Copertina
© Marino Borrelli . Pubblicata il 26 Aprile 2005.
1. OBIETTIVI E CRITERI
Tavola 1
© Marino Borrelli . Pubblicata il 26 Aprile 2005.
1.1 Un uso strategico dell’area per costruire e rendere riconoscibile una nuova centralità urbana : da terreno in abbandono, separato e circoscritto, a struttura complessa e percorribile offerta all’intera città in un rapporto esplicito e percepibile con la dimensione del territorio la grande viabilità sulla Fiumara Calopinace, la sua possente murazione e con il vivo tessuto urbano intorno a via S.Giorgio e via Boschicello. Da fabbrica dismessa a produttiva “fabbrica delle idee” per la città e il suo territorio.
tavola 2
© Marino Borrelli . Pubblicata il 26 Aprile 2005.
1.2 La realizzazione di un nuovo luogo pubblico. La piazza dell’arte è la spina dell’intero complesso, che consente di accedere all’area sia da nord che da sud. E’ un ampio spazio aperto, coperto e porticato che si mette in relazione con la Fiumara, annunciando con evidenza, attraverso una scritta area luminosa, la nuova presenza di istituzioni di elevato grado collettivo. La parte coperta contiene il Teatro/Auditorium, il Museo degli Strumenti e la Sala delle Esposizioni, consentendone una utilizzazione allargata alla intera comunità.
Tavola 3
© Marino Borrelli . Pubblicata il 26 Aprile 2005.
1.3 Il ruolo e il significato urbano dell’intervento, in un contesto contrassegnato da una grande frammentarietà, richiede la definizione di un sistema insediativo fortemente unitario, ma capace, nello stesso tempo, di conferire piena autonomia e identità alle diverse parti. Si tratta di una doppia sequenza di elementi a corte disposti ai due lati della piazza e attraversati, ciascuno, da un corpo trasversale su tre livelli contenente gli atrii e i principali episodi del connettivo. I due corpi si “affacciano” sulla murazione, che funge da protezione acustica, testimoniando della presenza dei due complessi e misurandone le parti pubbliche.
Tavola 4
© Marino Borrelli . Pubblicata il 26 Aprile 2005.
1.4 Il sistema delle corti consente una regia degli spazi aperti che permette diversi trattamenti del suolo e diverse utilizzazioni legate alla specificità di ogni parte. Dalle più private corti interne, ad uso degli studenti, per il Conservatorio e per l’Accademia, alle aree più fruibili della piazza trasversale con la grande gradonata, utilizzabile per manifestazioni all’aperto, fino alla estesa alberata che, partendo dalla Chiesa, filtra il rapporto tra la Città dell’Arte e via del Boschicello.
Tavola 5
© Marino Borrelli . Pubblicata il 26 Aprile 2005.
1.5 Ampliabilità e Flessibilità. Per ogni complesso è disponibile un’area di ampliamento coerente con la generale organizzazione degli spazi : a nord ovest per il Conservatorio, a sud est per l’Accademia. La flessibilità è assicurata dalla combinazione della modularità strutturale con quella distributiva: la concentrazione delle destinazioni speciali e dei nodi del connettivo nel corpo trasversale “libera” le altre parti alle possibili variazioni d’uso.
Interno
© Marino Borrelli . Pubblicata il 26 Aprile 2005.
1.6 Accessibilità. Viene proposta una soluzione articolata del sistema degli accessi, che, garantendo la massima sicurezza, possa funzionare con diverse modalità sia per quanto riguarda il rapporto con le scelte per il trasporto pubblico -eventuale fermata sulla strada Fiumara o da via Boschicello e San Giorgio Extra – sia per i percorsi pedonali e i diversi accessi carrabili: per il Conservatorio da via S.Giorgio, per l’Accademia da via Boschicello.
1.7 La costruzione e l’immagine. Il tema affrontato è quello della unitarietà e della variazione: unitarietà espressa dal trattamento delle superfici in pietra grigia, segnate orizzontalmente in continuità da marcapiani chiari che sorreggono il ritmo variato delle bucature verticali cui conferisce un ulteriore valenza di variazione il sistema dei pannelli in grigliato di legno per la protezione dal sole. L’alternanza di vuoti e pieni tra costruito e corti si conclude nel grande episodio della piazza coperta in struttura metallica in dialogo con la murazione e la città.
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