copertina
© Marino Borrelli . Pubblicata il 22 Aprile 2005.
RELAZIONE DESCRITTIVA
tavola 1
© Marino Borrelli . Pubblicata il 22 Aprile 2005.
1. OBIETTIVI E CRITERI PRINCIPALI
tavola 2
© Marino Borrelli . Pubblicata il 22 Aprile 2005.
1.1 Creare una cittadella nella natura
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© Marino Borrelli . Pubblicata il 22 Aprile 2005.
E’ questa una campagna che si sta trasformando in un nuovo sistema di centralita’ per il territorio, destinata ad accogliere spazi per il commercio, lo sport, le direzionalita’ e lo studio. E’ una trasformazione che deve avvenire mettendo in valore la qualita’ dei luoghi: la persistente sostanza della loro natura. Sara’ quindi una cittadella degli studi perché affermera’ con la sua organizzazione architettonica, un peculiare ed equilibrato modo di combinare una idea urbana con la natura: evitando sia accentuate disarticolazioni degli edifici, sia un loro eccessivo protagonismo.
tavola 4
© Marino Borrelli . Pubblicata il 22 Aprile 2005.
1.2 Usare le costruzioni per realizzare luoghi significativi
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© Marino Borrelli . Pubblicata il 22 Aprile 2005.
L’insediamento delle scuole deve rendere riconoscibile il realizzarsi di una idea urbana – è una cittadella degli studi -, e la costruzione di un grande nuovo luogo pubblico tra citta’ e campagna è, infatti anche un campus scolastico, cioè un campo come parte preziosa di terreno intorno al quale e attraverso il quale si mettono in relazione gli edifici delle scuole e soprattutto la vita della popolazione che le frequentera’. Il campus quindi si articolera’ come un continuo dialogo tra parti edificate e parti libere che consentano di riconoscere l’identita’ di un sistema di luoghi diversi.
prospettiva
© Marino Borrelli . Pubblicata il 22 Aprile 2005.
1.3 Rendere chiare e leggibili le relazioni spaziali tra le diverse parti
E’ opportuno utilizzare un principio insediativo unitario, riconoscibile in una chiara geometria di fondazione il cui orientamento si basa su due elementi: il tracciato dell’agrumeto esistente, e l’asse principale disposto nella direzione collina-mare. L’evidenza della geometria insediativa consente di cogliere la ricchezza delle variazioni delle diverse tipologie e categorie di spazi. Si tratta di organismi pensati in rapporto alla percorrenza e alla protezione dal sole e dal vento, dove divengono determinanti le sequenze di gallerie, porticati, patii, integrati e differenziati dal disegno del suolo e del paesaggio.
1.4 Realizzare un insieme complesso di elementi semplici
La ricchezza e la complessita’ delle diverse situazioni spaziali non deve nascere dall’accentuazione costosa di forti articolazioni della costruzione, ma da un calibrato congegno di relazione con i percorsi e gli spazi aperti. Il progetto utilizza quindi, a partire dalla tradizione insediativi di questi luoghi, dispositivi architettonici chiari e semplici in una edificazione distesa, nella stessa tonalita’ dimensionale e percettiva del paesaggio esistente: un esteso agrumeto come ordinata e iterata coltivazione dello spazio .
Le scuole fanno parte di un sistema fortemente integrato e unitario, ma ciascuna possiede insieme alla propria identita’ una completa autonomia funzionale, e una precisa e ben delimitata area di pertinenza.
1.5 Caratterizzare gli elementi della Cittadella che si relazionano alla citta’ esterna.
Le scuole formano un settore prevalentemente protetto e in qualche misura introverso. Ma il sistema differenziato degli spazi aperti, e delle attrezzature comuni la palestra, l’auditorium, e alcuni specifici ambienti delle singole scuole, come il ristorante della scuola alberghiera o le biblioteche, sono pensati e collocati nel dispositivo dell’impianto in modo da consentire, in determinati orari, di essere utilizzati anche dall’esterno. Questi elementi devono anche essere caratterizzati sia dal punto di vista funzionale che architettonico.
1.6 Possibilita’ di guidare e modificare il progetto
Il progetto è pensato secondo una generale griglia modulare che facilita sia in fase di progetto che di realizzazione possibili diverse ipotesi alternative. La ampliabilita’ è consentita da serbatoi di superfici di pertinenza delle diverse scuole che potranno consentire, in modi e tempi differenziati, di arricchire le dotazioni per le diverse necessita’. La flessibilita’ è assicurata dalla combinazione della modularita’ strutturale con quella distributiva ed impiantistica.
1.6 Progettare gli edifici secondo criteri bioclimatici
Il campus si inserisce nella natura non solo visivamente, ma anche nel modo di funzionare . Quindi rispetto degli orientamenti opportuni e delle diverse caratteristiche delle pareti in funzione del rapporto con il sole e il vento. Si prevedono differenti tipi di sistemi di facciata per ottenere buone condizioni di accumulo termico per il recupero di calore nelle ore notturne, ovvero a rapida cessione di calore. Le alberature esistenti e dalle aree a verde sono opportunamente utilizzate per aumentare le condizioni di ombreggiatura dei lati più soggetti all’insolazione. Le parti vetrate, come gli atrii, sono trattate in modo di funzionare come serra con accumulo di calore nei mesi freddi e come camera di ventilazione in quelli caldi.
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