Vista dalla corte interna
© Vincenzo Nasta . Pubblicata il 25 Gennaio 2012.
L’abitato di Samugheo è posto a 370 metri sul livello del mare, situato in una zona chiamata Brabaxianna, nella regione storica del Mandrolisai caratterizzata da monti solitari e selvaggi.
Sala espositiva
© Vincenzo Nasta . Pubblicata il 25 Gennaio 2012.
Il suo territorio, prevalentemente collinare raggiunge l’altezza massima di 650m, si estende per 80 km². Paese di indubbio fascino, sia per le tradizioni che ancora la sua gente conserva, come il carnevale e la lavorazione del pane, sia per gli importanti reperti archeologici. Il progetto costituisce una riflessione sui caratteri urbani e paesaggistici del luogo in cui sorge.
Planovolumetrico
© Vincenzo Nasta . Pubblicata il 25 Gennaio 2012.
Ispirandosi alla morfologia ed alla tipologia abitativa dell’edilizia tradizionale, il nuovo edificio, un volume luminoso e leggero, si colloca nella parte mediana del lotto determinando in questo modo una “doppia corte” antistante e retrostante; allo stesso modo, l’edificio dialoga con lo spazio pubblico adiacente attraverso un alto portico, che su via Santa Croce si segnala come un nuovo monumento della città.
Esploso
© Vincenzo Nasta . Pubblicata il 25 Gennaio 2012.
Il punti nodali dell’impianto sono costituiti, oltre che dai volumi di progetto, anche e in particolar modo dai vuoti che questi volumi generano: la corte interna, quella esterna degli “ulivi” e il percorso porticato antistante l’ingresso. Queste, a ben vedere, possono essere intese come la risultante di tre diverse giaciture: quella proveniente dal vecchio caseificio a nord, quella dei giardini pubblici esistenti a est e quella proveniente dal “Parco degli ulivi” a sud.
Corte esterna - Giardino degli ulivi
© Vincenzo Nasta . Pubblicata il 25 Gennaio 2012.
Intorno a questi punti “nodali” si collocano altri luoghi di relazione e di incontro, tra cui l’area fieristica e mercatale, i percorsi pedonali e ciclabili e i parcheggi. Nell’impianto generale queste diverse funzioni sono collegate esternamente dal sistema viario tangenziale ai due lotti, costituito da Via San Michele, Via Kennedy e Via Matteotti e internamente dai percorsi pedonali e ciclabili. Via Santa Croce funge da elemento di contatto tra il sistema di circolazione veicolare e quello pedonale, in quanto può essere chiusa al traffico in occasioni particolari quali fiere e mercati o anche semplicemente nei giorni festivi come la domenica.
© Vincenzo Nasta . Pubblicata il 25 Gennaio 2012.
La proposta di recupero del caseificio della Cooperativa prevede la demolizione totale sia del piccolo edificio destinato ad uffici presente nella zona di accesso che dell’ampliamento, realizzato nel 1975 per la conservazione del pecorino romano. La nuova distribuzione degli spazi interni prevede il ridimensionamento del polo caseario, l’insediamento di laboratori per la produzione di pane tipico, lavorazione di insaccati e l’allocazione, nel piano interrato, di una cantina per la conservazione di vini locali. Tale spazio sarà collegato inferiormente con un medesimo ambiente previsto nel progetto del nuovo edificio. I locali produttivi, sopra descritti, sono stati distribuiti lungo la parte nord-ovest dell’edificio e delimitati da una parete vetrata sul corridoio interno, in modo da predisporre un percorso di visita che si affianca all’area degustazione e culmina nel grande ambiente a nord-est destinato ad aula didattica. Da questo ambiente è possibile proseguire la visita passando nel nuovo edificio nella zona destinata alla vendita dei prodotti tipici, oppure, tramite la scala posta in fondo la sala, raggiungere gli uffici amministrativi posti al piano superiore. L’accesso all’edificio da via Matteotti è riservato ai veicoli di servizio e ai dipendenti della struttura. Da questo varco si accede ai parcheggi, alla banchina di carico e scarico e all’ufficio accettazione e controllo della materia prima in lavorazione.
© Vincenzo Nasta . Pubblicata il 25 Gennaio 2012.
La proposta di progetto del nuovo edificio dal punto di vista degli spazi prevede, al piano terra, un grande spazio esterno sotto il portico, uno spazio a doppio volume di ngresso, un ampio spazio interno di circa 480 mq per la sala polivalente con i suoi servizi e infine una zona di accoglienza e vendita prodotti; dallo spazio di ingresso, tramite una scala ed un ascensore, si accede al piano superiore, dove trovano sistemazione: un piccolo teatro e sala convegni di circa 300 mq e 100 posti a sedere, una caffetteria e zona degustazione prospettante sull’uliveto a sud e su Via Santa Croce ad est, oltre che ambienti più tradizionali per uffici amministrativi. Lo spazio della sala polivalente visivamente prosegue al di là delle vetrate, lasciando vedere brani di paesaggio esterno con prati e alberi. I materiali prevalenti del progetto sono: le pareti verticali esterne, realizzate con un sistema a camera d’aria in calcestruzzo faccia vista con casseforme in legno; le parti vetrate, a facciata continua riportante una struttura esterna con lamelle frangisole; i cortili e gli spazi non a verde, pavimentati con assiti di legno e pietra calcarea; i pavimenti delle sale, in resina addizionata con polveri di pietra di cava bianca, mentre quelli degli uffici e laboratori saranno del tipo flottante.
Tavola 1
© Vincenzo Nasta . Pubblicata il 25 Gennaio 2012.
Tavola 2
© Vincenzo Nasta . Pubblicata il 25 Gennaio 2012.
Tavola 3
© Vincenzo Nasta . Pubblicata il 25 Gennaio 2012.
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