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Rovereto (TN) (TN), Italia

Parcheggio interrato e soprastante mercato nella Piazza Damiano Chiesa di Rovereto

SDT architetti, gianluca Dossi e alessio Trentini

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Il tema del Concorso porta all’attenzione la necessità di riflettere sull’assetto complessivo del centro storico di Rovereto, attraverso una visione d’insieme. L’obiettivo di valorizzare Piazza Damiano Chiesa viene perseguito attraverso uno studio che indaga la condizione storica e geografica di questa parte di città, la natura delle attuali dinamiche del traffico e infine l’individuazione di una proposta di ampio raggio che mette in luce le potenzialità spaziali della piazza in relazione alle aree adiacenti.

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Piazza Damiano Chiesa è collocata in una zona del centro storico che si è sviluppata a partire dal XVI secolo, sotto l’impulso dell’industria della seta. Il carattere della forma urbana, che dal Castello e dalla città murata si apre fino al Leno e al Borgo di S.Maria, è quella di un ventaglio in cui l’equilibrio tra i pieni e i vuoti è regolato dalla posizione degli edifici -prevalentemente ex filatoi, filande e tintorie– lungo i percorsi della roggia grande e della roggia piccola. Ne consegue una forma ‘a cuneo’ degli isolati, in cui gli spazi vuoti, almeno in origine, si dividevano in piazze, giardini e orti urbani. Attualmente, soprattutto grazie alla presenza del traffico veicolare, questi spazi vuoti sono saturati da un’unica e pressante funzione: il parcheggio. Tutto ciò che non rientra in un’ottica di sfruttamento in tal senso sembra destinato a rimanere spazio di risulta, privo di qualsiasi qualità spaziale e incapace di instaurare relazioni significative con gli edifici storici che li delimitano.

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Nel complesso, le piazze del centro storico sono carenti di una qualità essenziale: la possibilità della sosta per l’incontro, per l’attività pubblica di ‘stare in piazza’. Questa constatazione si lega necessariamente all’idea di rivitalizzazione del centro storico: come è possibile pensare al rilancio delle attività commerciali o a un incremento della ricettività turistica senza spazi urbani di qualità pensati per accogliere e ospitare le persone? Da questo punto di vista, la struttura urbana ‘filiforme’ che ha per vertice il Castello e si irradia sul sistema sotterraneo delle rogge, non facilita un miglioramento in tal senso; molti spazi aperti, anziché esprimere un’idea di piazza come luogo rappresentativo e di ritrovo si configurano come slarghi o ‘strade-piazze’ in cui la dimensione allungata favorisce il fenomeno dello scorrimento pedonale o veicolare. Caso emblematico di questa dinamica è il sistema tra piazza del Podestà, via Portici e piazza del Grano: percorrendo il centro storico a piedi lungo questa direttrice, difficilmente si viene attratti da spazi di sosta o incontro non attraversati da flussi di percorrenza.

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Gli strumenti urbanistici vigenti e in salvaguardia, pur ribadendo l’importanza dei luoghi succitati in quanto percorsi portanti all’interno del centro storico, da un lato non ne definiscono chiaramente le modalità di fruizione, dall’altro mantengono viva l’ambiguità tra aree pedonalizzate a traffico limitato e aree interessate da un attraversamento veicolare indistinto.

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Il progetto propone di ridefinire gli ambiti pedonalizzati del centro storico per liberare dal traffico veicolare piazza Damiano Chiesa, piazza del Suffragio e le aree adiacenti e permettere una loro riqualificazione a una scala minuta, atta a favorire la sosta e la fruizione lenta. Questi tipi di attività andrebbero ad integrare l’accoglienza delle piazze già dedicate ai pedoni, instaurando con esse un’ interazione più organica. Le attuali destinazioni urbanistiche prevedono per gli spazi pubblici oggetto del presente concorso la possibilità di realizzare parcheggi e posti auto interrati sotto tutte le strade e piazze esistenti. Se ciò dovesse avvenire, in maniera sia pur parziale, si condannerebbero questi luoghi a divenire spazi di risulta dallo scarso carattere rappresentativo. Un parcheggio interrato infatti è per sua natura contraddistinto da una forte interazione tra strutture ipogee e superfici-coperchio. Immaginiamoci quale impatto avrebbero sugli spazi contenuti del centro storico roveretano gli elementi di collegamento verticale quali rampe, scale, vani ascensore e le strutture grigliate per l’aerazione.

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Un’alternativa allo scenario appena descritto è possibile. La proposta progettuale individua, all’interno del centro storico, un’area collocata nelle immediate vicinanze delle aree di concorso. Essa corrisponde all’area vuota compresa tra via Setaioli e via Lungo Leno Destro, che attualmente ospita delle serre. La collocazione su quest’area di un’autorimessa interrata offre un’ accessibilità veicolare strategica al centro storico, che sfrutta il collegamento diretto di via Cavour in direzione della Strada Statale e una capienza adeguata in grado di porsi come vera alternativa alla distribuzione frammentaria di piccoli parcheggi che aumentano e diffondono un carico viabilistico insostenibile.

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Con questa ipotesi, la penetrazione veicolare alle aree centrali viene ridotta in misura sensibile, completando definitivamente la pedonalizzazione del centro storico. La viabilità su via Tartarotti si limiterà all’incrocio con via Carducci, sgravando piazza Damiano Chiesa e piazza del Suffragio dall’attraversamento veicolare. La proposta ha valore esemplificativo. Essa non si pone come l’unica soluzione per consentire un riassetto complessivo degli spazi a parcheggio del centro storico ma definisce un metodo applicabile ad altre aree eventualmente a disposizione dell’Amministrazione.

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