I TEMI DEL PROGETTO
I temi del progetto possono allora essere così precisati:
- necessità di ragionare per sistema di elementi presenti, ma assenti;
- ipotizzare lappartenenza ad una sorta di percorso mentale e fisico: suggerire luso della piazza come luogo dello stare e del passare, ma non tra un nulla e laltro, bensì attraverso la storia e le potenzialità del luogo (dallarcheologia al castello alle aree naturalistiche attraverso tappe di altri luoghi);
- necessità di dare configurazione allaccesso, prima che al luogo principale; necessità di ridefinire i ruoli della mobilità carrabile e di quella pedonale;
- necessità di dare forma spaziale al luogo, sia attraverso gli strumenti propri dellarchitettura dello spazio aperto, che attraverso il sistema delle funzioni;
- pensare ad uno spazio stabile, luogo di attività notevolmente mutevoli;
- riqualificare il luogo sia spazialmente che come potenzialità di uso, attraverso lintroduzione di nuove attrezzature attività, e di nuove qualità materiche;
- rideterminare localizzazioni, non tanto da imporre, ma da suggerire, per un futuro assestamento delle attività sulla piazza principale;
- introdurre nuove potenzialità, oggi inesistenti;
- individuare qualità che favoriscano la vita quotidiana degli abitanti; rafforzare le funzioni che già esistono.
I PRESUPPOSTI DEL PERCORSO PROGETTUALE
Da qui comincia il nostro percorso progettuale, che è basato sui seguenti assunti:
- necessità di ragionare per sistema di elementi presenti, ma assenti
Si è fatto riferimento, in parte, a quanto già sviluppato attraverso il recente Studio di Fattibilità commissionato dallamministrazione.
In particolare si è tenuto conto del complesso sistema di valorizzazione delle preesistenze archeologiche, monumentali ed ambientali. La logica adottata è legata al fatto che la piazza Umberto I (anzi il sistema delle piazze oggetto del concorso) debbano diventare da un lato parte del più ampio sistema individuato; dallaltro debbano diventarne una parte speciale (quasi una camera di propagazione dei molteplici interessi dellarea, che rimandino al sistema più ampio); dallaltro, ancora, un luogo che, per le sue caratteristiche, susciti curiosità e desiderio di ritorno verso le bellezze dellarea.
Oltre alla riqualificazione del luogo (larea di progetto), che già in sé costituirà attrattiva, si è ipotizzato che una serie di piccoli elementi, inseriti negli spazi interstiziali della piazza possano svolgere attività di comunicazione delle potenzialità monumentali, culturali e turistiche più ampie, attraverso, ad esempio, lintroduzione di box e totem informatici e di micro – attività.
- necessità di dare configurazione allaccesso, prima che al luogo principale; necessità di ridefinire i ruoli della mobilità carrabile e di quella pedonale
Come si è detto, il visitatore non avverte, nel passaggio dallesterno allinterno, lesistenza di un racconto spaziale e di eventi.
Una necessità progettuale è fare in modo che ciò avvenga. Le strategie potrebbero essere individuate in:
- rilevamento e potenziamento degli usi tendenziali da parte della popolazione;
- individuazione di nuove funzioni da localizzare in queste polarità, tali a definirne anche le qualità spaziali;
- rafforzarne lidentità attraverso segni architettonici che preludano ed indirizzino lo sguardo ed il pensiero verso il luogo principale, ma che, allo stesso tempo, rimandino a ciò che precede (spazialmente e temporalmente);
- rafforzare la possibilità di stare con piacevolezza in queste due aree, trasformandole in due episodi urbani, piuttosto che in due informi spazi vuoti;
- inoltre (ma non secondariamente), individuare una chiara struttura di separazione tra flussi veicolari e flussi carrabili che consenta da un lato la permanenza in aree piacevoli e motivanti, dallaltro lindispensabile riconnessione tra la parte bassa e quella alta di Montesarchio.
