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Orotelli (NU), Italia

Parco Letterario Multimediale Salvatore Cambosu

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infrastrutture leggere

INTRODUZIONE – Partendo dall’opera principale di Salvatore Cambosu Miele Amaro si è adottato come modulo-logo costruttivo il favo d’api utilizzato per prima da Maria Lai. L’artista aveva già negli anni ottanta creato un percorso all’interno del paese costituito dal modulo del favo bidimensionale, riportato graficamente sui muri delle case, fino all’estrusione tridimensionale della ringhiera alveare che campeggia sopra l’ingresso della casa. Il progetto riformula il favo di Maria Lai con l’idea del nodo (Hub), della rete della comunicazione, del web e della contemporaneità proponendo un nuovo segno, al contempo locale e globale, capace di aprirsi allo spazio della comunicazione multimediale. Nasce così il nuovo modulo su cui costruire il progetto aperto dove il miele amaro di Cambosu circoli nelle maglie di una rete-percorso, reale e virtuale, legata alla memoria. La casa/museo riapre il dialogo con il suo passato. Sulla facciata esterna della casa, già segnata dal ritmo dei peni e dei vuoti dell’alveare dell’opera dell’artista Maria Lai, viene segnata da un pannello la porta d’accesso al cortile interno. Al suo interno il museo è interpretato come luogo delle possibilità mutevoli. Il riferimento è il teatro con le sue variazioni scenografiche su più livelli. Le installazioni come una serie di set teatrali aperti, ordinati con un piano sequenza articolato su più livelli, consentono un uso variabile e libero dello spazio espositivo. L’articolazione in due macro parti, percorso multimediale e bookshop, rende inoltre autonome le singole componenti funzionali del complesso museale permettendo sia agli spazi espositivi sia al bookshop di avere completa autonomia gestionale attraverso accessi e percorsi indipendenti. L’edificio è pensato per essere energicamente autonomo, attraverso l’installazione in copertura di pannelli fotovoltaici in grado di soddisfare il fabbisogno energetico. ACCOGLIENZA – Attraversata la porta di ingresso si arriva al patio interno della casa. Quest’ultimo è attraversato da un pannello grafico che divide lo spazio in due parti separando il percorso museale (ala vecchia della casa) dalla area book shop (ala nuova). La sala di accoglienza è segnata dalla texture del favo che si propaga dalla porta d’ingresso al desk ed ispira la forma costruttiva del mobile guardaroba. Uno spazio nel quale trovano spazio immagini e frasi simbolo dell’opera Cambosiana inserite armonicamente nella rete alveare. L’INGRESSO – Si entra in una stanza arredata con scaffali alle pareti che contengono foto oggetti manoscritti testimonianze della vita di Cambosu. Al centro della sala campeggia un grande schermo digitale, che simboleggia l’io poetico di Cambosu, inserito nel telaio in legno che richiama l’antico mobilio della casa come uno specchio a grandezza naturale. Il visitatore si trova specchiato ed emerge lentamente l’immagine di Salvatore Cambosu interpretato da un attore che da voce all’io narrante, voce poetica, che accoglie il visitatore nel ciclo della creazione. L’io adulto si specchia con l’io bambino (cardellino, il bambino di “una stagione ad Orolai”) , la memoria si apre al rione degli “scalzi” e dei “calzati” al mondo dei pastori e dei contadini della transumanza e della stanzialità. LA CUCINA – La scala antica in legno a pioli, restaurata e consolidata, mantiene la funzione di collegamento tra il livello terra ed il livello primo del museo. Sulla sommità la vecchia cucina sarà virtualmente accesa con dei monitor che trasmettono il fuoco digitale. Sopra di essi ci saranno poste delle pentole in rame al cui interno un monitor che trasmette piatti tipici in cottura della cucina agropastorale orotellese. Nel camino un altro fuoco digitale allude al fuoco del camino della casa come raccontata dal poeta. I temi contenuti in questa scena sono il fuoco il focolaio la cucina la casa. Il poeta appare su un tessuto di tulle affacciato sulla balaustra lignea che legge passi dei sopra citati temi. LA BIBLIOTECA – Nella prima sala, un mobile libreria costruito seguendo lo schema delle librerie a muro tipiche dell’epoca già presenti nella casa diverranno l’occasione per la costruzione di una libreria interattiva. L’opera di Cambosu viene divisa nelle opere principali. Ogni scaffale un opera ogni opera conterrà dei volumi che rappresentano i capitoli ed i temi dell’opera stessa. Al centro della sala un tavolo in legno dotato di un sensore riconoscerà l’opera che il visitatore ha scelto dallo scaffale e posizionato sul tavolo. Dall’alto una proiezione sul tavolo diverrà interfaccia di approfondimento sulle tematiche dell’opera stessa. Un’ulteriore proiezione sulla parete antistante trasmette degli estratti video evocativi appositamente girati come dei veri e propri cortometraggi sulle novelle ed i racconti delle opere Cambosiane. LO STUDIO - La scrivania storica di Cambosu conservata ad Orotelli diventa tavolo interattivo. Sullo sfondo quattro diversi Cambosu interpretati da un attore con le varianti di postura di abbigliamento ed atteggiamento. Il poeta sarà in maniche di camicia e guarderà verso la finestra. Il giornalista in abito scuro come soleva Cambosu nelle sue famose inchieste, con la cartella sotto il braccio. L’insegnate con le braccia conserte rivolto alla classe. Il visionario con gli occhi chiusi e braccia incrociate. Il tavolo interfaccia contiene il dizionario (insegnante), la macchina da scrivere (giornalista), il taccuino (narratore poeta), gli occhiali (il visionario). Ognuno di questi oggetti-link sfiorato dal visitatore attiva uno schermo dando vita al personaggio corrispondente che racconta nello schermo il suo specifico modo di lavorare.

