Ingresso. Vista da via Tharros
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Il Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras.
Particolare. Vista dallo stagno.
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Il Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras, progettato negli anni ’80 dall’architetto Enzo Magnani, è situato nei pressi dello stagno di Cabras, alla periferia dell’abitato. Nelle sale del Museo è esposta un’ampia raccolta di materiali archeologici eterogenei, provenienti da scavi e da ritrovamenti occasionali nel territorio di Cabras, suddivisi in quattro aree tematiche. La prima parte dell’esposizione è costituita da reperti provenienti dal sito preistorico di Cuccuru Is Arrius, interamente scavato per favorire la costruzione del canale che collega lo stagno di Cabras al mare aperto. In questi scavi, oltre a ceramiche di età neolitica, sono state rinvenute statuine fittili della c.d. dea madre. La seconda parte dell’esposizione contiene reperti provenienti dai siti archeologici di età nuragica, essenzialmente ceramiche e bronzetti. Tra questi ultimi, particolarmente noto è il modello di nave con prua a testa di cervo e figure di uccelli sui bordi. I reperti rinvenuti negli scavi della zona archeologica di Tharros costituiscono la terza parte dell’esposizione. L’ultima parte è dedicata all’archeologia subacquea e ai reperti provenienti dalle navi romane affondate in prossimità della penisola di Sinis e dell’isola di Mal di Ventre: ancore in piombo e ferro, chiodi in bronzo e lingotti di piombo, imbarcati in Spagna e recanti il sigillo del proprietario. È ben nota la rilevanza scientifica di questi ultimi: il piombo di cui sono composti, essendo rimasto sotto il mare, assieme alla nave che li trasportava, per due millenni, ha diminuito di circa 100.000 volte la pur piccolissima carica radioattiva di partenza, rappresentata da un suo radionuclide, il piombo-210. Poiché il contenuto di piombo-210 si dimezza circa ogni 22 anni, nei lingotti sardi si è, conseguentemente, in pratica annullato. Proprio questa caratteristica lo rende un insostituibile schermante, e in tal senso è stato utilizzato, nel Laboratorio del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, per un esperimento internazionale sui neutrini .
Il museo nel territorio.
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Il nuovo Museo. Come agire? Il bando di concorso prevede l’ampliamento del museo esistente mediante la realizzazione di nuova ala, destinata all’esposizione permanente delle statue e dei reperti provenienti dal sito di Mont’e Prama. Il museo dovrebbe quindi accogliere sia reperti unici come le sculture di Mont’e Prama sia le altre collezioni, il cui carattere non presenta caratteri di particolare eccezionalità. Il primo snodo strategico sul quale ragionare è, a nostro avviso, se sia preferibile dotare Cabras di un museo, reso unico nel panorama museale mondiale dalle caratteristiche del contenuto, ovvero creare un’ala dedicata ai “giganti”, conservando le collezioni attuali? Senza sminuire il valore delle collezioni attualmente esposte, si ritiene che preferibile che il nuovo Museo sia dedicato esclusivamente all’esposizione del gruppo scultoreo. L’obiettivo del nuovo Museo, denominato DOMO (nel senso di “casa”, ovviamente dei guerrieri), sarà quello di creare le condizioni per un ritorno a casa delle statue, utilizzando come suggestivo fondale lo stagno di Cabras, di fronte – e in collegamento visuale – al sito del ritrovamento. Si creerebbe così un polo attrattivo di rilevanza internazionale, all’interno del quale potrebbero trovare posto anche esposizioni temporanee, per creare fertili contaminazioni tra identità storica, presente e futuro, in connessione costante con musei e siti archeologici sardi, nazionali e internazionali. Nel superamento della tradizionale concezione del “museo contenitore”, comune a molti musei dell’isola, dove non sempre è dato di comprendere le pur rilevanti differenze tra ambiti culturali, epoche, autoctonie e portati esterni multietnici, che pure costituiscono la vera e più profonda identità della Sardegna.
Inquadramento territoriale
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Nasce DOMO.
Pianta livello seminterrato.
