centro storico, è compresa tra la Strada Provinciale ex Strada Statale n. 469, viale Roma nella toponomastica comunale, il parco rottami della ditta Lucchini Sidermeccanica S.p.A. e il Lago d’Iseo. L’intervento complessivo prevede la realizzazione di una nuova rotatoria in prossimità della rotonda dei Caduti, da eseguirsi con il lotto 3 dei lavori. Per quest’opera la soluzione prescelta, anche a seguito di una preventiva valutazione informale degli organi tecnici della Provincia, è quella di una rotatoria costituita da una carreggiata a due corsie di m 6, da una fascia sormontabile di m 2 e da un’aiuola centrale di m 4 di raggio, nonché all’esterno da una banchina pavimentata di m

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Il progetto costituisce il secondo lotto dell’intervento di riqualificazione di viale Roma, che nel primo lotto di lavori, ultimati nell’anno 2003, ha riguardato il rifacimento e l’allargamento del marciapiede a margine della ex Strada Statale n. 469. Il terzo lotto prevede la realizzazione della rotatoria stradale lungo la Strada Provinciale, di snodo e di accesso alla nuova area di parcheggio e di verde pubblico. Il progetto esecutivo è conseguente alla determinazione del Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Castro n. 53 del 11.12.2007, con la quale si affidava ai redattori di questo progetto l’incarico per la progettazione esecutiva dei lavori di riqualificazione di viale Roma, lotto 2, costruzione parcheggio lungolago.

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Il programma complessivo dell’intervento, diviso in due lotti funzionali per esigenze di gestione economico-finanziaria, si pone principalmente l’obiettivo di riqualificare una porzione di litorale lacustre, di notevole interesse per le sue potenzialità paesaggistiche e turistiche, valorizzando le risorse ambientali del lago con l’accesso e il riuso della sponda, da decenni inclusa nel perimetro aziendale, e di far fronte al fabbisogno di posti auto a servizio del lungolago e del centro storico, anche in relazione alla presenza delle attività ricettive e terziarie ivi presenti. La realizzazione del parcheggio, della passeggiata e di una vasta area di verde, in parte attrezzata con aree di sosta, restituirà all’uso pubblico una sponda lacuale della lunghezza di circa m 150 che è preclusa dalla recinzione esistente lungo il viale Roma e fino al lago. L’area d’intervento del presente lotto è costituita da una porzione di verde pubblico e di litorale della superficie complessiva di circa m2 4.367, della quale circa m2 2.750 demaniale, quest’ultima espressa in percentuale costituisce circa il 63% della superficie interessata dall’opera. Si evidenzia inoltre che la quasi totalità della superficie non demaniale, destinata alla realizzazione delle nuove infrastrutture, e i manufatti medesimi, sono funzionali al riuso della sponda del lago.

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Il progetto ha analizzato, valutando il profilo funzionale, tecnico e dell’inserimento ambientale, alcune soluzioni alternative. La soluzione prescelta è quella che ridisegna l’area attraverso la creazione di un nuovo parcheggio e la sistemazione a verde pubblico del litorale, attrezzato con percorsi e aree di sosta, prevedendo la riprofilatura della sponda verso lago ed il completamento con attrezzature e con idonee piantumazioni di alberi, arbusti, rampicanti e tappezzanti. I leggeri dislivelli previsti fra l’area adibita a parcheggio e quella a lago costituiscono una reinterpretazione della naturale irregolarità della fascia costiera. I brevi tratti di contenimento del terreno sono lievi alterazioni fuoriuscenti dal piano di campagna realizzate con muretti in calcestruzzo faccia vista, esplicito rimando alle pareti e fratture verticali che costituiscono la principale caratterizzazione geomorfologia del contesto.

