Tavola 1
© Leonardo Maddalena . Pubblicata il 03 Dicembre 2011.
Sis Felix! Questo è ciò che il nostro progetto augura a chi arriva all’Esquilino: visitatore, turista o abitante che sia… È evidente il richiamo all’antica via Felice di Sisto V ma soprattutto alla gioia, all’allegria e alla convivialità che nascono dall’ospitalità e dall’accoglienza di questo luogo-simbolo, porta della città, caratterizzato dalle differenze e dalla varietà etnico-culturale.
Vista a volo d'uccello sulla "via Felice"
© Leonardo Maddalena . Pubblicata il 03 Dicembre 2011.
Il concept alla base del progetto parte dall’individuazione dell’asse centrale del Rione, la strada che congiunge S. Maria Maggiore a S. Croce in Gerusalemme, tagliando a metà Piazza Vittorio: l’antica via Felice. Questo diventerà il luogo centrale del quartiere, spazio di accoglienza e di ritrovo, di svago e divertimento, di passaggio preferenziale sia per gli abitanti che vogliono raggiungere i servizi di quartiere, sia per i turisti, in quanto collegamento di due polarità religiose e storico-artistiche. L’asse sarà un percorso prevalentemente ciclo-pedonale, fatto di spazi accessibili e condivisi, con una corsia carrabile limitata ai mezzi pubblici, ai residenti e al carico/scarico delle merci per le attività commerciali.
La "via Felice" verso S. Croce in Gerusalemme
© Leonardo Maddalena . Pubblicata il 03 Dicembre 2011.
In ciascun tratto esso sarà tematizzato da elementi che ne caratterizzeranno l’uso da parte di un target specifico: giochi e verde per i più piccoli, piste di pattinaggio e skateboard per i ragazzi, panchine e luoghi di attesa attrezzati davanti alle scuole, chioschi di accoglienza turistica, ecc.
Tavola 2
© Leonardo Maddalena . Pubblicata il 03 Dicembre 2011.
Parallelo alla via Felice e tangente alla Stazione Termini, via Giolitti rappresenterà il secondo asse: una “passeggiata” ciclo-pedonale nella storia dell’architettura, ininterrotta dal traffico, circondata da bassa vegetazione, per consentire la fruizione ottimale dei monumenti. Partendo da Porta Maggiore e dalla Basilica ipogea che vi sorge a pochi passi, affiancherà il tempio di Minerva Medica (del IV sec. d. C.), la chiesa di S. Bibiana, di origine paleocristiana e restaurata dal Bernini, il teatro Ambra Iovinelli, unico esempio di teatro in stile liberty a Roma, una porzione dell’Acquedotto romano dell’Acqua Julia, fino ad arrivare a Termini con la sua architettura razionalista e a ricreare uno spazio che richiami le atmosfere metafisiche di un quadro di De Chirico.
Sistemazione dell'area della Minerva Medica
© Leonardo Maddalena . Pubblicata il 03 Dicembre 2011.
Un nodo particolare lungo questa passeggiata è il tempio di Minerva Medica. Il progetto ne prevede un’attenta lettura, l’eliminazione del degrado e dei dissesti localizzati, una serie di interventi che ne conservino il valore documentale e ne consentano la corretta fruizione: scavi nell’area occupata dalla strada, che riportino alla luce le esedre che completano la pianta centrale, il miglioramento delle strade adiacenti con la creazione di un’area pedonale e la valorizzazione dell’ingresso originario del ninfeo.
Sezione dell'area del Tempio di Minerva Medica
© Leonardo Maddalena . Pubblicata il 03 Dicembre 2011.
Ma affinché il monumento possa realmente essere di monito sia per le generazioni future che per gli abitanti del Rione e per i turisti, è necessario che sia vissuto, che diventi un nuovo polo di attrazione. È per questo che ne prevediamo la sua utilizzazione attiva, in maniera compatibile con la sua struttura, per esposizioni temporanee, spettacoli musicali e teatrali, in modo da rappresentare concretamente un attrattore culturale dell’Esquilino.
Il riuso del tempio di Minerva Medica
© Leonardo Maddalena . Pubblicata il 03 Dicembre 2011.
A collegare questi due nuovi assi strutturanti del Rione una fitta rete di piste ciclabili e percorsi pedonali protetti riammaglierà la scacchiera di strade, andando ad intercettare e ad inglobare, rendendole fruibili sempre, tutte quelle aree verdi che spesso, anche se riqualificate, versano in uno stato di diffuso degrado dovuto all’incuria e all’abbandono. I percorsi pedonali protetti rappresenteranno il modo più sicuro di spostarsi per l’utenza debole: bambini, anziani, disabili, ecc.; la rete ciclabile, invece, offrirà ai turisti, ma soprattutto agli abitanti del Rione, la possibilità di girare per l’Esquilino in bicicletta in totale sicurezza; esiste chi già lo fa attualmente, con grande rischio della propria incolumità: non facciamo altro che fornire un minimo di sicurezza a questa voglia innata. La rete ciclabile inoltre potrebbe proseguire fuori dall’Esquilino: lungo le vie Prenestina e Casilina seguendo i binari dismessi delle Ferrovie Laziali, lungo le altre strade consolari (Appia, Tiburtina e Tuscolana) per collegare i quartieri esterni alle Mura Aureliane, ma anche lungo i grandi assi rinascimentali a ripristinare l’antico collegamento con il centro storico. Il progetto prevede anche la riunificazione di Piazza di Porta San Giovanni: deviato il traffico lungo assi viari di scorrimento veloce esterni al quartiere, sarà eliminata la strada che separa la Basilica dalla Scala Santa, creando un unico grande spazio ininterrotto, totalmente pedonale e inquadrato dal verde. A garantire il raggiungimento in sicurezza della nuova piazza dai giardini di viale Carlo Felice ci sarà un ampio sottopassaggio ciclo-pedonale; invece chi proviene dall’uscita della metro arriverà in piazza attraverso un percorso nel verde, passando sotto la Porta Asinara, di cui prevediamo la riapertura.
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