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Sulla base di queste considerazioni, il primo passo per la creazione del nuovo museo è quello di trovare locali, esterni all’attuale struttura, idonei ad ospitare le vecchie collezioni. Nell’ottica di mantenere saldo il presupposto dell’unicità dei materiali da esporre, si potrebbe conservare, all’interno di DOMO, l’intera collezione dei lingotti di piombo, ospitati nella zona dei laboratori di ricerca in quanto materiali di notevole importanza sperimentale, oggetto nel presente e, presumibilmente, anche nel futuro, di studi. Esattamente come, per altri versi, si potrebbe prospettare per un’auspicabile prosieguo dell’analisi, sulle statue, incentrato, ad esempio, sui frammenti delle sculture non ancora ricomposti. L’ingresso del museo rimarrà invariato rispetto alla sistemazione attuale. I locali posti sulla destra dell’ingresso, che attualmente ospitano uffici, magazzini, aule didattiche e laboratori, verranno rimodulati in funzione del centro ricerche del museo e per due uffici della direzione. Una sala sarà dedicata ai rinvenimenti di Mont’e Prama, l’altra ai lingotti di piombo di Mal di Ventre. La sala di Mont’e Prama sarà dotata di mobili con ampie cassettature – appositamente progettate – che consentano di contenere nello spazio un’ordinata stesa complessiva del materiale e, ad un tempo, mantenerne una facile accessibilità per studiosi e visitatori. I locali che attualmente ospitano le varie collezioni, verranno riallestiti per creare una sorta di filtro informativo, necessario alla comprensione dell’importanza storica e artistica delle sculture, del quadro culturale e topografico del quale sono straordinaria espressione e della lunga vicenda, umana e scientifica, che connette il momento del loro rinvenimento a quello dell’esposizione finale. Il visitatore sarà accolto nel piccolo atrio delle biglietterie. La visita segue un precorso orario: nella prima sala è previsto l’uso di apparati multimediali, che si limitino a forti suggestioni emotive, al solo fine di far abbandonare al visitatore lo stato distaccato e distratto e immergerlo nello spirito “sacrato” di DOMO. Le quattro sale successive suggeriscono invece un approccio più scientifico, proponendo l’esposizione (eventualmente a rotazione) di una parte dei frammenti delle sculture, e qualche modello di nuraghe, integrati da pannelli e terminali interattivi dedicati alla spiegazione del lungo processo che ha portato alla ricostruzioni dei “Giganti”. La sala conferenze non cambierà destinazione, ma sarà allestita in modo “dinamico”, così da poter ospitare anche per esposizioni temporanee o eventi culturali, non necessariamente di tema archeologico. Da questo punto si articola l’ingresso alla nuova ala “dei giganti”: nel patio è prevista la realizzazione di una scalinata che porti il visitatore ad un livello inferiore (una discesa nel passato) e poi in un tunnel scarsamente illuminato, dove si ricrea la tensione necessaria alla scoperta: le statue, esposte nella grande sala di chiusura. Il visitatore, dopo aver attraversato il tunnel, viene accolto in un ambiente in leggera pendenza in direzione dello stagno. La sala accoglie i “giganti”, schierati in quella che si potrebbe ipotizzare come la sintassi originaria, che comunque ne consenta la visione a 360°. Una grande vetrata permetterà la vista delle statue anche dall’esterno, nel parco del museo, al quale si potrà accedere anche direttamente dalla sala. Le statue saranno dislocate su tre rampe con pendenza dell’8%, intervallate da piani orizzontali, per consentire anche il contatto diretto con le sculture, emozionante per tutti ma indispensabile per i non vedenti. Si potrà accedere anche ad una rampa, posta sulla sinistra, nella parete sudovest della strada, che consenta al visitatore ad una visione complessiva dall’alto e, uscendo sulla terrazza, di istituire un collegamento percettivo diretto con il Monte ‘e Prama, sulla sponda opposta dello stagno. Una passerella conduce il visitatore all’ultimo blocco, separato dalla grande sala da una parete inclinata su cui poggia la scalinata monumentale che riporta il visitatore al livello inferiore. Al primo piano, attorno al patio, sono previsti un’aula didattica ed uno spazio espositivo; al piano terra i servizi igienici, il bookshop e il bar. Grande rilevanza nella progettazione del nuovo museo viene data alla luce, al modo in cui questa penetra all’interno degli spazi espositivi. La sala principale è illuminata da una successione di lucernari orientati ad ovest, attraverso i quali la sala viene “inondata” di una luce diffusa che contribuisce ad accentuare l’atmosfera quasi sacrale di questi spazi e permette di cogliere quelli che potremo definire come “ricami “ nella pietra e intagli preziosi di cui le statue dei giganti sono ricchissime. Per quanto riguarda l’intervento nell’area esterna il progetto cerca di ridefinire e qualificare il bordo, lo spazio intermedio fra il centro abitato di cabras e lo stagno, ricollegandosi ad alcune situazioni gia esistenti. Attraverso un progetto di percorsi pedonali e ciclabili, che collegano e integrano quelli gia esistenti, vengono messi in relazione alcuni episodi urbani, quali la chiesa di Santa Maria Assunta, aree che appaio oggi in stato di abbandono lungo lo stagno e lo stesso polo museale. L’intervento attraverso un unico gesto crea un concatenarsi di spazi per la sosta e la fruizione dello stagno che dal centro cittadino, lungo lo stagno portano fino al museo.
Pianta livello rialzato.
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Sezioni.
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Vista dallo stagno.
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Interno. Vista della sala espositiva da quota -1.70.
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Interno. Vista della sala espositiva da quota + 0.70.
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Tavola 1.
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Tavola 2.
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Tavola 3.
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Tavola 4.
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Tavola 5.
© Giacomo Alessandro . Pubblicata il 28 Dicembre 2011.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
Vedi la lista di tutte le associazioni per regione. Per maggiori informazioni Contattateci