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ACCOGLIENZA - L'INGRESSO - LA CUCINA - LA BIBLIOTECA - LO STUDIO

LA CORTE - Per contestualizzare questo passaggio, individuato quale punto chiave per rispondere alle necessità di adeguamento normativo (servizi igienici ed ascensore) e di connessione tra l’ala vecchia e nuova della casa-museo, si è pensato di ricorre alla novella “La capretta” di Miele Amaro che allude al girovagare nel territorio del pastore ed al suo desiderio metafisico di poter guardare il cielo. È così che l’ampia vetrata diventa teatro sull’esterno della casa, della corte e del paesaggio. Il progetto propone, al fine di creare un link con il favo ringhiera, opera d’arte di Maria Lai, già presente sul parapetto esterno della casa, l’inserimento delle tavole dell’opera “il pastorello” della stessa artista come segni grafici nella vetrata. Una voce fuori campo racconterà il testo tratto da miele amaro ed il prosieguo della storia narrato nella sua fiaba. Il primo collegamento tra museo e paesaggio. LA CAMERA DA LETTO - L’idea nasce da un’intervista rilasciata alla fondazione Cambosu dall’artista Maria Lai nel film i luoghi di salvatore Cambosu. Qui l’artista descrive la stanza da letto di Salvatore Cambosu: volutamente scarna e disadorna con chiodi alle pareti dove appendere gli abiti e pile di libri ordinatamente disposte da terra. Un luogo monastico di contemplazione popolato e riempito dalle sue visioni. Nella scena campeggia il letto, un comodino scarno, gli abiti appesi sul muro e le tende alla finestra. La camera da letto diventa teatro delle visioni oniriche del poeta. Sul letto a seconda del tema compare il bambino l’adulto ed il vecchio dormiente. Sulla tenda le visioni prendono corpo in sequenze filmiche che trasformano i testi in scene evocative sincronizzati con ilo poeta dormiente. Il tema è il sogno, l’inconscio e la memoria bacino a cui attinge a piene mani la poetica di Cambosu. IL FORNO - Questa stanza celebra il memoriale del pane con una installazione artistica dove le grandi forme di pane carasau creano delle colonne di pane simbolo della quotidianità della vita degli ultimi. Una voce fuori campo racconta i diversi passi in cui Cambosu, ispirato dal pane, scrive pagine indimenticabili sulla sua creazione. Sui tavoli della panificazione compaiono video proiettate le mani delle donne che lavorano la pasta. Nel forno il fuoco digitale mostra il pane che cuoce e si gonfia attraverso video proiezioni, il suono del forno e del vociare delle donne avvolge il visitatore creando una forte suggestione. Il profumo del pane si spande attraverso diffusori olfattivi che creano un forte effetto percettivo. Nella madia a muro una video installazione distribuita su due livelli ripercorre il viaggio che dalla terra conduce al pane attraverso il lavoro dell’uomo. IL POZZO – Il pozzo luogo simbolico per eccellenza racchiude uno spazio che metaforicamente interpreta il tema della riflessione ovvero una interpretazione su alcuni aspetti della poetica cambosiana. Da una parte gli autorevoli testimonial del mondo dell’arte della cultura e dello spettacolo. L’installazione invita il visitatore ad affacciarsi al pozzo che contiene uno schermo digitale iscritto circolarmente: immersi in un acqua digitale appaiono in filigrana riflessi i volti di testimoni autorevoli. Una web cam posizionata in fondo al pozzo può essere attivata dal visitatore con un apposito pulsante per registrare la propria riflessione su Cambosu che, una volta registrata, sarà trasmessa, dopo apposita verifica del web master, sul sito della fondazione divenendo così una sorta di registro delle presenze e dei commenti dei visitatori. LIBRERIA – Terminata la visita al museo si accede alla zona bookshop. Questa area offre la possibilità al visitatore di approfondire le tematiche attraverso l’acquisto di saggi