dettaglio
© Donatella Basilio . Pubblicata il 01 Dicembre 2011.
Si tratta di una costruzione di tipo rurale ad uso abitativo di tipologia e forma molto diffusa nella zona dell’Oltrepo. E’ questa una architettura “minore” una architettura contadina di solito anonima che procede per tipi “consacrati” e impliciti che vengono trasmessi attraverso il sapere tradizionale di costruttori, artigiani, rispetto di regolamenti semplici e il consenso su disposizioni correnti, confini di proprietà.
interno
© Donatella Basilio . Pubblicata il 01 Dicembre 2011.
La casa, a due piani fuori terra e realizzata secondo il sistema costruttivo tradizionale con spesse pareti in pietra, finestre di piccole dimensioni, un solaio a doppia orditura in legno, un tetto a falde con coppi e con un bel cornicione in mattoni, ha una disposizione degli spazi interni rispettosa della tipologia a cui appartiene: la zona domestica con la camera e la cucina è organizzata in verticale, al piano terra un unico spazio, nel quale venivano svolte tutte le attività quotidiane, al piano superiore, invece, un singolo ambiente, collegato con una ripida scala di legno, era il luogo del riposo. Comunque la vita si svolgeva in locali dai confini labili e promiscui. Il bagno era esterno, come era abitudine nelle case povere del passato. L’abitazione così disposta ha una superficie totale di 36 mq. L’accesso al fabbricato avviene dal piccolo spiazzo lungo la strada per mezzo di uno zoccolo in mattoni che fa da basamento al fronte. La quota interna di pavimento è a + 69 cm rispetto alla strada e a – 20 cm dalla quota della corte interna di proprietà, nella quale si entra attraverso una sezione inclinata del terreno.
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© Donatella Basilio . Pubblicata il 01 Dicembre 2011.
Lo stato di conservazione è cattivo, poiché sono presenti fenomeni generali di degrado e di dissesto. L’edificio è ormai disabitato da lungo tempo e lasciato in balia delle aggressioni di ogni genere. La casa oggi, infatti, mostra dissesti alla struttura: il solaio in legno è recentemente crollato, la scala in legno è andata perduta e una profonda lesione nel muro a sud denuncia uno stato di decadimento avanzato dell’intera fabbrica e la necessità di intervenire per tempo. Il progetto, come si configura nelle tavole già in possesso dall’ufficio tecnico, si muove nel rispetto del sistema costruttivo tradizionale e della tipologia edilizia della casa rurale disposta verticalmente.
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© Donatella Basilio . Pubblicata il 01 Dicembre 2011.
Il progetto, senza mutare destinazione d’uso, volumetrie e organizzazione degli spazi interni, ripristina la stato originario e assume le condizioni di abitabilità della struttura esistente adattandola al modo di abitare di oggi nel rispetto della normativa in vigore. Così il piano terra rimane un unico locale che ospita cucina in nicchia e zona giorno e dove viene prevista soltanto l’integrazione, all’interno della volumetria esistente, del locale bagno, per rispondere alla normativa igienico-sanitaria; allo stesso modo, ripristinando il solaio, anche il primo piano rimane un unico ambiente dove viene collocata la zona notte. Un nuovo solaio in legno sostituisce il vecchio crollato, la sua superficie viene ridotta: dai 16.57 mq raggiunge gli 11.86 mq, di cui 5.46 mq sono corridoio e 6.40 mq sono il soppalco della zona giorno. Viene ricostruita la scala in legno mancante e i tavolati interni saranno in mattone forato sp. 8 cm. L’orditura lignea del tetto viene sabbiata e ripulita conservando le travi esistenti e il manto di copertura in coppi subisce un intervento di pulitura e coibentato. Le facciate, nelle quali e avvenuto il distacco dell’intonaco dalla parete lasciando a vista la sottostante muratura, vengono pulite, consolidate e conservate. Il problema della lesione in facciata sarà risolto con un intervento di tipo cuci-scuci e con due catene che andranno a legare trasversalmente il fabbricato. I serramenti vengono sostituiti con nuovi in legno dotati di vetro-camera. Gli scarichi di fognatura si allacceranno alla rete esistente nel cortile di proprietà gia collegata a quella comunale. Per quanto concerne l’impianto idrico si farà l’allacciamento all’acquedotto comunale. Modifica dell’impianto elettrico gia esistente.
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© Donatella Basilio . Pubblicata il 01 Dicembre 2011.
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