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ARBOREA (OR), Italia

TR3AP1U

Riqualificazione Ex Stabilimento Assegnatari Associati Arborea
Samanta Bartocci, Mario Casciu, Francesca Rango, Michele Valentino

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SCHEMA TERRITORIALE

Della storia del luogo almeno due aspetti sono quelli che muovono le riflessioni progettuali.
Il primo riguarda il rapporto del territorio con l’acqua, risultato di una vasta operazione di ingegneria idrau- lica, materializzazione delle idee di popolamento del territorio, e dell’entusiasmo macchinista proprio del secolo scorso. L’altra è il progetto del territorio, visibile a diverse scale, rispondente a una idea di città, di collettività e di sviluppo propria del moderno. Oggi le istanze economiche e sociale sono cambiate, così come i valori di riferimento. La riqualificazione dell’area dell’ Ex Stabilimento Assegnatari Associati Arborea offre un’occasione rilevante per ripensare non solo una parte importante di Arborea, ma anche il sistema territoriale che la supporta.

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SCHEMA TRATTAMENTO ACQUA

Il sistema acqua è ingente centralità, non solo perché è l’elemento ordinatore del territorio, ma anche a causa delle pressioni inquinanti a cui è sottoposto. Il sistema degli spazi pubblici considerati in relazione all’acqua diventa l’occasione di prospettare una strategia non solo per la tutela del territorio, ma anche per nuove economie, prima di tutto quella del turismo. Si propone “una macchina-parco” che possa favorire la pulizia delle acque. Stratificandosi sul palinsensto paesaggistico, questa diventa occasione di risarcimento ambientale dell’area. E’ la macchina parco che al contempo offre servizi ai cittadini e agli abitanti tempora- nei, contribuendo alla costruzione di uno scenario vario, in cui il paesaggio e l’urbano pongono le condizio- ni per attività anche di tipo turistico, museale e culturale. Altra polarità del progetto è la piazza su Corso Italia, costruita proprio sulle macerie degli edifici della pro- duzione, attività che ha tenuto, e tiene insieme la collettività di Arborea. Sicuramente in pieno stile postmo- derno, sostituiamo le funzioni produttive a quelle del leisure e del tempo libero. E’ una tendenza ormai in atto da diversi anni, inarrestabile per alcuni versi. L’operazione che si propone non si nutre,però,di retorica populista di cui il discorso sullo spazio pubblico è oggi intriso. Intendiamo per piazza, una piazza, un luogo dello stare per i cittadini. La piazza ospita le funzioni più pubbliche dell’intervento, i locali del museo e dei servizi e una piccola biblioteca, è adatta a ospitare eventi, sagre, feste che oggi non hanno un luogo adat- to nella cittadina. La piazza colloquia con gli edifici storici, su cui si affaccia.La connessione fra la piazza e il parco avviene attraverso un percorso che ospita una preesistenza conservata nel per le sue peculiarità costruttive.

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Lo spazio pubblico è costruito secondo dei gradienti. La piazza e il parco rappresentano i luoghi all’estremo della scala, mentre il giardino fra le abitazioni è un luogo semi-pubblico dotato di verde infrastrutturato. Arborea ha una grande attenzione al verde, che anche quando di proprietà privata, struttura i percorsi della cittadina. Sia le abitazioni che i perimetri stradali presentano la stessa attenzione. In particolare queste ultime sono state studiate per aver accesso ad uno spazio verde privato, oltre ad uno semi-pubblico. Le residenze sono di tipologie a patio, di diversi tagli dimensionali. Sono stati predisposti appartamenti di piccolo taglio, pensati per residenti temporanei, una piccola foresteria a servizio di personale per l’azienda. Il progetto, in sintesi, si concentra sulla visione interscalare dello spazio pubblico (puntuale e territoriale) per così poter ridefinire il ruolo del lotto oggetto di concorso. Attorno a questo concetto ruota la redefinizio- ne funzionale e programmatica dell’area dell’ Ex Stabilimento Assegnatari Associati Arborea. ......qual è il ruolo????

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Il Parco, la piazza e l’acqua Il parco attraverso il lotto e giunge fino a mare. E’ con- cepito su un asse già strutturato tramite piste ciclabili e camminamenti. Offre al viaggiatore e al curioso uno spaccato dell’organizzazione economica e sociale di Ar- borea. Non è una sovrastruttura ma è la struttura stessa del territorio che mostra se stesso. Agli elementi esistenti si sovrappone un sistema di fitodepurazione che diven- ta pretesto per ridisegnare l’asse con sedute, zone di sosta, giardini. Il parco è la strategia che permette al territorio di rigenerarsi e di tutelarsi. Il sistema potreb- be essere ripetuto sulle diverse direttrici del territorio. Il lotto di progetto risulta centrale in un quest’assetto. L’area viene tagliata da un percorso trasversale che collega alla piazza. Lo spazio aperto offre una visua- le diretta sugli edifici di memoria storica di Arborea.

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Al di sotto dell’asse trasversale scorre una va- sca di raccolta dell’acqua che attraverso il siste- ma delle pendenze e quello del tutto pieno de- fluisce verso il canale di raccolta. Un taglio nella pavimentazione permette l’affioramento dell’acqua solo in determinati periodi dell’anno. Il suo sistema è sotter- raneo, un ingranaggio che permette l’utilizzo dell’acqua per irrigare il verde circostante, e per usi domestici. L’evoluzione dei sistemi di irrigazione utilizzati nella piana di Arborea ed in particolare il passaggio da sistemi ad aspersione a sistemi a pioggia ha contribuito al progressivo abbandono dei canali e ad una drastica diminuzione della qualità delle acque.

