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Cecina (LI), Italia

Concorso di idee per la riqualificazione della Terrazza dei Tirreni a Cecina (LI)

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La “Terrazza dei Tirreni” presenta caratteristiche ambientali e urbane di grande pregio. La sua posizione la rende un collegamento naturale tra la pineta residua alle spalle e la spiaggia pubblica di fronte e induce a perseguire il mantenimento della sua fruizione pubblica per farne un fulcro privilegiato della vita urbana di Marina di Cecina.

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La proposta strategica del progetto prevede che l’amministrazione individui un imprenditore al quale cedere parte dell’area in cambio della realizzazione degli spazi pubblici e degli ambienti costruiti, in forma consorziata con i proprietari dei fondi commerciali a nord.

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Tutta la ricerca progettuale è stata condotta per gestire la delicata convivenza di funzioni commerciali e ricreative private con un grande spazio pubblico, attorno al quale si riescono a coniugare l’interesse pubblico e quello privato attraverso una sinergia d’intenti per una riqualificazione sostenibile.

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La scelta urbanistica progettuale è di costruire la minor quantità possibile di volume fuori terra nel rispetto di quest’area del lungomare. Essa infatti è di particolare rilievo sia per l’unicità di un affaccio diretto sul mare, sia per la possibilità di un uso consapevole delle zone di particolare interesse storico e paesaggistico. La possibilità di demolire volumi obsoleti e in contraddizione con la realtà architettonica e culturale fornisce un’occasione per desaturare un territorio in questo senso già fortemente aggredito.

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Da questa riflessione nasce la volontà di creare i volumi strettamente necessari senza farli crescere in altezza, ma mantenendo uno spazio percettivamente libero e gradevole da fruire con il godimento di spazi aperti pubblici di aggregazione. In questo modo l’ex colonia marina – unico edificio di valenza storica e culturale di rilievo – viene valorizzata e messa al centro dell’organizzazione del progetto.

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Le due strade pedonali che dal viale Galliano (ove si trova anche il parcheggio) attraversano la pineta, arrivano direttamente sul mare senza soluzione di continuità, accompagnate da un allineamento di pini domestici. La nuova via pedonale che arriva in asse con l’ex colonia marina invece porta il fruitore al livello rialzato da cui ha una percezione più generale dell’intera area e accesso alle funzioni preposte.

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L’architettura che si vuole proporre si rifà alle idee urbanistiche sopra citate attraverso una visione formale organica con linee che richiamano le dune marine e con materiali in armonia strutturale (verde, legno) e percettiva (vetro). Tutto confluisce alla creazione di diverse aree funzionali poste in uno spazio urbano unico senza essere chiuse da elementi che facciano da barriera alla visuale d’insieme. Per questo si propongono piani inclinati per le coperture calpestabili e non, rampe dolci e ampie, integrazione dei vari percorsi funzionali con quelli di passaggio e fruizione libera affinché si mantenga una fluidità dell’uso degli spazi.

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Tutte le aree sono fruibili da portatori di handicap.

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La ricucitura pineta-mare attuata nel progetto tenta di creare ex novo il tipico sistema ambientale delle coste, dove il bosco arriva a ridosso della spiaggia creando un habitat specifico. La rottura di questo equilibrio costruendo lungo tutta la costa in maniera massiva ha provocato danni di ecosistema ravvisabili lungo molta della costa toscana. Portare i pini fino sul mare, formare una macchia verde nell’unica finestra direttamente aperta sul fronte mare sono azioni che perseguono queste direttive. Gli accorgimenti tecnologici seguiranno gli stessi intenti.

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Leco

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