pubblicazioni e tutte le opere pubblicate su Cambosu. Inoltre, attraverso la fondazione Cambosu si potranno produrre gadget taccuini, poster, stampe etc. creando un indotto ulteriore per il museo. Lo spazio bookshop permette l’accesso alla connessione del museo con l’intero territorio circostante attraverso la realtà aumentata: una sorta di porta virtuale che ci conduce ad una visione amplificata del territorio. In un apposito desk l’operatore consegna uno smarth phone (su rilascio di un documento di identità) o abilita quello del visitatore ed una mappa con i punti di interesse ed i percorsi attivati sulla realtà aumentata.

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LA CORTE - LA CAMERA DA LETTO - IL FORNO - IL POZZO - LIBRERIA

STAZIONE DELLE POSTE – La vecchia stazione è stata pensata come un unico volume che riprende metaforicamente l’idea della stazione aperta al viaggio per trasformarsi in dispositivo per traguardare l’intero territorio. Il corpo della nuova stazione avrà il lato corto aperto verso il paesaggio attraverso una grande vetrata. Nella nostra interpretazione la stazione, quale strumento di partenza, si connette al museo attraverso una texture che mappa una parte dell’edificio permeandolo con il tema Cambosiano del favoalveare-rete. L’esterno della stazione segnato da un grande megafono diventa segnale visivo di forte impatto diurno e notturno sull’asse viario Macomer Nuoro. L’interpretazione dell’elemento megafono, tipico delle stazioni per annunciare le partenze e gli arrivi, viene enfatizzato in un grande oggetto che si innesta sul corpo architettonico e che richiama la forma di un meccanismo sonoro. Formalmente simile al megafono esso allude ad un luogo dove si raccolgono e si concentrano le tracce sonore del territorio e che trasmette, come una sorta di campanile tecnologico al territorio circostante i messaggi degli scritti di Cambosu. Una sorta di banditore contemporaneo che chiama a raccolta il paese. Segnando le stagioni con brani pertinenti, come una sorta di orologio letterario, il campanile multimediale ri-costruisce la relazione e la permeabilità tra territorio e spazio urbano, tra memoria collettiva e registrazione di essa. Il corpo della nuova stazione è suddiviso in tre zone: Uno spazio accoglienza dove i visitatori vengono informati sui diversi percorsi ed istruiti sull’utilizzo all’aperto della realtà aumentata. Una sala d’attesa e dell’ascolto nella quale si può vivere un’attesa partecipata che scandisce l’inizio del viaggio verso la scoperta dei territori orotellesi. Attraverso la relazione con l’esterno, segnata dal grande megafono auricolare i suoni e le parole del territorio vengono come canalizzate in micro megafoni auricolari che contengono brandelli di paesaggi sonori, campioni di frasi in italiano e sardo, filastrocche e detti poesie e fiabe così riccamente espressi nella parte antologica nella tradizione linguistica sarda presente in Miele Amaro. Attraverso due pannelli led screen, collegati ad un server digitale connesso ad una pagina web, gli utenti (popolo della rete) possono scegliere tra l’enorme data base di frasi Cambosiane quelle che vorrebbero trasmettere quel giorno sugli schermi o sull’audio esterno alla stazione. Questi insieme agli stessi commenti di chi ha visitato il museo, debitamente selezionati dalla referenza scientifica verranno trasmessi come ricche riflessioni su Cambosu stesso. La rete diventa così occasione di modificazione dell’opera e re-immissione in un dibattito culturale aperto. No monumento ma vita. Una zona all’aperto per la consegna ed il noleggio di veicoli elettrici o biciclette per poter partire da essa verso la scoperta dei percorsi naturalistici. Il percorso dei nuraghi parte dalla stazione stessa avendo come primissima tappa l’albero di Antioco Mezzadria. Simbolo della ciclicità della vita e delle stagioni.