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PIANTE PIANO TERRA-PIANO PRIMO

Gli edifici Dell’impianto esistente si conservano tre fabbricati: l’edificio d’angolo su corso Italia, il magazzino su via Torino e quello presente all’interno del lotto. Per questi ultimi si decide la conservazione delle strutture e della tipica copertura a tegole marsigliesi. Questi edifici vengono svuotati dei muri perimetrali e utilizzati come copertura per la sosta o piccoli eventi come mercato o feste di quartiere. La memoria degli altri edifici, quelli sulla piazza, diventa motivo di disegno della sua superficie. Gli allineamenti dei muri demoliti diventano le linee di pendenza della piazza.
Il nuovo impianto si disegna attorno allo spazio della piazza e del giardino parallelo a via Porcella. Gli edifici sulla piazza ospitano funzioni di uso pubblico. Il museo, uffici, sale riunioni, sala degustazione e ristorazione, una sala con- ferenza/auditorium (dimensionata per 350 utenze), dei locali da adibiti a servizi e una piccola biblioteca che potrebbe sopperire la mancanza di spazi adeguati ad Arborea per questa funzione.

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SEZIONI

Ai piani superiori si è prevista una foreste- ria di alloggi di taglio piccolo (dai 30 ai 50 mq) da utilizzare sia per permanenze di collaboratori o soci dell’azienda, o come r1cettivo turistico.
In nuovo asse viario introdotto fra questi edifici e la parte del lotto su via Porcella ospita servizi al piano terra, versatili nel taglio in quanto dimensionati su una griglia modulare (7 m). Sul retro un spazio di verde attrezzato serve le abita- zioni, tutte dotate di garage al pian terreno.

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SEZIONI

Residenze Le tipologie abitative sono dimensionate su un taglio che va dai 75 mq (simplex) ai 90 mq (duplex). Queste ultime,(contrassegnate dalla lettera A sullo schema) hanno la possibilità di ampliamento sino a una superficie complessiva di 135 mq. La tipologia a patio è stata scelta perchè coniuga le esigenze del bando (livello 0 da adibire a servizi o garage) e rispetta il rapporto che l’edificato di Arborea ha con lo spazio verde. La qualità abitativa della cittadina risiede non sono nella qualità degli spazi pubblici, ma anche nella disponibilità di verde privato. Proporre il modello tipologico della palazzina, piuttosto che della semplice schiera bif-amiliare, sembrava negare non solo il carattere del luogo, ma anche quello dell’abitare proprio di questo posto.

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PROSPETTI ABITAZIONI

Considerando, inoltre, l’andamento demografico di Arborea degli ultimi anni, è facile dedurre che la popolazione di Arborea non subirà una crescita espo- nenziale nel immediato futuro. Queste considerazioni hanno portato a predisporre gli alloggi secondo metrature diver- se, pensare alla loro qualità tipologica, alla possibilità di predisporre implementazioni e alloggi temporanei. Le stesse considerazioni hanno guidato la scelta del dimensionamento dei servizi commerciali e dei relativi parcheggi, cercando di evitare lo scenario futuribile tipo “centro commerciale” con alloggi ai piani superiori, parcheggi interrati a servizio dei negozi, non consono al ruolo che il lotto svolge nell’assetto urbano ed extra urbano. Gli edifici ad uso pubblico
L’edificio d’angolo su corso Italia è una pre-esistenza.

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Se ne conserva parte della struttura, apportando modifiche, fra cui il rifacimento della copertura, in modo da permettere una fruizione migliore. Il corpo frontale è un corpo a tutt’all’altezza, con dei ballatoi a primo livello. Dal livello zero tre volumi scultorei (due aule didattiche e il corpo scala) bucano il tetto, in modo da illuminare gli ambienti e da favorire la ventilazione naturale. Al piano superiore trovano alloggio gli uffici, mentre l’ultimo livello, punto privilegiato per la sua altezza, è la zona panoramica con ambienti per la piccola ristorazione e degustazione. Il corpo scala è concepito come spazio espositivo di supporto alle zone del pian terrre- no. Il rivestimento della facciata, così come quello della biblioteca e del lato nord dell’edificio per servizi e foresteria, è composta da una maglia di mattoni sfalzati, tipica delle costruzioni ad uso agricolo, ma già ripresa in architettura da grandi maestri di diverse epoche. Sul gioco dello sfalzamento si basa la differenziazione dei prospetti. In particolare il volume ospitante la biblioteca presenta un maglia di mattoni che sfuma da un reticolo più vuoto ad un volume pieno in cui la cui la luce giunge in modo diffuso dall’alto.

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ASSONOMETRIA MUSEO

Il concetto energetico e sostenibilità.
Il progetto si basa sull’idea di diminuzione di consumo, di riciclaggio, oltre quello di produzione. I sistemi passivi sono utilizzati per la riduzione dei consumi. Gli edifici sono orientati in modo che gli ambienti interni sfruttino la luce solare in modo adeguato, le pendenze dei tetti studiate per ospitare il impianti fotovoltaici integrati, e impianti per il solare- termico. Viene utilizzata la geotermia, si ipotizzano i sistemi di schermatura solare sia integrati agli edifici, sia tramite la vegetazione degli spazi pubblici.

Ere

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma

Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav