© rrs-studio . Pubblicata il 16 Dicembre 2011.
Camminando per niublovstrod Avvicinandoci nel nuovo borgo di NuBlovstrod incontriamo una fitta macchia alberata, capace di isolarci ed immergerci, come in un sospeso cammino onirico, in una nuova concezione dell’abitare, sintesi e frutto di una nuova consapevolezza collettiva pronta a sfidare con la sensibilità del comune interesse la desolazione articolata dell’individualità seriale proposta dal secondo dopoguerra.
© rrs-studio . Pubblicata il 16 Dicembre 2011.
Bambini che corrono e che giocano all’interno di corti passanti incontrano anziani che si muovono per andare ad incontrare amici da un capo all’altro dell’insediamento, dove, da corte a corte, si sviluppano attività corali capaci di attrarre gli abitanti. Nella stagione primaverile ed estiva le persone siedono nelle logge verdi delle abitazioni per godere del cielo stellato e di un affaccio sulle odorose corti, chiacchierando insieme ai vicini e guardando i bambini giocare assieme, prima di prepararsi per recarsi ad un concerto in una altra corte od a un cinema all’aperto in una altra corte ancora. Le automobili sono un ricordo lontano e sporco, che oltre ad inquinare senza possibilità di redenzione, hanno creato un modo di scoprire e vivere il paesaggio mediato dall’abitacolo, allontanando ancor di più le persone dalla percezione del contesto ambientale. No, qui a Niublovstrod, l’ambiente architettonico e paesaggistico non è solo il primate di una serie di considerazioni collettivamente sostenibili, diviene dimensione sensibile e luogo della percezione amplificata, grazie ai mille odori diversi delle essenze arboree piantate nelle corti che regolano il sistema direzionale mediante l’olfatto, grazie alle superfici tattili dei percorsi a terra e delle murature delle abitazioni che guidano in maniera silenziosa la consapevolezza di muoversi o di trovarsi in una determinata corte, così come l’intero sistema di colori distinguono uno spazio da un altro.
© rrs-studio . Pubblicata il 16 Dicembre 2011.
Dunque l’uso di un mezzo di trasporto che acceleri e che si frapponga tra l’individuo ed il contesto appositamente creato viene abolito a priori per il progetto di niublovstrod, che ferma i mezzi inquinanti ai limiti del lotto di insediamento, creando due grandi parcheggi interrati.
© rrs-studio . Pubblicata il 16 Dicembre 2011.
Ma arrivando a niublovstrod si hanno tre scelte per effettuare gli spostamenti interni, che comprendono il muoversi a piedi, in biblicletta oppure nel chiamare dai punti determinati il microsistema di trasporto elettrico. L’odore della carne grigliata richiama l’attenzione, così come il suono di un complesso che suona jazz in una corte o il silenzio di chi sta giocando a bocce o il gridare dei bambini che vanno sullo slittino divertendosi ai margini di chi invece sta correndo nel parco o recandosi nelle terme comuni o negli impianti sportivi a giocare a tennis o a calcio dopo essere stato a studiare nella sala lettura/biblioteca comune.
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Analisi dello strumento insediativo danese ed in generale i suoi sviluppi nel dopoguerra con riferimento al modello americano – Problematiche sociali di aggregazione Il modello di riferimento per i sistemi di insediamento residenziali nord europei hanno tutti definito un confine specifico tra quella che è la densità superficiale ed i sistemi sociali aggregativi, a scapito di questi ultimi. La necessità di insediare un grande quantitativo di abitanti ha permesso il ricorso a quelle che sono state le premesse del grande paesaggio sub-urbano americano, favorito dall’utilizzo dei mezzi di trasporto individuali e di massa, proponendo una soluzione di benessere singolare mediante l’impiego di residenze monofamiliari, ma alterando o impedendo un contatto ed una visibilità tra gli abitanti, di fatto creando una separazione sociale ed un allontanamento tra i nuclei familiari.
© rrs-studio . Pubblicata il 16 Dicembre 2011.
