© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 02 Gennaio 2012.
L’idea progettuale mira alla definizione di un nuovo spazio museale, connesso alla struttura esistente, in cui prevalga una spazialità interno-esterno non di tipo commemorativo, ma volta alla massima fruibilità e funzionalità. L’obbiettivo è la realizzazione di un nuovo spazio interno che favorisca un rapporto diretto e rilassato tra visitatore e opera, creando un ambiente non monumentale, quasi domestico e a contatto con la natura. L’area museale, inserito in un area verde alberata, ben inserita nel contesto della città, si pone come una sorta di “village museum”. L’illuminazione naturale degli ambienti espositivi è la soluzione che caratterizza l’edificio: attraverso una copertura a forma biomorfica, tale da garantire una illuminazione degli spazi espositivi di tipo zenitale, viene filtrata la luce ed il calore del sole. In particolare, si impedisce ai raggi solari di raggiungere direttamente le opere esposte, garantendo però un’illuminazione naturale mutevole a seconda delle condizioni atmosferiche, che valorizza le opere esposte. Si propone uno spazio espositivo unitario, all’interno del quale sono collocate delle teche per la esposizione di monili e anfore. Ivi trovano la collocazione 40 statue dei Mont’e Prama. L’area di intervento se pur collocata in una zona periferica della città di Cabras , si rivela di notevole importanza per la forte caratterizzazione naturalistica, ritagliata tra via Tharros e lo stagno. A tale auspicio si è posta l’attenzione al recupero ambientale dell’intero contesto, con particolare attenzione agli interventi di rinaturalizzazione e arredo urbano degli spazi esterni di progetto. Da una rilettura critico-semantica alla scala urbana, si sono enucleati degli assi geometrico-prospettici da cui è scaturita lo schema organizzativo del progetto. Data la esigenza di ottenere la massima omogeneità dello spazio interno, si è puntato alla definizione di un involucro geometrico perfettamente rettangolare, corrispondente alla superficie richiesta nel bando. Nella struttura proposta, l’austerità formale esterna, è compensata della ricchezza e della articolatezza dello spazio interno della sala espositiva, in particolare dalla copertura traslucida a forma biomorfica.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 02 Gennaio 2012.
Il nuovo museo, si collega al museo esistente recuperando un percorso lineare fino all’ingresso principale. Tale percorso comporta la realizzazione di una nuova struttura di collegamento, in cemento e vetro, che va parzialmente ad interessare la corte interna dell’attuale museo. Il vero e proprio nodo di accesso allo spazio espositivo di progetto, posto a cerniera fra questi e il vecchio museo, articolato in modo da consentire, oltre al collegamento interno fra le parti, anche un accesso dall’esterno, da utlilizzare anche come uscita di emergenza. Ivi è stata prevista una teoria di scale con percorso-rampa, in quanto il piano di calpestio della nuova sala espositiva, si pone ad una quota lievemente superiore rispetto a quella del museo esistente. L’articolazione spaziale di questa parte, i tagli di luce ricavati e la trasparenza e l’asimmetria dello spazio interno, diventano architettonicamente rilevanti e da cui “tout cour” si coglie la percezione dello spazio espositivo. Il silenzio, una certa spiritualità unita ad una discreta collocazione delle statue, sono gli elementi peculiari dello spazio interno. A tal fine si è concepito una sorta di contenitore cieco, illuminato quasi unicamente dall’alto, con l’impiego di elementi translucidi di alta tecnologia, che conferiscono una luminosità interna diffusa e uniforme, al fine di consentire al visitatore una fruibilità delle opere il più naturale possibile. L’illuminazione artificiale dello spazio espositivo nel suo complesso, è prevista del tipo a led posti a livello della copertura e a fibbre ottiche per le teche espositive dei monili e ceramiche. Dal punto di vista strutturale, il blocco di progetto è realizzato con opere in cemento armato, unitamente all’impiego di strutture in carpenteria metallica, rispettando una modularità a campate regolari. Il piano terra, architettonicamente e strutturalmente si pone rispetto al volume soprastante più leggero e trasparente dello spazio espositivo, come uno zoccolo, realizzato in cemento armato a faccia vista e pilotis in carpenteria metallica. L’intero progetto è concepito con l’impiego di alte tecnologie tanto in materia di risparmio energetico che impiantistico. In particolare il blocco superiore dello spazio espositivo, è rivestito per tre lati con una “pelle” traslucida, che assolve la duplice funzione: di parete ventilata e per la produzione di energia elettrica (parete fotovoltaica). A tal fine si prevede l’impiego di pannelli fotovoltaici di ultima generazione tipo ProSol TF di colore marrone chiaro, che, otre a definire formalmente le facciate, consentono di avere una produzione di energia elettrica superiore ai pannelli fotovoltaici tradizionali (vedi Tav. 3). L’impiego della “pelle” di rivestimento esterno in fotovoltaico ProSol TF del nuovo museo, dato il suo colore marroncino-dorato, consente una uniformità cromatica notevole con il vecchio museo, consentendo una notevole omogeneità architettonica, pur trovandoci di fronte a tipologie di due diverse epoche. Le pavimentazioni interne della nuova sala, nonché del nodo di collegamento con il vecchio museo, sono previste in calcestruzzo levigato e resinato, con riscaldamento e condizionamento interno a pavimento. Le pavimentazioni dei lastricati e viali esterni, sono realizzati in parte in cemento pigmentato antiscivolo, in parte con lastricati di pietra naturale locale. In riferimento allo schema urbano del progetto, sopra descritto, è stato evidenziato un asse pedonale (città – mare), vera e propria passeggiata verso lo stagno e l’area naturalistica circostante, che si protrae fino a lambirne la riva, realizzato in tavolame di legno trattato. Con il presente progetto si prevede anche un restailyng funzionale e di parziale ridistribuzione dell’attuale museo e del ingresso, nonché il ripristino e manutenzione delle facciate e degli infissi.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 02 Gennaio 2012.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 02 Gennaio 2012.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 02 Gennaio 2012.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 02 Gennaio 2012.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 02 Gennaio 2012.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 02 Gennaio 2012.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 02 Gennaio 2012.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 02 Gennaio 2012.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 05 Gennaio 2012.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 05 Gennaio 2012.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 05 Gennaio 2012.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 05 Gennaio 2012.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 05 Gennaio 2012.
© Alfonso Di Masi . Pubblicata il 05 Gennaio 2012.
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