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SAPPADA (BL), Italia

Concorso di idee per la realizzazione di un centro polifunzionale

Doriano Lucchesini, Isabella TORNIAI , Carlotta FERRARI

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assonometria

Premessa Il progetto ha come obiettivo guida il tema del legame con le preesistenze. Le specificità del luogo, i segni, la tradizione, gli elementi di identità, costituiscono gli argomenti sui quali fondare la progettazione. Il disegno del tessuto urbano mostra l’evoluzione del borgo che segue il principio di aggregazione delle case singole, sparse, di volumi avvicinati tra di loro senza fondersi e senza modificarsi significativamente; anche quando le funzioni sono diventate più complesse, il volume coperto con due spioventi è stato utilizzato per la casa familiare e i suoi annessi, ingrandito è diventato la casa comunale e con l’accostamento del campanile è diventato chiesa. Oggi, nella condizione urbana contemporanea, lo stesso volume accoglie le funzioni commerciali al livello terreno e quelle residenziali ai livelli superiori; quando diventa una struttura per funzioni specialistiche quali albergo, ristorante, posta, ecc, continua a rimanere un blocco senza subire modifiche volumetriche significative. A differenza delle regioni più centrali, ma anche nei borghi della pianura, il blocco edilizio mantiene le proprie forme senza subire trasformazioni, questa sagoma costituisce la unità minima della aggregazione urbana e diventa elemento base del complesso di volumi del nuovo centro.

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assonometria

I temi del progetto Le geometrie del sito. Il disegno del tessuto urbano circostante costituisce il primo input progettuale per la realizzazione del disegno del centro polifunzionale. Gli edifici limitrofi sono costituiti da blocchi rettangolari delle dimensioni di circa 10×12 mt di lato, hanno 2-3 piani fuori terra e sono posti ad una distanza tra di loro all’incirca di 5-7 mt. Mentre per quanto riguarda il numero dei piani sono state seguite le indicazioni fornite dal bando, articolando il centro su 4 livelli, la scelta dell’impianto è stata dettata dalla volontà di inserire il centro in continuità con il disegno urbano preesistente. Nel paese fatto di case isolate, di volumi tra loro distinti, l’inserimento di un edificio costituito da un unico grande blocco, date le superfici richieste dal bando, sarebbe risultato una forzatura sproporzionata rispetto al tessuto esistente. L’impianto del centro è stato quindi pensato secondo la logica dell’aggregazione di piccoli volumi ravvicinati. Seguendo questo principio il primo problema riscontrato è stato quello della dimensione della pianta, poiché le funzioni richiedevano una continuità, per funzioni omogenee disposte a piano, che la misura dei sedimi di blocchi singoli non poteva assicurare. La soluzione è stata trovata nel tema del collegamento vetrato con corpi staccati dotati di propria identità.

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schizzi e bozze

Gli edifici limitrofi costituiscono inoltre l’input delle geometrie generatrici dei colmi delle coperture. Il tradizionale tetto a capanna, tipico delle case di montagna, viene traslato seguendo le linee dei profili delle case adiacenti: il semplice gesto della rotazione della linea del colmo secondo queste linearità crea automaticamente delle coperture dalle geometrie più complesse. Il rivestimento come significante. Come già accennato l’intento del progetto è quello di creare un aggregazione di corpi di fabbrica apparentemente disuniti collegati da percorsi trasparenti, per integrarsi al meglio con l’abitato circostante, caratterizzato da unità indipendenti ad omogeneità volumetrica ma distinzione connotativa. Pertanto, per dare maggior rilievo alla specificità dei singoli volumi aggregati, sono stati scelti diversi tipi di rivestimento delle facciate. Per i due blocchi prospicienti Via Milpa, a carattere maggiormente pubblico e di utilizzo per l’intera collettività, proponiamo un involucro in lamine di acciaio cor-ten, legno e vetro in modo tale da attribuirgli maggiore risalto e visibilità. I due corpi retrostanti nella parte nord, che racchiudono le camere e le aule della scuola materna, hanno una dimensione più raccolta e conseguentemente sono stati progettati come nudi volumi di cemento. Il blocco centrale, che assume una funzione di collegamento tra i due blocchi a sud e i due blocchi a nord, si distingue per un rivestimento in legno. Inoltre ad ogni blocco si ritrova la stratificazione delle funzioni descritta dalla sovrapposizione delle soluzioni di chiusure utilizzate. Ad esempio nel prospetto est ritroviamo la parte basamentale in pietra locale che racchiude l’autorimessa, al secondo livello una grande vetrata indica la presenza della grande sala polifunzionale per gli anziani, al terzo livello sono alternate pareti cieche in cor-ten e vetrate protette da brise soleil in legno per i dormitori dei bambini, mentre all’ultimo livello parte del prospetto è caratterizzato dalla vetrata della sala pubblica e parte è chiuso da una parete in cor-ten da cui emergono i bovindi delle camere. Il recupero del linguaggio tipico dello stile alpino vernacolare si ritrova nella trama della vetrata del campo da bocce, in cui il telaio delle finestre è stato disegnato riproducendo le geometrie di alcune decorazioni delle facciate di case nordiche. Così come la presenza di corpi aggettanti e superfetazioni che si agganciano ai volumi degli edifici, quali la scala, la sala sosta del 118 e i bovindi delle camere, rappresentano una trasposizione secondo l’estetica contemporanea e rispondente alle funzioni ospitate dall’edificio del linguaggio compositivo della tradizione. Il dialogo tra gli spazi interni e l’ ambiente circostante. In ogni livello sono stati disegnati degli spazi verdi di diversa dimensione a seconda delle funzioni e delle possibilità lasciate dal sedime dei blocchi. Un piccolo giardino alberato a livello dell’autorimessa, una terrazza verde a livello degli anziani, il parco attrezzato con i giochi per i bambini della scuola materna ed il tetto giardino all’ultimo livello. Questi spazi verdi costituiscono degli angoli di svago e quando non fruibili direttamente, possono essere osservati dalle aperture dell’edificio, in modo tale da garantire un rapporto visivo con lo spazio esterno.

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prospetti

Poichè il sito è di montagna, con grandi visuali sul paesaggio e rigidità di clima, la finestra è pensata come un rito di osservazione dell’intorno: in alcuni casi le aperture sono dei veri e propri punti di osservazione, dei tagli nei blocchi a diverse altezze per consentire agli sguardi dei fruitori di osservare le montagne, gli alberi del giardino o il paesaggio circostante; al livello delle camere le aperture diventano luoghi dove ci si possa anche sedere, contemplando il panorama ed estendendo la dimensione esterna.

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Ere

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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