vista dal parco
© Daniele Durante studiobv36 . Pubblicata il 29 Novembre 2011.
1. Modello insediativo e morfologico Il lotto si trova all’intersezione tra due diverse parti di città: da una parte la città a blocchi, fortemente caratterizzante il tessuto edilizio della nuova Frosinone, dall’altra l’area verde del parco della Villa Comunale; da una parte l’esigenza di completare il tessuto urbano, dall’altra la necessità di proseguire l’habitat ecologico che dalla Villa arriva a via Giacomo De Matthaeis e quindi via Aldo Moro.
sketch
© Daniele Durante studiobv36 . Pubblicata il 29 Novembre 2011.
Tra queste due complementari istanze urbane il progetto ha cercato un nuovo ed ibrido equilibrio tra i modelli consolidati e l’idea di città ad essa sottesa: da una parte la città come tessuto omogeneo di blocchi, e dunque l’isolato come cellula che densifica ed ottimizza l’uso del suolo, come componente discreta e sostanzialmente autonoma; dall’altra l’utilizzo più rarefatto e aperto del territorio, con una compenetrazione attiva del verde negli spazi collettivi.
planimetria generale
© Daniele Durante studiobv36 . Pubblicata il 29 Novembre 2011.
Si valorizza così il carattere discreto e differente dei singoli edifici e dello spazio pubblico da essi definito, dando valore all’individuo e al suo movimento nella città.
vista aerea
© Daniele Durante studiobv36 . Pubblicata il 29 Novembre 2011.
Il blocco è il punto di partenza, capace di massimizzare il rapporto tra superficie e costruito e di dare continuità alla forma della città; piegandolo sugli allineamenti urbani, aprendolo verso la città, si è trasformato l’isolato da oggetto chiuso, totalmente auto-riferito e risolto in se stesso, a una sequenza di 3 edifici discreti, di diverse lunghezze e con diversi ruoli, sia urbani che spaziali e funzionali. Il progetto lavora dunque su un doppio livello: da una parte cerca una continuità nella forma urbana, dall’altra definisce un elemento di discontinuità capace di innescare nel tessuto esistente una nuova intensità e nuove relazioni.
vista della piazza
© Daniele Durante studiobv36 . Pubblicata il 29 Novembre 2011.
Nell’impostazione dei 3 blocchi edilizi, organizzati sulle coperture a verde del sistema commerciale, non vi sono gerarchie prestabilite, anzi è il vuoto che innerva il pieno, lo apre, lo seziona, lo trasforma.
vista della via commerciale
© Daniele Durante studiobv36 . Pubblicata il 29 Novembre 2011.
Il piano terra, ed in qualche caso anche il piano verde delle coperture del sistema commerciale, sono stati pensati come un vero e proprio spazio pubblico, uno spazio urbano, continuo, capace non solo di coagulare e di rappresentare gli abitanti dell’insediamento, ma di essere esso stesso attrattore per la porzione limitrofa di città. Lo spazio pubblico è il luogo della collettività, una collettività allargata.
2. Strategie di intervento e obiettivi programmatici A livello programmatico il progetto dunque definisce le seguenti invarianti:
_ a livello insediativo persegue la re-interpretazione dello schema a blocco in continuità con la forma urbana della città;
_ a livello urbano il progetto si pone in continuità con il disegno del tessuto circostante, definisce corridoi visivi e d’uso in continuità con le direzioni della città;
_ a livello morfologico il progetto è costituito da due sistemi sovrapposti, il pattern continuo del sistema commerciale al piano della città e i corpi lineari residenziali di profondità costante ai livelli superiori;
_ a livello del suolo definisce un insieme di spazi, un sistema unitario di passaggi, vera e propria sequenza di spazi pubblici diversi per identità ed uso; accessibile, aperto e attraversabile, in continuità con lo spazio della città;
_ a livello di mix funzionale il progetto lavora per layer secondo il principio della sovrapposizione e non dell’accostamento: un basamento di un livello che ospita le attività commerciali, caratterizzato da un movimento ascendente dalla Villa verso via De Matthaeis, attraverso la piegatura del piano base; uno “strato” di vuoto ospita uno spazio semi-pubblico destinato alla residenza; ad esso sovrapposti infine i 3 edifici delle residenze dialogano con gli edifici più densi dell’intorno;
_ a livello del costruito il progetto genera densità: il suolo sottratto viene restituito sulle coperture degli edifici a diversi livelli;
_ infine il progetto definisce un habitat ecologico, un modo d’uso del suolo e dello spazio; la natura entra nel costruito, ne permea vuoti e superfici.
All’interno di queste direttrici strategiche e programmatiche di sviluppo il progetto, grazie anche alla omogeneità della profondità dei corpi di fabbrica, consente flessibilità nei seguenti aspetti:
_ il disegno stesso del costruito e dei relativi cluster potrebbe essere diversamente articolato, fermo restando il principio insediativo e la morfologia del tessuto;
_ la configurazione formale degli edifici sospesi e delle facciate, pattern neutrale è passibile di diversa articolazione e definizione;
_ la matrice degli alloggi, la definizione funzionale del sistema dei servizi privati a terra potranno essere definiti a seconda delle esigenze del mercato, fermo restando il principio della sovrapposizione verticale e dell’articolazione degli spazi residenziali in elevazione
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