© MANGASTUDIO . Pubblicata il 12 Gennaio 2012.
Il Contesto Il lotto oggetto d’intervento, situato nella zona Sud del paese di Samugheo, è determinato dalla presenza di vie carrabili di diversa natura: via Kennedy (a Sud), arteria di scorrimento giacché strada provinciale SP 33, via Santa Croce (ad Est), che conduce direttamente al centro cittadino, una via secondaria ad Ovest e via Vittorio Emanuele, al di là dei caseggiati, che chiude l’isolato a Nord. Da ciò si comprende facilmente come l’area in oggetto e il vecchio caseificio si trovino in una posizione nodale, e che, dunque, possano sfruttare un facile collegamento sia al centro storico che in uscita dallo stesso. Inoltre, l’andamento altimetrico del terreno, che pone il caseificio alla base di un declivio, ma anche su una sorta di promontorio, gli permette uno sguardo verso Sud, sul territorio rurale e agreste circostante quasi totalmente libero, condizione che sembra dover restare invariata per molto tempo a venire grazie ad una serie di fortunati fattori che ne impediscono la futura edificazione. Per questi motivi il progetto di riqualificazione dell’area deve trarre spunto sia dalle esigenze legate alla vita cittadina e/o turistica, coadiuvata da riflessioni riguardanti i flussi sia pedonali sia veicolari, sia dalle suggestioni dettate dal territorio circostante, che ne amplia sicuramente le potenzialità arricchendolo di scorci spettacolari.
© MANGASTUDIO . Pubblicata il 12 Gennaio 2012.
Il Progetto Il processo di valorizzazione dell’edificio esistente inizia con la valutazione della composizione formale dello stesso: la sua frammentarietà è dovuta a trasformazioni successive al momento della costruzione, necessarie per inserimenti funzionali, come il corpo aggiunto negli anni ’90 che interseca perpendicolarmente la manica di lunghezza maggiore. Si ritiene necessario pulire il caseificio, oggi in stato di abbandono, eliminando le superfetazioni presenti, restituendo così la sua conformazione originaria. Da questo volume così ri-ottenuto, si sviluppano le successive considerazioni di tipo funzionale e compositivo che conducono al progetto. La volontà di restituire alla cittadinanza, attraverso l’insediamento di funzioni di tipo pubblico, questo spazio e questo edificio ad oggi estromesso dalle attività e dai flussi della comunità, necessita di un’operazione che trasformi il nuovo complesso in un magnete attrattivo. In tal senso, il nuovo ampliamento si pone come obiettivo primario l’integrazione compositiva e materica con gli edifici esistenti, creando un sistema unitario che si modella e si conforma aprendosi verso la città secondo prospettive controllate, pur mantenendo un aspetto monolitico che permetta all’edificio di essere identificato come icona, e proteggendo, allo stesso tempo, il grande spazio che ne deriva al suo interno. La duplice connotazione dell’intero volume, sostanzialmente differente tra interno ed esterno serve ad enfatizzare questo concetto: le aperture altamente controllate e strategicamente posizionate attirano e convogliano i flussi all’interno; una volta qui, il volume che ci circonda si smaterializza articolandosi in un ritmato colonnato. La nuova piazza, così conformata, diventa luogo di aggregazione e snodo fondamentale attorno a cui ruotano le altre parti della città: il parco attrezzato ad Est, il parcheggio previsto da progetto a Ovest ed il Giardino degli Ulivi opportunamente integrato e valorizzato a Sud.
© MANGASTUDIO . Pubblicata il 12 Gennaio 2012.