- ipotizzare lappartenenza ad una sorta di percorso mentale e fisico: suggerire luso della piazza come luogo dello stare e del passare, ma non tra un nulla e laltro, bensì attraverso la storia e le potenzialità del luogo (dallarcheologia al castello attraverso tappe di altri luoghi)
Il progetto ipotizza il riuso, nellintorno della piazza ed in continuità, con i percorsi già individuati in altri studi, di grandi contenitori semi abbandonati, alcuni dei quali potrebbero essere acquisiti al patrimonio pubblico e trasformati in ulteriori luoghi di attività culturali espositive turistiche; altri potrebbero essere oggetto di interventi di rifunzionalizzazione senza obbligo di acquisizione al patrimonio pubblico, ed immessi sul mercato turistico come bed & breakfast o alberghi di categoria medio – alta, sia durante tutto lanno, sia durante manifestazioni che già si svolgono periodicamente (spesso notturne), ma che potrebbero essere incrementate nellarco dellintero anno.
- pensare ad uno spazio stabile, luogo di attività notevolmente mutevoli
La piazza principale, ed il sistema delle tre piazze, dovrebbe comunicare una idea di luogo con forti valori urbani ed architettonici (in questo senso stabile nella capacità di imprimersi nella memoria), ma contemporaneamente essere disponibile ad eventi diversi, alcuni dei quali già attuati (rappresentazioni e spettacoli; mercato settimanale), altri da incentivare per rafforzare lidea di luogo della memoria (ad es.: parate in costumi storici, festa di sbandieratori, ecc.), altri ancora rispondenti a nuovi bisogni di socialità (happening giovanili, mostre tematiche particolari, ecc.).
- rideterminare localizzazioni, non tanto da imporre, ma da suggerire, per un futuro assestamento delle attività sulla piazza principale
Una parte del progetto dovrebbe essere basato, più che su aspetti fisico spaziali architettonici, su invenzione di attività commerciali turistiche, tendenti sia alla formazione di personale specializzato nei possibili campi di espansione di Montesarchio, in linea con quelli previsti nello SdF (in particolare come animazione culturale, museale e turistica), sia alla fornitura di nuovi servizi al pubblico (ristorazione tipica, altamente specializzata sulle tradizioni locali, caffè letterari, librerie specializzate, servizi per fornitura spettacoli ed eventi, ecc.).
- introdurre nuove potenzialità, oggi inesistenti
Linsieme delle nuove definizioni spaziali e di quelle a-spaziali (attività innovative) potrebbero così tendere univocamente verso una valorizzazione sia delle risorse spaziali che umane, strategia unica che possa garantire una reale crescita di unarea.
- individuare qualità che favoriscano la vita quotidiana degli abitanti; rafforzare le funzioni che già esistono.
Un altro equivoco va sfatato: che il progetto debba avere come suoi principali referenti gli utenti esterni, finendo così con lespropriare gli abitanti de propri spazi.
Il progetto dovrà, proprio perciò:
- inglobare e potenziare gli usi attuali che rappresentino il radicamento degli abitanti al luogo;
- inventare altri usi che aumentino tale radicamento, evitando di introdurre modalità spaziali totalmente in contrasto.
IL PROGETTO DI PIAZZA UMBERTO I
Secondo la nostra lettura, il problema dello spaesamento che si ricava stando in piazza Umberto I, deriva principalmente da tre elementi:
- la assenza di parzializzazioni dello spazio, che non ne annullino tuttavia lunitarietà;
- la invasività della mobilità e sosta automobilistica, che mangia tutta la scena attuale, divenendo protagonista;
- la presenza della fontana dellErcole, posta in posizione baricentrica rispetto allinvaso principale inclinato verso via Sottotenente A. Grasso, non rappresenta una potenzialità positiva, diminuendo, anzi, la forza spaziale della stessa, oltre che contribuendo a conferire caratteri di indeterminatezza allinvaso.