L’impoverimento determinatosi a livello abitativo, sebbene gli standards siano molto elevati, potrebbe reggere se vi fossero delle attività centrali urbane di spessore e di rilievo, capaci di attrarre a livello locale gli abitanti e di creare una iterazione collettiva a diversi strati sociali e di età. Il problema del commuting inoltre priva, durante i giorni lavorativi, della possibilità di svolgere attività aggregative nel proprio quartiere o vicinato di residenza dovendo far ritorno la sera e successivamente spostarsi per andare a raggiungere i luoghi dove svolgere le attività prescelte. Da qui la necessità che il progetto per niublovstrod abbia al suo interno una rete di attività collettive raggiungibili direttamente a piedi dall’abitante capace così di ritrovare tempo per coltivare i propri interessi e dei rapporti sociali con gli altri abitanti del quartiere di insediamento. Lo stesso vale per gli asili collettivi e per i luoghi di studio per studenti così come per le sale musica o per i piccoli teatri ecc… Sia ben chiaro però che il nuovo progetto per niublovstrod non tende affatto a sostituire la città nel suo insieme di parti eterogenee bensì vuole offrire ad una collettività una molteplice offerta di attività e di servizi tali da ridurre al minimo gli spostamenti autonomi (da qui una riduzione degli agenti inquinanti degli idrocarburi) ed al tempo stesso permettere una aggregazione ed iterazione sociale sviluppando nuovi rapporti tra qualsiasi tipo di famiglia (singola persona, famiglia tradizionale, coppie di fatto, cohousing tra lavoratori o studenti ecc…). Rifiuto del sistema gerarchico distributivo (strada-casa) a favore del sistema continuo collettivo (corti passanti). Da una attenta analisi dell’abitato danese a livello nazionale e locale, si è individuato come presente al 95% il sistema distributivo classico con strada ed abitazioni in linea su di essa, spesso poi aggiungendo alle singole abitazioni un recinto a delimitare la proprietà privata, diaframmando di fatto la strada e rendendola un fiume cieco difficilmente teatro di attività umane collettive. Da qui la grande innovazione del sistema continuo di distribuzione libera, attuato mediante l’impego di corti passanti non interrotte, sul modello dei sistemi architettonici ad atrium, dove gruppi di abitazioni si affacciano per condividere uno spazio centrale comune agli abitanti.
© rrs-studio . Pubblicata il 16 Dicembre 2011.
Il modello greco antico prevede un atrium privato, così come nello spazio romano cristallizzato magnificamente a Pompei, l’atrium diviene, seppur crescendo uno spazio privato ad uso degli ospiti della villa in contatto diretto con il giardino, ma è nel mondo medievale che avviene il passaggio tra corte del castello ad aggregati rurali a corte comune, sia in Italia che in Europa, generando sistemi insediativi di rapido sviluppo successivo alcuni in trasformazione verso piccoli sistemi urbani. Il passaggio tra la corte ed il paese avviene seguendo i principi di aggregazione successiva, così come il progetto di niublovstrod avviene grazie ad una livellazione collettiva impostata sull’atrium comune, attorno alle quali si avvolgono le abitazioni a piano terra e piano primo.
Distanza e densità L’intero progetto è basato sul fattore distanza e densità. La ricerca di un fattore umano è alla base di sistemi aggregativi di questa generazione, che permettano una giusta misura per determinare rapporti sociali fertili e flessibili tra gli abitanti. La dimensione nascosta ed il linguaggio del corpo enunciati già a partire dalla fine del diciannovesimo secolo e rinforzati da ricerche di metà ventesimo secolo, hanno stabilito precisi comportamenti sociali al variare della densità umana. Sono dunque i fattori di rapporto in funzione alla densità che sono stati studiati alla base del processo metodologico progettuale per la definizione formale degli spazi comuni delle corti, stabilendo gerarchie distintive per le differenti attività da svolgersi all’interno degli atrium comuni (camminare, attività libere nel parco, raggiungere le case, raggiungere le altre corti). Il fattore distanza invece entra in gioco rispetto alla visibilità tra elementi residenziali posti frontalmente, in cui non più sono sufficienti regolamenti edilizi locali per dettare regole igieniche di visibilità e privacy, bensì sono nuove misurazioni empiriche che rendono possibile far sentire abitanti, vicini e persone di una certa confidenza. Aggregazione sociale ed impostazione progettuale Grazie ai rapporti di vicinanza e di densità delle corti ad atrium l’attività collettiva è favorita dalla volontà di sviluppare una molteplice quantità di offerte una per ogni corte di vicinato. Dal teatro all’aperto, ai set per musica, agli spazi di gioco per bambini e per adulti, agli spazi per le il gioco delle bocce, così come gli spazi per sport informali ed agli spazi per mangiare e cucinare all’aperto per creare situazioni di incontro collettive.
Lo spazio continuo delle corti, nello sviluppare un substrato fertile all’incontro ed alla iterazione tra gli abitanti genera un sistema a polarità complesse, capaci di alterare il normale senso monodirezionale di gerarchie distributive a singolo asse, tipiche degli insediamenti residenziali di stampo post bellico. Tale tipo di spazialità articolata secondo due semplici principi pone una grande difficoltà nello spazio di relazione tra gli abitanti. Il sistema continuo ad atrium come definito in questo nuovo progetto per niublovstrod permette invece di unire ad un concetto di città come sistema di polarità connesse (le corti) ed il concetto di paesaggio naturale, quasi sempre in antitesi alla città stessa per definizione e per mancanza di attenzione. Lo spazio antropizzato dell’insediamento di niublovstrod prevede una grande sitematicità basata sulla distanza determinata per far sì che l’aggregazione sociale funzioni senza inibizioni di sorta.