La Piazza Il grande spazio raccolto e abbracciato dal complesso edificato costituito dall’integrazione tra vecchio e nuovo diviene fulcro non solo dei flussi che coinvolgono l’intera vita cittadina, ma soprattutto delle attività inserite all’interno del complesso stesso. Attorno ad essa si collocano radialmente, infatti, gli accessi alle diverse aree tematiche previste. Questo spazio può funzionare anche indipendentemente dagli orari di apertura del centro, come spazio di attraversamento protetto da una parte della cittadina all’altra o ancor meglio se utilizzata come piazza mercato, luogo di commercio e scambio (fiere) e come luogo di parate e manifestazioni (eventi), in occasione di feste paesane, attività culturali, etc. A tal proposito è stata inserita nel disegno della pavimentazione un’area ribassata con annessa gradinata che traguarda il Giardino degli Ulivi: questo spazio oltre a permettere di godere di un piacevole panorama e fornire un luogo di sosta all’interno del complesso, può essere sfruttato per lo svolgimento di piccole performance teatrali – musicali, spalti di un teatro all’aperto, luogo di eventi estivi, fornendo così uno spazio a libero accesso ai giovani che vogliano sperimentare e/o esercitarsi. Un fattore ulteriore per vivere la piazza e conservarla attiva, diventando un richiamo importante non solo per la cittadinanza. La piazza dunque deve essere intesa come spazio aggregativo versatile, capace all’occorrenza di trasformarsi grazie alla sua ampiezza e alla sua conformazione, facilmente raggiungibile nel suo interno con mezzi autorizzati per il carico-scarico. Essa nasce dal contesto e riorganizza nel suo distendersi gli elementi che incontra ritrovando un linguaggio espressivo unitario. Diviene essa stessa motivo di attrazione della vita cittadina, come luogo urbano di aggregazione, come paesaggio da vivere e respirare. Il grande tappeto di pietra locale, a lastre di dimensioni variabili e colorazione chiara, ricopre l’intera superficie della piazza incuneandosi all’interno dell’edificio stesso ed in alcuni punti oltrepassandolo, garantendo il suo attraversamento.
© MANGASTUDIO . Pubblicata il 12 Gennaio 2012.
Il Complesso Il nuovo polo agroalimentare e della tradizione samughese prende forma dall’edificio esistente opportunamente pulito, come sopra descritto, attraverso un unico gesto capace di integrare la vecchia e la nuova realtà, senza comprometterne la memoria storica. Il vecchio caseificio L’immobile esistente sarà recuperato attraverso operazioni di conservazione delle murature esistenti legate ad operazioni integrative e di sostituzione che conferiranno al vecchio caseificio un rinnovato aspetto, senza dover rinunciare alla sua conformazione originaria ed alla sua organizzazione interna. Queste operazioni prevedono il mantenimento dell’involucro esterno e quasi completamente della partizione interna, compresi i vecchi macchinari per la lavorazione, mantenuti nella loro collocazione originaria. La manica sporgente situata ad Est viene svuotata perimetralmente per mettere in vista, a scopo ludico – didattico le fasi di lavorazione dei prodotti caseari, la cui filiera produttiva potrebbe essere mantenuta all’interno di determinati spazi (previsti – si veda planimetria sotto) anche limitatamente a scopo didattico e divulgativo – dimostrativo per incontri – seminari con le scuole o per corsi aperti alla cittadinanza e al turismo. La filiera produttiva, sempre proseguendo con i medesimi intenti, all’interno dell’edificio originario viene integrata con spazi dedicati alla produzione di olio e pane. Gli spazi di lavorazione si attestano lungo il corridoio distributivo interno alla struttura, ma rimangono completamente a vista grazie alla grande parete vetrata (con infissi di legno – si veda dettaglio – tav. 3) inserita a sostituzione dei setti murari. Quest’apertura dei settori di produzione permette di estendere il percorso di visita anche all’interno dei laboratori, elevando a potenza l’espressione della vocazione agroalimentare del polo, attrattore per il turismo enogastronomico. Nell’estremità Ovest del vecchio fabbricato viene ricavata una hall – reception funzionale a tutte le attività, direttamente accessibile dal parcheggio previsto ancora più ad Ovest. Questo ambiente smista i flussi all’interno della struttura: dal percorso di visita guidato attraverso le attività produttive presenti al piano terra con annessa saletta audiovisivi, allo spazio ricavato al piano superiore nel nuovo volume dedicato alle esposizioni con relative aule per incontri didattici. A tal proposito si sottolinea la decisione di scorporare le funzioni richieste ed inseribili nella sala polivalente (auditorium, piccolo teatro e area espositiva) ricavando tre spazi distinti il cui funzionamento può essere anche autonomo e sovrapponibile. Questa scelta ha permesso di ottenere degli ambienti differenziati che possono in modi altrettanto differenziati essere dedicati a particolari settori della comunità: attività legate alla produzione culturale giovanile, piccole mostre a tema, aule-studio a disposizione dei cittadini, etc.…
© MANGASTUDIO . Pubblicata il 12 Gennaio 2012.
