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Lugano, Switzerland

Centro Congressuale ed Espositivo Campo Marzio

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Le scelte urbane

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La posizione strategica ed il valore che si intende attribuire anche sotto l’aspetto urbanistico all’area oggetto del concorso comportano la necessità di porre particolare attenzione alla definizione delle gerarchie urbane che si determinano sul perimetro dell’area stessa.

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La coincidenza dei flussi di traffico più importanti con le emergenze naturali più significative, il viale alberato a sud e il fiume Cassarate ad ovest, determina automaticamente il riconoscimento di questi margini come interfaccia “pubblica” tra le funzioni da insediare e la città di Lugano.

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Il progetto proposto quindi, nel definire il rapporto con la città, opera semplici ma sostanziali scelte, che sono sintetizzabili nei seguenti punti:

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1. il “superisolato”, l’edificio alto, e la città

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Per determinare un punto di discontinuità con il tessuto urbano di Lugano, e quindi al fine di evidenziare l’importanza delle funzioni insediate, si è pensato di utilizzare quasi interamente la superficie a disposizione.

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Questa scelta, da un lato ha comportato la definizione di una massa edilizia articolata ma insieme omogenea, capace così di farsi riconoscere come un unico elemento “fuoriscala”, che, in quanto tale le conferisce implicitamente un ruolo urbano, dall’altro lato ha permesso di contenere le altezze fuoriterra dei volumi più grandi e di lasciare il solo albergo come elemento svettante, che può costituire un nuovo punto di riferimento per la città.

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In questo modo l’intervento proposto si propone di essere discreto e rispettoso sia del contesto più prossimo che del paesaggio nel suo insieme, senza tuttavia rinunciare a cogliere l’opportunità di riassegnare a Campo Marzio quel valore di centralità che esercitava un tempo ospitando funzioni anche differenti ma caratterizzanti.

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2. il “foyer” come galleria urbana

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Il lungo foyer lungo il fronte sud è l’ossatura del progetto sia per quanto riguarda il diagramma delle funzioni e dei percorsi, sia sotto il profilo compositivo, divenendo innanzi tutto un “luogo urbano” che accompagna e definisce lo sfondo del monumentale viale alberato di via Castagnola.

Esso costituisce l’elemento che disciplina tutti gli accessi protetti agli spazi più significativi, si configura esso stesso come un architettura “viva ed abitata” contenente le funzioni che presuppongono un contatto più diretto con il pubblico, e infine tramite l’articolazione volumetrica del suo fronte ovest caratterizza il punto di interfaccia privilegiato con la città.

3. il “fronte tecnico” e il paesaggio sullo sfondo

Il margine nord dell’area è stato destinato ad ospitare tutte gli elementi che sono legati propriamente al funzionamento delle attività previste. Esso è caratterizzato in larga misura dalla presenza di un sistema di rampe carrabili che regolano gli accessi alle autorimesse interrate, ai depositi e ai retri dei padiglioni.

E’ importante sottolineare che tale articolazione di rampe, unitamente alla configurazione architettonica dei padiglioni (la piegatura verso l’alto che consente dall’interno di “aprire” delle finestre sulle montagne circostanti) definisce un vero e proprio fronte architettonico e non il retro dei fronti che ospitano funzioni più nobili.

L’arretramento significativo delle aree dedicate alla movimentazione veicolare rispetto al bordo dell’area, consente di rendere tali attività meno invasive nei confronti delle residenze adiacenti.

La configurazione planimetrica dei padiglioni, che presenta una piegatura verso il lato ovest, ha invece il compito di raccordare gli interstizi tra i padiglioni con il tessuto residenziale retrostante.

L’architettura e le funzioni

Sulla scorta dell’analisi di precedenti realizzazioni di complessi polifunzionali analoghi, e coerentemente alla scelte urbanistiche sopra illustrate, la soluzione planimetrica adottata è molto vicino al diagramma funzionale “a pettine”, che oltre ad avere una tradizione tipologica secolare è considerato tra i più efficienti per strutture complesse come questa. Esso consente di ottenere una maggiore chiarezza distributiva, maggiore economicità di costruzione e di esercizio, e soprattutto una maggiore flessibilità di utilizzo.

Chiarezza distributiva

Uno dei problemi più tipici dei complessi polifunzionali, è costituito, date le dimensioni volumetriche in gioco, dalla difficoltà di orientamento, e più in particolare dalla difficoltà di individuare facilmente i luoghi da raggiungere o le vie di uscita.

Nel nostro progetto, anche in virtù della possibilità di avere sempre la percezione dell’esterno attraverso i grandi fronti vetrati del foyer, questo problema è superato grazie alla chiarezza tipologica, poiché riporta il visitatore ad un utilizzo dello spazio simile a quello della strada urbana, cui è abituato da sempre.

La distribuzione “a pettine” è continua fino al piano terreno dell’albergo, luogo in cui lo schema distributivo cambia radicalmente, sdoppiandosi per dare accesso ai numerosi piani superiori. Da una parte si sviluppa una coppia di elementi verticali (ascensori e scale) che danno accesso ai piani del corpo alto, dall’altra un sistema puntiforme di risalite (due soli livelli ulteriori) che disciplina gli accessi alle stanze con tipologia a patio. Ogni stanza è costituita da un piccolo volume autonomo che affaccia su un patio di sua esclusiva pertinenza e senza interferenze visive.

La previsione di due tipologie di stanze (tradizionali con affaccio sul lago nel corpo alto e singole unità con patio pertinenziale nel corpo basso), in un albergo che lega in buona parte la sua attività agli aventi fieristici, garantisce maggiore flessibilità di utilizzo, e insieme costituisce una maggiore possibilità di differenziazione dell’offerta consentendo una maggiore caratterizzazione di alcuni ambienti.

Il progetto inoltre prevede due soli piani interrati, che si estendono sotto tutta la superficie coperta. Essi, grazie al sistema di rampe di ingresso sopra accennato, possono essere compartimentati per aree omogenee. Ogni padiglione quindi, in corrispondenza della porzione di parcheggio ad esso sottostante, può avere una quota di posti auto ad uso esclusivo. Ciò consente una possibilità di utilizzo indipendentemente da tutti gli altri.

Una particolare attenzione è stata inoltre posta nel raggruppare gli elementi tecnici (gruppi scale- ascensori, depositi, ecc.), così da garantire una efficiente e razionale divisione tra spazi serventi e spazi serviti.

Pavilion

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