Definizione formale del progetto Il progetto nello specifico, nella sua declinazione formale, nasce da una impostazione basata sul calcolo proporzionale, inteso come parametro regolatore dimensionale a partire da un dato fissato in origine. L’unità di misura base è il lato di profondità di 14 mt lineari (ovvero una successiva integrazione tra il sistema metrico medioevale misurato in 12 unità e quello attuale misurato in 10 unità) che definisce lo spessore dei corpi abitati. Le corti sono impostate dunque su moduli proporzionali a base di sezione aurea (0.618 e 1.618) e di integrazioni incrementali con moduli •2(1.414) , ½ (1.5) ,•3 (1.732) , 2, •5 (2.23) e loro successive interazioni e combinazioni al fine di creare spazi armonicamente misurati. Per quanto concerne le altezze l’intero complesso è stato definito a piano terra (rialzato di 30cm), tranne alcune parti che impostano un primo piano completamente vetrato. La grande differenza tra il piano terra composto in mattoni facciavista montati a listelli regolari in filari adiacenti su cui sono impostate porte, finestre a tutta altezza e logge a rientrare con arredo verde, viene sciolta al piano superiore mediante impiego di vetrate continue e rivestimento in legno rivestito in resine (nei soffitti pronto a recepire i moduli di fotovoltaico orizzontale). I percorsi sono pensati in piastre di cemento a densità granulosa per permettere differenti variazioni al variare delle corti in cui si trova e permettere oltresì un deflusso della neve in stagione invernale. Ampliamento della offerta abitativa e future flessibilità La semplice unità abitativa impostata nel metodo classico prevede una singola monofamiliare aperta ad un utilizzo convenzionale di una famiglia media, composta da 4 o 5 membri. Lo scopo del niublovstrod è al contrario quello di favorire una nuova e flessibile aggregazione densificata di abitanti, fornendo così un nuovo modello di insediamento variabile alle esigenze della popolazione. Dunque il nuovo tipo di famiglia, a composizione variabile, potrà trovare alloggio nel nuovo progetto per niublovstrod scegliendo tra una moltitudine variabile di soluzioni abitative, la cui flessiblità permetterà di poter combinare e cambiare ad esigenza gli spazi interni. Altro punto di forza del progetto risiede nell’aver integrato attività comuni a più abitanti, quali lavanderie comuni, palestre comuni, terme, biblioteca/Sala lettura, tutte inserite ed a disposizione per un utilizzo libero.
Linee guida per un insediamento ad emissioni zero. Nel piano europeo per il 2015 saranno previsti insediamenti a zero emissioni inquinanti e tale strategia condivisibile viene recepita interamente nel nuovo progetto di niublovstrod che nasce come centro basato sulla autosostenibilità ambientale e sulle emissioni ridotte grazie ad una serie di tematiche organizzative seguenti: Trasporti: nessun mezzo di trasporto inquinante è previsto all’interno dell’insedimento, le automobili si possono fermare ai due parcheggi interrati ai margini del lotto. All’interno dell’area si possono muovere pedoni, ciclisti ed utilizzatori di una microviabilità perimetrale ed interna basata su carrozze elettriche automatizzate su binari a scomparsa, alimentati a pannelli fotovoltaici sul soffitto e batterie. Le carrozze sono previste in materiali di recupero e riciclo. Riscaldamento: il sistema termico delle abitazioni è a carattere collettivo mediante utilizo di centrali termiche a basse emissioni che usano combustibili naturali quali cippato ed olii di palma e di colza, le cui emissioni sono completamente in linea con le previsioni antinquinamento, inoltre utilizzano motori ad alto rendimento con recupero di energia termica prodotta e reimmessa per abbassare i consumi dei motori. Recupero Acqua: All’interno degli spazi delle corti sono presenti elementi decorativi (sfere ed altri) atti ad immagazzinare acqua piovana proveniente per pressione (anche servocomandata) dai tetti e poter quindi essere riutilizzata (a pressione per caduta) nella irrigazione estiva e nei servizi igienici. Funzionamento degli edifici: Gli edifici sono pensati con riscaldamento a pavimento, con isolamenti termici nelle pareti perimetrali, con infissi a taglio termico , con sistemi di ventilazione e con tetti giardino tali da potersi posizionare in classe A per il consumo termico. Ventilazione ed inerzia termica delle corti : L’aggregato delle corti passanti è posto dimensionalmente in maniera da poter evitare una sovraesposizione alla ventilazione invernale tale da causare aumenti o scompensi termici, al tempo stesso da favorire una inerzia termica totale degli edifici adiacenti in fase invernale. Il taglio bifrontale di ogni alloggio è pensato anche per favorire la correta ventilazione estiva per il naturale raffrestamento coadiuvato dalle terrazze giardino e dai tetti giardino.
Sostenibilità dell’intervento e fabbisogno esterno : Pannelli solari di nuova generazione, capaci di funzionare distesi a 0 gradi, senza inclinazioni, permetteranno all’insediamento di supplire ad un buon 40% di fabbisogno elettrico invernale ed estivo e di richiedere quindi solamente un contributo pari al 60% alla rete elettrica cittadina.
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