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Bolzano (BZ), Italia

CONCORSO DI IDEE PER LA REALIZZAZIONE DI UN PARCO D’ARTE NEL QUARTIERE CASANOVA DI BOLZANO

progetto partecipante

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Luca Bruno.Romina Majoli

PREMESSA . Il tema del concorso di idee è la progettazione di un’area/parco d’artista nel nuovo quartiere CasaNova di Bolzano che si integrerà in un progetto esistente di sistemazione a verde pubblico. In seguito ad un’attenta analisi del contesto urbano e, soprattutto, alla rivalutazione del concetto di parco, nasce la nostra idea progettuale che supera l’immagine di un “parco – contenitore” per lo svago, trasformandolo in uno spazio polifunzionale ad hoc nel quale diverse discipline (sociologia, architettura, antropologia, psicologia, urbanistica) dialogano tra loro sensibilizzando e coinvolgendo la popolazione che lo fruisce. CRITERI PROGETTUALI . Prendendo spunto dalle direttrici degli immobili esistenti, sono nati i segni progettuali che hanno dato vita alla nostra proposta di parco.

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Luca Bruno.Romina Majoli

Questo nuovo inserimento ha l’obiettivo di far dialogare attraverso percorsi, funzioni e prospettive le diverse zone del quartiere CasaNova, facendo sì che i percorsi esistenti diventino un tutt’uno con i nuovi. Il parco sarà organizzato in “zone funzionali” partendo dall’area adiacente la strada principale fino ad arrivare nella parte opposta del lotto di progetto. La prima zona denominata “il bosco delle riflessioni”, sarà caratterizzata da piccole “montagne di terra” dalle quali, oltre a generarsi delle sedute, nasceranno dei percorsi che si articoleranno tra gli alberi. Il bosco dovrà rappresentare il “luogo dove poter trovare ispirazione”, un’area verde dove estraniarsi da tutto e tutti per trovare il proprio equilibrio, un luogo di ritrovo ed aggregazione a contatto con la natura. Quest’area, oltre a rappresentare una vera e propria barriera acustica/visiva tra parco e strada, favorendo una maggiore riservatezza degli spazi, è anche una schermatura dalle forti raffiche di vento invernali provenienti da nord. Un importante elemento in muratura segna il limite del bosco dando origine, oltre che ad una serie di sedute, anche a delle vere e proprie cornici che inquadrano e valorizzano le diverse prospettive del parco. La parte di questo elemento in muratura che affaccia sulla strada principale conterrà anche l’incisione “parco d’arte CasaNova” su due lati in modo tale da essere visibile da entrambi i sensi di marcia. Su tutte le altre superfici in vista sono, invece, previste incisioni riportanti citazioni sull’arte in diverse lingue. Un primo spazio comunicante con il “bosco delle riflessioni” è “l’area espositiva”, un’ampia parte del parco a quota 0.00 m caratterizzata da una superficie piana a prato da utilizzare per piccole e grandi esposizioni temporanee. E’ stato previsto che nella parte centrale di questo spazio potranno essere istallate grandi sculture da poter sostituire periodicamente, mentre gli otto cubi espositivi che segnano il limite con il marciapiede, rappresentano dei piedistalli retroilluminati su cui giovani artisti potranno esporre settimanalmente le proprie opere e farsi conoscere al pubblico. Questo spazio espositivo a quota 0.00 m si estenderà fino a generare un angolo più riservato, schermato anche da un filare di alberi a medio fusto: “la zona lettura”. Sette sedute in granito fuoriescono da un lungo setto murario di ardesia che taglia diagonalmente il lotto. Questi semplici cubi hanno origine dalla proiezione sul muro di sedute e scale dell’anfiteatro sottostante. Particolare è il taglio nel muro nella parte sovrastante le sedute (da quota 0.45 m a 0.70 m) che lascia intravedere, dal lato dell’anfiteatro, parte del corpo dei lettori. Come l’elemento in muratura precedentemente citato, anche questa feritoia nel muro rappresenta una vera e propria cornice che, questa volta, valorizza “l’opera d’arte corpo umano”. Il “segno” prevalente