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Torre de' Passeri (PE), Italia

ASILO NIDO COMUNALE

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Il comune di Torre de Passeri è un piccolo centro di 3000 abitanti, situato nell’entroterra della provincia di Pescara ed è tra i comuni del cratere sismico che ha colpito la regione Abruzzo il 6 aprile 2009.

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La localizzazione del nuovo edificio da adibire ad Asilo Nido, nasce da un’analisi funzionale e morfologica del territorio comunale che ha portato ad individuare un’area collocata all’interno del complesso scolastico denominato Istituto Comprensivo di Torre dei Passeri già di proprietà comunale, situato nel centro del paese. L’area di progetto è così caratterizzata dalla presenza di diversi edifici come la scuola materna e la scuola media che, realizzati nel corso degli anni, hanno generato una serie di piccole aree libere simili a territori enclave. Il nuovo edificio è stato localizzato in una di queste aree, nella parte posteriore del complesso, così da creare maggior privacy e sicurezza per i piccoli utenti.

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La struttura ospiterà 25 bambini dai 0 a 3 anni ed è stato dimensionato per un bacino d’utenza capace di coprire non solo il piccolo comune che la ospita ma anche altri 3 comuni confinanti.

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La progettazione del nuovo asilo nido nasce dalla volontà dell’amministrazione del comune di Torre de Passeri, di dotarsi di una struttura che oggi rappresenta uno strumento di elevata qualità sociale ed economica.

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Una struttura socio-educativa per la prima infanzia di cui c’è una grande richiesta ma che i piccoli comuni difficilmente riescono ad avere per mancanza di fondi. Il Bando del 2009 per il finanziamento di Asili Nido pubblici in Abruzzo, ha dato l’opportunità all’amministrazione di garantirlo alla sua collettività. Il nido va ad integrarsi e a completare il servizio educativo del complesso scolastico in cui è inserito.

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L’obiettivo è stato quello di creare un edificio caratterizzato da una qualità degli ambienti interni ed esterni, adatto allo sviluppo delle abilità psicomotorie, mentali e sociali dei piccoli utenti.

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La ricerca di uno spazio idoneo sotto il profilo psicologico e sociale oltre che funzionale, è stata influenzata in maniera determinante dalla natura del sito che, stretto tra gli edifici esistenti, con un orientamento sfavorevole ed una forma irregolare, non costituiva il contesto ambientale ideale verso il quale aprirsi. Partendo da queste criticità, l’obiettivo è stato quello di creare un volume introverso ed autonomo capace di delimitare un nuovo contesto dalle condizioni ambientali adeguate, in cui gli ambienti interni fossero in diretta continuità con un nuovo ambiente esterno che diventasse il nuovo paesaggio da offrire ai bambini.

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Il progetto si sviluppa a partire dall’analisi delle negatività dell’area in relazione alle esigenze qualitative dettate dalla struttura che andrà ad ospitare. L’edificio si configura come un grande recinto che avvolge e protegge il volume interno, un’architettura apparentemente estranea ma con un forte carattere di contestualizzazione. Il processo progettuale è stato strutturato in tre fasi: Analisi ambientale: L’analisi ha evidenziato come, nel periodo invernale, l’area non gode di un significativo apporto termico “gratuito” dovuto alla radiazione solare. Inoltre, i limiti imposti dall’ambiente antropizzato e dalle fonti di inquinamento acustico (autostrada A25 Roma-Pescara), ha imposto un impianto che si sviluppa lungo l’asse SE/NW, una condizione sicuramente svantaggiosa per un adeguato soleggiamento delle facciate principali dell’edificio.

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Articolazione spaziale: il volume, strutturato in un solo piano fuori terra, si sviluppa in senso longitudinale come “prolungamento” dell’edificio esistente della scuola materna, dal quale si discosta però formalmente adattandosi alla forma del sito.

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La pianta è strutturata in modo che gli spazi per le attività diurne legate al gioco, al pranzo e alla didattica e gli spazi destinati al riposo non interferiscano mai tra loro pur essendo collegati visivamente grazie ai vuoti dei patii.

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Questi ultimi, gli spazi gioco all’aperto, sono in continuità con lo spazio gioco interno, con i quali formano una continumm spaziale e cromatico; il volume in corrispondenza dei patii, si svuota e filtra l’ambiente esterno grazie a un sistema di piccoli fori quadrati, che creano all’interno un gioco di luci e ombre che cambia durante tutto l’arco della giornata e delle stagioni, e che costituisce per i bambini un grande stimolo percettivo e didattico.

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Questo sistema di piccole bucature caratterizza l’intero involucro dell’edificio e a sud sono le uniche bucature presenti verso l’esterno.

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Strategie energetiche: l’organizzazione degli spazi è pensata per rispondere non solo agli aspetti funzionali, ma anche a quelli energetici ed ambientali. Tutti gli spazi sono organizzati intorno ai tre patii-giardino, tre “vuoti” capaci di migliorare notevolmente la qualità degli spazi interni, anche dal punto di vista climatico, favorendo la ventilazione e l’illuminazione naturale.

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La scelta dei materiali scaturisce da una riflessione sul limitato budget a disposizione e sull’aspetto ludico ed educativo che la struttura andrà ad assolvere. Sono stati utilizzati laterizio, cemento armato, isolamento a cappotto e intonaco e pittura bianca per le finiture, materiali che hanno permesso un risparmio economico dovuto alla reperibilità e alla facile e veloce lavorazione e contestualmente di ottenere un involucro prestante termicamente. Nei pavimenti in fine si introduce il colore, aspetto indispensabile per un asilo.

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Questo è stato usato come strumento “didattico” per aiutare i piccoli a distinguere le diverse zone dell’asilo: pavimento in gomma verde per la zona gioco, piastrelle in ceramica giallo ocra per la zona riposo e arancione per i bagni e il fasciatoio, bianche per gli spazi riservati agli adulti.

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Il progetto risale al settembre 2009 a seguito della pubblicazione del bando della Regione Abruzzo per il finanziamento di asili nido. Nel dicembre 2009 è stato approvato il progetto esecutivo. Dopo l’aggiudicazione del finanziamento nel maggio 2010, il comune ha provveduto alla gara d’appalto e il 10 marzo 2011 è partito il cantiere prevedendo un tempo di realizzazione di 180 giorni.

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L’aspetto innovativo stà nella capacità che ha avuto il progetto di trasformare le criticità del luogo in valore aggiunto. Questa realizzazione potrebbe essere vista come un esempio circa il rapporto tra qualità architettonica e disponibilità economica, poichè è luogo comune pensare di poter realizzare opere di qualità solo con grandi somme a disposizione.

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Fondamentale è stato riuscire a costruire una struttura ad un costo di circa 900 euro al mq che fosse rispondente alle aspettative di fedeltà del progetto e alla qualità dell’opera architettonica ricercata, anche se il vero e proprio riscontro si avrà nel momento in cui la struttura entrerà in funzione.

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