Chiara Gugliotta e Matteo Caravatti. Published on December 08, 2011.
La costruzione fa parte delle attività previste dal progetto di cooperazione promosso da Arquitectos Sin Fronteras España (ASF-E) in collaborazione con Actions de Promotion Humaine (APH), opera sociale di Caritas operante nel Cercle di Bandiagara, Regione di Mopti nella Repubblica del Mali.___ > L’edificio si trova a Bolmo, un villaggio di meno 1.000 abitanti, nel comune rurale di Wadouba, a circa 45 km da Bandiagara, sul’altopiano Dogon. E’ un’area lontana dalle rotte del turismo e dove gli abitanti sono per la stragrande maggioranza coltivatori, dediti a una agricoltura di sussistenza il cui principale prodotto è lo scalogno. Riuniti in una cooperativa agricola, stentano a conservare le sementi della cipolla durante la stagione umida.___ > Si tratta di una costruzione ad uso comunitario di circa 120 m2 costituita da tre campate voltate. La volta centrale viene utilizzata come luogo di scarico, pesatura e selezione dello scalogno da immagazzinare e le due laterali per stoccare i prodotti in scaffalature in legno e rete metallica che garantiscono la ventilazione.___ > Il sistema costruttivo é misto. Si approfitta della disponibilità di pietra per la realizzazione dei muri esterni risolvendo il problema della resistenza all’acqua degli intonaci esterni, mentre si utilizza la terra per quelli interni.___ > L’edificio si orienta lasciando ad est (direzione di maggiore incidenza delle piogge) una facciata praticamente cieca, all’ovest l’ingresso e le aperture di maggiore superficie e a nord e a sud facciate che permettono una buona ventilazione con l’uso di 200 goutieres, elementi ceramici reperibili sul mercato locale dotati internamente di griglie che impediscono l’ingresso di insetti e piccoli roditori.___ > La copertura utilizza la tecnica della volta nubiana che evita l’uso di cemento, ferro, legno e casseri e che permette all’esterno la realizzazione di un tetto piano e all’interno condizioni termiche particolarmente favorevoli.___ > Per la costruzione sono stati necessari circa 6.500 blocchi di pietra tagliata, 8.500 mattoni in terra per i muri interni e 12.500 mattoni in terra di più piccolo formato per le costruzione delle volte di copertura; tutto materiale prodotto dagli abitanti del villaggio. Le donne si sono incaricate di non far mancare l’acqua per la realizzazione dei mattoni e della malta in terra. L’intero villaggio, bambini compresi, ha partecipato con quotidiano appoggio alla costruzione.___ > L’edificio é stato realizzato durante la stagione secca del 2009 in tre mesi e mezzo di cantiere.
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