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I progetti esecutivi dei lotti 2 e 3 sono aggiornati ai fini del recepimento delle osservazioni e prescrizioni indicate nei pareri espressi dalla Sovrintendenza di Milano, dal Servizio Struttura Territorio della Regione Lombardia, e dalla Provincia di Bergamo nelle relative note o autorizzazioni e nelle conferenze di servizi in data 26 luglio e 6 dicembre 2007. Il lotto 2 dei lavori prevede la parziale demolizione del muro di recinzione fra il viale Roma e l’ex area industriale per la realizzazione del nuovo accesso, con massicciata, sottofondo e pavimentazione in conglomerato bituminoso, con esclusione del sedime esistente. La nuova strada, dotata di adeguate reti tecnologiche, collega i quattro spazi, con pavimentazione in calcestruzzo colorato, sui quali si articola il parcheggio, per complessivi n. 25 posti auto, dei quali uno riservato ai disabili, nonché n. 9 posti per motocicli e biciclette. La modellazione del terreno con misurati scavi e rilevati permette di articolare l’intervento su piani differenziati che possono il tal modo caratterizzarsi attraverso specifiche ed autonome destinazioni funzionali. Il livello del parcheggio, ad una quota di poco inferiore rispetto al piano stradale, è destinato alla circolazione e alla sosta dei veicoli, il livello inferiore, quello della passeggiata lungolago, è destinato esclusivamente ai pedoni ed è prevalentemente posto al piede dei rilevati di terreno. La riprofilatura, con lieve pendenza verso lago, e rinaturalizzazione della sponda è completata con una parziale sistemazione a verde attrezzato e con idonee alberature di cortina. Le opere di sistemazione a verde, meglio illustrate nella tavola di progetto 2.6, comprendono un lungo filare alberato in prossimità della nuova recinzione dell’area, costituito da Quercus Robur e Ostrya Carpinifolia, nonché alberature a cespuglio e ad alberello, raggruppate sul rilevato a lato della strada d’accesso, che definiscono e separano la zona della circolazione veicolare dalla zona di verde pubblico, caratterizzata da specifiche attrezzature e destinazioni funzionali. La nuova recinzione, costituita da pannelli di rete metallica stirata, verrà ricoperta con rampicanti costituiti dall’alternanza di edere in varietà e Ampelopsis (vite del Canada). La scarpata del rilevato che cela il parcheggio verrà completamente coperta dalla piantumazione di Hypericum Calycinum, Rosmarinus Officinalis e Cotoneaster in varietà. La caratterizzazione dell’area a verde pubblico, la collocazione geografica particolarmente ventosa del luogo, la necessità di ridurre al minimo le risorse necessarie per la manutenzione hanno indicato la scelta di essenze prevalentemente autoctone, già presenti nella fascia pedemontana e lacuale. Nell’ambito del progetto è prevista anche la continuazione del marciapiede e la realizzazione di un tratto della recinzione di confine con la proprietà Lucchini, nonché la piantumazione dell’area verde adiacente, la ricollocazione del monumento ai Caduti in idonea piazzola verso lago, e la dotazione impiantistica e illuminotecnica dell’area.

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L’area oggetto dell’intervento nel Piano Regolatore Generale approvato dalla Giunta Regionale della Lombardia con deliberazione n. V/8763 del 7.5.1991 era compresa in parte nella sede stradale esistente, in parte nella zona omogenea F3, spazi pubblici o di uso pubblico attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, soggetta alle prescrizioni di cui all’art. 45 delle norme tecniche di attuazione del P.R.G., e in parte nella zona omogenea F4, aree per parcheggi pubblici o di uso pubblico, soggetta alle prescrizioni di cui all’art. 46 delle n.t.a. del P.R.G.. Per gli effetti della sentenza del T.A.R. per la Lombardia, Sezione staccata di Brescia, n. 879/95 in data 24.3.1995, sul ricorso n. 1332 del 1991 proposto dalla Lovere Sidermeccanica S.p.A., è stato annullato l’azzonamento a standard anzidetto. Il progetto previsto, pertanto, non era compatibile con le previsioni del vigente Piano Regolatore Generale. La non conformità con lo strumento urbanistico è stata superata ricorrendo all’approvazione di una variante al P.R.G., di cui all’art. 2, comma 2, lettera a) della legge regionale 23 giugno 1997, n. 23, adottata con deliberazione del Consiglio Comunale n. 24 del 15.12.2005. L’area oggetto delle modifiche è stata compresa in parte nella sede stradale per la realizzazione della rotatoria progettata e in parte nella zona omogenea F3, spazi pubblici o di uso pubblico attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, soggetta alle prescrizioni di cui all’art. 45 delle norme tecniche di attuazione del P.R.G..

