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Cantù (CO), Italia

Concorso Di Progettazione Per Il Riassetto Urbanistico E Funzionale Di Piazza Garibaldi - Cantù

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Fotografia Giacomo Morelli

La nuova Piazza Garibaldi funziona come una grande “calotta” di granito che con suoi accentuati, ma impercettibili dislivelli, si “piega” “appoggiandosi” delicatamente al suo contorno periferico. La ricomposizione dei dislivelli della piazza attraverso la pavimentazione (granito) disegnata secondo sei linee di pendenza (6 pieghe), che confluiscono nel compluvio di una caditoia quasi impercettibile (periferica) si collega agli “innesti”, sempre in granito, di tutte le vie che sfociano nella piazza. Le lastre di granito, soprattutto di dimensione (100×50) cm, disegnano una “dolce disinvolta metrica” fino alle soglie degli edifici. Le “corsie” dei percorsi veicolari sono caratterizzate dal disegno differente a “3 lastre a correre”. La piantumazione dei 13 celtis australis (barriera visiva e acustica), definisce due zone ben precise della grande piazza: una zona aperta, di passaggio, di incontro, o di incontro collettivo (manifestazioni) e un’altra a “giardino”, più “protetta”, attrezzata con sedute a panchina e tavolo, illuminazione appropriata e la presenza di un intervento scultoreo, reso possibile, oltre che dall’intervento della scultrice portoghese Lilia Catarina, dal sofisticato sistema di cavi tesi , “ancorati” a 5 pali che permettono di “sospendere” sculture (a 3 metri dal suolo) e l’illuminazione principale (4 apparecchi sospesi a circa 15 metri dal suolo). Nella zona alberata, tra le panchine e i tavoli, in asse con l’intero spazio-piazza, una linea “sinuosa” traccia sul pavimento di granito il percorso dell’acqua, la presenza di questo nuovo elemento naturale, vuole essere ancora una volta, qualcosa di “mimetico”: l’importanza del “suono”, il rumore « calmante » dell’acqua che scorre, come negli agrumeti nei giardini dell’Alcazar di Siviglia o dell’ Alhambra di Granada.

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Fotografia Studio

Il muro in pietra che separa la nuova piazza, dalla Via Annoni, viene consolidato, recuperato, ricostruendone la parte finale (verso Via Ariberto) in linea retta. Nel sagrato di San Paolo viene sostiuito il pavimento lastricato laterale, lungo il parapetto di pietra, con l’ “acciottolato” antico, che prosegue, ricostituito e consolidato, sulla scala di San Paolo. Riposizione della croce, recuperando il suo piedistallo e presenza della quarta scultura, che dalla piazza superiore, chiude un percorso espositivo e visivo (in dialogo con le altre 3 della Piazza Garibaldi), accentuando, ancora una volta, la più importante presenza di tutto l’intorno: La Chiesa di San Paolo.

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Fotografia Giacomo Morelli

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Fotografia Giacomo Morelli

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Fotografia Giacomo Morelli

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Fotografia Giacomo Morelli

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Fotografia Giacomo Morelli

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Fotografia Studio, Fotografia Giacomo Morelli

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Fotografia Giacomo Morelli

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Fotografia Giacomo Morelli

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Fotografia Giacomo Morelli

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OPERA REALIZZATA

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AREA D'INTERVENTO A CONCORSO

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MODELLO PRIMA FASE

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MODELLO PRIMA FASE

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MODELLO PRIMA FASE

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MODELLO

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MODELLO

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MODELLO

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MODELLO

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MODELLO DETTAGLIO SCULTURE

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MODELLO

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VISTA ZONA ALBERATA

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DETTAGLIO LINEA D'ACQUA

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VISTA PIAZZA

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VISTA PIAZZA

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VISTA SAGRATO DI SAN PAOLO

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VISTA NOTTURNA

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VISTA NOTTURNA SAGRATO DI SAN PAOLO

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