
vista dal porticato
© Aka Architetti . Pubblicata il 16 Gennaio 2012.
- Samugheo è uno di quei comuni virtuosi che, grazie a un’economia fondata su attivita’ produttive radicate nella tradizione locale, hanno dimostrato di saper reagire meglio di altri alla crisi mondiale e il cui modello di sviluppo sul confine tra innovazione e salvaguardia dell’ambiente risulta in linea con la nuova sensibilita’ che si e’ sviluppata in questi anni nei confronti della ricerca di modelli di sviluppo sostenibili.
La citta’ stessa e’ l’immagine fisica di questo incontro tra una natura potente e incontaminata, la conservazione del patrimonio storico-archeologico e lo sviluppo di importanti attivita’ produttive, rivolte al mercato nazionale e internazionale.
La realizzazione del Nuovo Centro Agroalimentare e della Tradizione del Samughese e’ occasione simbolica per raccontare questo modello di comunita’ e insieme dare alla citta’ uno spazio polifunzionale in grado di diventare luogo di incontro e contenitore di funzioni diverse.
Il lotto prescelto e’ sul limite tra l’abitato piu’ denso e il paesaggio naturale, dominato dagli uliveti e dai campi coltivati.
- L’intervento prevede il recupero del vecchio Caseificio di Samugheo, un edificio di circa 1.300 mq attualmente in stato di abbandono, e la realizzazione di un nuovo volume, destinato a una Sala Polivalente ai i suoi spazi accessori: esposizione, biglietteria-guardaroba, bookshop, caffetteria e servizi.
Una nuova copertura unisce l’intero complesso, vecchio e nuovo, spazi chiusi e aperti.
La forma serpentina richiama il tracciato delle strade tipico del tessuto urbano del nucleo storico del paese.
Questo tetto scolpito abbraccia lo spazio della piazza centrale, cuore del progetto, e trasforma l’edificio in un unico percorso che si snoda lungo il perimetro del lotto.
Ma i singoli edifici mantengono la loro individualita’, nel taglio tra uno e l’altro si creano spazi porticati che inquadrano stralci particolarmente significativi della natura.
Il piccolo edificio separato su via Santa Croce viene conservato ma modificato radicalmente, trasformando l’edificio in un tunnel visivo.
E’ un info-point che funziona anche come aula didattica, dove i visitatori vengono accolti e ricevono alcune informazioni preliminari.
In corrispondenza dell’ingresso una leggera modellazione del terreno suggerisce la possibilita’ di tre accessi differenziati,sottolineando come il centro possa essere vissuto come un unico complesso o se ne possano utilizzare separatamente i tre nuclei funzionali: il polo caseario, il food court con area di vendita/ristorazione e la sala.
Le parti posso anche essere gestite con orari distinti, con l’obiettivo di rendere il centro un luogo vivo, catalizzatore di vita sociale, alle diverse ore del giorno e nei differenti periodi dell’anno.
La piazza puo’ ospitare attivita’ mercatali o comunque di commercio temporaneo, diventare arena per spettacoli cinematografici o teatrali, accogliere manifestazioni come sagre, esposizioni, eventi enogastronomici o legati all’artigianato locale.
Anche la sala polifunzionale e’ uno spazio di massima flessibilita’ che puo’ assumere varie conformazioni, l’accesso avviene attraverso un foyer vetrato che e’ una finestra aperta sugli uliveti intorno.
La testa dell’edifico, che affaccia su via Santa Croce ed e’ visibile dall’esterno del centro, costituisce l’inizio del percorso di visita guidata, che continua lungo la filiera produttiva, terminando in un magazzino di stoccaggio scenografico attrezzato per la degustazione.
In questa zona la nuova copertura crea una ampia zona porticata, uno spazio che in particolare in estate invita alla sosta al termine della visita.
Le attivita’ di gestione del centro (spazi amministrativi, spogliatoi,servizi) sono concentrate nella parte nord-ovest del lotto,riservando a questa aerea, separata dal grande flusso dei visitatori, una funzione di servizio.
- La scelta dei materiali e delle soluzioni tecnologiche e’ guidata dall’idea che l’edificio in se’, e non solo per le attivita’ che vi si svolgono, possa diventare simbolo dell’artigianato locale e della capacita’ produttiva legata all’attivita’ umana che caratterizza il samughese e la Sardegna.
La facciata degli edifici di nuova costruzione e’ realizzata con un sistema in legno che ricorda i manufatti intrecciati tipici dell’area.
Questo sistema avvolge come un nastro gli edifici e diventa elemento distintivo dell’intervento, ma viene declinato in modi differenti.
Nella sala polifunzionale funziona come un sistema di brise-soleil,che da allo spazio un’illuminazione diffusa e suggestiva.
Nel foyer e nelle aree di ristorazione la facciata diviene una parete opaca in legno dalla texture intessuta, che puo’ essere utilizzata per esposizioni permanenti o temporanee.
Nel food court e nell’info-point all’ingresso questa maglia in legno si trasforma in espositore, la trama del suo intreccio si allarga e gli spazi vuoti funzionano come mensole per la presentazione dei prodotti in vendita.
Il nuovo tetto che copre vecchi e nuovi edifici e’ realizzato in zinco, materiale tipico dell’area e gli elementi che lo compongono sono stampati in alcune parti con elementi di comunicazione o disegni geometrici tratti dalla tradizione locale.

tavola 1
© Aka Architetti . Pubblicata il 16 Gennaio 2012.

tavola 2
© Aka Architetti . Pubblicata il 16 Gennaio 2012.

tavola 3
© Aka Architetti . Pubblicata il 16 Gennaio 2012.