Partendo da queste considerazioni negative, e sovrapponendo ad esse le considerazioni positive, circa le potenzialità dello spazio, verificate anche con luso già in atto del mercato settimanale e di luogo per eventi, il progetto propone, dal punto di vista del disegno planimetrico:
- individuazione di geometrie principali di appartenenza al luogo da cui deriveranno le geometrie dellarchitettura di progetto;
- individuazione di luoghi privilegiati per lo svolgimento delle varie attività esistenti (in nuce) o potenziali (negate), tali da non annullare lappartenenza alla globalità, ma tali anche da conferire senso ed importanza alle singole componenti:
o unarea principale che individui la principale spazialità del luogo;
o unarea laterale (nei pressi della chiesa dellAnnunziata, quasi una sorta di sagrato ritrovato);
o unarea di sfondo (presso la loggia del palazzo dAvalos), con carattere di aree di sosta pedonale con sedute ed installazioni artistiche fisse che sottolineino il carattere speciale del luogo;
o unarea di risalto della Torre quadrangolare dellorologio, che costituisce uno dei punti focali della piazza, assieme al grande albero secolare;
- la lettura dello spazio, anche dal punto di vista altimetrico, accoppiato allesigenza di permettere ripetitivamente lo svolgimento di eventi, anche in condizioni meteorologiche non favorevoli, ci ha spinto alle seguenti ulteriori scelte:
o lattuale configurazione della piazza, fortemente caratterizzata da una sorta di grande piano inclinato verso la via Sottotenente Grasso, non rappresenta un carattere positivo per il suo vissuto;
o proprio per questo carattere spaziale, nonché per migliorarne lutilizzo come luogo per eventi (di varie dimensioni) il progetto propone di modificare leggermente le pendenze verso la via Sottotenente Grasso. Utilizzando il dislivello così creato, ed in funzione della necessità (ipotizzata come necessaria) di introdurre un luogo per eventi al coperto, si è ipotizzata una struttura di auditorium coperto, accessibile proprio attraverso la via suddetta.
o Il nuovo sistema di piani così ottenuti tende a conferire una nuova centralità alla piazza, in cui si individuano alcune parti non separate, ma con caratteri di riconoscibilità.
o La riconoscibilità è accentuata da alcuni elementi minori (arredo, illuminazione e verde): una quinta arborea di Populus alba fa da leggero filtro verso il sagrato della chiesa; un sistema di sedute fisse in pietra locale sottolinea le giaciture principali della piazza; il sistema dei corpi illuminanti artistici ne individua la giacitura opposta; alcune istallazioni artistiche, da affidare per concorso ai principali artisti contemporanei, conferiscono senso di luogo alle partizioni presso il palazzo dAvalos.
o Il leggero movimento di contropendenze conferito alla piazza determina anche un ulteriore spazio di affaccio sulla Torre dellorologio.
o La circolazione automobilistica (di servizio) si svolge normalmente lungo due assi , luno in continuità tra via Matteotti e via Minniti via Roma; laltro in continuità tra corso Caudino e via Minniti via Roma, ma se ne prevede la
o
o chiusura durante manifestazioni ed eventi. La pavimentazione anche di questi corridoi con lo stesso tipo di pietra di tutta la piazza ne determina una continuità totale, senza forte evidenza dei percorsi carrabili.
o La parzializzazione della piazza ha permesso anche di individuare spazi per eventi di dimensioni diverse asseconda del pubblico previsto.
o Il suo carattere unitario ne permetterà lutilizzo anche come mercato settimanale
Da sottolineare, come nuova funzione caratterizzante introdotta dal nostro progetto nella piazza Umberto I, lAuditorium interrato per circa 440 posti, che costituisce, come detto una prestazione molto significativa per garantire l utilizzazione continua, anche in periodi invernali, della piazza per manifestazioni ed eventi.
Va pure sottolineato che la configurazione spaziale dellauditorium consente una doppia utilizzazione dello stesso: può essere infatti utilizzato completamente suddiviso in due spazi utilizzabili anche separatamente ed in contemporanea: luno di circa 140 posti, laltro di circa 300 posti.