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Per la localizzazione in tale area del previsto parcheggio di servizio viene modificato il citato art. 45 delle n.t.a., al fine di consentire una maggiore integrazione con l’intervento di riqualificazione dello spazio pubblico ed una più adeguata realizzazione dei necessari parcheggi pubblici L’area d’intervento è soggetta a vincolo ambientale apposto ai sensi del decreto ministeriale 15 novembre 1956 (G.U. n. 313 del 13.12.1956) e dell’art. 142, comma 1, lettera b), del codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42), e la funzione amministrativa per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, di cui agli artt. 146 e 159 del codice anzidetto, è esercitata dalla provincia, ai sensi dell’art. 80, comma 3, lettera d), della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12. Dopo la progettazione definitiva sono stati acquisiti formalmente i pareri della Sovrintendenza di Milano, del Servizio Struttura Territorio della Regione Lombardia, della Provincia di Bergamo e dell’Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Bergamo. Non è richiesto il preventivo parere del Comando Provinciale dei VV.F. Il nuovo ordine, la nuova formazione strutturale del territorio, che risponde alle esigenze d’uso dei singoli spazi, di accessibilità, di sosta, di piantumazione, di fruizione, cerca una sintesi tra l’esigenza di un’opportuna rinaturalizzazione della sponda e l’artificialità che inevitabilmente produce la nuova infrastrutturazione del luogo. L’intervento si propone di ricercare una sua autonomia attraverso nuove linee direttrici in grado di determinare segni urbani riconoscibili.

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Il disegno della passeggiata lungolago e delle attrezzature previste si è proposto di offrire varie funzioni pubbliche (sedute, percorsi, vedute) con linee visuali che con scarti laterali, anche di breve lunghezza, e cambi di piano e di pendenza costringano il pedone a muoversi facendo esperienza dell’ambiente nel quale si sta muovendo. L’intervento necessita di autorizzazione paesaggistica ai sensi degli articoli 146 e 159 del codice dei beni culturali e del paesaggio, decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in quanto lo stesso ricade in ambito assoggettato a vincolo paesaggistico ai sensi del decreto ministeriale 15 novembre 1956 (G.U. n. 313 del 13.12.1956) e in base all’art. 142, comma 1, lettera b), del suddetto decreto legislativo. L’area tutelata è il territorio contermine al lago compreso in una fascia di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sul lago. Si precisa inoltre che le opere previste sono di competenza della Provincia di Bergamo ai sensi dell’art. 80, comma 3, lettera d), della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12, “Legge per il governo del territorio”, in quanto da realizzarsi nelle aree di demanio lacuale del lago d’Iseo, indicato nell’allegato A dell’anzidetta legge.

Il presente progetto di trasformazione paesaggistica interferisce con il lago d’Iseo, elemento costitutivo del paesaggio afferente il settore geomorfologico e naturalistico, e con l’insediamento rivierasco, elemento costitutivo del settore antropico, unico sistema insediativo che presenta elementi di vulnerabilità e di rischio cui prestare attenzione. L’intervento è certamente definibile di riqualificazione paesistica, architettonica e di riuso di un litorale compromesso pertanto compatibile di trasformazione. Il progetto prevede la parziale riprofilatura, con lieve pendenza verso lago, della sponda e il sostanziale mantenimento della scogliera esistente al fine di evitare rischi di locali instabilità o erosioni delle sponde, affidando al manufatto della gradinata l’unico approccio diretto e ravvicinato al livello dell’acqua. Si rileva altresì la mancanza di una vegetazione lacustre significativa da tutelare. L’intervento inoltre non altera la percezione della cortina sul lungolago e non rappresenta chiusura del sistema di accessibiltà della sponda, ma anzi favorisce la leggibilità dell’immagine consolidata dell’insediamento rivierasco di Castro.

La nuova alberatura posta in prossimità della recinzione a monte avrà lo scopo di mitigare il notevole impatto della vista dal lago, e dalla sponda opposta, della struttura del parco rottami dell’industria siderurgica retrostante. La valorizzazione del lungolago è realizzata anche mediante il recupero della vegetazione mediterranea di rupe, non ritenendo possibile e giustifica, anche sotto il profilo naturalistico, una rigenerazione della tipica vegetazione lacustre, che non è mai stata presente in tale contesto. Attraverso le nuove percorrenze-scivoli verso lago e la nuova passeggiata si vuole proporre una semplice reinterpretazione del rapporto tra la terra e l’acqua, mutando altresì la fruizione stessa del lago secondo prospettive di approccio all’acqua trasversali alla costa, riproponendo cioè l’originaria relazione tra i sistemi insediativi e l’acqua. Le suddette considerazioni in merito alla compatibilità dell’intervento prospettato trovano riscontro nelle valutazioni, sotto il profilo percettivo, nelle allegate immagini del lungolago dell’inizio del secolo scorso. L’area interessata è in parte già nella disponibilità del Comune di Castro poiché di proprietà del Comune medesimo, per la porzione rimanente è necessario l’ottenimento della concessione demaniale. Il progetto tiene conto della presenza del collettore fognario consortile e del canale di scarico della centrale idroelettrica, evidenziati nell’allegata planimetria delle interferenze, escludendo interventi di modifica che comporterebbero costi difficilmente sostenibili con la spesa complessiva preventivata.

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