del nostro progetto è proprio questo imponente muro di ardesia che, oltre a rappresentare una netta separazione di funzioni, sarà l’elemento innovativo, l’elemento sensibilizzatore per gli abitanti e le loro necessità. Sarà possibile, infatti, mediante l’uso di gessetti, poter dare libero sfogo alla propria fantasia scrivendo, disegnando, elaborando qualunque “forma d’arte” sul rivestimento di ardesia, da entrambi i lati ed a qualunque altezza; sarà proprio come scrivere su una lavagna… Bambini, anziani, adulti, persone comuni ed artisti, potranno trovare occasione di svago e di iniziativa personale. L’arte pubblica non è solo una semplice esposizione di opere, “…deve andare oltre il gesto personale dell’artista, deve trascendere dalla pura soggettività e rispondere alla struttura urbana, sociale e politica, che definisce un dato luogo” (Matzner et. al., 2001, pp. 461). La scelta di materie prime locali come materiale da costruzione rappresenta la nostra volontà di sfruttare il più possibile le risorse naturali del luogo a costi ridotti e nel rispetto del contesto paesaggistico. L’uso dell’ardesia, in particolare, è stato fortemente voluto perché, oltre ad essere un materiale assorbente, trattiene il calore e, attraverso un processo di conduzione, contribuisce anche a distribuirlo. Un altro importante “segno” di progetto è il percorso in doghe di larice che attraversa l’intera area terminando nell’anfiteatro. Questo percorso, infatti, passando attraverso il “bosco delle riflessioni”, ci permetterà sia di accedere ad uno spazio piano pavimentato con sedute a quota 0.00 m, sia di proseguire verso l’”area anfiteatro” seguendo una leggera pendenza che ci porterà fino a quota – 3.56 m, creando un vero e proprio squarcio nel terreno estremamente significativo per il progetto. E’ stato previsto, inoltre, che il materiale asportato dallo scavo sarà utilizzato per generare le “montagne di terra” all’interno del “bosco delle riflessioni”, in modo tele da ridurre al minimo i costi di realizzazione. Ai due lati delle sedute in granito si sviluppano due scale con la funzione di smaltire in modo intelligente il flusso di persone che potranno usufruire contemporaneamente di questo spazio. Un corridoio di adeguate dimensioni separa le sedute dalla scena, permettendo anche lo stazionamento di disabili in caso di spettacoli, senza intralciare il passaggio. La scena in doghe di larice sarà tanto grande da poter ospitare sia un singolo interprete, sia una compagnia teatrale che un concerto. Quest’ultima sarà circondata nella parte retrostante e su uno dei due lati minori da uno specchio d’acqua che si protrarrà fino al percorso pedonale esistente a quota 0.00, migliorando, così, la propagazione delle onde sonore. Inoltre, all’altro lato della scena, saranno previsti dei volumi di diverse altezze tra i quali il più svettante rappresenta una vera e propria cerniera tra i due principali “segni” progettuali. Queste torrette presentano copertura a verde ed hanno diverse funzioni: la più alta, rivestita in doghe di larice, ospiterà una piattaforma levatrice che da quota 0.00 m porterà a quota -3.56; la media e la più bassa, intonacate di bianco, saranno dei semplici box per custodire attrezzature, strumenti e vestiti di scena. L’idea di creare un anfiteatro all’interno del parco nasce dalla volontà di riservare una parte dell’area alla libera esibizione, qualunque sia la forma e il modo. Anche in un quartiere a prevalente carattere residenziale e con una presenza rilevante di edilizia popolare e agevolata, è possibile educare la popolazione all’arte, riconvertendo, così, un contesto urbano periferico. “… Il parco d’arte si può intendere come un luogo di negoziazione tra uomini e cose … come territorio artistico in via di sviluppo e non un contenitore che si accontenti solo di ospitare progetti ed esposizioni, ma un modello di sviluppo sostenibile e durevole tra le pratiche artistiche e lo spazio d’esposizione che le produce e le mostra”. Nicolas Bourriaud

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