IL PROGETTO DI PIAZZA CARLO POERIO
La piazza Carlo Poerio costituisce uno dei principali luoghi di accesso, che prelude al luogo della memoria per eccellenza (piazza Umberto I, porta di accesso al parco delle mura , al percorso fra i grandi contenitori recuperati, tra i vicoli e le corti), ma rappresenta anche il momento di primo passaggio (per chi provenga da Napoli) dalla struttura territoriale complessa, costituita dal parco archeologico, dal parco fluviale, da alcune presenze monumentali.
Larea comprende attualmente anche: una struttura commerciale ed un grande complesso scolastico a corte semiaperta, unarea a verde a giardinetti, luogo di ritrovo per anziani e giovani, ombreggiata da alcune alberature autoctone, ma di non particolare pregio.
Il progetto prevede di accentuare il ruolo di questarea, sia rafforzando le funzioni esistenti, sia aumentandone le dotazioni sia dal punto di vista funzionale, che di immagine.
Prevede, inoltre, di evidenziarne il ruolo di porta di accesso al borgo, attraverso i seguenti interventi:
- rafforzamento del verde esistente, ridisegno delle aiuole e delle sedute, ridisegno della pavimentazione, aumentando lo spazio esclusivamente pedonale e riducendo quello penetrabile dalle auto.
Gli elementi più importanti per la creazione di un nuovo luogo urbano e di una nuova immagine percepibile anche a distanza come evocativo di un portale di accesso sono:
- la riqualificazione del sistema delle botteghe commerciali, anche attraverso:
- lintroduzione di una terrazza roof garden sulla sua copertura, nuovo spazio pubblico, con carattere panoramico sia verso il passato remoto (area archeologica), sia verso il passato prossimo (il parco delle mura ed il centro storico), sia verso la natura (il paesaggio del parco del Taburno e del parco fluviale), sia verso il futuro (la trasformazione urbana rispettosa della storia);
il roof garden è preceduto, al piano terra, da una volumetria, inglobata sotto una unica grande pensilina, che contiene sia i servizi al turismo, che piccole attività culturali (box informativo ed informatico sulle attività e sulle potenzialità del territorio, e la struttura degli accessi verticali alla terrazza roof garden stesso;
- a questa terrazza ed al volume prima descritto è stata sovrapposta una grande pensilina, che, alzandosi al di sopra del volume esistente, ne determini una sorta di copertura aperta, che, come un grande portale, segnala anche visivamente la funzione del luogo;
- linsieme delle nuove qualità spaziali del luogo, è ulteriormente caratterizzato da un nuovo segno di confine tra viabilità principale ed il nuovo spazio a verde determinato dal progetto: il muro di alberi ingabbiati (trasposizione verde e semitrasparente delle gabbionate usate in trermini architettonici anche da illustri esempi contemporanei).
Questo muro verde, accentuando la separazione con la strada di accesso principale, determina maggiore intimità al luogo, e contemporaneamente gioca un ruolo importante nella definizione del sistema scenografico di figure di primo, secondo, terzo e quarto piano.
Il primo piano è così costituito proprio dal muro di alberi ingabbiati;
il secondo piano, dal verde preesistente, inglobato e rafforzato dal progetto;
il terzo piano, dalla Pensilina portale sul borgo antico e sulla piazza Umberto I
il quarto piano dal parco delle mura e dalla Torre.
Dal punto di vista tecnico la pensilina può essere realizzata sia senza demolizione e ricostruzione del corpo commerciale esistente, sia con attraverso la sua demolizione e ricostruzione a parità di volume, ma con una completa razionalizzazione dellesistente.
Ci limiteremo ad illustrare la prima ipotesi, essendo per la seconda più facilmente intuibile la tecnica di realizzazione.
In caso di permanenza della struttura commerciale esistente, si prevede di realizzare la grande pensilina attraverso un sistema di pilotis completamente svincolati dalla struttura esistente, e che porti anche un primo ammezzato calpestabile, discosto dal solaio della struttura commerciale esistente.
Di fronte a questarea viene recuperato uno slargo esistente, lastricandolo ed attrezzandolo con sedute in pietra locale. Tale slargo è collegato, tramite un percorso lastricato, allaltro slargo recuperato di fronte a piazza Vittorio Veneto.
