© studioarchitettura associati . Published on January 18, 2012.
Obiettivi: - ricercare una relazione stretta ed inedita con la città di Torino - ristabilire l’unità del “giardino a parterres nord” - perseguire la continuità con l’architettura esistente, concependo il nuovo intervento come completamento di un edificio incompiuto. Il progetto nella sua definizione prende le mosse dal medesimo movente che sta alla base della ideazione della villa, ovverosia il rapporto visivo con la città.
© studioarchitettura associati . Published on January 18, 2012.
La Villa è collegata ai luoghi monumentali di Torino attraverso una spezzata formata da due assi mutuamente rotati, con la Chiesa della Gran Madre come punto di snodo. E’ interessante notare come Villa della Regina sia orientata esattamente secondo un asse ottico che unisce il Salone centrale con Palazzo Madama e la Chiesa di San Lorenzo. Attraverso gli strumenti propri dell’architettura il progetto intende quindi materializzare questo fondamentale legame visivo.
© studioarchitettura associati . Published on January 18, 2012.
Il progetto: un corpo alto e sottile, elevazione della testata occidentale della nuova manica, è il primo elemento del progetto. Esso costituisce ingresso al complesso ed elemento di collegamento ai giardini superiori, tramite un sistema di scale in esso contenute; in corrispondenza della sosta centrale delle scale si apre una loggia passante. Dai giardini superiori, traguardando attraverso le due finestre contrapposte, è possibile inquadrare esattamente Piazza Castello e la cupola del Guarini. L’origine simbolica della Villa rientra così nella composizione attraverso due piccole e semplici finestre. Una corte d’ingresso, punto di partenza ed arrivo del percorso di visita alla villa, separa il corpo di facciata dall’ingresso vero e proprio alla nuova manica.
© studioarchitettura associati . Published on January 18, 2012.
Questa segue in maniera pedissequa il sedime dell’Ex Palazzo Chiablese, andando a definire il fronte settentrionale del “giardino a parterres nord”. Il prospetto verso il giardino è costituito da un lungo muro di mattoni avente la stessa altezza della galleria di collegamento; il muro riprende la scansione orizzontale del bugnato esistente, coincidente con quello del basamento del Palazzo Chiablese, ricucendo otticamente l’unità della quinta muraria. L’edificio assume così l’aspetto di un non-finito e restituisce una immagine scevra da connotazioni stilistiche (ritornano alla mente gli apparati murari di un’altra grande architettura Sabauda, quella del Castello di Rivoli). La continuità del muro è interrotta da uno squarcio che disvela la nuova corte d’ingresso.
© studioarchitettura associati . Published on January 18, 2012.
Questa lacuna permette l’instaurarsi di inedite relazioni visive: una volta entrati nella corte la villa appare emergente dal bordo basso muro meridionale ed inquadrata da due alte ali. La mutilazione del muro perimetrale evoca indirettamente i drammi che si nascondono dietro l’amena immagine di questi luoghi, le vicende di abbandono e distruzione che ne hanno caratterizzato la storia. La copertura della nuova manica è risolta attraverso due nuovi elementi: un lungo giardino cinto da siepi di bosso ed un teatro all’aperto. Il teatro è costituito da una lieve gradinata, generata quasi per sottrazione dalla massa in laterizio della nuova manica; in occasione di spettacoli e rappresentazioni questa sarà all’uopo attrezzabile con sedili in legno amovibili. La scena di questo spazio è costituita dalla parete interna del corpo d’ingresso.
Essa diventa l’occasione per rendere un omaggio al genio che ha lasciato importanti tracce anche a Villa della Regina: Filippo Juvarra. La scena riproduce infatti il bozzetto di una “deliziosa”, realizzato dall’architetto messinese per il Teatro torinese. Al centro si apre la finestra su Torino, mettendo così in scena la cupola di San Lorenzo in una sognante situazione: San Lorenzo nel Bosco. La corte, il primo spazio incontrato nella visita a Villa della Regina, diventa anche l’ultimo ricordo prima del congedo.