L’inserimento tecnologico L’accostamento di una nuova struttura completamente autonoma rispetto a quella esistente, consente l’inserimento di una nuova copertura per l’intero complesso (vecchio e nuovo edificio), raggiungendo così l’uniformità desiderata. Alcuni accorgimenti adottati permettono inoltre di rendere efficiente dal punto di vista energetico l’intero fabbricato, oltre che qualitativamente interessante sia dal punto di vista estetico che funzionale. I principali obiettivi riguardano il contenimento del surriscaldamento degli ambienti interni e la possibilità di sfruttare – canalizzare la ventilazione naturale per il raffrescamento. In tal senso si sono pensate sezioni murarie importanti (specialmente in prossimità della doppia struttura in muratura – esistente ed in calcestruzzo – nuova) coadiuvate da pannelli isolanti posti sul lato interno delle murature stesse. Questo permette di raggiungere un’ottima inerzia termica e di impedire il passaggio del calore fino agli ambienti interni. A Nord questa soluzione consente una buona schermatura anche per le eventuali correnti fredde invernali. La parete che si affaccia sulla piazza strutturalmente viene concepita con una serie ritmata di pilastrature a sezione rettangolare, che fungono anche da frangisole, tamponate a filo interno mediante un sistema tecnologico che vede l’integrazione tra pannelli nervati in policarbonato e vetro trasparente (in presenza di finestre apribili). In un confronto fra il Policarbonato ed il vetro, il primo, a fronte di una trasparenza pari a circa il 78%, presenta delle caratteristiche più convincenti sotto il profilo del risparmio energetico (garantendo un abbattimento medio dei costi energetici del 13-17%* rispetto ad un’analoga realizzazione in vetro grazie alle qualità isolanti del policarbonato), ed una grande resistenza agli agenti atmosferici. La presenza, inoltre, di appositi filtri consente al materiale di trattenere le radiazioni ultraviolette, invisibili all’occhio umano, il cui effetto risulta altamente nocivo per legno e vernici. Questo sistema di pannellature, consente di trasformare la parete esistente in muratura in una particolare parete ventilata, grazie anche all’inserimento, nella parte bassa, di prese d’aria realizzate con l’uso di mattoni forati messi in opera di coltello: l’immissione di aria fresca dall’esterno sarà garantita attraverso una micro-ventilazione diffusa nei singoli ambienti; tra una lamella strutturale e l’altra l’aria fresca viene catturata e canalizzata per il raffrescamento degli ambienti interni. Come si può notare nella sezione di dettaglio i vani ricavati tra la pannellatura e la vecchia muratura, integrati con l’inserimento di punti luminosi con lampade fluorescenti a basso consumo, possono essere utilizzati funzionalmente per la stiva di elementi come estintori (nella parte bassa) oppure di oggetti da esposizione, fotografie, etc. (nella parte alta). Infine, si è scelto di adottare un sistema di riscaldamento |raffrescamento a pannelli radianti a pavimento, inseriti nel solaio contro-terra, con il getto soprastante in cemento lasciato a vista per aumentarne la resa termica, in modo da garantire il benessere della persona anche in presenza di luci e altezze così importanti.
© MANGASTUDIO . Pubblicata il 12 Gennaio 2012.