È prevista la conservazione del monumento a Carlo Poerio.
IL PROGETTO DI PIAZZA VITTORIO VENETO
Il progetto affida anche a questo luogo il ruolo di porta di accesso al centro storico ed alla piazza Umberto I.
Il luogo presenta maggiori difficoltà spaziali, rispetto agli altri, poiché debbono essere mantenute alcune continuità veicolari, che si incrociano proprio in questo luogo.
Il progetto tende ad affidare a questo luogo (attualmente molto anonimo ed incompleto, tanto da non essere percepito come luogo), un carattere segnaletico sia del passaggio, che dell ingresso.
Luogo del passaggio, perché qui si è ipotizzata la fermata dei pullman in transito da e per Napoli e Benevento. Due pensiline tecnologiche ai due lati opposti della strada, con sedute ed elementi di comunicazione degli orari di arrivo e partenza in tempo reale organizzano il tempo delle attese.
Luogo dellingresso, grazie allintroduzione di elementi di arredo connessi alla segnalazione a grande scala ed a scala pedonale delle opportunità connesse allintrodursi in Corso Caudino, verso piazza Umberto I. Un totem tecnologico dellinformazione degli eventi svetta sulle pensiline, contribuendo, con luci, suoni e segnalazioni visive a caratterizzare il luogo dellingresso.
Sulledificio in costruzione si è ipotizzata una pelle tecnologica che possa ricevere e trasmettere immagini di eventi e pubblicità di produzioni locali (sia culturali che gastronomiche, o artigianali)
La piazzetta davanti alla farmacia viene recuperata, assieme con le essenze esistenti, come spazio lastricato e con sedute in pietra locale. Un percorso lastricato in pietra locale riconnette senza soluzione di continuità questarea con la piazzetta di fronte a piazza Carlo Poerio, determinando un luogo pedonale attrezzato, con due testate per la sosta pedonale.
Allincrocio fra corso Caudino e la via Appia, viene ricavato un altro luogo per lo stare (una piccola piazza lastricata e pavimentata in pietra locale).
Un ulteriore percorso pedonale lastricato, arricchito con installazioni artistiche, è ipotizzato parallelamente al percorso pedonale esterno tra piazza C. Poerio e piazza V. Veneto.
CORTI, VICOLI, SPAZI A VERDE ED APERTI: UN LUOGO PER LARTE CONTEMPORANEA
La riqualificazione della struttura nascosta dei vicoli, slarghi, corti ed aree verdi comprese nel triangolo delle tre piazze è stata prevista attraverso una idea di mostra permanente di opere darte, ed una esposizione estiva ad inviti per giovani land artisti.
A questi eventi si è rimandati dai molti segnali (telematici e tradizionali), che spunteranno nei luoghi risistemati dal progetto.
Le installazioni potranno essere in parte stabili, in parte, invece, essere esse stesse occasione di unaltra serie di eventi iterati (da inserire allinterno del cartellone di Montesarchio città eventi)
MATERIALI E QUALITÀ URBANE
I materiali usati nella progettazione del sistema delle tre piazze, degli slarghi, dei vicoli, delle corti e delle aree a verde lavorano prevalentemente in continuità con i materiali locali. Pavimentazioni, e materiali delle panchine sono in pietra locale.
Altri, più limitati elementi, lavorano, invece, per contrasto: le pensiline per lattesa alle fermate bus; i corpi illuminanti; i totem informatici; la pelle telematica delledificio dangolo su piazza V. Veneto. Il contrasto è voluto, e servirà a valorizzare le preesistenze.
Ancor più le installazioni artistiche si ipotizzano in materiali di contrappunto rispetto al contesto, ma non in conflitto con esso.
La presenza di questi elementi in materiali non tradizionali è necessaria proprio per rappresentare il percorso (che è uno dei presupposti del nostro progetto), mentale e fisico, fra passato remoto, passato prossimo, presente e futuro.