© SDT architetti . Pubblicata il 14 Dicembre 2011.
La proposta per la Casa a misura di bambino nasce da un’integrazione logica e funzionale tra progetto pedagogico e architettonico per la ridefinizione di un ‘luogo’ educativo nella comunità e nel paesaggio di Montevaccino. L’oggetto del Concorso ha reso necessario intrecciare la riflessione su ambiti disciplinari diversi, mostrando – dietro la fatica del confronto – la generatività euristica e funzionale di questa operazione, che sviluppa, in termini distinti eppure convergenti, la comune finalità d’ideare una concreta occasione educativa, in grado di attivare le risorse personali e comunitarie.
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Il risultato di questa elaborazione è stata la definizione di spazi che rispondono ad un disegno pedagogico orientato all’accoglienza del bambino in un’autentica prospettiva comunitaria, nella quale la comunità ‘prima’ (quella della casa) è implicata alla comunità allargata (quella del contesto famigliare e locale), secondo un vincolo di proficua reciprocità. Tale dimensione comunitaria, attentamente valorizzata nella presente progettazione, si significa sul bambino, contemperando da un lato i principi di tutela e continuità educativa e, dall’altro, aprendo ad un’esperienza evolutiva in cui i limiti – psicologici e spaziali – vengono progressivamente ampliati.
© SDT architetti . Pubblicata il 14 Dicembre 2011.
Il sito dell’intervento si presenta come un lotto triangolare, collocato a monte del nucleo storico di Montevaccino di Sotto, a conclusione di un sistema terrazzato che parte dalla chiesa e si articola lungo la strada principale. L’andamento del terreno è pianeggiante nella parte est, dove sorge l’edificio esistente, e digrada verso ovest. Il punto di partenza del progetto è la demolizione dell’edificio esistente che, in seguito ad un’attenta analisi, si rivela poco adatto a realizzare le finalità pedagogiche prefissate. L’attuale edificio non presenta un sufficiente grado di adattabilità per accogliere adeguatamente bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni, ed essendo posto al centro della parte pianeggiante del lotto, non permette un utilizzo ottimale degli spazi aperti che risultano troppo frammentati. Una lettura urbanistica del nucleo storico di Montevaccino di Sotto, mette in evidenza una struttura a schiere disposte lungo le curve di livello. Tale configurazione lascia intuire come le scelte insediative originarie privilegiassero l’uso di terreni in pendenza per l’edificato, lasciando liberi gli spazi pianeggianti per il pascolo.
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Il progetto ricerca una relazione significativa con l’orografia e il tessuto edificato del contesto. Il nuovo edificio si inserisce con discrezione sul lato ovest, marcando il limite tra la parte pianeggiante del lotto e quella in pendenza. In questo modo il volume semplice della casa, costruisce il dislivello, instaurando relazioni spaziali e visive con l’abitato sottostante. Questa scelta, oltre a valorizzare le potenzialità panoramiche del sito, offre l’opportunità di ottimizzare gli spazi del giardino e permette, all’interno di un ambito protetto e confinato, la realizzazione di molteplici attività all’aperto. L’edificio si pone inoltre come snodo di due nuovi percorsi pedonali che collegano l’area di progetto con la comunità di Montevaccino. Il primo ridefinisce il bordo verso valle dei terrazzamenti che affacciano sul nucleo storico. Esso si articola a partire dalla chiesa, collegando gli spazi verdi attrezzati esistenti e i campi sportivi in fase di realizzazione. Il secondo collega le contrade del borgo con il nuovo edificio.
© SDT architetti . Pubblicata il 14 Dicembre 2011.
Gli spazi interni sono pensati per rispondere a diverse esigenze progettuali di accoglienza dei bambini e dei loro educatori durante i periodi di vacanza e i fine settimana: la forma modulare della casa garantisce un’ampia flessibilità di utilizzo, adeguandosi all’uso di singole o più equipes, come a quello di gruppi trasversali di bambini. La sobrietà dell’impianto e degli ambienti, l’uso di materiali caldi e confortevoli come il legno, conferiscono all’ambiente un’ atmosfera quieta e serena.
© SDT architetti . Pubblicata il 14 Dicembre 2011.
L’edificio, pur articolandosi su due livelli, permette una completa accessibilità e relazione con gli spazi esterni. L’impianto a blocchi traslati permette di realizzare degli spazi di mediazione tra la casa e il paesaggio. Il livello superiore si compone di tre volumi, utilizzabili per diversi gradi di ‘familiarità’. I due volumi sul lato ovest si organizzano attorno ai nuclei di servizio. Le stanze per gli educatori sono contigue a quelle dei bambini; questa ultime ospitano quattro posti che si possono ampliare, attraverso pannelli scorrevoli, fino a dodici, a seconda delle progettualità educative. La disposizione dei servizi, in particolare dei bagni, risponde a principi di sobrietà e condivisione, di funzionalità e di promozione della partecipazione e dell’autonomia nei bambini.Il terzo volume contiene altre due stanze doppie pensate per ospitare educatori o una coppia di genitori in visita alla struttura. Tra questi ambiti viene collocato uno spazio polifunzionale (refettorio con cucina) che si apre sulle pertinenze esterne. Quest’ultime si prestano ad accogliere delle strutture coperte rimovibili per le occasioni di presenza allargata di bambini e educatori del Villaggio o di festa con la comunità locale. Al piano inferiore trovano collocazione tre sale, due delle quali sono dedicate alle attività per lo svago e lo studio, mentre una viene messa a disposizione delle associazioni di Montevaccino. Lo spazio centrale, in estate, può essere aperto ed usato come spazio esterno riparato dal sole e dalla pioggia. Il giardino si configura come una grande radura, circondata da alberi, all’interno della quale spicca la presenza del grande abete rosso che viene mantenuto come segno identificativo del luogo.
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Gli spazi esterni si dividono prevalentemente in due aree, messe in comunicazione da una promenade che si attesta sull’edificio e si ricollega ai percorsi di collegamento con l’esterno. Queste due aree sono caratterizzate da diverse condizioni morfologiche e di utilizzo. La prima, più regolare e pianeggiante, viene delimitata sul lato ovest dall’edificio di progetto, sul lato sud da una cortina alberata – pensata per proteggere dall’incombenza del campo da calcio – e sul lato est dall’accesso veicolare alla strada principale. Come accennato, quest’ambito si presta ad attività che prevedono la fruizione di spazi più organizzati e complementari all’edificio. Nel prato a ridosso della zona alberata, è previsto uno spazio semistrutturato per un piccolo campeggio, pensato come opportunità ludica e simbolica per far vivere ai bambini diversi gradi di autonomia, nonché l’esperienza di ‘avventura’ in un ambiente protetto. La presenza di tende, facilmente smontabili e immagazzinabili nella casa, costituisce inoltre un eventuale incremento della ricettività della comunità. La seconda area all’aperto, più irregolare e meno strutturata, è posta sul lato nord del lotto. Il movimento del terreno offre una maggiore libertà per attività motorie (arrampicata sportiva) e ‘laboratori del fare’ (orto, lavorazione dell’argilla e del legno) che dispongono ad una tipologia di gioco capace di attivare competenze motorie, manuali, sociali e creative nei bambini.
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