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stazione delle poste

PERCORSI – I percorsi indicati dall’amministrazione comunale, nei documenti di concorso, sono stati pensati per unire il paesaggio e le emergenze archeologiche e storiche artistiche con gli scritti di Cambosu. Il progetto propone un continuo specchiamento tra reale e memoria attraverso l’utilizzo della “realtà aumentata” e delle tecnologie digitali. La casetta porta con se l’evocazione del nuovo villaggio globale connesso alla rete che si innesta nel paesaggio reale in una affascinate sovrapposizione. È possibile inoltre riparasi dal sole o dall’acqua (pausa ristoratrice) e dal vento, rifornirsi d’acqua, accedere alla visione di schede e stampe digitali poetiche divulgative, ricaricare i dispositivi mobili attraverso energia prodotta dalla “pelle fotovoltaica”. Il visitatore indossa un interfaccia che metaforicamente apre lo sguardo al mondo poetico di cui è intriso il paesaggio. Per segnalare questi punti di passaggio si è scelta la casetta alveare la quale, posizionata il modo da traguardare il punto di interesse prescelto ( chiesa o nuraghe, emergenza floro-faunistica e/o geologica), contiene al suo interno un access-point in grado di accendere il dispositivo wireless connesso agli smarthphone consegnati al museo e alla stazione.

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stazione delle poste - interno

AREA STAZIONE_PERSONAGGI - Proseguendo lungo la direttrice del percorso dei nuraghi un campo prossimo alla stazione potrebbe agevolmente ospitare altre sculture ed altri personaggi sempre in versione diurna e notturna. La valenza strategica del campo suggerito sta nella posizione baricentrica tra paese e la prosecuzione del percorso segnando così una tappa intermedia fondamentale. Personaggi e sculture suggerite per “popolare” il campo sono: Antioco Mezzadria. Simbolo della ciclicità della vita e delle stagioni. L’albero di giorno pare come una scultura stilizzata che interagisce nella realtà aumentata tramite la quale il visitatore può ascoltare il racconto di Antioco Mezzadria e il significato profondo del ciclo della vita. Al contempo si apriranno altri link possibili sempre implementabili di ciò che il visitatore traguarda nel territorio. La stessa opera in versione notturna si accende con una proiezione del personaggio Antioco Mezzadria interpretato da un attore che campeggia alto sul territorio dove le parole di Cambosu diventano immagini poetiche. Buonaventura Mameli viene trasfigurato nell’oggetto del suo ricordo il miracolo del pane qui rappresentato con una stratificazione di pane carasau; nella versione notturna la scultura si anima dei gesti sapienti della panificazione. Giacomo Quesada il personaggio del racconto aveva paragonato la propria vita a quella di un treno e del suo lento incedere da qui la metafora del binario scultura. Nella versione notturna il personaggio svolge un viaggio introspettivo sulla propria origine e destino. Vincenzo Albeltino l’ambulante gentile e sorridente che Cambosu paragona ad un uccello migratore diventa nella scultura la stilizzazione di un fenicottero. In notturna la storia di Albeltino diventa evocativa con immagini del suo girovagare nell’isola nelle notti di luna. Il ricco, un personaggio che affronta l’esile confine tra ricchezza e povertà viene nella scultura rappresentato dalle spighe di metallo stilizzate ondeggianti al vento. Di notte le sagome si animano ed il grano diventa racconto dei lavori e delle attività del paese. Sant’Antonio regge in mano la ferula accesa donando il fuoco agli uomini. La legenda del fuoco di Sant’Antonio nella versione notturna diventa “luciferina” con “l’Anzipirri”.