Il nuovo volume Il nuovo volume, concepito per essere considerato un tutt’uno con il nucleo originario del caseificio, prende forma dalla fabbrica esistente e si sviluppa intorno allo spazio – piazza centrale. L’ampliamento si caratterizza per un accentuato bi-frontismo: i fronti esterni, rivolti verso il contesto sono materici e chiusi, seppur caratterizzati da ampie bucature che inquadrano scorci selezionati o individuano ingressi privilegiati, mentre il circuito interno si smaterializza in un ritmato colonnato con retrostanti estese superfici vetrate. Questa connotazione rivela la volontà di proteggere la piazza interna elevandola a luogo nodale per la vita del centro ed anche per lo sguardo verso l’esterno. Una sorta di elemento simbolo massivo ed importante che contiene al suo interno un centro pulsante caratterizzato dallo svolgersi delle più svariate attività, a partire dalla tradizione agroalimentare del territorio. L’uniformità materica determinata dall’utilizzo del cemento a vista con pigmentazione cromatica integrata con il contesto, mantenuta per le superfici sia dei lati esterni che della piazza interna, contribuisce a rendere il progetto monolitico, permettendo alle poche aperture che guardano la città di risultare ancor più importanti e significative nonché controllate. A raggiera dallo spazio lastricato si denotano i diversi accessi alle aree tematiche: nel braccio Ovest, arretrati rispetto al colonnato, si sviluppano quattro ambienti destinati alla degustazione e vendita al dettaglio dei prodotti della tradizione samughese, prodotti all’interno del centro oppure legati ad alcune aziende locali che desiderano mettersi in evidenza con i loro prodotti. Il braccio a Sud, forato in due punti per garantire dalla piazza viste privilegiate verso il Giardino degli Ulivi e il paesaggio agreste circostante, contiene due spazi auditorium e piccolo teatro collegati al primo livello dove sono situati i servizi igienici e alcuni vani di servizio. Il piccolo teatro si attesta sul piccolo edificio esistente, conservato esternamente ed integrato al circuito del nuovo complesso dove sarà alloggiato nello spazio a doppia altezza ricavato un bookshop-segreteria per l’intero polo.
© MANGASTUDIO . Pubblicata il 12 Gennaio 2012.
I materiali La scelta dei materiali è volta ad ottenere una uniformità tra ciò che già era presente sul territorio e quello che si è scelto di aggiungere. Il cemento a vista lavorato secondo una tessitura a doghe (non liscio) e cromaticamente integrato con il contesto rappresentato dagli edifici che lo attorniano, rappresenta il materiale dominante per gli elementi strutturali e le pavimentazioni interne (in cemento industriale finito a resina). Infissi in legno e pareti in vetro e policarbonato ed una omogenea pavimentazione in pietra locale completano il quadro degli elementi materici utilizzati nel progetto sia per gli esterni che per gli interni.
© MANGASTUDIO . Pubblicata il 12 Gennaio 2012.
I parcheggi La pavimentazione della piazza si estende ad Ovest conformandosi in un percorso pedonale ed in uno spazio riservato a parcheggio. Questo, dunque, appare come mimetizzato all’interno dello spazio lastricato e del disegno del verde, funzionando coerentemente agli altri elementi di progetto. Questa disposizione permette la totale integrazione del parcheggio con le piantumazioni, con la mitigazione dell’impatto urbano che ne consegue. A servizio del Nuovo Polo, può essere messo a disposizione della cittadinanza, ad integrazione dei parcheggi esistenti. Consente la sosta dei bus turistici, per i quali è previsto uno spazio – sosta temporanea lungo via Santa Croce.
I giardini L’integrazione tra spazi esterni ed interni è uno degli elementi principali su cui è basato il progetto. Il complesso di nuova edificazione è caratterizzato dalla presenza di una grande piazza, in cui si inserisce una vasca giardino con sedute in corporate. Tale vasca nasce dal prolungamento del Giardino degli Ulivi, situato a Sud del lotto ed integrato all’interno del complesso poiché valutato come importante elemento aggiunto della tradizione locale. Tutto il complesso gode di una forte apertura visiva verso il paesaggio e verso la città, elemento fondamentale per il rapporto con il parco attrezzato a Est. Il disegno della Piazza e dei giardini rispondono ad un’unica volontà: quella di creare uno spazio unitario e continuo percorribile pedonalmente, un percorso che necessariamente porta all’attraversamento del nuovo polo. Per le alberature si sceglieranno alberi adatti e presenti nel luogo che permetteranno una schermatura in estate e la permeabilità ai raggi solari in inverno. La scelta ricadrà tra le essenze tipiche ornamentali e diffuse sul territorio, tra le quali palme ed ulivi.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
Vedi la lista di tutte le associazioni per regione. Per maggiori informazioni Contattateci