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area stazione - personaggi

REALTÀ AUMENTATA – La realtà aumentata permette una fruizione innovativa del territorio arricchendo l’esperienza del visitatore attraverso la fruizione di contestuali contenuti multimediali. Con la realtà aumentata il visitatore punta lo smarth phone con la funzione di telecamera sensibile e guarda la realtà con occhi nuovi dal momento che i punti sensibili sono capaci di attivare e sovrapporre e ciò che si sta vedendo informazioni testuali ed audio visive. Attraverso la propria mappa conosce le zone “taggate” ovvero segnate come punti di interesse attivi. Basta inquadrare il territorio circostante con la camera dello smartphone per vedere sovrapposte le icone dei punti di interesse, cliccando sulle quali si accede a video, audioguide, immagini e testo associati al punto di interesse. In alternativa, queste stesse informazioni sono fruibili selezionando il punto di interesse in una mappa interattiva o semplicemente selezionando il nome del punto di interesse da un elenco. L’applicazione è sviluppata in modo tale che i punti di interesse e i relativi contenuti siano caricati, categorizzati e gestiti attraverso un server centrale. Per mezzo della realtà aumentata si potrà chiamare a raccolta tutti gli operatori e le attività del paese connesse alla tradizione per una visibilità nuova ed una opportunità di mercato che si sposa sapientemente con il fare cultura. Dal museo si potrà procedere alla scoperta del paese di Orotelli nei principali punti di interesse del paese: chiesa ed arco di San Giovanni, tutto il centro storico, e tutte quelle attività che l’amministrazione intende selezionare come artigianato tradizionale, attività di trasformazione casearia e gastronomica finalizzando lo sviluppo dei saperi e delle attività antiche raccontate magistralmente dallo stesso Cambosu. Così la visita di un panificio diventa la rievocazione attualizzata di quanto già visto nel museo, tutti i sensi verranno coinvolti in una nuova dimensione turistica percettiva, e rivissuto ora nella realtà aumentata di ulteriore informazioni e di possibilità di degustazione diretta.

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video installazione sa ghipudda

SA GHIPUDDA - L’unicità di questo luogo arcano dove le pietre assumono forme scultoree naturali si snoda un percorso dove tagli di luce enfatizzano l’effetto teatrale. Uno spettacolo a cielo aperto di son et lumier dove le rocce diventano schermi per video proiezioni che mappano la scabra rugosità della roccia con immagini evocative legate al mondo Cambosiano. Sia di giorno, sia di notte il dispositivo di realtà aumentata interagisce con il paesaggio fornendo informazioni, punti di vista e panorami mozzafiato fruibili dalla casetta di avvistamento anch’essa riconfigurabile come altro punto del sistema della realtà aumentata.

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inquadramento territoriale

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planimetria generale

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casa cambosu - distribuzione piano sequenze

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casa cambosu - distribuzione piano sequenze

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casa cambosu - sezioni e prospetti

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stazione delle poste - planimetria

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stazione delle poste - sezioni

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stazione delle poste - prospetti

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infrastrutture leggere - elaborati grafici

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area stazione - personaggi

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dispositivo di supporto multimediale

Pavilion

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav